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Memos episodes

  • Memos di mercoledì 17/02/2021
    Virus, vaccini e varianti. Quanto è alto il rischio che il virus Sars-Cov-2 diventi endemico, non “stagionale”? I vaccini sono capaci di bloccare anche la trasmissione dell’infezione, oltre che la malattia? Tra le varianti in circolazione, quella inglese è più letale del virus “originario”? Memos ha girato queste e altre domande a Ilaria Dorigatti, epidemiologa all’Imperial College di Londra, una delle più autorevoli università in campo medico e scientifico. La professoressa Dorigatti, insieme ad altri colleghi, un anno fa (metà gennaio 2020) lanciò il primo allarme sul pericolo del nuovo coronavirus rappresentato dai numerosi contagi che cominciavano a riscontrarsi anche fuori dalla Cina. Ilaria Dorigatti si occupa di sviluppo di modelli statistici per capire come si trasmettono i virus nelle popolazioni. Collabora con un epidemiologo di fama internazionale come Neil Ferguson, consulente del governo britannico che ha convinto Boris Johnson a fare marcia indietro sulla politica anti-Covid.
    29 min
  • Memos di mer 17/02/21
    Virus, vaccini e varianti. Quanto è alto il rischio che il virus Sars-Cov-2 diventi endemico, non “stagionale”? I vaccini sono capaci di bloccare anche la trasmissione dell’infezione, oltre che la malattia? Tra le varianti in circolazione, quella inglese è più letale del virus “originario”? Memos ha girato queste e altre domande a Ilaria Dorigatti, epidemiologa all’Imperial College di Londra, una delle più autorevoli università in campo medico e scientifico. La professoressa Dorigatti, insieme ad altri colleghi, un anno fa (metà gennaio 2020) lanciò il primo allarme sul pericolo del nuovo coronavirus rappresentato dai numerosi contagi che cominciavano a riscontrarsi anche fuori dalla Cina. Ilaria Dorigatti si occupa di sviluppo di modelli statistici per capire come si trasmettono i virus nelle popolazioni. Collabora con un epidemiologo di fama internazionale come Neil Ferguson, consulente del governo britannico che ha convinto Boris Johnson a fare marcia indietro sulla politica anti-Covid.
    29 min
  • Memos di martedì 16/02/2021
    Quanto ecologica sarà la transizione del governo Draghi? Memos ha ospitato oggi Giovanni Carrosio, sociologo del territorio e dell’ambiente all’università di Trieste, uno dei curatori del progetto “Riabitare l’Italia” e tra gli animatori del Forum Disuguaglianze Diversità. Carrosio esprime una prima impressione “a caldo” sul nuovo ministero della transizione ecologica. “La sensazione – dice il professor Carrosio – è che questo ministero sia senza ecologia, nel senso che tutto è sacrificato sull’altare della de-carbonizzazione che diventa lo strumento per tentare un nuovo ciclo di accumulazione. Sembrano sparire le dimensioni ecologiche della crisi ambientale. La questione ambientale – conclude il sociologo – non si può affrontare solo con l’innovazione tecnologica, come se non importassero le dimensioni territoriali e le interconnessioni tra i territori nel nostro modello di sviluppo”. Ospite a Memos anche Annalisa Corrado, ingegnera meccanica e co-portavoce di Green Italia. “Noi ecologisti – racconta Corrado - avevamo sempre auspicato una sorta di cabina di regia molto alta (addirittura in seno alla Presidenza del Consiglio) proprio perché contrastare il cambiamento climatico in modo serio e veloce prevede di poter agire su tematiche ampie: l’energia, la mobilità, le infrastrutture, i trasporti, l’allevamento, l’agricoltura, la biodiversità, le bonifiche. Insomma – conclude la co-portavoce di Green Italia - ci vuole una rivoluzione per arrivare agli obiettivi degli accordi di Parigi. E per fare in modo che questa rivoluzione non pesi sulle fasce più deboli della popolazione, non bisogna dimenticare le necessarie infrastrutture sociali. Ci vuole coordinamento, mentre i ministeri hanno sempre lavorato ciascuno sul proprio pezzo”. Infine, nella puntata di oggi la giornalista Vanessa Ricciardi (Domani) ha ricostruito alcuni tratti del profilo politico del ministro Roberto Cingolani, attraverso sue dichiarazioni e interviste rilasciate in passato.
