Memos

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  • Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa
    Decimo e ultimo incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Nando dalla Chiesa. Il titolo della sua lezione: “In nome di tutte le vittime, in nome della giustizia”. La lezione si è svolta il 10 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    29 min
  • Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa
    Decimo e ultimo incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Nando dalla Chiesa. Il titolo della sua lezione: “In nome di tutte le vittime, in nome della giustizia”. La lezione si è svolta il 10 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    29 min
  • Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa
    Decimo e ultimo incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Nando dalla Chiesa. Il titolo della sua lezione: “In nome di tutte le vittime, in nome della giustizia”. La lezione si è svolta il 10 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    29 min
  • Memos di venerdì 14/05/2021
    “O facciamo la riforma della giustizia o perdiamo tutti i 191 miliardi del Recovery. Il governo si sta giocando tutto”. Parola della ministra della giustizia, Marta Cartabia. Gli interventi sull’ordinamento giudiziario ci saranno, sono fuori discussione. Dal processo penale a quello civile, fino al Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo garante dell’autonomia delle toghe. Quale sarà la direzione politica che prenderanno queste riforme? E’ ancora difficile dirlo. Preoccupa, però, il fatto che questa tornata riformatrice avvenga in uno dei momenti di maggiore crisi della magistratura. In questi ultimi due anni c’è stato prima il caso Palamara, con l’intreccio tra esponenti politici, membri del Csm, magistrati, per pilotare nomine e posti di potere. E poi, più recentemente, il caso dei verbali dell’avvocato Piero Amara e lo scontro tra magistrati su come gestirli. C’è poi il contenuto di quelle carte: la loggia massonica raccontata da Amara, fatta di magistrati, politici, forze dell’ordine, imprenditori, esiste davvero? Nuovamente, si intravede un intreccio tra pezzi di politica e di magistratura con l’obiettivo di condizionare scelte politiche e orientamenti giudiziari delle toghe. Preoccupa, come dicevo, il fatto che la debolezza attuale della magistratura possa rafforzare le posizioni di chi la vuole meno indipendente dagli altri poteri. Memos ha ospitato oggi la giurista Grazia Mannozzi, docente di diritto penale all’Università dell’Insubria; e Alberto Vannucci, docente di scienza politica all’Università di Pisa.
    27 min
  • Memos di ven 14/05/21
    “O facciamo la riforma della giustizia o perdiamo tutti i 191 miliardi del Recovery. Il governo si sta giocando tutto”. Parola della ministra della giustizia, Marta Cartabia. Gli interventi sull’ordinamento giudiziario ci saranno, sono fuori discussione. Dal processo penale a quello civile, fino al Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo garante dell’autonomia delle toghe. Quale sarà la direzione politica che prenderanno queste riforme? E’ ancora difficile dirlo. Preoccupa, però, il fatto che questa tornata riformatrice avvenga in uno dei momenti di maggiore crisi della magistratura. In questi ultimi due anni c’è stato prima il caso Palamara, con l’intreccio tra esponenti politici, membri del Csm, magistrati, per pilotare nomine e posti di potere. E poi, più recentemente, il caso dei verbali dell’avvocato Piero Amara e lo scontro tra magistrati su come gestirli. C’è poi il contenuto di quelle carte: la loggia massonica raccontata da Amara, fatta di magistrati, politici, forze dell’ordine, imprenditori, esiste davvero? Nuovamente, si intravede un intreccio tra pezzi di politica e di magistratura con l’obiettivo di condizionare scelte politiche e orientamenti giudiziari delle toghe. Preoccupa, come dicevo, il fatto che la debolezza attuale della magistratura possa rafforzare le posizioni di chi la vuole meno indipendente dagli altri poteri. Memos ha ospitato oggi la giurista Grazia Mannozzi, docente di diritto penale all’Università dell’Insubria; e Alberto Vannucci, docente di scienza politica all’Università di Pisa.
    27 min
  • Memos di giovedì 13/05/2021
    Che cos’è un brevetto? Sospenderne l’applicazione sui vaccini anti-Covid fa aumentare la produzione dei vaccini stessi? Disapplicare il brevetto sui vaccini blocca il circuito dell’innovazione delle imprese farmaceutiche? Memos ha girato queste e altre domande a Massimo Florio, economista all’Università Statale di Milano. Sulla svolta di Biden, il sostegno alla sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid, il professor Florio sostiene che il capo della Casa Bianca aprirà un negoziato con Big Pharma e da una posizione di forza. Per tre ragioni: la prima, ci sono stati oltre dieci miliardi di finanziamenti da parte del governo Usa alla ricerca farmaceutica. La seconda ragione è che i brevetti che attualmente sono stati depositati dalle industrie farmaceutiche, in particolare da Moderna e da Pfizer, utilizzano in maniera cruciale una serie di invenzioni che sono state sviluppate all'interno dell'istituto diretto da Fauci (principale consulente in materia di vaccini degli Usa). La terza ragione è che la Food and Drug Administration (agenzia di regolazione del farmaco), avendo approvato i vaccini in solo un anno (di solito ne occorrono dieci), ha dato un vantaggio enorme alle imprese farmaceutiche. Memos ha ospitato oggi anche l’antropologa della Statale di Milano Angela Biscaldi. La professoressa Biscaldi è autrice di uno studio sulle conseguenze delle misure anti-Covid sui nostri cinque sensi (“La perdita dei sensi di prossimità”, Treccani 2021).
