Afrodite, la dea della bellezza, che i romani chiamarono Venere, era, secondo alcuni antichi, la figlia di Zeus e della dea oceanina Dione. Secondo altri antichi, Afrodite era nata in primavera dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano, che Crono aveva reciso e scagliato in mare dopo la ribellione contro il padre.
Afrodite, dal greco afros, la spuma, aveva anche l'appellativo di Urania, perché ancora figlia del Cielo. Continue reading
Efesto guardò subito nella stessa direzione e vide avanzare verso di lui la dea Atena. Atena? E perché stava entrando nella sua fucina, chi l’aveva convocata? Ma Efesto non aveva tempo per le domande, perché appena la vide: lì, quasi sospesa per l’aere, con lo sguardo che splendeva lucente, avvolta dai fumi delle fiamme e dai vapori del posto, sentì in se infiammarsi il desiderio assoluto per lei, e se ne innamorò all’istante. Continue reading
“Ora basta! Basta! Non ne posso più! Che siate maledetti. Uomini e donne morirete tutti! Animali e piante vi seguiranno nella fine. Dal nulla vi abbiamo creato e nel nulla tornerete!”
Queste furono le parole del divino tonante Zeus, dio supremo dell’Olimpo, un attimo prima che scatenasse il grande diluvio destinato a cancellare la terra e i suoi abitanti. Continue reading
Apollo non era un dio senza cuore. Ma venne pure per lui il tempo d’amare. E fu un tempo parecchio difficile, perché alcuni suoi amori furono orchestrati dal dio Eros, il quale aveva parecchie vendette da consumare, proprio contro, Apollo. Eros, sappiamo, aveva il potere dell’amore, o meglio degli innamoramenti, e con le sue frecce stabiliva quali tremendi turbamenti il cuore degli dei e degli uomini dovesse subire. Ed era il turbamento dell’amore corrisposto o dell’amore negato. Continue reading
Tutti sanno che il dio supremo Zeus, dopo che conquistò il trono dell’Olimpo, prima di sposare Era, colei che diverrà la sposa regina ufficiale, diciamo così, ebbe tante altre mogli. Il figlio di Crono poteva scegliere tra un bel po’ di Titanidi; e si concesse pure dopo aver nominato Era come sua consorte al trono, di conquistare tutte le fanciulle mortali che desiderasse.
Egli era il re, e tutto gli era permesso, e quando non otteneva il consenso, sapeva come conquistare le sue amanti. Continue reading
Ade era un dio ricco, potente e molto temuto. Egli era il signore dell’Oltretomba. Il suo regno dunque, era popolato dalle ombre dei morti. E chi non temeva la morte? Proprio per questo ogni fanciulla o dea inorridiva all’idea di diventare sovrana di un regno dove stava sempre il buio nero nero, riempito da grida e dolore, qua e là qualche fiammata, e soprattutto, una volta entrati, non si poteva più tornare indietro. [...] Continue reading
Ed ecco che un giorno la bella Anfitrite, mentre si trovava nella misteriosa isola greca di Nasso, terra bagnata dalle acque del mare Egeo, partecipò alle danze di un gruppo di ninfe vestite di lino bianco trasparente; quelle fanciulle parevano fluttuassero nell’aria. Fu allora che Poseidone vide la bella Anfitrite per la prima volta, e non seppe resistere. Continue reading
Dalle buie acque dell’Oceano sorgevano gli astri. Tra questi stava pure la Luna. Ella percorreva il cielo di notte, e pare che non potesse mai stare senza amore. Tra le sue tante storie di passione ci fu quella verso Endimione, giovane uomo e forte. La dolce e luminosa Luna lo amava solo nel sonno, così che la notte era compagna e unico vero abbraccio del desiderio. Ma il tempo scorreva per tutti. La Luna restava sempre giovane e lucente, e il suo amato umano, ahimè, invecchiava inesorabilmente. Solo in sogno dunque, i due potevano amarsi. Continue reading
Eracle era un tipo eccezionale. Principalmente per la forza che divenne leggendaria; ma già il modo in cui nacque e il modo in cui fu concepito, furono davvero fuori dal comune. Sua madre si chiamava Alcmena ed era sposata con un uomo di nome Anfitrione, che un giorno partì per la guerra. Alcmena era sicuramente molto bella e attraente: un giorno Zeus la vide e se ne innamorò. Lei però, era innamorata di suo marito Anfitrione e non degnò il dio di un solo sguardo. Zeus non era tipo da arrendersi. Così, usando i suoi poteri divini, si trasformò in un uomo uguale ad Anfitrione: stessi capelli ricci, stessa barba, identico fisico atletico. Continue reading
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lotte di potere, guerre, amorose vicende, tradimenti, vendette e invidie degli dei.