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Chi organizza eventi professionalmente vede le cose in modo diverso da chi li commissiona. Anna Mancuso di Double K racconta quel punto di vista.
Si parte dal brief: estrarre l'obiettivo reale da un cliente che pensa di averlo chiaro è già un lavoro. Poi viene il budget, che le aziende tendono a non dichiarare, e che invece è la prima variabile da mettere sul tavolo.
Il pubblico vede circa il 10% di quello che accade durante un evento. Il restante 90% è coordinamento, prevenzione degli imprevisti e decisioni prese in silenzio dietro le quinte.
Chiude il tema dei KPI: il successo di un evento si misura in base all'obiettivo dichiarato all'inizio, non al numero di persone in sala. Terzo episodio della miniserie sugli eventi aziendali di MingaMal.
Obiettivo, durata, agenda, budget e sponsor sono già stati affrontati nella prima parte. Qui si continua.
Il nome dell'evento, il tema di ogni edizione, il team che serve per organizzare tutto quanto. La scelta della location con le variabili che contano davvero: raggiungibilità, spazi, attrezzatura tecnica, piano B. La comunicazione, le tempistiche, con tre o quattro mesi come riferimento minimo.
Poi i KPI: come si misura il successo di un evento, al di là del numero di persone in sala.
E in chiusura, gli errori più comuni che Daria Trespidi ha visto o vissuto in vent'anni di eventi.
Seconda e ultima parte del secondo episodio della miniserie sugli eventi aziendali di MingaMal.
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e34
Organizzare un evento aziendale richiede di rispondere a una serie di domande nell'ordine giusto.
Daria Trespidi, che di eventi ne ha organizzati parecchi, le fa tutte: le rivolge ad Andrea Veca, che nel ruolo dell'imprenditore entusiasta scopre quanto sia facile partire dal desiderio e quanto sia utile partire dall'obiettivo.
La prima domanda è proprio quella: perché vuoi fare un evento? Le risposte possibili sono più di una (consolidare la relazione con i clienti esistenti, fare lead generation, lavorare sul posizionamento) e possono coesistere, a condizione di metterle in ordine di priorità. Senza una priorità, le scelte che seguono tendono a contraddirsi.
Chiarito l'obiettivo, si passa alla durata: mezza giornata o giornata intera, mattino o pomeriggio, e perché alcune di queste opzioni funzionano meglio di altre per una prima edizione. Poi c'è l'agenda. Costruire un programma non significa riempire degli slot: significa costruire una storia con un'apertura, un corpo e una chiusura. Gli speaker si scelgono dopo aver deciso i contenuti, e autorevolezza sul tema non equivale a capacità di comunicarla dal palco. Infine, budget e sponsor.
Daria fornisce un ordine di grandezza per un evento da cinquanta persone, spiega quali voci di costo pesano di più e introduce la distinzione tra eventi gratuiti e a pagamento, con i relativi effetti sul tasso di presenza effettiva.
Questo episodio è la prima parte del secondo episodio della miniserie sugli eventi aziendali di MingaMal.
Vera Tucci, co-founder di T-Consulting, racconta come nasce il T-Con: l'evento annuale che la sua azienda organizza dal 2019 per gli IT manager delle aziende clienti.
Si parte da un'intuizione maturata nel 2018, durante due conferenze internazionali del settore, e si arriva a un formato consolidato che tiene insieme cura dei clienti esistenti e apertura a nuovi contatti.
In mezzo: la scelta di rendere l'evento gratuito, il ruolo degli sponsor tecnologici, la gestione dei contenuti e dei relatori, il coinvolgimento di tutta l'azienda il giorno dell'evento.
E poi la domanda che vale sempre la pena farsi: come si misura il risultato di una giornata del genere?
Toastmasters è un'organizzazione internazionale presente in 140 paesi con 14.000 club e 300.000 soci. L'obiettivo è sviluppare due competenze: parlare in pubblico e leadership. L'approccio è quello del learning by doing.
Marija Santini, socia del club MilanEasy di Milano, spiega come funzionano le riunioni: discorsi preparati, improvvisazioni brevi chiamate table topics, valutazioni affidate a ruoli tecnici che ruotano tra i soci. I valutatori analizzano forma, struttura, linguaggio del corpo, gestione del tempo. La conversazione tocca anche il networking tra professionisti di settori diversi e l'apertura delle riunioni agli ospiti, gratuitamente e senza obbligo di iscrizione. Per chi gestisce una piccola azienda i temi sono concreti: presentazioni, riunioni, feedback.
