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  • Marc Augé e il tempo senza età
    Marc Augé è un intellettuale europeo. E' nato a Poitiers, in Francia, 79 anni fa. Augé è un etnologo e un antropologo. La sua ricerca si è svolta per diversi anni tra l'Africa e il Sudamerica. Il suo lavoro di antropologo si è poi concentrato - a partire dall'inizio degli anni '90 - sull'analisi della complessità delle società contemporanee. Celebri alcune sue definizioni a cominciare da quella dei “non-luoghi”. In queste ultime settimane è uscito in Italia (Cortina Editore) un libro in cui Marc Augé parla di sé, della sua età e del tempo che passa. Il titolo è: “Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste”. «La vecchiaia non esiste – spiega Marc Augé a Memos – significa che colui che va avanti con gli anni non è necessariamente diverso da ciò che era prima. Ho l'impressione che andando avanti con gli anni ci rendiamo conto che ciò che abbiamo conosciuto quando eravamo piccoli, i nostri genitori e i nostri nonni, li riscopriamo in maniera diversa perchè sentiamo – come loro – che c'è una sorta di “fabbricazione dell'età” che non corrisponde a ciò che noi siamo. Allo stesso modo direi che non c'è una saggezza particolare legata all'età e non credo nemmeno che noi si sia realmente diversi da ciò che eravamo da più giovani». Nell'intervista a Memos Augé parla anche di Berlino e l'Europa, la solitudine e la comunicazione.
    24 min
  • Marc Augé e il tempo senza età
    Marc Augé è un intellettuale europeo. E' nato a Poitiers, in Francia, 79 anni fa. Augé è un etnologo e un antropologo. La sua ricerca si è svolta per diversi anni tra l'Africa e il Sudamerica. Il suo lavoro di antropologo si è poi concentrato - a partire dall'inizio degli anni '90 - sull'analisi della complessità delle società contemporanee. Celebri alcune sue definizioni a cominciare da quella dei “non-luoghi”. In queste ultime settimane è uscito in Italia (Cortina Editore) un libro in cui Marc Augé parla di sé, della sua età e del tempo che passa. Il titolo è: “Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste”. «La vecchiaia non esiste – spiega Marc Augé a Memos – significa che colui che va avanti con gli anni non è necessariamente diverso da ciò che era prima. Ho l'impressione che andando avanti con gli anni ci rendiamo conto che ciò che abbiamo conosciuto quando eravamo piccoli, i nostri genitori e i nostri nonni, li riscopriamo in maniera diversa perchè sentiamo – come loro – che c'è una sorta di “fabbricazione dell'età” che non corrisponde a ciò che noi siamo. Allo stesso modo direi che non c'è una saggezza particolare legata all'età e non credo nemmeno che noi si sia realmente diversi da ciò che eravamo da più giovani». Nell'intervista a Memos Augé parla anche di Berlino e l'Europa, la solitudine e la comunicazione.
    24 min
  • Germania über alles: l'Europa 25 anni dopo il Muro.
    La festa di Berlino per i 25 anni della caduta del Muro ha confermato la potenza della Germania in Europa. Quella di ieri è stata una festa "tedesca": sul palco delle autorità la cancelliera Merkel, il presidente della repubblica tedesca Gauck, il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Schultz. Nessun leader europeo è arrivato ieri a Berlino: nè Renzi, nè Hollande, nè altri. Assenti anche esponenti di rilievo dell'amministrazione Obama. Unici ospiti internazionali: Michail Gorbaciov e Lech Walesa. La festa "tedesca" non è il segno di un isolamento della Germania. «Certamente - dice lo storico Marcello Flores ospite di Memos - la Germania ha tutto l'interesse a celebrare una propria festa mettendo al centro la propria riunificazione. Ma in questo vedo anche un errore dell'Europa che non è riuscita a mettere in rilievo un fatto importante. La caduta del Muro ha significato molto di più della riunificazione tedesca: la fine della guerra fredda, del comunismo, di un mondo che per 70 anni aveva caratterizzato i rapporti europei».
    26 min
  • Germania über alles: l'Europa 25 anni dopo il Muro.
    La festa di Berlino per i 25 anni della caduta del Muro ha confermato la potenza della Germania in Europa. Quella di ieri è stata una festa "tedesca": sul palco delle autorità la cancelliera Merkel, il presidente della repubblica tedesca Gauck, il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Schultz. Nessun leader europeo è arrivato ieri a Berlino: nè Renzi, nè Hollande, nè altri. Assenti anche esponenti di rilievo dell'amministrazione Obama. Unici ospiti internazionali: Michail Gorbaciov e Lech Walesa. La festa "tedesca" non è il segno di un isolamento della Germania. «Certamente - dice lo storico Marcello Flores ospite di Memos - la Germania ha tutto l'interesse a celebrare una propria festa mettendo al centro la propria riunificazione. Ma in questo vedo anche un errore dell'Europa che non è riuscita a mettere in rilievo un fatto importante. La caduta del Muro ha significato molto di più della riunificazione tedesca: la fine della guerra fredda, del comunismo, di un mondo che per 70 anni aveva caratterizzato i rapporti europei».
    26 min
  • Germania über alles: l'Europa 25 anni dopo il Muro.
