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Memos episodes

  • Lezioni di antimafia: Nando Benigno
    Terzo appuntamento del ciclo “Lezioni di antimafia” con la Scuola di Formazione politica “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione tenuta da Nando Benigno, coordinatore nazionale della Scuola “Antonino Caponnetto” si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 23 novembre 2015. Titolo: “I delitti degli anni '80 e la società civile milanese”. Ascolterete la sintesi della lezione curata da Lele Liguori.
    33 min
  • Lezioni di antimafia: Nando Benigno
    Terzo appuntamento del ciclo “Lezioni di antimafia” con la Scuola di Formazione politica “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione tenuta da Nando Benigno, coordinatore nazionale della Scuola “Antonino Caponnetto” si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 23 novembre 2015. Titolo: “I delitti degli anni '80 e la società civile milanese”. Ascolterete la sintesi della lezione curata da Lele Liguori.
    33 min
  • Guerra, valori, abiura, civiltà. Le parole ricorrenti del dopo Parigi 13/11. Intervista con Marcello Flores.
    Marcello Flores insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani nell'Università di Siena, dove dirige anche il Master europeo in Human Rights and Genocide Studies. Sono passate due settimane dagli attentati di Parigi, la strage che ha fatto 130 morti, 352 feriti, un centinaio dei quali ancora in ospedale di cui 30 – fino a due giorni fa – erano ancora ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Abbiamo sentito in queste settimane molte affermazioni che riassumono lo spirito del momento. Eccone alcune: “Siamo in guerra”, “E' l'11 settembre della Francia”, “Gli islamici moderati prendano le distanze dai terroristi”, “La ferocia dei terroristi che colpisce i luoghi della vita quotidiana, i nostri stili di vita, e non i simboli”. Lo storico Marcello Flores, ospite oggi a Memos, analizza queste frasi anche alla luce delle contraddizioni che ciascuna di esse contiene: le alleanze belliche che confliggono al loro interno (vedi il caso di Turchia, Francia e Russia), le richieste di abiura a senso unico (verso gli “islamici moderati” e perché non anche verso i sostenitori dei regimi totalitari, ad esempio delle monarchie arabe del petrolio); infine la civiltà dei diritti “repubblicani”, nata dalla rivoluzione francese, colpita dal terrorismo fondamentalista e allo stesso tempo disattesa dalle elites che governano i paesi occidentali.
    27 min
  • Guerra, valori, abiura, civiltà. Le parole ricorrenti del dopo Parigi 13/11. Intervista con Marcello Flores.
    Marcello Flores insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani nell'Università di Siena, dove dirige anche il Master europeo in Human Rights and Genocide Studies. Sono passate due settimane dagli attentati di Parigi, la strage che ha fatto 130 morti, 352 feriti, un centinaio dei quali ancora in ospedale di cui 30 – fino a due giorni fa – erano ancora ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Abbiamo sentito in queste settimane molte affermazioni che riassumono lo spirito del momento. Eccone alcune: “Siamo in guerra”, “E' l'11 settembre della Francia”, “Gli islamici moderati prendano le distanze dai terroristi”, “La ferocia dei terroristi che colpisce i luoghi della vita quotidiana, i nostri stili di vita, e non i simboli”. Lo storico Marcello Flores, ospite oggi a Memos, analizza queste frasi anche alla luce delle contraddizioni che ciascuna di esse contiene: le alleanze belliche che confliggono al loro interno (vedi il caso di Turchia, Francia e Russia), le richieste di abiura a senso unico (verso gli “islamici moderati” e perché non anche verso i sostenitori dei regimi totalitari, ad esempio delle monarchie arabe del petrolio); infine la civiltà dei diritti “repubblicani”, nata dalla rivoluzione francese, colpita dal terrorismo fondamentalista e allo stesso tempo disattesa dalle elites che governano i paesi occidentali.
    27 min
  • Guerra, valori, abiura, civiltà. Le parole ricorrenti del dopo Parigi 13/11. Intervista con Marcello Flores.
    Marcello Flores insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani nell'Università di Siena, dove dirige anche il Master europeo in Human Rights and Genocide Studies. Sono passate due settimane dagli attentati di Parigi, la strage che ha fatto 130 morti, 352 feriti, un centinaio dei quali ancora in ospedale di cui 30 – fino a due giorni fa – erano ancora ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Abbiamo sentito in queste settimane molte affermazioni che riassumono lo spirito del momento. Eccone alcune: “Siamo in guerra”, “E' l'11 settembre della Francia”, “Gli islamici moderati prendano le distanze dai terroristi”, “La ferocia dei terroristi che colpisce i luoghi della vita quotidiana, i nostri stili di vita, e non i simboli”. Lo storico Marcello Flores, ospite oggi a Memos, analizza queste frasi anche alla luce delle contraddizioni che ciascuna di esse contiene: le alleanze belliche che confliggono al loro interno (vedi il caso di Turchia, Francia e Russia), le richieste di abiura a senso unico (verso gli “islamici moderati” e perché non anche verso i sostenitori dei regimi totalitari, ad esempio delle monarchie arabe del petrolio); infine la civiltà dei diritti “repubblicani”, nata dalla rivoluzione francese, colpita dal terrorismo fondamentalista e allo stesso tempo disattesa dalle elites che governano i paesi occidentali.
    27 min
  • “L'Occidente dell'establishment e il fondamentalismo religioso contro i valori di democrazia e laicità”. Intervista a Paolo Flores d'Arcais.
