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La Pro Loco Pithecusae presenta un progetto innovativo che mira a riportare Ischia nel panorama internazionale della moda, dell’arte e dell’innovazione, fondendo memoria mediterranea, creatività contemporanea e nuove strategie di promozione territoriale.
PIT 2026: Forio Riaccende la Grande Moda Internazionale
Nella Sala Consiliare del Comune di Forio, la conferenza stampa del PIT 2026 ha delineato una nuova visione culturale e turistica per l’isola di Ischia. Dalla lezione di Elena Wassermann e della storica boutique Antonia nascono nuove connessioni con il mondo della moda, dell’arte e della tecnologia.
Il progetto, guidato dalla Pro Loco Pithecusae con la direzione artistica di Luca Hettner e la gestione esecutiva di Lisa Divina, punta a trasformare Ischia in un polo internazionale di creatività e relazioni culturali, già in vista dell’edizione 2027.
Il progetto, in collaborazione con lo “Spazio Culturale SC3 Milano”, mira a rivivere l'eleganza mediterranea degli anni '50 e '60, ispirata da figure come Elena Wassermann. Le creazioni ispirate ai colori del mare hanno vestito icone del cinema, e il PIT 2026 vuole ripartire da questa eredità per collegare Ischia con le tendenze creative globali.
A moderare l’incontro è stato il giornalista e scrittore Ciro Cenatiempo, che ha guidato il pubblico attraverso il significato autentico del progetto con la sua esperienza nel racconto culturale isolano. Cenatiempo ha contestualizzato il PIT 2026 all'interno di una riflessione più ampia sul valore dello storytelling territoriale, evidenziando l'urgenza di costruire una promozione che unisca qualità, estetica e autenticità.
I saluti istituzionali sono stati offerti dal consigliere Enzo Di Maio, che ha evidenziato l'importanza di promuovere iniziative per valorizzare il territorio. Il progetto è guidato da Lisa Divina, vice presidente della Pro Loco Pithecusae e manager del PIT 2026, il cui impegno e capacità di creare sinergie sono stati essenziali per l'iniziativa.
Il presidente della Pro Loco Pithecusae, Graziano Petrucci, ha sottolineato l'importanza strategica del progetto per creare un network tra cultura, imprenditoria, turismo e creatività internazionale. Questo nuovo modello di promozione va oltre la semplice organizzazione di eventi estivi, diventando una piattaforma permanente di relazioni.
Lo stilista Luca Hettner, direttore artistico della manifestazione, rappresenta quel ponte tra identità locale e visione globale che il PIT desidera incarnare. Con oltre venticinque anni di esperienza internazionale, Hettner ha sviluppato un linguaggio stilistico unico, fondato sulla contaminazione culturale.
Il 4 giugno si svolgeranno scatti fotografici di modelle in luoghi iconici dell’isola e la serata ospiterà lo spettacolo “Eleonora Duse”. Il 5 giugno, la sfilata condotta da Susy Amoruso presenterà stilisti rinomati come Desiree di Tiziana Mattera e Luca Hettner. Inoltre, sarà lanciata la nuova App di Caboom Taxi & Boat, che mira a rivoluzionare i trasporti tra terra e mare con una piattaforma smart.
La moda diventa un linguaggio che unisce estetica, economia, territorio e tecnologia. La Pro Loco Pithecusae investe in questo settore per promuovere il turismo di alta fascia. È stato aperto un temporary point PIT 2026 in via Giovanni Mazzella a Forio, attivo fino al 3 giugno, per avvicinare cittadini e turisti. L'associazione si impegna nella valorizzazione delle risorse di Forio e dell'isola d'Ischia tramite eventi culturali.
Grazie a tutti per essere stati con noi oggi su Moda&Lifestyle. Speriamo che l'episodio vi abbia ispirato e che abbiate apprezzato la nostra immersione nel mondo innovativo del PIT 2026 a Forio. Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti e nuove storie dal mondo della moda, dell'arte e dell'innovazione.
Un saluto affettuoso dal team e ricordate: la moda è un linguaggio universale che ci unisce. Alla prossima!
Questa innovativa produzione è frutto della visione lungimirante di Officine Culturali, sotto la direzione di Luigi Rinzivillo. Il cortometraggio affronta con grande delicatezza le ferite profonde causate dai traumi, offrendo un viaggio complesso e poetico nella perdita dell’infanzia e nelle sfide di un mondo che spesso si presenta deformato e disumano.