    27 min
  • Memos di gio 13/05/21
    Che cos’è un brevetto? Sospenderne l’applicazione sui vaccini anti-Covid fa aumentare la produzione dei vaccini stessi? Disapplicare il brevetto sui vaccini blocca il circuito dell’innovazione delle imprese farmaceutiche? Memos ha girato queste e altre domande a Massimo Florio, economista all’Università Statale di Milano. Sulla svolta di Biden, il sostegno alla sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid, il professor Florio sostiene che il capo della Casa Bianca aprirà un negoziato con Big Pharma e da una posizione di forza. Per tre ragioni: la prima, ci sono stati oltre dieci miliardi di finanziamenti da parte del governo Usa alla ricerca farmaceutica. La seconda ragione è che i brevetti che attualmente sono stati depositati dalle industrie farmaceutiche, in particolare da Moderna e da Pfizer, utilizzano in maniera cruciale una serie di invenzioni che sono state sviluppate all'interno dell'istituto diretto da Fauci (principale consulente in materia di vaccini degli Usa). La terza ragione è che la Food and Drug Administration (agenzia di regolazione del farmaco), avendo approvato i vaccini in solo un anno (di solito ne occorrono dieci), ha dato un vantaggio enorme alle imprese farmaceutiche. Memos ha ospitato oggi anche l’antropologa della Statale di Milano Angela Biscaldi. La professoressa Biscaldi è autrice di uno studio sulle conseguenze delle misure anti-Covid sui nostri cinque sensi (“La perdita dei sensi di prossimità”, Treccani 2021).
    27 min
  • Memos di mercoledì 12/05/2021
    Democrazia europea cercasi. Il 9 maggio scorso, festa dell’Europa, c’è stato il lancio della “Conferenza per il futuro dell’Europa”. Un’assemblea che coinvolgerà 450 tra deputati, nazionali ed europei, governi, Commissione e gruppi di rappresentanze di cittadini. Non è ancora chiaro come verranno utilizzate le conclusioni di un anno di discussioni e proposte sull’Europa. L’Unione Europea resta un’architettura istituzionale molto sbilanciata dove i governi nazionali gestiscono il grosso del potere, dove la Commissione dipende dai governi nazionali e il parlamento europeo eletto dai cittadini ha meno poteri di qualsiasi parlamento nazionale. La democrazia delle istituzioni europee resta ancora incompleta. Memos ne ha parlato con Piervirgilio Dastoli, collaboratore di Altiero Spinelli, storico dell’integrazione europea. Ospite anche l’economista Antonella Stirati (Università di Roma 3) per parlare dell’Europa del futuro attraverso Next Generation EU: gli effetti dei piani di rilancio sulla crescita dell’economia; le scarse risorse effettive messe a disposizione dall’Europa ai governi nazionali al di là della grandi cifre stanziate; la gestione dei debiti pubblici accumulati, tra rischi di ritorno a forme di austerità fiscali e appelli alla cancellazione di quote di debito.
    29 min
  • Memos di mer 12/05/21
    Democrazia europea cercasi. Il 9 maggio scorso, festa dell’Europa, c’è stato il lancio della “Conferenza per il futuro dell’Europa”. Un’assemblea che coinvolgerà 450 tra deputati, nazionali ed europei, governi, Commissione e gruppi di rappresentanze di cittadini. Non è ancora chiaro come verranno utilizzate le conclusioni di un anno di discussioni e proposte sull’Europa. L’Unione Europea resta un’architettura istituzionale molto sbilanciata dove i governi nazionali gestiscono il grosso del potere, dove la Commissione dipende dai governi nazionali e il parlamento europeo eletto dai cittadini ha meno poteri di qualsiasi parlamento nazionale. La democrazia delle istituzioni europee resta ancora incompleta. Memos ne ha parlato con Piervirgilio Dastoli, collaboratore di Altiero Spinelli, storico dell’integrazione europea. Ospite anche l’economista Antonella Stirati (Università di Roma 3) per parlare dell’Europa del futuro attraverso Next Generation EU: gli effetti dei piani di rilancio sulla crescita dell’economia; le scarse risorse effettive messe a disposizione dall’Europa ai governi nazionali al di là della grandi cifre stanziate; la gestione dei debiti pubblici accumulati, tra rischi di ritorno a forme di austerità fiscali e appelli alla cancellazione di quote di debito.
    29 min
  • Lezioni di antimafia: Daniela Marcone, Lorenzo Sanua e Rosy Tallarita
    Nono incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatori/trici: Daniela Marcone, Lorenzo Sanua e Rosy Tallarita. Il titolo della loro lezione: “La domanda di verità dei familiari delle vittime e la giustizia negata”. La lezione si è svolta il 3 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.
    27 min

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Memos, il promemoria sull'attualità di Radio Popolare.

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