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  • L'Italia ce la farà? Dialogo sul renzismo con lo storico della filosofia Michele Ciliberto
    Michele Ciliberto è uno storico della filosofia. Insegna alla Scuola Normale di Pisa. E' un intellettuale, ma non si riconosce in quella rappresentazione del ceto intellettuale dominante fatta da Renzi: un ceto - secondo il capo del governo - assimilabile a quei pensionati che guardando i lavori di un cantiere ripetono "non ce la faranno, non finiranno mai". Ciliberto racconta quelle che per lui sono le luci e le ombre del pensiero renziano e lo fa attraverso alcune contrapposizioni: nuovo-vecchio, democrazia-populismo, politica-tecnocrazia, diritti-opportunità, sinistra-destra. Nella contrapposizione giovane-vecchio Ciliberto vede una delle modalità standard di presa del potere: "quella dell'autorità del capo che si libera della tradizione, guarda al futuro e che taglia i ponti con un passato che non può che essere negativo".
    27 min
  • L'Italia ce la farà? Dialogo sul renzismo con lo storico della filosofia Michele Ciliberto
    Michele Ciliberto è uno storico della filosofia. Insegna alla Scuola Normale di Pisa. E' un intellettuale, ma non si riconosce in quella rappresentazione del ceto intellettuale dominante fatta da Renzi: un ceto - secondo il capo del governo - assimilabile a quei pensionati che guardando i lavori di un cantiere ripetono "non ce la faranno, non finiranno mai". Ciliberto racconta quelle che per lui sono le luci e le ombre del pensiero renziano e lo fa attraverso alcune contrapposizioni: nuovo-vecchio, democrazia-populismo, politica-tecnocrazia, diritti-opportunità, sinistra-destra. Nella contrapposizione giovane-vecchio Ciliberto vede una delle modalità standard di presa del potere: "quella dell'autorità del capo che si libera della tradizione, guarda al futuro e che taglia i ponti con un passato che non può che essere negativo".
    27 min
  • L'Italia ce la farà? Dialogo sul renzismo con lo storico della filosofia Michele Ciliberto
    Michele Ciliberto è uno storico della filosofia. Insegna alla Scuola Normale di Pisa. E' un intellettuale, ma non si riconosce in quella rappresentazione del ceto intellettuale dominante fatta da Renzi: un ceto - secondo il capo del governo - assimilabile a quei pensionati che guardando i lavori di un cantiere ripetono "non ce la faranno, non finiranno mai". Ciliberto racconta quelle che per lui sono le luci e le ombre del pensiero renziano e lo fa attraverso alcune contrapposizioni: nuovo-vecchio, democrazia-populismo, politica-tecnocrazia, diritti-opportunità, sinistra-destra. Nella contrapposizione giovane-vecchio Ciliberto vede una delle modalità standard di presa del potere: "quella dell'autorità del capo che si libera della tradizione, guarda al futuro e che taglia i ponti con un passato che non può che essere negativo".
    27 min
  • Europa, ultimo appello
    Da Bretton Woods a Maastricht e...ritorno, per fare uscire l'Europa dalla recessione e da quell'anemia democratica che la caratterizza da anni. Oltre 300 economisti hanno lanciato un appello al governo italiano perchè promuova una conferenza "costituente" europea (sul modello di quella del 1944 che a Bretton Woods, negli Stati Uniti, gettò le basi per la ripresa del commercio tra i paesi capitalistici ancora coinvolti nella seconda guerra mondiale). Paolo Pini - economista dell'Università di Ferrara e ospite di Memos - è uno dei promotori dell'appello che parte da una constatazione: "la politica post-crisi finanziaria dell'UE è fallita". Nella trasmissione di oggi ci siamo occupati anche della proposta di introdurre una "moneta complementare all'euro", proprio così. Stefano Sylos Labini e altri economisti l'hanno studiata. Ce ne ha parlato uno di loro, Marco Cattaneo.
    25 min
  • Europa, ultimo appello
    Da Bretton Woods a Maastricht e...ritorno, per fare uscire l'Europa dalla recessione e da quell'anemia democratica che la caratterizza da anni. Oltre 300 economisti hanno lanciato un appello al governo italiano perchè promuova una conferenza "costituente" europea (sul modello di quella del 1944 che a Bretton Woods, negli Stati Uniti, gettò le basi per la ripresa del commercio tra i paesi capitalistici ancora coinvolti nella seconda guerra mondiale). Paolo Pini - economista dell'Università di Ferrara e ospite di Memos - è uno dei promotori dell'appello che parte da una constatazione: "la politica post-crisi finanziaria dell'UE è fallita". Nella trasmissione di oggi ci siamo occupati anche della proposta di introdurre una "moneta complementare all'euro", proprio così. Stefano Sylos Labini e altri economisti l'hanno studiata. Ce ne ha parlato uno di loro, Marco Cattaneo.
