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Memos episodes

  • Memos di mercoledì 15/04/2020
    Dieci milioni di bambini e adolescenti chiusi in casa per il contagio da Coronavirus, chi sta pensando a loro? “Bisogna mettere al centro dell’agenda politica le nuove generazioni e le loro famiglie”, dice a Memos la sociologa Chiara Saraceno, una dei portavoce dell’Alleanza per l’Infanzia, associazione arcipelago di diverse sigle (dall’Arci alla Cisl, dalla Cgil al Centro per la salute del bambino, alla Cooperativa sociale Dedalus). “Bambini e adolescenti – aggiunge Saraceno - sono il nostro futuro, ma spesso nelle decisioni non sono considerati centrali. Con la crisi sanitaria ed economica, i bambini e i ragazzi sono stati tutti riportati nell’alveo delle famiglie e delle loro risorse. Le risorse familiari sono però molto differenziate fra di loro, tra chi ha e chi non ha. In casa c’è chi ha le terrazze e chi no, chi ha spazio per studiare, per ritirarsi e chi no. La chiusura in casa non è la stessa esperienza per tutti i bambini e adolescenti”. Saraceno avverte anche dal rischio che ..la didattica a distanza diventi un fattore di crescita della disuguaglianza. “Pagheremo durissimamente il divario digitale, perché l’arretramento delle possibilità di apprendere e sviluppare le proprie competenze cognitive non è che si recupera con un corso a settembre. E’ un problema drammatico, c’è un milione e 800 mila ragazzi che non hanno accesso alla didattica a distanza; tra quelli che ce l’hanno, molti fanno fatica. Alcune scuole - conclude Chiara Saraceno - raccontano di aver perso dei propri studenti, di non riuscire più a mantenere i contatti con loro”. A Memos ospite anche il demografo dell’università Cattolica Milano, Alessandro Rosina. “I giovani 25-35enni – dice - che hanno già subito i colpi della crisi finanziaria del 2008, e non hanno vissuto la possibilità di una ripresa dell’economia, si trovano ora con progetti di vita in sospeso, progetti professionali non ancora consolidati, ancora alla ricerca di lavoro, o con un contratto a termine. Sono attualmente le categorie che subiscono di più l’impatto della crisi e che rischiano di essere le meno tutelate dalle misure di protezione. E’ una generazione – aggiunge il demografo - che subisce in sequenza due crisi e che proprio nella fase in cui stava cercando di risollevarsi viene risospinta nelle acque agitate della crisi da Covid19”. Chiude la puntata di oggi Loredana Taddei, tra le fondatrici di “SeNonOraQuando”, ex responsabile delle politiche femminili della Cgil.
    30 min
  • Memos di mer 15/04/20
    Dieci milioni di bambini e adolescenti chiusi in casa per il contagio da Coronavirus, chi sta pensando a loro? “Bisogna mettere al centro dell’agenda politica le nuove generazioni e le loro famiglie”, dice a Memos la sociologa Chiara Saraceno, una dei portavoce dell’Alleanza per l’Infanzia, associazione arcipelago di diverse sigle (dall’Arci alla Cisl, dalla Cgil al Centro per la salute del bambino, alla Cooperativa sociale Dedalus). “Bambini e adolescenti – aggiunge Saraceno - sono il nostro futuro, ma spesso nelle decisioni non sono considerati centrali. Con la crisi sanitaria ed economica, i bambini e i ragazzi sono stati tutti riportati nell’alveo delle famiglie e delle loro risorse. Le risorse familiari sono però molto differenziate fra di loro, tra chi ha e chi non ha. In casa c’è chi ha le terrazze e chi no, chi ha spazio per studiare, per ritirarsi e chi no. La chiusura in casa non è la stessa esperienza per tutti i bambini e adolescenti”. Saraceno avverte anche dal rischio che ..la didattica a distanza diventi un fattore di crescita della disuguaglianza. “Pagheremo durissimamente il divario digitale, perché l’arretramento delle possibilità di apprendere e sviluppare le proprie competenze cognitive non è che si recupera con un corso a settembre. E’ un problema drammatico, c’è un milione e 800 mila ragazzi che non hanno accesso alla didattica a distanza; tra quelli che ce l’hanno, molti fanno fatica. Alcune scuole - conclude Chiara Saraceno - raccontano di aver perso dei propri studenti, di non riuscire più a mantenere i contatti con loro”. A Memos ospite anche il demografo dell’università Cattolica Milano, Alessandro Rosina. “I giovani 25-35enni – dice - che hanno già subito i colpi della crisi finanziaria del 2008, e non hanno vissuto la possibilità di una ripresa dell’economia, si trovano ora con progetti di vita in sospeso, progetti professionali non ancora consolidati, ancora alla ricerca di lavoro, o con un contratto a termine. Sono attualmente le categorie che subiscono di più l’impatto della crisi e che rischiano di essere le meno tutelate dalle misure di protezione. E’ una generazione – aggiunge il demografo - che subisce in sequenza due crisi e che proprio nella fase in cui stava cercando di risollevarsi viene risospinta nelle acque agitate della crisi da Covid19”. Chiude la puntata di oggi Loredana Taddei, tra le fondatrici di “SeNonOraQuando”, ex responsabile delle politiche femminili della Cgil.
