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  • Mattarella al Quirinale. L'arbitro senza fischietto? Intervista con Nicola Fratoianni e Davide Zoggia.
    Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica. Domani si insedierà al Quirinale. Mattarella l'ha voluto Renzi, l'ha accettato la minoranza del Pd, l'ha votato anche Sel. A destra l'hanno subìto Alfano e Casini, mentre Berlusconi ne è rimasto travolto. L'arbitro, l'ex democristiano-popolare-ulivista-pd, rischia però di non avere il fischietto, almeno in questa prima fase del suo mandato. Mattarella ha ricevuto un'investitura diretta dal capo del governo Renzi, quasi personale. Troppo, per un presidente che sarà presto chiamato a dire la sua senza condizionamenti sui progetti di riforme costituzionali presentati dal governo Renzi e in discussione in Parlamento. Memos ne ha parlato oggi con Nicola Fratoianni, coordinatore e deputato di Sel, e con Davide Zoggia, deputato Pd, ex responsabile organizzativo del partito democratico durante la segreteria di Guglielmo Epifani.
    27 min
  • Mattarella al Quirinale. L'arbitro senza fischietto? Intervista con Nicola Fratoianni e Davide Zoggia.
    Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica. Domani si insedierà al Quirinale. Mattarella l'ha voluto Renzi, l'ha accettato la minoranza del Pd, l'ha votato anche Sel. A destra l'hanno subìto Alfano e Casini, mentre Berlusconi ne è rimasto travolto. L'arbitro, l'ex democristiano-popolare-ulivista-pd, rischia però di non avere il fischietto, almeno in questa prima fase del suo mandato. Mattarella ha ricevuto un'investitura diretta dal capo del governo Renzi, quasi personale. Troppo, per un presidente che sarà presto chiamato a dire la sua senza condizionamenti sui progetti di riforme costituzionali presentati dal governo Renzi e in discussione in Parlamento. Memos ne ha parlato oggi con Nicola Fratoianni, coordinatore e deputato di Sel, e con Davide Zoggia, deputato Pd, ex responsabile organizzativo del partito democratico durante la segreteria di Guglielmo Epifani.
    27 min
  • Mattarella al Quirinale. L'arbitro senza fischietto? Intervista con Nicola Fratoianni e Davide Zoggia.
    Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica. Domani si insedierà al Quirinale. Mattarella l'ha voluto Renzi, l'ha accettato la minoranza del Pd, l'ha votato anche Sel. A destra l'hanno subìto Alfano e Casini, mentre Berlusconi ne è rimasto travolto. L'arbitro, l'ex democristiano-popolare-ulivista-pd, rischia però di non avere il fischietto, almeno in questa prima fase del suo mandato. Mattarella ha ricevuto un'investitura diretta dal capo del governo Renzi, quasi personale. Troppo, per un presidente che sarà presto chiamato a dire la sua senza condizionamenti sui progetti di riforme costituzionali presentati dal governo Renzi e in discussione in Parlamento. Memos ne ha parlato oggi con Nicola Fratoianni, coordinatore e deputato di Sel, e con Davide Zoggia, deputato Pd, ex responsabile organizzativo del partito democratico durante la segreteria di Guglielmo Epifani.
    27 min
  • Memos, speciale Quirinale
    La puntata di oggi di Memos è una puntata speciale sull'elezione del Presidente della Repubblica. Oggi è il giorno delle prime votazioni per il Quirinale. In questa puntata: le ultime da Roma nel racconto degli inviati di Radio Popolare e un commento del costituzionalista, ex parlamentare del pd, Roberto Zaccaria.
    27 min
  • Memos, speciale Quirinale
    La puntata di oggi di Memos è una puntata speciale sull'elezione del Presidente della Repubblica. Oggi è il giorno delle prime votazioni per il Quirinale. In questa puntata: le ultime da Roma nel racconto degli inviati di Radio Popolare e un commento del costituzionalista, ex parlamentare del pd, Roberto Zaccaria.
    27 min
  • Memos, speciale Quirinale
    La puntata di oggi di Memos è una puntata speciale sull'elezione del Presidente della Repubblica. Oggi è il giorno delle prime votazioni per il Quirinale. In questa puntata: le ultime da Roma nel racconto degli inviati di Radio Popolare e un commento del costituzionalista, ex parlamentare del pd, Roberto Zaccaria.
    27 min
  • La svolta Tsipras alla prova dell'ossessione europea sul debito. Intervista con Marcello Messori.
    Il governo greco guidato da Alexis Tsipras è da oggi nel pieno delle sue funzioni. «La rinegoziazione del debito greco con gli alleati è una nostra priorità. Siamo – ha detto Tsipras - per una soluzione percorribile, equa e a vantaggio di tutti». Una nuova gestione del debito, l'uscita dall'ossesione dell'austerità di questi anni, è la svolta politica che il nuovo governo greco chiede all'Europa. Ospite di Memos oggi è Marcello Messori, economista, con un’esperienza teorica e operativa nel campo dell’economia monetaria. Ha lavorato, una decina d'anni fa, alla Fondazione Di Vittorio. Da nove mesi è presidente delle Ferrovie dello Stato. Messori fa parte di un gruppo di lavoro che si è appena insediato a Palazzo Chigi, e presieduto dal sottosegretario Sandro Gozi, che si chiama “Gruppo di riflessione strategica sulle politiche e gli affari europei”. Il suo è un punto di vista destinato ad avere un'influenza sulle scelte del governo italiano. «Credo che la situazione greca – sostiene Messori - sia la cartina di tornasole dell'Europa. E' evidente che l'economia greca non sarà in grado di restituire a condizioni date il proprio debito pubblico, perchè questo richiederebbe per circa una generazione il mantenimento di avanzi di bilancio consistenti. Non dobbiamo neanche drammatizzare la possibilità di una ristrutturazione del debito pubblico greco. Si tratterebbe della quarta volta. Ci sono già stati allungamenti delle scadenze e riduzione dei tassi sul debito pubblico greco negli ultimi. A mio avviso la ristrutturazione è necessaria».
