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Memos episodes

  • Memos di gio 29/11/18
    Il decreto della paura. E’ quello contro l’immigrazione (cancellazione protezione umanitaria e Sprar, limitazioni del diritto d’asilo) e sulla “cattiveria urbana” (reato di accattonaggio, inasprimento Daspo) approvato ieri definitivamente dal parlamento. Ora tocca al presidente Mattarella, Costituzione alla mano, ricordare i principi fondamentali del diritto che quel testo stravolge in nome di un’urgenza immaginaria e propagandistica. “E’ una brutta cosa assecondare la paura e sfruttarla come capitale politico. Così sono state costruite le tragedie del Novecento”, racconta a Memos il professor Mario Ricciardi, filosofo del diritto all’Università Statale di Milano e direttore della rivista Il Mulino. Ospite oggi anche Claudia Torrisi, giornalista di Open Migration. Chiude la puntata con il messaggio nella bottiglia Samuele Mazzolini, presidente del movimento “Senso Comune” e ricercatore in teoria politica alla University of Bath, in Inghilterra.
    30 min
  • Memos di mercoledì 28/11/2018
    La transizione ecologica, come renderla socialmente equa e sostenibile? Il caso “Macron-gilet jaunes” ripropone la questione dopo che la tassa francese sui carburanti fossili ha scatenato dure proteste. A Memos ne abbiamo parlato con Rossella Muroni, deputata LeU ed ex presidente di Legambiente, e con Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club. Altra domanda decisiva che Memos ha girato ai due ospiti: la democrazia è in grado di reggere l’urto dell’urgenza ecologica? No, se le risposte all’emergenza sono quelle egoistiche alla Trump, con il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi. Di quegli accordi si discuterà nei prossimi giorni a Katowice, in Polonia, dove si riunisce Cop24, la Conferenza Onu sul cambiamento climatico. La puntata di oggi è stata chiusa da Roberta Carlini, giornalista e saggista, e dal suo “messaggio nella bottiglia”.
    29 min
  • Memos di mer 28/11/18
    La transizione ecologica, come renderla socialmente equa e sostenibile? Il caso “Macron-gilet jaunes” ripropone la questione dopo che la tassa francese sui carburanti fossili ha scatenato dure proteste. A Memos ne abbiamo parlato con Rossella Muroni, deputata LeU ed ex presidente di Legambiente, e con Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club. Altra domanda decisiva che Memos ha girato ai due ospiti: la democrazia è in grado di reggere l’urto dell’urgenza ecologica? No, se le risposte all’emergenza sono quelle egoistiche alla Trump, con il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi. Di quegli accordi si discuterà nei prossimi giorni a Katowice, in Polonia, dove si riunisce Cop24, la Conferenza Onu sul cambiamento climatico. La puntata di oggi è stata chiusa da Roberta Carlini, giornalista e saggista, e dal suo “messaggio nella bottiglia”.
    29 min
  • Memos di mar 27/11/18
    La protesta dei “giubbotti gialli” in Francia, tra tradizione e modernità. La definisce così il politologo francese Yves Meny, ospite oggi a Memos: di tradizionale c’è la “jacquerie”, la rivolta come repertorio consueto della politica francese fin dai tempi dell’ancien régime; di moderno invece c’è l’organizzazione del movimento attraverso i social network. A Memos oggi anche l’economista Loretta Napoleoni che vede alcune similitudini tra la situazione attuale dell’Europa, fatta di proteste e retoriche populiste di destra, e alcune vicende della storia europea di quarant’anni fa, in particolare l’avvento al potere di Margaret Thatcher e della sua rivoluzione neoliberista. Napoleoni sostiene – attraverso una citazione shakespeariana – che ci troviamo in un “nuovo inverno del malcontento”. A chiudere la puntata il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della Commissione antimafia e oggi presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.
    33 min
  • Memos di martedì 27/11/2018
    La protesta dei “giubbotti gialli” in Francia, tra tradizione e modernità. La definisce così il politologo francese Yves Meny, ospite oggi a Memos: di tradizionale c’è la “jacquerie”, la rivolta come repertorio consueto della politica francese fin dai tempi dell’ancien régime; di moderno invece c’è l’organizzazione del movimento attraverso i social network. A Memos oggi anche l’economista Loretta Napoleoni che vede alcune similitudini tra la situazione attuale dell’Europa, fatta di proteste e retoriche populiste di destra, e alcune vicende della storia europea di quarant’anni fa, in particolare l’avvento al potere di Margaret Thatcher e della sua rivoluzione neoliberista. Napoleoni sostiene – attraverso una citazione shakespeariana – che ci troviamo in un “nuovo inverno del malcontento”. A chiudere la puntata il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della Commissione antimafia e oggi presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.
