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Memos episodes

  • Memos di mar 31/03/20
    Dalla sanità pubblica tradita dalla politica, ai pericoli per la democrazia che sono sempre in agguato dietro l’emergenza; dall’Europa dei nazionalismi (Orban e la deriva anti-democratica, e Merkel con gli “euro-egoismi”), alla minaccia globale delle mafie, pronte ad aggredire con i loro capitali criminali le imprese in crisi. Sono alcuni dei temi della conversazione di oggi a Memos con Rosy Bindi, già presidente della Commissione parlamentare antimafia nella scorsa legislatura, ministra della sanità nei governi Prodi e D’Alema alla fine degli anni ’90, eurodeputata tra l’89 e il ‘94. Bindi è stata anche ministra per le politiche della famiglia con il secondo governo Prodi (2006-2008), presidente del partito democratico tra il 2009 e il 2013, parlamentare in Italia dal ‘94 al 2018. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Michela Bonserio, coordinatrice di Greenpeace Milano e organizzatrice di “Milano per il clima”.
    32 min
  • Memos di venerdì 27/03/2020
    Draghi, il debito pubblico e la “guerra” contro la pandemia Covid_19. L’ex presidente della Bce, in un articolo sul Financial Times (25 marzo), ha esposto la sua dottrina contro la crisi economica da coronavirus: gli stati devono intervenire subito e senza limiti. Per Draghi la risposta alla crisi “deve comportare un significativo aumento del debito pubblico”. E’ il crollo di un dogma...“Gli stati – ha aggiunto l’ex capo della Bce - lo hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali. Le guerre sono state finanziate da aumenti del debito pubblico”. Per commentare le parole di Mario Draghi, Memos ha ospitato due economisti: Marta Fana, ricercatrice che si occupa di mercato del lavoro; e Giovanni Dosi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un interrogativo su tutti, a proposito del Draghi-pensiero: perchè le guerre si possono finanziare con debito pubblico, mentre lo stato sociale no? Dosi e Fana spiegano le ragioni di Draghi, il suo essere un keynesiano riluttante, ma evidenziano allo stesso tempo anche le “omissioni” nel discorso dell’ex presidente della Bce.
    30 min
  • Memos di ven 27/03/20
    Draghi, il debito pubblico e la “guerra” contro la pandemia Covid_19. L’ex presidente della Bce, in un articolo sul Financial Times (25 marzo), ha esposto la sua dottrina contro la crisi economica da coronavirus: gli stati devono intervenire subito e senza limiti. Per Draghi la risposta alla crisi “deve comportare un significativo aumento del debito pubblico”. E’ il crollo di un dogma...“Gli stati – ha aggiunto l’ex capo della Bce - lo hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali. Le guerre sono state finanziate da aumenti del debito pubblico”. Per commentare le parole di Mario Draghi, Memos ha ospitato due economisti: Marta Fana, ricercatrice che si occupa di mercato del lavoro; e Giovanni Dosi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un interrogativo su tutti, a proposito del Draghi-pensiero: perchè le guerre si possono finanziare con debito pubblico, mentre lo stato sociale no? Dosi e Fana spiegano le ragioni di Draghi, il suo essere un keynesiano riluttante, ma evidenziano allo stesso tempo anche le “omissioni” nel discorso dell’ex presidente della Bce.
    30 min
  • Memos di giovedì 26/03/2020
    Pubblico e comunità, paura e responsabilità. Cosa cambia nell’era dell’infezione pandemica Covid-19? Memos ne ha parlato oggi con la psicologa Chiara Volpato e con il sociologo e giornalista Carlo Bordoni. Chiude la puntata il messaggio, oggi a cura della sociologa Giorgia Serughetti.
    29 min
  • Memos di gio 26/03/20
    Pubblico e comunità, paura e responsabilità. Cosa cambia nell’era dell’infezione pandemica Covid-19? Memos ne ha parlato oggi con la psicologa Chiara Volpato e con il sociologo e giornalista Carlo Bordoni. Chiude la puntata il messaggio, oggi a cura della sociologa Giorgia Serughetti.