    Paolo Flores d'Arcais, filosofo, direttore di Micromega, ospite oggi a Memos, ha un'idea precisa dello scontro in atto tra l'Occidente e Daesh, il cosiddetto stato islamico. Al presidente francese Hollande che dichiara lo “stato di guerra” Flores d'Arcais replica che l'Occidente non vuole capire la natura di questa guerra. «E' una guerra – dice il direttore di Micromega – contro la modernità illuminista e contro ciò che dalla modernità illuminista in poi è stato promesso: una democrazia coerente, radicale, di sovranità uguale per tutti. Il fondamentalismo islamico lancia la propria sfida globale contro questa modernità illuminista. E' questa la radicalità dello scontro. Purtroppo, gli establishment occidentali non sono quelli che possono davvero combattere questa guerra, perché in larga misura, e da molti punti di vista, sono la “quinta colonna”, non rappresentano la civiltà nata dai lumi che diventa democrazia. Gli establishment occidentali sono, invece, coloro che la calpestano in continuazione e quindi non hanno credibilità e interesse per reggere questo scontro nei termini in cui si pone. Lo vogliono reggere solo come scontro geopolitico, di interessi nazionali. Ma è molto più di questo».
    29 min
  • “L'Occidente dell'establishment e il fondamentalismo religioso contro i valori di democrazia e laicità”. Intervista a Paolo Flores d'Arcais.
    Paolo Flores d'Arcais, filosofo, direttore di Micromega, ospite oggi a Memos, ha un'idea precisa dello scontro in atto tra l'Occidente e Daesh, il cosiddetto stato islamico. Al presidente francese Hollande che dichiara lo “stato di guerra” Flores d'Arcais replica che l'Occidente non vuole capire la natura di questa guerra. «E' una guerra – dice il direttore di Micromega – contro la modernità illuminista e contro ciò che dalla modernità illuminista in poi è stato promesso: una democrazia coerente, radicale, di sovranità uguale per tutti. Il fondamentalismo islamico lancia la propria sfida globale contro questa modernità illuminista. E' questa la radicalità dello scontro. Purtroppo, gli establishment occidentali non sono quelli che possono davvero combattere questa guerra, perché in larga misura, e da molti punti di vista, sono la “quinta colonna”, non rappresentano la civiltà nata dai lumi che diventa democrazia. Gli establishment occidentali sono, invece, coloro che la calpestano in continuazione e quindi non hanno credibilità e interesse per reggere questo scontro nei termini in cui si pone. Lo vogliono reggere solo come scontro geopolitico, di interessi nazionali. Ma è molto più di questo».
    29 min
  • “L'Occidente dell'establishment e il fondamentalismo religioso contro i valori di democrazia e laicità”. Intervista a Paolo Flores d'Arcais.
    Paolo Flores d'Arcais, filosofo, direttore di Micromega, ospite oggi a Memos, ha un'idea precisa dello scontro in atto tra l'Occidente e Daesh, il cosiddetto stato islamico. Al presidente francese Hollande che dichiara lo “stato di guerra” Flores d'Arcais replica che l'Occidente non vuole capire la natura di questa guerra. «E' una guerra – dice il direttore di Micromega – contro la modernità illuminista e contro ciò che dalla modernità illuminista in poi è stato promesso: una democrazia coerente, radicale, di sovranità uguale per tutti. Il fondamentalismo islamico lancia la propria sfida globale contro questa modernità illuminista. E' questa la radicalità dello scontro. Purtroppo, gli establishment occidentali non sono quelli che possono davvero combattere questa guerra, perché in larga misura, e da molti punti di vista, sono la “quinta colonna”, non rappresentano la civiltà nata dai lumi che diventa democrazia. Gli establishment occidentali sono, invece, coloro che la calpestano in continuazione e quindi non hanno credibilità e interesse per reggere questo scontro nei termini in cui si pone. Lo vogliono reggere solo come scontro geopolitico, di interessi nazionali. Ma è molto più di questo».
    29 min
  • Usiamo la ragione contro il terrorismo. Lorenzo Cremonesi e Leonardo Becchetti discutono la proposta di Carlo Rovelli.
    Il 18 novembre scorso Memos ha ospitato il fisico Carlo Rovelli. Nel corso della trasmissione Rovelli ha spiegato la sua “proposta per la Mesopotamia”: usiamo la ragione, trattiamo con il nemico, togliamo il cosiddetto stato islamico «dalle mani più estremiste e fanatiche», diceva Rovelli, e permettiamo la nascita di uno stato sunnita nella regione. Per discutere della proposta di Carlo Rovelli Memos ha ospitato oggi Lorenzo Cremonesi, inviato speciale del Corriere della Sera, grande conoscitore del Medioriente; e Leonardo Becchetti, economista, autore del “Manifesto per l'economia civile”, un programma contro la globalizzazione delle disuguaglianze, degli “scartati” e degli “esclusi”.
    29 min
  • Usiamo la ragione contro il terrorismo. Lorenzo Cremonesi e Leonardo Becchetti discutono la proposta di Carlo Rovelli.
    Il 18 novembre scorso Memos ha ospitato il fisico Carlo Rovelli. Nel corso della trasmissione Rovelli ha spiegato la sua “proposta per la Mesopotamia”: usiamo la ragione, trattiamo con il nemico, togliamo il cosiddetto stato islamico «dalle mani più estremiste e fanatiche», diceva Rovelli, e permettiamo la nascita di uno stato sunnita nella regione. Per discutere della proposta di Carlo Rovelli Memos ha ospitato oggi Lorenzo Cremonesi, inviato speciale del Corriere della Sera, grande conoscitore del Medioriente; e Leonardo Becchetti, economista, autore del “Manifesto per l'economia civile”, un programma contro la globalizzazione delle disuguaglianze, degli “scartati” e degli “esclusi”.
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