Attraverso una narrazione visiva potente, il cortometraggio si interroga sulla dissociazione tra mente e corpo, invitando lo spettatore a riflettere sulla natura della memoria e dell’identità.
Con una regia attenta e originale, Blue Dream riesce a trasmettere vulnerabilità avvalendosi di tecniche cinematografiche non convenzionali: campi lunghi fissi, inquadrature dall’alto e una fotografia che gioca con colori e contrasti per esprimere emozioni profonde.
Questo cortometraggio non racconta una storia di resilienza, ma piuttosto di come un trauma possa plasmare inesorabilmente il futuro di una persona. La regia ha saputo creare un'opera che non solo intrattiene, ma stimola anche una profonda riflessione sulle scelte che definiscono la nostra esistenza e sulle realtà alternative che potrebbero derivarne.
Questo cortometraggio è una testimonianza della potenza del cinema come forma d'arte capace di esplorare le complessità dell'animo umano, offrendo nuove prospettive e suscitando emozioni autentiche.
La protagonista, una figura ricca di sfumature, si muove in luoghi che rappresentano la sua dimensione mentale, dove il confine tra realtà e immaginazione diventa labile. Ogni scena è collegata da un oggetto simbolico, un Macguffin, che funge da filo conduttore tra presente e ricordi, creando un’esperienza immersiva e toccante.
I suoi ricordi si materializzano attraverso questo oggetto, rendendo tangibile il suo viaggio interiore e permettendo allo spettatore di esplorare le sue emozioni più profonde.
La scelta di utilizzare il Macguffin non solo arricchisce la narrazione, ma offre anche una chiave di lettura per comprendere la complessità e la frammentazione del suo mondo interiore.
La fotografia e la regia contribuiscono in modo significativo a creare un'atmosfera che cattura l'essenza del suo tumulto emotivo. Le inquadrature distanti e i colori volutamente cupi amplificano il senso di isolamento e alienazione che la protagonista vive.
Ogni elemento visivo è stato scelto con cura per riflettere il suo stato d'animo, rendendo il cortometraggio un'opera d'arte visiva che parla direttamente al cuore.
Le riprese del cortometraggio scritto e diretto dal regista trapanese Elia Esposito, inizieranno il prossimo 30 maggio a Roma. Nato da un soggetto di Naomi Lucino ed Elia Esposito, il film promette di essere un'opera intensa e visionaria, capace di intrecciare dramma psicologico e dimensione onirica. La protagonista sarà Naomi Lucino, affiancata da un cast eterogeneo e sorprendente che include la celebre Drag Queen Maruska, Giulia Francia e Angelo De Angelis.
Officine Culturali di Luigi Rinzivillo ha scelto di produrre questo cortometraggio perché non solo narra una storia, ma invita lo spettatore a riflettere sulla natura della memoria, delle scelte e delle loro conseguenze.
È un viaggio che esplora la possibilità di universi alternativi e pone domande fondamentali sull'esistenza, offrendo un'esperienza cinematografica che rimane impressa nella mente e nell'anima di chi la vive.
Un tocco di fisica quantistica arricchisce la narrazione con l'“Interpretazione a molti mondi”, suggerendo la possibilità di universi paralleli creati dalle scelte della nostra vita.
In un finale sorprendente, la protagonista ha un fugace incontro con una realtà alternativa, rivelandole ciò che avrebbe potuto essere, offrendo così una riflessione profonda sulla natura delle nostre scelte e delle loro conseguenze.
Nel Metodo Marchina®, si parte da un concetto fondamentale: la salute dei capelli deriva dall'equilibrio del cuoio capelluto.
Per questo motivo, i trattamenti non si concentrano solo sull'estetica immediata, ma affrontano le cause degli squilibri che, nel tempo, possono compromettere la qualità, la forza e la vitalità delle lunghezze.
I clienti percepiscono i seguenti benefici:
L'obiettivo non è creare un effetto temporaneo, ma guidare il cliente in un percorso di benessere evoluto per il cuoio capelluto e le lunghezze.
Head Spa: Un Ritual Evoluto
Per il Metodo Marchina®, la Head Spa va oltre un semplice trattamento rilassante o un'esperienza estetica. È un rituale evoluto che scaturisce dall'incontro tra:
Ogni percorso inizia con una consulenza tricologica approfondita, poiché è fondamentale che senza osservazione, ascolto e una reale comprensione delle esigenze individuali non possa esistere una vera personalizzazione.