    31 min
  • Memos di mar 16/02/21
    Quanto ecologica sarà la transizione del governo Draghi? Memos ha ospitato oggi Giovanni Carrosio, sociologo del territorio e dell’ambiente all’università di Trieste, uno dei curatori del progetto “Riabitare l’Italia” e tra gli animatori del Forum Disuguaglianze Diversità. Carrosio esprime una prima impressione “a caldo” sul nuovo ministero della transizione ecologica. “La sensazione – dice il professor Carrosio – è che questo ministero sia senza ecologia, nel senso che tutto è sacrificato sull’altare della de-carbonizzazione che diventa lo strumento per tentare un nuovo ciclo di accumulazione. Sembrano sparire le dimensioni ecologiche della crisi ambientale. La questione ambientale – conclude il sociologo – non si può affrontare solo con l’innovazione tecnologica, come se non importassero le dimensioni territoriali e le interconnessioni tra i territori nel nostro modello di sviluppo”. Ospite a Memos anche Annalisa Corrado, ingegnera meccanica e co-portavoce di Green Italia. “Noi ecologisti – racconta Corrado - avevamo sempre auspicato una sorta di cabina di regia molto alta (addirittura in seno alla Presidenza del Consiglio) proprio perché contrastare il cambiamento climatico in modo serio e veloce prevede di poter agire su tematiche ampie: l’energia, la mobilità, le infrastrutture, i trasporti, l’allevamento, l’agricoltura, la biodiversità, le bonifiche. Insomma – conclude la co-portavoce di Green Italia - ci vuole una rivoluzione per arrivare agli obiettivi degli accordi di Parigi. E per fare in modo che questa rivoluzione non pesi sulle fasce più deboli della popolazione, non bisogna dimenticare le necessarie infrastrutture sociali. Ci vuole coordinamento, mentre i ministeri hanno sempre lavorato ciascuno sul proprio pezzo”. Infine, nella puntata di oggi la giornalista Vanessa Ricciardi (Domani) ha ricostruito alcuni tratti del profilo politico del ministro Roberto Cingolani, attraverso sue dichiarazioni e interviste rilasciate in passato.
    31 min
  • Memos di venerdì 12/02/2021
    Propaganda, revisionismi, abusi politici della storia. L’evento “Giorno del Ricordo” rivela col passare del tempo il suo volto più autentico: e cioè, trasformare le violenze “politiche” dei partigiani jugoslavi negli anni ‘43-’45, le foibe, in violenze “etniche”. “Non c’è stata alcuna pulizia etnica di istriani e dalmati, si è invece trattato di un esodo”, racconta a Memos Raoul Pupo, storico dell’Università di Trieste. Chi vuole forzare la verità su quelle violenze? Negli anni – sostiene a Memos lo storico Eric Gobetti - “i partiti di destra hanno cercato di far sì che questa giornata del 10 febbraio diventasse un memoriale di destra, se non vogliamo dire neo-fascista”. E per far questo gli italiani del “confine orientale” devono essere rappresentati come vittime “etniche”, gli stessi fascisti devono sembrare vittime. “Questa modalità di commemorazione – scrive lo storico Gobetti nel suo ultimo libro “E allora le foibe?”- rischia dunque di far passare i fascisti per vittime, ma anche le vittime per fascisti”. Conclusione: è in corso un tentativo di rovesciamento dei ruoli tra vittime e carnefici, di narrazione di improbabili accostamenti tra Shoah e foibe, di colonizzazione da destra della memoria di quegli anni per “trasformare – dice il professor Pupo - il Giorno del Ricordo nella memoria delle vittime del comunismo”.
    31 min
  • Memos di ven 12/02/21
    Propaganda, revisionismi, abusi politici della storia. L’evento “Giorno del Ricordo” rivela col passare del tempo il suo volto più autentico: e cioè, trasformare le violenze “politiche” dei partigiani jugoslavi negli anni ‘43-’45, le foibe, in violenze “etniche”. “Non c’è stata alcuna pulizia etnica di istriani e dalmati, si è invece trattato di un esodo”, racconta a Memos Raoul Pupo, storico dell’Università di Trieste. Chi vuole forzare la verità su quelle violenze? Negli anni – sostiene a Memos lo storico Eric Gobetti - “i partiti di destra hanno cercato di far sì che questa giornata del 10 febbraio diventasse un memoriale di destra, se non vogliamo dire neo-fascista”. E per far questo gli italiani del “confine orientale” devono essere rappresentati come vittime “etniche”, gli stessi fascisti devono sembrare vittime. “Questa modalità di commemorazione – scrive lo storico Gobetti nel suo ultimo libro “E allora le foibe?”- rischia dunque di far passare i fascisti per vittime, ma anche le vittime per fascisti”. Conclusione: è in corso un tentativo di rovesciamento dei ruoli tra vittime e carnefici, di narrazione di improbabili accostamenti tra Shoah e foibe, di colonizzazione da destra della memoria di quegli anni per “trasformare – dice il professor Pupo - il Giorno del Ricordo nella memoria delle vittime del comunismo”.
