“I portuali non lavorano per la guerra“. queste parole che i sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione, sciopero e lotta per venerdì 6 febbraio 2026.
Contro il genocidio in Palestina, e in generale contro economia e logistica di guerra, lo sciopero di 24 ore indetto in Italia da Usb Porti in tutti gli scali marittimi italiani, all’interno della più ampia mobilitazione europea e mediterranea, lanciata da una mezza dozzina di sindacati tra Italia, Grecia, Paesi Baschi, Marocco e Turchia.
Durante tutta la giornata iniziative fuori dai principali scali marittimi. Di seguito i diversi collegamenti con i porti in lotta:
Da Genova Jose Nivoi, USB Genova. Ascolta o scarica
Da Livorno Cinzia della Porta, di USB Livorno. Ascolta o scarica
Da Civitavecchia Riccardo Petrarolo di USB. Ascolta o scarica
Da Trieste Sasha Colautti. Ascolta o scarica.
Da Ravenna, Tared , dei Giovani Palestinesi d’Italia, realtà che ha rilanciato la giornata di mobilitazione e lotta. Ascolta o scarica.
Proprio in Emilia Romagna Potere al popolo e Usb denunciano treni annullati da Bologna e da Rimini, fermi in stazione, perquisizioni e una presenza massiccia di Digos e carabinieri per ostacolare la partecipazione al presidio al porto di Ravenna. Secondo il sindacato Usb si tratta di una “prova generale” delle misure del pacchetto sicurezza del governo. Paolo Rizzi, di Potere al Popolo Emilia Romagna. Ascolta o scarica