    La festa di Berlino per i 25 anni della caduta del Muro ha confermato la potenza della Germania in Europa. Quella di ieri è stata una festa "tedesca": sul palco delle autorità la cancelliera Merkel, il presidente della repubblica tedesca Gauck, il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Schultz. Nessun leader europeo è arrivato ieri a Berlino: nè Renzi, nè Hollande, nè altri. Assenti anche esponenti di rilievo dell'amministrazione Obama. Unici ospiti internazionali: Michail Gorbaciov e Lech Walesa. La festa "tedesca" non è il segno di un isolamento della Germania. «Certamente - dice lo storico Marcello Flores ospite di Memos - la Germania ha tutto l'interesse a celebrare una propria festa mettendo al centro la propria riunificazione. Ma in questo vedo anche un errore dell'Europa che non è riuscita a mettere in rilievo un fatto importante. La caduta del Muro ha significato molto di più della riunificazione tedesca: la fine della guerra fredda, del comunismo, di un mondo che per 70 anni aveva caratterizzato i rapporti europei».
    26 min
  • La perfida Bruxelles, Renzi e il "commissario" Juncker
    Lo scontro tra il capo del governo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è una storia con diverse contraddizioni. La prima: Juncker, quando attacca Renzi, parla anche a nome del governo Merkel. Il presidente eterodiretto. Un'ipotesi verosimile, secondo Sandra Zampa, deputata, vicepresidente del Pd e ospite della puntata di oggi. La seconda contraddizione è quella che vede Renzi in un doppio ruolo: in Europa è l'«antagonista» dei burocrati e dell'austerità e in Italia è il difensore del definitivo affossamento dell'articolo 18. "Il governo Renzi è austero quanto il resto d'Europa - sostiene Fabio Sdogati, economista al Politecnico di Milano - . Se non lo fosse avrebbe già adottato politiche espansive che sono possibili anche con un bilancio in pareggio".
    26 min
  • La perfida Bruxelles, Renzi e il "commissario" Juncker
    Lo scontro tra il capo del governo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è una storia con diverse contraddizioni. La prima: Juncker, quando attacca Renzi, parla anche a nome del governo Merkel. Il presidente eterodiretto. Un'ipotesi verosimile, secondo Sandra Zampa, deputata, vicepresidente del Pd e ospite della puntata di oggi. La seconda contraddizione è quella che vede Renzi in un doppio ruolo: in Europa è l'«antagonista» dei burocrati e dell'austerità e in Italia è il difensore del definitivo affossamento dell'articolo 18. "Il governo Renzi è austero quanto il resto d'Europa - sostiene Fabio Sdogati, economista al Politecnico di Milano - . Se non lo fosse avrebbe già adottato politiche espansive che sono possibili anche con un bilancio in pareggio".
    26 min
  • La perfida Bruxelles, Renzi e il "commissario" Juncker
    Lo scontro tra il capo del governo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è una storia con diverse contraddizioni. La prima: Juncker, quando attacca Renzi, parla anche a nome del governo Merkel. Il presidente eterodiretto. Un'ipotesi verosimile, secondo Sandra Zampa, deputata, vicepresidente del Pd e ospite della puntata di oggi. La seconda contraddizione è quella che vede Renzi in un doppio ruolo: in Europa è l'«antagonista» dei burocrati e dell'austerità e in Italia è il difensore del definitivo affossamento dell'articolo 18. "Il governo Renzi è austero quanto il resto d'Europa - sostiene Fabio Sdogati, economista al Politecnico di Milano - . Se non lo fosse avrebbe già adottato politiche espansive che sono possibili anche con un bilancio in pareggio".
    26 min
  • Giustizia, storia di una magistrata.
    Linda D'Ancona è in magistratura da 25 anni. E' consigliera di Corte d'Appello a Napoli. Da 12 anni si occupa di lavoro. Sotto le sue mani passano decine di cause. La conversazione con D'Ancona parte da un commento sul caso Cucchi e sulle accuse di Renzi ai giudici: "lavorate troppo poco e se sbagliate non pagate". D'Ancona poi racconta come è cambiata nel tempo l'attività di un magistrato che segue le cause di lavoro, le difficoltà dovute alle modifiche continue delle norme. Sull'articolo 18, e il progetto del governo Renzi, D'Ancona sostiene che "le norme contenute nel progetto di legge delega, per ciò che si conosce al momento, non sembrano più essere rispondenti ai principi di uguaglianza sostanziale e di solidararietà sociale affermati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione".
    27 min
  • Giustizia, storia di una magistrata.
    Linda D'Ancona è in magistratura da 25 anni. E' consigliera di Corte d'Appello a Napoli. Da 12 anni si occupa di lavoro. Sotto le sue mani passano decine di cause. La conversazione con D'Ancona parte da un commento sul caso Cucchi e sulle accuse di Renzi ai giudici: "lavorate troppo poco e se sbagliate non pagate". D'Ancona poi racconta come è cambiata nel tempo l'attività di un magistrato che segue le cause di lavoro, le difficoltà dovute alle modifiche continue delle norme. Sull'articolo 18, e il progetto del governo Renzi, D'Ancona sostiene che "le norme contenute nel progetto di legge delega, per ciò che si conosce al momento, non sembrano più essere rispondenti ai principi di uguaglianza sostanziale e di solidararietà sociale affermati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione".
    27 min

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