    29 min
  • La svolta Tsipras alla prova dell'ossessione europea sul debito. Intervista con Marcello Messori.
    Il governo greco guidato da Alexis Tsipras è da oggi nel pieno delle sue funzioni. «La rinegoziazione del debito greco con gli alleati è una nostra priorità. Siamo – ha detto Tsipras - per una soluzione percorribile, equa e a vantaggio di tutti». Una nuova gestione del debito, l'uscita dall'ossesione dell'austerità di questi anni, è la svolta politica che il nuovo governo greco chiede all'Europa. Ospite di Memos oggi è Marcello Messori, economista, con un’esperienza teorica e operativa nel campo dell’economia monetaria. Ha lavorato, una decina d'anni fa, alla Fondazione Di Vittorio. Da nove mesi è presidente delle Ferrovie dello Stato. Messori fa parte di un gruppo di lavoro che si è appena insediato a Palazzo Chigi, e presieduto dal sottosegretario Sandro Gozi, che si chiama “Gruppo di riflessione strategica sulle politiche e gli affari europei”. Il suo è un punto di vista destinato ad avere un'influenza sulle scelte del governo italiano. «Credo che la situazione greca – sostiene Messori - sia la cartina di tornasole dell'Europa. E' evidente che l'economia greca non sarà in grado di restituire a condizioni date il proprio debito pubblico, perchè questo richiederebbe per circa una generazione il mantenimento di avanzi di bilancio consistenti. Non dobbiamo neanche drammatizzare la possibilità di una ristrutturazione del debito pubblico greco. Si tratterebbe della quarta volta. Ci sono già stati allungamenti delle scadenze e riduzione dei tassi sul debito pubblico greco negli ultimi. A mio avviso la ristrutturazione è necessaria».
    29 min
  • La svolta Tsipras alla prova dell'ossessione europea sul debito. Intervista con Marcello Messori.
    Il governo greco guidato da Alexis Tsipras è da oggi nel pieno delle sue funzioni. «La rinegoziazione del debito greco con gli alleati è una nostra priorità. Siamo – ha detto Tsipras - per una soluzione percorribile, equa e a vantaggio di tutti». Una nuova gestione del debito, l'uscita dall'ossesione dell'austerità di questi anni, è la svolta politica che il nuovo governo greco chiede all'Europa. Ospite di Memos oggi è Marcello Messori, economista, con un’esperienza teorica e operativa nel campo dell’economia monetaria. Ha lavorato, una decina d'anni fa, alla Fondazione Di Vittorio. Da nove mesi è presidente delle Ferrovie dello Stato. Messori fa parte di un gruppo di lavoro che si è appena insediato a Palazzo Chigi, e presieduto dal sottosegretario Sandro Gozi, che si chiama “Gruppo di riflessione strategica sulle politiche e gli affari europei”. Il suo è un punto di vista destinato ad avere un'influenza sulle scelte del governo italiano. «Credo che la situazione greca – sostiene Messori - sia la cartina di tornasole dell'Europa. E' evidente che l'economia greca non sarà in grado di restituire a condizioni date il proprio debito pubblico, perchè questo richiederebbe per circa una generazione il mantenimento di avanzi di bilancio consistenti. Non dobbiamo neanche drammatizzare la possibilità di una ristrutturazione del debito pubblico greco. Si tratterebbe della quarta volta. Ci sono già stati allungamenti delle scadenze e riduzione dei tassi sul debito pubblico greco negli ultimi. A mio avviso la ristrutturazione è necessaria».
    29 min
  • 27 gennaio, Giorno della Memoria. Le vittime, i carnefici. Intervista con Michele Battini e Simon Levis Sullman.
    Settant'anni fa, il 27 gennaio, le truppe sovietiche entrano nel campo di sterminio di Auschwitz: è la fine della Shoah, lo sterminio nazista degli ebrei. Memos oggi ha ospitato Michele Battini, storico all'Università di Pisa, ex presidente tra il 2009 e il 2012 del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici nell’Università di Pisa. Battini ha fatto parte del Comitato Scientifico dell’Istituto Nazionale per la Storia della Resistenza “Ferruccio Parri” di Milano. «Parlare di memoria condivisa della Shoah in Italia – dice - mi sembra un concetto problematico. Esistono invece tante memorie, stratificate, che si riferiscono ad aree sociali, geografiche, generazionali». L'altro ospite di Memos è Simon Levis Sullman, storico all'Università Ca' Foscari di Venezia. E' il tema delle responsabilità nella Shoah quello che Levis Sullman racconta, in particolare la responsabilità degli italiani. “I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei” (Feltrinelli, 2015) è il titolo di un suo ultimo libro in cui smonta il falso mito degli “italiani, brava gente”.
    30 min

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