    29 min
  • Lezioni di antimafia: Roberta Mauri
    Sesto incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «In nome del padre». La lezione è stata tenuta da Roberta Mauri, figlia di Ambrogio Mauri, imprenditore simbolo della lotta alla corruzione. Ambrogio Mauri veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava le mazzette nella Milano delle tangenti degli anni ‘80 e ‘90. Il 21 aprile del 1997 l’imprenditore di Desio si tolse la vita. Lasciò scritto su un biglietto: “dopo tangentopoli tutto e tornato come prima”. La lezione, a causa dei blocchi decisi per l’emergenza coronavirus, non si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare, bensì nella forma di una conversazione radiofonica trasmessa il 25 marzo 2020.
    30 min
  • Lezioni di antimafia: Roberta Mauri
    Sesto incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «In nome del padre». La lezione è stata tenuta da Roberta Mauri, figlia di Ambrogio Mauri, imprenditore simbolo della lotta alla corruzione. Ambrogio Mauri veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava le mazzette nella Milano delle tangenti degli anni ‘80 e ‘90. Il 21 aprile del 1997 l’imprenditore di Desio si tolse la vita. Lasciò scritto su un biglietto: “dopo tangentopoli tutto e tornato come prima”. La lezione, a causa dei blocchi decisi per l’emergenza coronavirus, non si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare, bensì nella forma di una conversazione radiofonica trasmessa il 25 marzo 2020.
    30 min
  • Lezioni di antimafia: Roberta Mauri
    Sesto incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «In nome del padre». La lezione è stata tenuta da Roberta Mauri, figlia di Ambrogio Mauri, imprenditore simbolo della lotta alla corruzione. Ambrogio Mauri veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava le mazzette nella Milano delle tangenti degli anni ‘80 e ‘90. Il 21 aprile del 1997 l’imprenditore di Desio si tolse la vita. Lasciò scritto su un biglietto: “dopo tangentopoli tutto e tornato come prima”. La lezione, a causa dei blocchi decisi per l’emergenza coronavirus, non si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare, bensì nella forma di una conversazione radiofonica trasmessa il 25 marzo 2020.
    30 min
  • Memos di martedì 24/03/2020
    Come usciremo dall’emergenza Covid-19? Aspetteremo il vaccino chiusi in casa e per quanti mesi? Le misure di isolamento di massa degli individui sconfiggeranno il virus oppure ne limiteranno soltanto la propagazione? E se fosse così (e cioè se le misure avessero solo una funzione mitigatrice del virus, ma senza debellarlo) allora dovremmo attenderci una ripresa dei contagi non appena venissero allentate le misure oggi in vigore, ad esempio in Italia? E ancora: gli strumenti digitali di sorveglianza, allo studio in Italia per scrutare i movimenti dei contagiati (sul modello della Corea del Sud), saranno in grado di garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali? Memos ha ospitato oggi il virologo dell’università di Torino Sergio Rosati e il giornalista scientifico del Manifesto Andrea Capocci. Chiude la puntata il messaggio, oggi a cura di Giorgia Bulli, ricercatrice in scienza politica all’università di Firenze.
    30 min
  • Memos di mar 24/03/20
    Come usciremo dall’emergenza Covid-19? Aspetteremo il vaccino chiusi in casa e per quanti mesi? Le misure di isolamento di massa degli individui sconfiggeranno il virus oppure ne limiteranno soltanto la propagazione? E se fosse così (e cioè se le misure avessero solo una funzione mitigatrice del virus, ma senza debellarlo) allora dovremmo attenderci una ripresa dei contagi non appena venissero allentate le misure oggi in vigore, ad esempio in Italia? E ancora: gli strumenti digitali di sorveglianza, allo studio in Italia per scrutare i movimenti dei contagiati (sul modello della Corea del Sud), saranno in grado di garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali? Memos ha ospitato oggi il virologo dell’università di Torino Sergio Rosati e il giornalista scientifico del Manifesto Andrea Capocci. Chiude la puntata il messaggio, oggi a cura di Giorgia Bulli, ricercatrice in scienza politica all’università di Firenze.
    30 min

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