A differenza di molte Head Spa standardizzate, l'approccio non adotta protocolli uniformi, ma viene costruito su misura in base alla condizione della cute, alla qualità delle lunghezze e allo stato generale dei capelli.
Rituali Distinti
Sono stati creati quattro rituali distinti, ciascuno progettato per rispondere a esigenze specifiche e guidare la persona attraverso un percorso veramente personalizzato.
La componente sensoriale si sviluppa attraverso:
Benessere e Tecnica
Per il Metodo Marchina®, il benessere non è separato dalla tecnica. È dall'unione tra competenza tricologica, ascolto e sensorialità che si crea un'esperienza capace di coinvolgere non solo capelli e cute, ma l'individuo nella sua totalità.
L'obiettivo non è generare un effetto momentaneo, ma accompagnare il cliente in un percorso di benessere evoluto e di reale qualità nel tempo.
Approccio Fondamentale
Spesso il mercato si focalizza unicamente sulla superficie dei capelli, ignorando completamente la cute, l'equilibrio generale e le reali necessità della persona. Invece, il Metodo Marchina® parte dall’origine.
La salute e la bellezza dei capelli derivano sempre dall'armonia tra cute, lunghezze e continuità del percorso nel tempo.
L'approccio si fonda su:
Trattamenti per le Lunghezze
Anche nei trattamenti per le lunghezze, si inizia sempre con un’analisi dettagliata, poiché ogni chioma presenta esigenze uniche e richiede ingredienti specifici in base alla propria struttura, sensibilità e stato di salute.
Per questo motivo, non si crede in trattamenti standardizzati per tutti, ma in percorsi sviluppati sulla reale necessità del capello.
Questo consente di ottenere capelli:
Ma, soprattutto, permette di migliorare la qualità autentica dei capelli, senza limitarsi a nascondere temporaneamente il problema.
Con l'attenuarsi del protezionismo "buy-local", i consumatori cinesi ricominciano a investire nei marchi internazionali. In particolare, dopo una fase di entusiasmo patriottico, ora si pondera con maggiore attenzione il rapporto qualità-prezzo. Recentemente, una trentenne ha scelto Uniqlo, parte del gruppo Fast Retailing Co., e ha speso 150 dollari da Gap Inc., definendolo “così chic in questo momento”.
Questo approccio segna un cambiamento iniziale in tutta la Cina, dove alcuni marchi di fascia media, precedentemente penalizzati dalla preferenza per i prodotti locali a causa di tensioni geopolitiche, stanno riconquistando i loro clienti.
I dati di BigOne Lab mostrano che Gap, Zara e Mango hanno registrato una crescita oltre il 30% nel 2025 su piattaforme e-commerce come Tmall, invertendo precedenti tendenze negative. Gap ha visto un incremento dei ricavi superiore al 20% dopo l'acquisizione da Baozun Inc. nel 2022 e ha raggiunto la redditività.
Mark Tanner, CEO di China Skinny, ha notato che i consumatori cinesi stanno diversificando le loro scelte, creando opportunità per i marchi stranieri. Inoltre, dal 2024, Gap, Zara, Uniqlo e H&M hanno ridotto gli sconti, con un aumento delle vendite di articoli oltre 200 yuan su Tmall.
Con l'attenuarsi della crescita economica, gli acquirenti sono diventati più pragmatici, scegliendo i prodotti in base a design, qualità e legame emotivo piuttosto che al Paese di origine. Il successo globale di marchi cinesi come Pop Mart International Group Ltd. e BYD Co. ha ulteriormente ridotto la diffidenza verso i marchi stranieri.
Nel frattempo, Gap ha sfruttato la sinergia tra il suo marchio e il know-how locale, gestendo circa il 70% del design e produzione in Cina con cicli di rifornimento di due settimane. Una felpa esclusiva per la Cina ha avuto grande successo, esaurendosi rapidamente.
I rivenditori globali stanno adattando design e marketing per il dinamico mercato cinese, utilizzando piattaforme come Douyin e Tmall. Gap ristruttura il suo negozio di Shanghai, mentre Zara apre un nuovo flagship sulla Huaihai Road.
Uniqlo, Mango e H&M non hanno risposto alle richieste di commento sulle vendite in Cina. Inditex ha dichiarato di non divulgare dati relativi ai singoli mercati.