    30 min
  • Memos di martedì 14/04/2020
    La vita e la morte ai tempi di Covid-19; il tramonto della pretesa di onnipotenza da parte degli umani. E poi: la scienza e le risposte mancanti agli interrogativi sul virus; la politica e le denunce inascoltate degli scienziati, dalle pandemie al surriscaldamento del clima. Memos ne ha parlato con il fisico teorico e filosofo della scienza Carlo Rovelli. Il professor Rovelli è uno dei fondatori della teoria della “gravità quantistica a loop”. Una teoria che è un tentativo di conciliazione tra i due pilastri della fisica contemporanea: la relatività generale e la meccanica quantistica, due pilastri che si contraddicono a vicenda. Rovelli ha realizzato in questi anni un’impresa non comune: è riuscito ad avere l’attenzione, la curiosità, di centinaia di migliaia di persone – sparse in tutto il mondo – sulla scienza e sul pensiero scientifico. Un’attenzione catturata con i suoi libri «Sette brevi lezioni di fisica», e l’«Ordine del Tempo» (Adelphi, 2014 e 2017).
    30 min
  • Memos di mar 14/04/20
    La vita e la morte ai tempi di Covid-19; il tramonto della pretesa di onnipotenza da parte degli umani. E poi: la scienza e le risposte mancanti agli interrogativi sul virus; la politica e le denunce inascoltate degli scienziati, dalle pandemie al surriscaldamento del clima. Memos ne ha parlato con il fisico teorico e filosofo della scienza Carlo Rovelli. Il professor Rovelli è uno dei fondatori della teoria della “gravità quantistica a loop”. Una teoria che è un tentativo di conciliazione tra i due pilastri della fisica contemporanea: la relatività generale e la meccanica quantistica, due pilastri che si contraddicono a vicenda. Rovelli ha realizzato in questi anni un’impresa non comune: è riuscito ad avere l’attenzione, la curiosità, di centinaia di migliaia di persone – sparse in tutto il mondo – sulla scienza e sul pensiero scientifico. Un’attenzione catturata con i suoi libri «Sette brevi lezioni di fisica», e l’«Ordine del Tempo» (Adelphi, 2014 e 2017).
    30 min
  • Memos di venerdì 10/04/2020
    Covid-19 spodesta il mercato e i neoliberisti. “Solo lo stato può intervenire con successo su salute e clima”. A Memos il sociologo e politologo Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, membro del Max Planck Institute di Colonia. Crouch ha coniato il termine postdemocrazia con un saggio del 2000 (“Coping with Postdemocracy”), tradotto poi in italiano nel 2003. La postdemocrazia è una malattia della democrazia, uno stadio della sua involuzione dove resta l’esercizio del voto, le elezioni, mentre svanisce la sostanza della democrazia dei diritti. "Combattere la postdemocrazia" (Laterza, 2020) è il titolo del suo ultimo libro. A Memos Crouch commenta la crisi economica in arrivo. Come sarà? Durissima, prevedono le principali istituzioni internazionali e i centri di ricerca. Come se ne uscirà? Quali politiche economiche verranno messe in campo? Quale sarà il ruolo dello stato e del pubblico, dopo gli anni fallimentari dell'ideologia neoliberista del mercato?