    33 min
  • Memos di venerdì 23/11/2018
    A cena con lo spread. Domani la cena tra il capo del governo Conte e il presidente della Commissione europea Juncker. Oggetto: la trattativa sulla manovra italiana, dopo la bocciatura di Bruxelles. Il convitato di pietra di quell’incontro sarà lo spread: l’esito di quella trattativa è infatti influenzato dall’andamento dello spread, dal comportamento dei mercati. Ma chi sono i soggetti determinanti nel definire il livello dello spread, chi dovrebbe sedere attorno al tavolo insieme a Conte e Juncker? L’economista Vladimiro Giacchè, presidente del Centro Europa Ricerche, ospite a Memos, ci ha aiutato a ricostruire la fisionomia dei soggetti che decidono – con i loro comportamenti – qual è il livello dello spread. Sono le banche, i fondi di investimento, i fondi pensione. Ospite della puntata, per il messaggio nella bottiglia, il vice-direttore della rivista Il Mulino che ci parla della crisi dei rifiuti.
    30 min
  • Memos di ven 23/11/18
    A cena con lo spread. Domani la cena tra il capo del governo Conte e il presidente della Commissione europea Juncker. Oggetto: la trattativa sulla manovra italiana, dopo la bocciatura di Bruxelles. Il convitato di pietra di quell’incontro sarà lo spread: l’esito di quella trattativa è infatti influenzato dall’andamento dello spread, dal comportamento dei mercati. Ma chi sono i soggetti determinanti nel definire il livello dello spread, chi dovrebbe sedere attorno al tavolo insieme a Conte e Juncker? L’economista Vladimiro Giacchè, presidente del Centro Europa Ricerche, ospite a Memos, ci ha aiutato a ricostruire la fisionomia dei soggetti che decidono – con i loro comportamenti – qual è il livello dello spread. Sono le banche, i fondi di investimento, i fondi pensione. Ospite della puntata, per il messaggio nella bottiglia, il vice-direttore della rivista Il Mulino che ci parla della crisi dei rifiuti.
    30 min
  • Memos di giovedì 22/11/2018
    L’Europa è alle prese con il “nazionalismo inglese” e il sovranismo xenofobo italiano. Da un lato la Brexit, dall’altro #lamanovradelpopolo appena bocciata dalla Commissione europea. Di fronte al rischio di dissoluzione dell’Unione, c’è un progetto che invece fa passi avanti: è quello franco-tedesco dell’esercito comune europeo. L’ha proposto due settimane fa il presidente francese Macron e qualche giorno dopo l’ha benedetto la cancelliera tedesca Merkel. Memos ne ha parlato con Fabrizio Coticchia, docente di scienza politica all’Università di Genova, studioso di politica internazionale e di problemi della difesa e della sicurezza; e con Andrea Mammone che insegna storia moderna dell’Europa alla Royal Holloway London. La puntata di oggi si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Ida Dominijanni, giornalista e saggista, contro la violenza maschile sulle donne e sulla giornata di mobilitazione del 25 novembre.
    28 min
  • Memos di gio 22/11/18
    L’Europa è alle prese con il “nazionalismo inglese” e il sovranismo xenofobo italiano. Da un lato la Brexit, dall’altro #lamanovradelpopolo appena bocciata dalla Commissione europea. Di fronte al rischio di dissoluzione dell’Unione, c’è un progetto che invece fa passi avanti: è quello franco-tedesco dell’esercito comune europeo. L’ha proposto due settimane fa il presidente francese Macron e qualche giorno dopo l’ha benedetto la cancelliera tedesca Merkel. Memos ne ha parlato con Fabrizio Coticchia, docente di scienza politica all’Università di Genova, studioso di politica internazionale e di problemi della difesa e della sicurezza; e con Andrea Mammone che insegna storia moderna dell’Europa alla Royal Holloway London. La puntata di oggi si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Ida Dominijanni, giornalista e saggista, contro la violenza maschile sulle donne e sulla giornata di mobilitazione del 25 novembre.
    28 min
  • Memos di mercoledì 21/11/2018
    La manovra del governo Conte non va. E la Commissione europea oggi l’ha bocciata chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione. Troppo debito e sulle riforme strutturali si torna indietro, sostiene Bruxelles. Lo scontro è tutto politico: da un lato i residui dell’ortodossia dell’austerità (Juncker e Moscovici) e dall’altro gli epigoni del neo-nazionalismo xenofobo alla Salvini-Di Maio. A Memos ne abbiamo parlato con due economisti: Emanuele Felice e Fabio Masini. A chiusura della puntata di oggi il “messaggio nella bottiglia” di Dino Amenduni, comunicatore politico dell’università di Bari.
    30 min

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