I dati sulle vendite suggeriscono anche un consumo più selettivo. Mentre Anta ha mantenuto una crescita costante, l'espansione del concorrente Li Ning Co. è rallentata a percentuali a cifra singola, rispetto ai ritmi a doppia cifra di qualche anno fa. Urban Revivo, concorrente diretto di Zara e H&M, ha visto la crescita rallentare rispetto al periodo 2021-2023, che ha segnato l'apice del nazionalismo.
Nel settore beauty, Florasis, il maggiore venditore di cosmetici su Tmall nel 2021, è sceso dai primi posti, mentre marchi stranieri come YSL, Chanel e NARS ora dominano il mercato.
Tuttavia, i rischi rimangono. L'epoca della rapida crescita della Cina è finita e, sebbene i marchi locali siano spesso più veloci nel portare prodotti sul mercato, le imitazioni più economiche stanno acquisendo sempre più terreno tra i consumatori attenti al budget.
Sebbene il nazionalismo possa non essere il criterio principale di scelta, potrebbe riemergere con l'intensificarsi delle tensioni geopolitiche, specialmente con Stati Uniti e Giappone.
La ripresa è disomogenea. I brand di fascia media mostrano segni di recupero, mentre i marchi di abbigliamento sportivo premium, come Lululemon Athletica Inc., dimostrano resilienza. Sebbene i principali gruppi di lusso abbiano affrontato una domanda contenuta negli ultimi anni, ad aprile LVMH ha riportato risultati sorprendenti nella regione che include la Cina, mettendo in evidenza il boom durante la stagione degli acquisti per il Capodanno lunare.
I marchi internazionali devono collaborare con partner locali per affrontare il dinamico mercato cinese, cercando modelli di business ibridi.
Un evento che, come ogni anno, ha trasformato le scale del Metropolitan Museum di New York in una passerella di eleganza e creatività senza pari. Il tema di quest'anno, «Fashion Is Art», ha offerto alle celebrità un palcoscenico per esprimere la loro visione artistica attraverso abiti che sono riusciti a sorprendere e incantare.
Sul red carpet, abbiamo ammirato un susseguirsi di look che hanno unito moda e arte in un abbraccio perfetto, rendendo omaggio al potere dell'abbigliamento come forma espressiva.
Tra gli outfit più chiacchierati, quelli di Madonna hanno suscitato un vero e proprio applauso per il suo audace omaggio ai grandi maestri della pittura, mentre Anne Hathaway ha incantato con un abito scultoreo ispirato a una celebre opera di Rodin. Rihanna, mai da meno, ha scelto un look che celebrava la cultura pop, trasformando se stessa in una tela vivente.
Non possiamo non menzionare l'entrata trionfale di Beyoncé, con la figlia Blue Ivy al suo fianco, che ha portato un'ondata di freschezza e gioventù, dimostrando che il futuro della moda è luminoso e pieno di talento.
E poi c'è stato John Galliano, che con la sua collezione per Zara ha sfidato le convenzioni, dimostrando che lusso e accessibilità possono convivere con eleganza.
Un'opportunità, senza dubbio, per raccogliere fondi a favore dell'istituzione museale newyorchese, ma anche per svelare outfit ai quali l'aggettivo «sorprendenti» è solo il minimo. Se dovessimo elencare i partecipanti, sarebbe più semplice dire chi non era presente a questa edizione davvero ricca di star (Lady Gaga, ad esempio, è effettivamente mancata). Alcuni hanno messo in risalto il proprio corpo con abiti che esaltano le forme naturali, mentre altri si sono lasciati ispirare da riusciti art attacks, rendendo omaggio, in modo più o meno evidente, a opere d'arte del passato e del presente.
La serata ha visto anche la partecipazione di co-presidenti come Nicole Kidman e Venus Williams, i quali hanno accolto gli ospiti con un sorriso e un tocco di classe. Non sono mancati momenti di pura meraviglia, grazie alla mostra «Costume Art», che ha offerto una prospettiva unica sulla moda come arte, esplorando il corpo vestito attraverso i secoli. Curata con maestria da Andrew Bolton, questa esposizione si è rivelata non solo un tributo alla moda, ma anche un viaggio nel tempo attraverso le diverse epoche e culture.
Gli invitati al Met Gala hanno avuto l'eccezionale opportunità di ammirare accostamenti inediti tra abiti contemporanei e capolavori artistici, creando un dialogo sorprendente tra passato e presente. La serata è stata un trionfo di creatività e stile, dimostrando ancora una volta l'incredibile potere della moda di ispirare e innovare.