    25 min
  • Europa, ultimo appello
    Da Bretton Woods a Maastricht e...ritorno, per fare uscire l'Europa dalla recessione e da quell'anemia democratica che la caratterizza da anni. Oltre 300 economisti hanno lanciato un appello al governo italiano perchè promuova una conferenza "costituente" europea (sul modello di quella del 1944 che a Bretton Woods, negli Stati Uniti, gettò le basi per la ripresa del commercio tra i paesi capitalistici ancora coinvolti nella seconda guerra mondiale). Paolo Pini - economista dell'Università di Ferrara e ospite di Memos - è uno dei promotori dell'appello che parte da una constatazione: "la politica post-crisi finanziaria dell'UE è fallita". Nella trasmissione di oggi ci siamo occupati anche della proposta di introdurre una "moneta complementare all'euro", proprio così. Stefano Sylos Labini e altri economisti l'hanno studiata. Ce ne ha parlato uno di loro, Marco Cattaneo.
    25 min
  • Il mondo è cambiato, le politiche no.
    Sei anni anni fa, tra il settembre e l'ottobre del 2008, iniziava la crisi del secolo. Con il crack di Lehman Brothers, una delle maggiori banche d'affari del mondo, si è arrivati ad un passo dal fallimento rovinoso della finanza americana, aiutata solo dal denaro pubblico dei contribuenti negli Stati Uniti. La crisi è stata poi esportata in Europa con la disoccupazione e la recessione. "In Italia ha voluto dire la perdita di oltre il 20% della produzione delle nostre industrie", sostiene Gianfranco Viesti, economista dell'Università di Bari. "Il mondo è cambiato - dice Viesti - Oggi ci vuole un'industria più intelligente, a maggiore innovazione e capitale umano". Noi, in Italia, ci stiamo attrezzando? "No, ma lo stanno facendo il governo tedesco, francese, americano e persino quello inglese che sembra così liberista. Ci vuole una capacità da parte degli imprenditori nell'innovazione, ma anche e soprattutto una intelligente politica pubblica". La Legge di Stabilità del governo Renzi sta andando in questa direzione? "No, il nostro governo è convinto che l'Italia uscirà dalla crisi lasciando lavorare un po' più le imprese e riducendo loro le tasse". Il mondo è cambiato, le politiche no.
    27 min
  • Il mondo è cambiato, le politiche no.
    Sei anni anni fa, tra il settembre e l'ottobre del 2008, iniziava la crisi del secolo. Con il crack di Lehman Brothers, una delle maggiori banche d'affari del mondo, si è arrivati ad un passo dal fallimento rovinoso della finanza americana, aiutata solo dal denaro pubblico dei contribuenti negli Stati Uniti. La crisi è stata poi esportata in Europa con la disoccupazione e la recessione. "In Italia ha voluto dire la perdita di oltre il 20% della produzione delle nostre industrie", sostiene Gianfranco Viesti, economista dell'Università di Bari. "Il mondo è cambiato - dice Viesti - Oggi ci vuole un'industria più intelligente, a maggiore innovazione e capitale umano". Noi, in Italia, ci stiamo attrezzando? "No, ma lo stanno facendo il governo tedesco, francese, americano e persino quello inglese che sembra così liberista. Ci vuole una capacità da parte degli imprenditori nell'innovazione, ma anche e soprattutto una intelligente politica pubblica". La Legge di Stabilità del governo Renzi sta andando in questa direzione? "No, il nostro governo è convinto che l'Italia uscirà dalla crisi lasciando lavorare un po' più le imprese e riducendo loro le tasse". Il mondo è cambiato, le politiche no.
    27 min
  • Il mondo è cambiato, le politiche no.
    Sei anni anni fa, tra il settembre e l'ottobre del 2008, iniziava la crisi del secolo. Con il crack di Lehman Brothers, una delle maggiori banche d'affari del mondo, si è arrivati ad un passo dal fallimento rovinoso della finanza americana, aiutata solo dal denaro pubblico dei contribuenti negli Stati Uniti. La crisi è stata poi esportata in Europa con la disoccupazione e la recessione. "In Italia ha voluto dire la perdita di oltre il 20% della produzione delle nostre industrie", sostiene Gianfranco Viesti, economista dell'Università di Bari. "Il mondo è cambiato - dice Viesti - Oggi ci vuole un'industria più intelligente, a maggiore innovazione e capitale umano". Noi, in Italia, ci stiamo attrezzando? "No, ma lo stanno facendo il governo tedesco, francese, americano e persino quello inglese che sembra così liberista. Ci vuole una capacità da parte degli imprenditori nell'innovazione, ma anche e soprattutto una intelligente politica pubblica". La Legge di Stabilità del governo Renzi sta andando in questa direzione? "No, il nostro governo è convinto che l'Italia uscirà dalla crisi lasciando lavorare un po' più le imprese e riducendo loro le tasse". Il mondo è cambiato, le politiche no.
    27 min
  • Lavori in piazza, la storia di Alessio Branciamore
    Alessio Branciamore, 32 anni, è il segretario regionale toscano del Nidil, il sindacato della Cgil che si occupa dei lavoratori precari. A Firenze sta lavorando per la manifestazione della Cgil di sabato 25 a Roma contro il Jobs Act del governo Renzi. Branciamore, ex studente del Movimento anti-Gelmini del 2010, oggi è anche un iscritto al Partito Democratico. Chi ci sarà sabato in piazza San Giovanni? Quali lavoratori/trici? Tipici, atipici, precari? Quale risposta alla pretesa di Renzi "io tutelo chi non ha diritti, tu difendi i privilegi"?.
    25 min

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