    29 min
  • Memos di ven 10/04/20
    Covid-19 spodesta il mercato e i neoliberisti. “Solo lo stato può intervenire con successo su salute e clima”. A Memos il sociologo e politologo Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, membro del Max Planck Institute di Colonia. Crouch ha coniato il termine postdemocrazia con un saggio del 2000 (“Coping with Postdemocracy”), tradotto poi in italiano nel 2003. La postdemocrazia è una malattia della democrazia, uno stadio della sua involuzione dove resta l’esercizio del voto, le elezioni, mentre svanisce la sostanza della democrazia dei diritti. "Combattere la postdemocrazia" (Laterza, 2020) è il titolo del suo ultimo libro. A Memos Crouch commenta la crisi economica in arrivo. Come sarà? Durissima, prevedono le principali istituzioni internazionali e i centri di ricerca. Come se ne uscirà? Quali politiche economiche verranno messe in campo? Quale sarà il ruolo dello stato e del pubblico, dopo gli anni fallimentari dell'ideologia neoliberista del mercato?
    29 min
  • Memos di giovedì 09/04/2020
    Pubblico e privato nella sanità (e non c’entra la par condicio). Memos ne ha parlato con Maria Elisa Sartor, professoressa a contratto alla Statale di Milano, insegna organizzazione sanitaria. Con Sartor abbiamo visto la storia del modello Lombardia: dall’epoca pre-formigoniana (prima del 1995), alla controriforma della prima giunta lombarda di centrodestra fino alle illusioni ottiche provocate dal progetto di riforma Maroni (2013) che ha finito poi per uniformarsi ai diciotto anni berlusconiani di riscossa della sanità privata. Chiude la puntata il messaggio della sociologa Giorgia Serughetti, dell’università di Milano-Bicocca.
    30 min
  • Memos di gio 09/04/20
    Pubblico e privato nella sanità (e non c’entra la par condicio). Memos ne ha parlato con Maria Elisa Sartor, professoressa a contratto alla Statale di Milano, insegna organizzazione sanitaria. Con Sartor abbiamo visto la storia del modello Lombardia: dall’epoca pre-formigoniana (prima del 1995), alla controriforma della prima giunta lombarda di centrodestra fino alle illusioni ottiche provocate dal progetto di riforma Maroni (2013) che ha finito poi per uniformarsi ai diciotto anni berlusconiani di riscossa della sanità privata. Chiude la puntata il messaggio della sociologa Giorgia Serughetti, dell’università di Milano-Bicocca.
    30 min
  • Memos di mercoledì 08/04/2020
    Covid-19, i governi e l’aristocrazia dei competenti. A Memos il filosofo e storico Michele Ciliberto, della Scuola Normale Superiore di Pisa. Quali rischi corre la democrazia nella delega agli esperti e ai competenti? Ciliberto parla del caso Ungheria. Il filosofo – tra i principali studiosi del pensiero di Giordano Bruno - si sofferma poi sulla fragilità degli umani e sulla lezione che dovranno imparare dall’esperienza del coronavirus. “Dovremmo capire – racconta il professor Ciliberto – quali sono i confini entro i quali ci muoviamo. Guardi che la libertà non è il disconoscimento del confine, ma è il riconoscimento del confine e del limite. L’uomo che ignora il limite si distrugge. Noi – conclude il filosofo e storico - dovremmo riuscire a ripensare il concetto di limite e di confine come qualcosa che spinge in avanti e non come qualcosa che ci riporta nella caverna. Dobbiamo ragionare sul limite: è essenziale per la libertà”. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Michela Bonserio, coordinatrice di Greenpeace Milano e organizzatrice di “Milano per il clima”.
    29 min
  • Memos di mer 08/04/20
    Covid-19, i governi e l’aristocrazia dei competenti. A Memos il filosofo e storico Michele Ciliberto, della Scuola Normale Superiore di Pisa. Quali rischi corre la democrazia nella delega agli esperti e ai competenti? Ciliberto parla del caso Ungheria. Il filosofo – tra i principali studiosi del pensiero di Giordano Bruno - si sofferma poi sulla fragilità degli umani e sulla lezione che dovranno imparare dall’esperienza del coronavirus. “Dovremmo capire – racconta il professor Ciliberto – quali sono i confini entro i quali ci muoviamo. Guardi che la libertà non è il disconoscimento del confine, ma è il riconoscimento del confine e del limite. L’uomo che ignora il limite si distrugge. Noi – conclude il filosofo e storico - dovremmo riuscire a ripensare il concetto di limite e di confine come qualcosa che spinge in avanti e non come qualcosa che ci riporta nella caverna. Dobbiamo ragionare sul limite: è essenziale per la libertà”. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Michela Bonserio, coordinatrice di Greenpeace Milano e organizzatrice di “Milano per il clima”.
    29 min

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