Grazie per averci accompagnato in questa puntata speciale di Moda&Lifestyle dedicata al Met Gala 2026. Continuate a sognare e a lasciarvi ispirare dalla bellezza in tutte le sue forme.
E ora tocca a voi scegliere il vostro outfit preferito della serata. Votate e fateci sapere quale celebrità ha veramente catturato l'attenzione al Met Gala 2026. Vi ringraziamo per essere stati con noi e ci risentiamo nella prossima puntata di Moda&Lifestyle!
Dopo l'esperienza sul palco del Festival di Sanremo, torna con “MILLE SGUARDI” El Ma, dopo aver brillato sul palco del 76° Festival di Sanremo, ritorna con un brano che segna la sua maturità e evoluzione, sia artistica che personale. “Mille sguardi” è un autentico manifesto sull’amore e le relazioni visto attraverso gli occhi di una ragazza di appena 18 anni.
La voce calda e appassionata di El Ma, con il suo timbro distintivo, si esprime magnificamente in questo pezzo dalle melodie nostalgiche, che traccia un percorso artistico in continua trasformazione.
“Mille sguardi” è un brano pop con sfumature latine, caldo e magnetico, che racconta un amore intenso e imprevedibile, come un gioco col fuoco. Un legame fatto di brividi, attrazione e rischio, dove avvicinarsi troppo può significare perdersi.
Tra ricordi vividi, adrenalina e momenti indelebili, la canzone cattura l’essenza di una passione che, anche dopo la sua conclusione, continua a brillare.
Un sound accattivante e contemporaneo accompagna un messaggio di crescita personale: lasciarsi andare, imparare dalle esperienze vissute e scoprire la propria luce, dentro e fuori dal palco. Il brano sottolinea anche che l’amore, pur essendo una parte preziosa della vita, non deve mai limitare la nostra felicità né soffocare le nostre passioni.
“Avevo voglia di un brano di questo genere,” racconta El Ma, “è venuto tutto in modo naturale, ed è stato bellissimo chiudermi in studio e realizzare ‘Mille sguardi’. Spero che arrivi al pubblico, esattamente come è arrivato a me.”
Bio El Ma
Elmira Marinova, in arte El Ma, è una giovane artista nata a Sofia (Bulgaria) il 21 maggio 2007. Cresciuta in una famiglia legata al mondo dello sport e della moda – il padre ex calciatore della nazionale giovanile bulgara e la madre ex modella oggi attiva in iniziative benefiche – sviluppa fin da piccola una forte inclinazione artistica, supportata dal fratello maggiore, produttore di musica drum and bass.
A soli nove anni entra a far parte di un coro di voci bianche guidato da Adelina Koleva, una delle insegnanti di canto più riconosciute in Bulgaria. Dopo lo scioglimento del gruppo durante la pandemia, prosegue la sua formazione con la mentore Dariana Kumanova, intraprendendo un percorso di crescita musicale e professionale.
A quindici anni pubblica la sua prima canzone originale presso lo Studio20 Milano, avviando una collaborazione intensa con un team internazionale. Nel 2023 conquista il titolo di Campionessa Europea assoluta di canto nella sua categoria al Campionato Europeo delle Performing Arts di Roma.
L’anno successivo partecipa a X Factor Italia 2024, un’esperienza che le consente di farsi conoscere dal grande pubblico e apre la strada a nuove opportunità dal vivo, partecipando a eventi di rilievo come Capodanno in Musica (Mediaset), Milano Games Week e il Concerto di Natale del San Raffaele, dedicato ai bambini malati di tumore.
Il debutto discografico ufficiale arriva nell’aprile 2025 con “Give it to me” (Kontradikt Records ltd. – distribuzione ADA Music Italia), un brano pop/dance scritto insieme a Daniele Azzena che celebra la bellezza delle piccole cose e l’amore universale.
A giugno 2025 pubblica il secondo singolo “Beats Again”, firmato con Davide Napoli, che affronta con intensità e delicatezza le contraddizioni delle relazioni sentimentali.
Entrambi i brani sono stati presentati dal vivo in occasione di manifestazioni nazionali come Summer 105 e Battiti Live 2025 su Canale 5, confermando la capacità di El Ma di coinvolgere il pubblico con energia e autenticità.
Oggi, a soli diciotto anni, El Ma ha già all’attivo oltre dieci brani inediti scritti insieme al suo team italiano e internazionale, tra cui una collaborazione con uno degli autori di Kanye West (Ye).