    31 min
  • Memos di giovedì 11/02/2021
    Democrazia e monopoli non stanno insieme. Negli Stati Uniti è un principio antico, un cardine della legislazione contro i “trust” di fine ‘800. Oggi un rapporto della Commissione giustizia del Congresso Usa lo riafferma con un documento di quasi 500 pagine che punta il dito contro i monopoli di Big Tech (Google, Amazon, Facebook, Apple; https://tinyurl.com/BigTechAntitrust, ottobre 2020). Non solo il reddito, anche il capitale tende a concentrarsi in forme monopolistiche (dal digitale al farmaceutico, dall’auto ai media) mettendo in tensione gli equilibri della democrazia e i principi della giustizia sociale. Memos ha ospitato l’economista Michele Polo, studioso di politica industriale e legislazione antitrust all’università Bocconi di Milano.
    29 min
  • Memos di gio 11/02/21
    Democrazia e monopoli non stanno insieme. Negli Stati Uniti è un principio antico, un cardine della legislazione contro i “trust” di fine ‘800. Oggi un rapporto della Commissione giustizia del Congresso Usa lo riafferma con un documento di quasi 500 pagine che punta il dito contro i monopoli di Big Tech (Google, Amazon, Facebook, Apple; https://tinyurl.com/BigTechAntitrust, ottobre 2020). Non solo il reddito, anche il capitale tende a concentrarsi in forme monopolistiche (dal digitale al farmaceutico, dall’auto ai media) mettendo in tensione gli equilibri della democrazia e i principi della giustizia sociale. Memos ha ospitato l’economista Michele Polo, studioso di politica industriale e legislazione antitrust all’università Bocconi di Milano.
    29 min
  • Memos di mercoledì 10/02/2021
    Calabria, il maxiprocesso “Rinascita Scott” di Lamezia Terme e le relazioni criminose tra clan, professionisti, imprenditori. E politici. Il racconto di Alessia Candito, giornalista di Repubblica che sta seguendo il processo.  E poi, la nuova stagione elettorale con il “ritorno” in Calabria di Luigi De Magistris. Ospite anche Federico Varese, criminologo dell’università di Oxford (GB), tra i più autorevoli studiosi di organizzazioni criminali. “Com’è possibile - si chiede il professor Varese - che un’organizzazione criminale possa penetrare la società così a fondo? Cosa pensa di fare la politica per ribaltare quest’equilibrio perverso in cui sembra che la ‘ndrangheta sia un altro degli attori nel contesto e non venga, invece, rigettata dai professionisti e dalla politica stessa?”. La ‘ndrangheta delle collusioni con la politica e senza confini è invece quella che emerge dall’”Atlante illustrato della ‘ndrangheta” (Rizzoli 2020). A Memos il suo autore Giovanni Tizian, giornalista di Domani. La puntata di oggi si conclude con un aggiornamento sul processo di Locri contro l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Grazie alla sociologa Giovanna Procacci per avercelo inviato.
    29 min
  • Memos di mer 10/02/21
    Calabria, il maxiprocesso “Rinascita Scott” di Lamezia Terme e le relazioni criminose tra clan, professionisti, imprenditori. E politici. Il racconto di Alessia Candito, giornalista di Repubblica che sta seguendo il processo.  E poi, la nuova stagione elettorale con il “ritorno” in Calabria di Luigi De Magistris. Ospite anche Federico Varese, criminologo dell’università di Oxford (GB), tra i più autorevoli studiosi di organizzazioni criminali. “Com’è possibile - si chiede il professor Varese - che un’organizzazione criminale possa penetrare la società così a fondo? Cosa pensa di fare la politica per ribaltare quest’equilibrio perverso in cui sembra che la ‘ndrangheta sia un altro degli attori nel contesto e non venga, invece, rigettata dai professionisti e dalla politica stessa?”. La ‘ndrangheta delle collusioni con la politica e senza confini è invece quella che emerge dall’”Atlante illustrato della ‘ndrangheta” (Rizzoli 2020). A Memos il suo autore Giovanni Tizian, giornalista di Domani. La puntata di oggi si conclude con un aggiornamento sul processo di Locri contro l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Grazie alla sociologa Giovanna Procacci per avercelo inviato.
    29 min

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