A Milano i club Toastmasters attivi sono quattro, ma ce ne sono in tutta Italia. Per trovarli: https://www.toastmasters.org/find-a-club
Breve sondaggio: https://www.mingamal.it/s2e31-survey
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e31
Il primo episodio si è chiuso su una diagnosi: i progetti CRM falliscono per assenza di progetto. Questo secondo episodio entra nel merito. Elisabetta Bruno di Thinkable descrive la metodologia che usa con i propri clienti: audit dei processi aziendali, mappatura dei flussi esistenti, definizione delle informazioni da raccogliere, disegno dei flussi nuovi. Solo dopo questo lavoro ha senso scegliere la piattaforma. Si parla anche di formazione, di come gestire il rigetto interno, di lock-in dal system integrator e di cosa succede dopo il go live. Un episodio per chi sta valutando un progetto CRM e per chi ce l'ha già ma non ne è soddisfatto.
Per entrare in contatto con Elisabetta: https://www.thinkable.it/contact/
Breve sondaggio: https://www.mingamal.it/s2e30-survey
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e30
Il CRM è uno degli strumenti più citati nella gestione aziendale e tra i meno usati con profitto.
Circa una PMI su quattro ne ha uno; di queste, poche lo usano in modo che produca risultati concreti.Elisabetta Bruno, founder e CEO di Thinkable, spiega cos'è il CRM, perché la definizione classica è parziale, quali sono le tre aree funzionali che copre e perché lavorare sul prospect è parte integrante di un uso corretto della piattaforma. Si parla anche di costi reali, di quali informazioni dovrebbe raccogliere un commerciale e di cosa succede quando lascia l'azienda senza averle registrate.L'episodio si chiude su una diagnosi: la causa principale degli insuccessi con il CRM è l'assenza di un progetto.
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e29
Il numero di business coach è in crescita. Capire cosa fa davvero uno di loro, quando coinvolgerlo e cosa aspettarsi da un percorso è meno scontato. Francesco Solinas fa il business coach da oltre quindici anni. Nell'episodio spiega come lavora: su quali comportamenti interviene, come struttura un percorso individuale e di team, quanto tempo serve e come si misura il risultato. O meglio, perché misurarlo con un numero è più complicato di quanto sembri. Andrea Veca porta la prospettiva di chi ha investito in questo tipo di percorso per anni, convinto del valore anche senza un algoritmo quantitativo. Un episodio sul coaching aziendale nelle piccole imprese, che sfiora la leadership e il cambiamento organizzativo nelle piccole aziende.
Breve sondaggio: https://www.mingamal.it/s2e28-survey
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e28
La NIS 2 è una direttiva europea sulla sicurezza informatica, recepita in Italia nel 2024.
Stabilisce obblighi precisi per banche, energia, sanità, trasporti e servizi digitali, ma il suo perimetro si estende fino ai fornitori e ai subfornitori di questi soggetti, compresi quelli che non hanno mai pensato di rientrarci.
Patrizia Sormani e Andrea Veca percorrono il meccanismo della supply chain, spiegano cosa significa essere un fornitore rilevante e cosa succede se si dichiara un livello di sicurezza che non corrisponde alla realtà. Affrontano anche il cambio di governance che la direttiva introduce: la responsabilità della sicurezza informatica sale fino al board aziendale, con conseguenze dirette sugli amministratori. Le prime verifiche di ACN partono da ottobre 2026.
Breve sondaggio: https://www.mingamal.it/s2e27-survey
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e27
I KPI sono uno strumento di gestione che trasforma le responsabilità di ruolo in obiettivi misurabili.
Daria Trespidi e Andrea Veca affrontano le basi: come si costruisce un KPI, la differenza tra indicatori a consuntivo e indicatori predittivi, gli errori più comuni nella fase di avvio.
Spazio anche ai rischi: la resistenza interna, la legge di Goodhart, il pericolo di ottimizzare i numeri invece di gestire l'azienda. La scorecard chiude il quadro: come i KPI confluiscono in uno strumento operativo usato nelle riunioni per prendere decisioni.
L'episodio fa parte della serie che collega organigramma dei ruoli, manuale e KPI in un sistema coerente di gestione aziendale.
Breve sondaggio: https://www.mingamal.it/s2e26-survey
Altre informazioni sul sito di MingaMal: https://www.mingamal.it/s2e26
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