La sua proposta live unisce brani pop e momenti acustici più intimi, mettendo in risalto non solo la sua vocalità ma anche la capacità di creare un legame diretto con chi la ascolta.
Dopo due anni di assenza dal «sistema», John Galliano intraprende un percorso inaspettato per questa nuova fase: una partnership creativa di due anni con Zara. Un progetto che si basa sugli archivi del brand e promette di portare il suo immaginario a un pubblico molto più ampio.
John Galliano è pronto a rientrare nel «sistema» della moda, ma lo fa attraverso una porta che nessuno si aspettava: Zara. Il designer britannico ha avviato con il marchio del gruppo Inditex una partnership creativa di due anni, durante la quale lavorerà a una rilettura degli archivi recenti del brand.
Non si tratta di una semplice capsule, ma di una collaborazione più ampia e strutturata, che segna il suo ritorno operativo dopo l'uscita da Maison Margiela, avvenuta alla fine del 2024.
Lo stesso Galliano ha condiviso questa notizia durante la Paris Fashion Week, spiegando a Vogue di essere al lavoro per «ri-autorializzare» i codici di Zara, piuttosto che reinterpretarli. In questo progetto, lo stilista intende rimettere mano a ciò che Zara è stata, filtrandolo attraverso la propria visione.
L’iniziativa nasce dal rapporto con Marta Ortega Pérez, presidente di Inditex dal 2022 e figlia del fondatore Amancio Ortega, conosciuta attraverso la MOP Foundation e le mostre che promuove tra fotografia e moda.
Negli ultimi anni, Zara ha già esplorato la moda d’autore, collaborando con nomi come Narciso Rodriguez e Stefano Pilati, oltre a capsule firmate da figure come Kate Moss e Steven Meisel.
Tuttavia, la situazione qui è diversa: Galliano non arriva per un'apparizione fugace, ma per un progetto a lungo termine, con il tempo necessario per lascare davvero un segno.
Il designer è molto entusiasta di intraprendere questa iniziativa, poiché è qualcosa che non aveva mai fatto prima, attratto soprattutto dalla novità del processo. Questo è forse l'aspetto più interessante della collaborazione: non un semplice ritorno, ma una nuova fase.
Ha definito il lavoro sostenibile «da un punto di vista creativo», suggerendo che lavorare sugli archivi, oggi, possa rappresentare per lui un modo diverso e più stimolante di concepire la moda.
Negli ultimi mesi, lo stilista aveva già fatto qualche apparizione nel sistema, quasi in punta di piedi. A gennaio, è stato avvistato in front row al debutto haute couture di Jonathan Anderson per Dior, una presenza che non è passata inosservata.
Dopo un periodo di pausa dedicato a visitare musei, passeggiare nei boschi senza il telefono e riconnettersi con il proprio istinto, Galliano appare pronto a riprendere il suo cammino.
Da qualche mese, infatti, starebbe già lavorando in segreto in un atelier nei dintorni di Parigi, dove avrebbe iniziato a sviluppare il progetto. Sul lavoro in corso preferisce non sbilanciarsi troppo, ma una cosa la lascia intendere chiaramente: è un progetto «guidato da forma e proporzione», senza ricadere in categorie precise. O, come lui stesso dice, qualcosa che si muove «oltre il genere e oltre le stagioni».
La prima collezione nata da questa collaborazione arriverà nei negozi a settembre. E c’è un aspetto, in particolare, che sembra entusiasmarlo molto: l’idea di poter portare la moda a un pubblico completamente nuovo attraverso una piattaforma enorme come quella di Zara.
Una vera e propria nuova era per John Galliano, e il designer sembra essere pronto: «Dicono che il terzo atto della vita sia il più importante», ha affermato. «E può essere anche il più divertente».
E con questo, concludiamo l'episodio di oggi di Moda&Lifestyle. Speriamo che abbiate trovato interessante l'approfondimento sul ritorno di John Galliano nel mondo della moda attraverso la sua nuova collaborazione con Zara.
Tornano a collaborare insieme dopo vent’anni con una collezione dal forte impegno verso la sostenibilità.
Dopo vent’anni dalla prima partnership, il gigante della moda svedese e la designer tornano a lavorare insieme su una collezione che richiama i codici iconici della maison inglese, enfatizzando al contempo la sostenibilità.
La collezione SS 2026 è stata realizzata utilizzando materiali certificati e responsabili, molti dei quali riciclati. Non si tratta solo di creare una serie di capi, ma di avviare un dialogo concreto sulla sostenibilità, tramite iniziative e confronti che stimolino discussione e azione.
