Nuova puntata su Radio Onda d’Urto di “Scuola Resistente”, trasmissione su istruzione e dintorni, a cura del nostro collaboratore Stefano Bertoldi.
Di seguito, il testo introduttivo, sempre di Stefano Bertoldi, e l’audio della trasmissione:
“Con Pasquale Cuomo, segretario generale della CGIL-FLC Toscana, abbiamo affrontato il tema degli accorpamenti forzosi delle scuole, un processo che va ben oltre il concetto di istituto comprensivo e la trasformazione delle scuole in “plessi” scolastici che (solo) sulla carta avevano una qualche finalità positiva sul piano pedagogico ovvero la continuità didattica e l’interscambio di informazioni tra gli educatori nei vari cicli educativi. Cuomo si sofferma anche sull’inquietante braccio di ferro tra gli ultimi baluardi storici della sinistra, sul piano territoriale, Toscana e non solo e il ministro leghista e dunque il governo. Questa prova di forza si esplicita peraltro anche sotto forma di ricatto mafioso: chi non accetta avrà molte difficoltà nell’ottenere fondi. Qui non si parla
esclusivamente di mantenimento dei posti di lavoro ma soprattutto di tutela della scuola nella sua versione pubblica, economicamente accessibile a tutti e in questo caso anche logisticamente.
È stata anche l’occasione per affrontare non solo il tema sindacale del personale docente e tecnico-organizzativo che automaticamente si ritroverebbe in eccedenza o perdente cattedra ma anche quello sociale/sociologico in quanto le piccole scuole così come, la parrocchia, la farmacia, il bar, ecc. rappresentano dei poli di aggregazione sociale fondamentali nel presidiare un territorio altrimenti vittima dall’abbandono più totale: anzi, la loro chiusura, sono un precursore che segnala l’imminente e definitiva chiusura di alcuni micro-comuni nella loro interezza che si completerà
dopo la morte dell’ultimo pensionato. Abbiamo quindi un ministro-sceriffo che non solo manda ispettori ogni 3 per 2 a controllare l’operato di docenti che secondo segnalazioni (peraltro sempre nell’ambito della loro libertà di insegnamento), avrebbero utilizzato alcuni termini invisi al governo neo-fascista come genocidio, apartheid, sionismo, ecc. ma contrasta anche l’educazione sentimentale e alla sessualità consapevole, allorquando c’è anche un minimo sospetto di veicolare quella che viene etichettata “teoria gender” dai gruppi reazionari pro-family : ora il MIM
ha fatto il salto di qualità e sdoganato da quanto avviene intorno a noi, come la guerra in Ucraina e il genocidio in corso a Gaza”.
La puntata di “Scuola Resistente” di sabato 24 gennaio 2026. Ascolta o scarica
Qui sotto, la nota della CGIL-FLC Toscana di fronte al commissariamento governativo:
“Inaccettabile il commissariamento della regione Toscana su dimensionamento della rete scolastica. Si tagliano 16 autonomie scolastiche, si riduce il perimetro pubblico dell’istruzione mettendo in pericolo posti di lavoro in una regione virtuosa. FLC CGIL e Gilda UNAMS criticano la decisione del Governo di imporre alla Toscana il dimensionamento della rete scolastica con la nomina di un commissario ad acta. La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri non è un atto tecnico, né neutro, ma è una scelta politica molto grave che colpisce la nostra Regione, la scuola pubblica,
l’autonomia scolastica e i territori più fragili, in particolare le aree interne e periferiche. La nomina del commissario, non è soltanto uno sgarbo istituzionale che punisce la comunità scolastica, ma è anche una determinazione sbagliata, motivata da una scelta economicistica, priva di attenzione verso il sistema pubblico di istruzione regionale. La Toscana è da sempre una regione virtuosa, con i conti in ordine e perfettamente in linea con le disposizioni in materia di dimensionamento, avendo iniziato la razionalizzazione del sistema scolastico già da decenni e, perciò, l’imposizione del Governo è sbagliata, ingiustificabile e iniqua. Le scriventi organizzazioni sindacali, nel ribadire la propria posizione a fianco della Regione nella scelta di sospendere il taglio di 16 autonomie scolastiche, esprimono fortissima preoccupazione per questo commissariamento che esautora la Regione dal proprio ruolo decisionale e di rappresentanza.
Ad oggi, inoltre, non è noto il numero esatto degli studenti della nostra regione: un elemento di grave opacità, che ha portato la Giunta regionale a fare un ricorso straordinario al Capo dello Stato. Infatti, secondo i calcoli dell’assessorato all’istruzione ci sarebbero più di 8.000 studenti che non sono stati considerati dal Ministero dell’istruzione. Il dimensionamento imposto, per di più, porterà alla costituzione di istituti molto grandi, con più di 1.700 studenti, con enormi ricadute sull’organizzazione, sulla didattica e sui processi di apprendimento, e perciò sul diritto all’istruzione. Di fatto, molti di istituti accorpati genereranno sedi troppo grandi o eccessivamente distanti tra loro, difficili da gestire, sia per il personale, sia per gli studenti. Infine, questa ridefinizione delle autonomie scolastiche avviene senza considerare gli effetti di medio-lungo periodo sulla didattica, sulla qualità del servizio e sull’accessibilità per le famiglie. Per questi motivi, la sostenibilità futura dell’intero sistema risulterà fortemente compromessa, proprio perché queste scelte trascurano le specificità dei territori e delle comunità scolastiche, sono pianificate esclusivamente sulla base di criteri numerici ed economici-contabili e, quindi, produrranno un danno permanente al sistema pubblico di istruzione con notevoli conseguenze anche sul piano occupazionale. Invitiamo pertanto gli enti locali a mantenere un profilo fermo e determinato nella difesa del perimetro pubblico dell’istruzione. Chiediamo alle forze politiche, alla società civile, al mondo dell’associazionismo e alla comunità scolastica di far sentire la propria voce e di mobilitarsi con noi nei prossimi giorni. Domanderemo anche un incontro con il commissario ad acta e con il Prefetto, al fine di vigilare sulle decisioni che saranno prese e definiremo ogni iniziativa utile a difesa del sistema scolastico pubblico della Toscana”.