Un elemento fondamentale di questo progetto è la creazione di un nuovo Insights Board, un tavolo di lavoro che riunirà voci e prospettive diverse dal mondo della moda, creando uno spazio di curiosità e ascolto. L’Insights Board ha l’obiettivo di trovare nuovi modi per i brand e per l’intero settore di influenzare e ideare il cambiamento, promuovendo il benessere degli animali e accelerando l’innovazione.
Da questa collezione all’Insights Board, la collaborazione punta a generare un dialogo autentico, proporre un design d’eccellenza e creare un impatto duraturo.
La visione condivisa da McCartney e H&M si basa sulla convinzione che la sostenibilità debba rimanere un tema centrale nella moda, promuovendo trasparenza, confronto e, soprattutto, speranza.
La designer afferma e condivide il suo entusiasmo nel tornare a collaborare con H&M, vent’anni dopo la loro prima partnership. Rielaborare capi dal suo archivio è stato un viaggio emozionante, ricco di energia e gioia. Questa seconda collaborazione è l’occasione per riflettere sui progressi compiuti in termini di sostenibilità, pratiche cruelty-free e design consapevole – e per riconoscere onestamente quanto ancora dobbiamo fare, insieme.
“Sono felice che H&M percorra questa strada con me: il vero cambiamento avviene solo quando si agisce sia dall’interno che dall’esterno, e ho sempre creduto che agire dentro il sistema sia la chiave per spingere l’industria verso il futuro” ha dichiarato Stella McCartney.
«Stella è una vera innovatrice: fin dall’inizio ha rivoluzionato la moda con creazioni che ridefinivano la femminilità in modo anticonvenzionale. Questa collezione raccoglie capi imperdibili che celebrano quella visione. La sua bussola morale e il suo instancabile impegno per una moda sostenibile sono sempre stati fonte di ispirazione per noi in H&M, ed è un onore collaborare con lei per un progetto così ambizioso» ha concluso Ann-Sofie Johansson, H&M.
La collezione Stella McCartney H&M sarà disponibile nella primavera del 2026 nei punti vendita H&M e online su hm.com.
Unitevi a noi mentre esploriamo questa entusiasmante collaborazione e i suoi potenziali impatti nel mondo della moda. La collezione non è solo un insieme di capi, ma un manifesto del futuro della moda, dove estetica e responsabilità ambientale vanno di pari passo.
Ogni pezzo della collezione racconta una storia di innovazione e rispetto per il pianeta. Dai tessuti eco-friendly alle tecniche di produzione responsabili, ogni dettaglio è stato pensato per ridurre l’impatto ambientale. Questa collaborazione non solo offre ai consumatori capi eleganti e di alta qualità, ma li invita anche a riflettere sulle scelte di consumo e sull’importanza di un approccio consapevole alla moda.
Con questa collaborazione, H&M e Stella McCartney dimostrano che è possibile coniugare moda e sostenibilità senza compromessi. È un passo importante verso un’industria più etica e trasparente, dove l’innovazione è guidata da valori solidi e condivisi.
Bentornati in una nuova puntata di Moda&Lifestyle, il podcast che esplora trend, eventi e storie di imprenditoria. Nella puntata di oggi, i riflettori sono puntati sul tanto atteso sequel "Il Diavolo veste Prada 2". Questo film non rappresenta solo un ritorno nei lussuosi uffici di Runway, ma offre anche l’opportunità di riflettere sull'evoluzione del mondo della moda e della cultura pop.
Con il cast originale e nuovi volti che apportano freschezza e dinamismo, scopriremo come il film affronti temi contemporanei, mantenendo l'eleganza e l'ironia che lo hanno reso un cult. Tratteremo tematiche legate alla moda ma sopratutto dell'impatto che questo sequel avrà sull'industria cinematografica e del fashion. Restate con noi per un episodio ricco di stile e sorprese!
Il tour mondiale del film è iniziato a Città del Messico, seguito dalle tappe di Meryl Streep e Anne Hathaway a Tokyo. Il tour proseguirà a Seul e Shangai, culminando con la prima mondiale a New York e concludendosi a Londra.
Dopo quasi vent'anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione.
Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di nuovi personaggi, tra cui quelli interpretati da: Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak.
La canzone originale “Runway” è interpretata da Lady Gaga e Doechii.
Il pubblico attende con trepidazione di scoprire come si evolveranno le storie dei protagonisti e quale impatto avranno le nuove aggiunte al cast. Le aspettative sono altissime, non solo per la trama, ma anche per la moda, che è stata un elemento iconico del primo film. I più rinomati stilisti del mondo hanno contribuito a creare look mozzafiato e all'avanguardia che sicuramente faranno tendenza.
Le riprese hanno già suscitato curiosità tra i fan, che hanno avuto un assaggio del glamour e del dramma attesi in "Il Diavolo veste Prada 2". Dalle passerelle milanesi durante la scorsa Fashion Week dove Miranda, Andy e Nigel hanno preso parte - sfilata spettacolare che sarà presente nel film, ad alcune delle scene più memorabili che sarebbero state girate in location esclusive, tra cui i tetti di Manhattan e le boutique di lusso lungo la Fifth Avenue.
Con un mix di umorismo, pathos e riflessioni sull'evoluzione del mondo della moda, il sequel promette di essere un viaggio emozionante e coinvolgente. I fan non vedono l'ora di ritrovare Miranda Priestly e il suo inconfondibile stile, mentre si chiedono quale sarà il prossimo passo nella carriera di Andy Sachs.
"Il Diavolo veste Prada 2" è destinato a diventare un altro classico del cinema, unendo generazioni con il suo fascino senza tempo e la sua irresistibile ironia. Non resta che prepararsi per una nuova avventura nel mondo sfavillante dell'alta moda.
Intanto il press tour del film continua e con il trailer finale, rilasciato poche ore fa, il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.
Grazie per averci seguito in questa emozionante puntata di Moda&Lifestyle, dove abbiamo esplorato il mondo affascinante e in continua evoluzione de "Il Diavolo veste Prada 2". Speriamo che il nostro viaggio tra moda, cinema e cultura pop vi abbia ispirato e incuriosito.
Ricordate, la moda è una forma d'arte e un'espressione di sé stessi. A presto, e come sempre, restate sintonizzati!
Bentornati in una nuova puntata di Moda&Lifestyle Il podcast che esplora trend, eventi, storie imprenditoriali e sociali. Nella puntata di oggi, i nostri riflettori sono focalizzati su un evento straordinario che ha unito il cinema e l'impegno sociale: la proiezione del documentario "Le Donne e il Carcere" di Lucilla La Puma. Questo documentario, presentato presso l’OFF/OFF Theatre di Roma, affronta con sensibilità e profondità il tema delle donne in stato di detenzione.
Testimonianze di ospiti speciali che hanno partecipato all'evento, tra cui Bruna Arceri, ex detenuta, e Francesca Tricarico, regista del progetto "Le Donne del Muro Alto". Scopriremo l'importanza del reinserimento sociale e lavorativo, grazie anche a progetti innovativi come quelli di Marco Maria Marzio, il quale ha fondato una compagnia di sartoria sociale sostenibile.
Rimanete con noi per un episodio ricco di spunti di riflessione e storie di resilienza che dimostrano come l'impegno e la passione possano generare un vero cambiamento.
L'evento, caratterizzato da una forte componente emotiva e riflessiva, ha attirato un pubblico attento e sensibile alle tematiche trattate.
Il documentario, che affronta questioni di grande rilevanza sociale, ha coinvolto gli spettatori su più livelli, stimolando una profonda riflessione sulle dinamiche presentate. La narrazione visiva è stata accompagnata da una colonna sonora evocativa e da immagini potenti, in grado di trasmettere messaggi forti e chiari.
Il Documentario sulla Donna in Detenzione
Questo documentario ha l'obiettivo di illuminare la realtà delle donne in stato di detenzione, affrontando aspetti intimi e privati, come il diritto alla maternità, i colloqui e gli incontri, l'affettività e le questioni legate alla sicurezza. Sono stati trattati anche temi come il sovraffollamento e il conseguente reinserimento nella società e nel mondo del lavoro.
Ospiti sul palco:
Tra i presenti, anche l’avvocato penalista Giuseppe Benvestito, coinvolto nelle riprese effettuate in Puglia, la psicologa clinica e volto Rai Antonella Elena Rossi, e Riccardo Arena di Radio Radicale.
La serata si è conclusa con uno scambio di idee tra i partecipanti, che hanno condiviso esperienze e prospettive future su come continuare a lavorare per un cambiamento positivo e inclusivo. Questo evento è stato un chiaro esempio di come l'arte e il dialogo possano essere strumenti potenti per promuovere una maggiore consapevolezza e un autentico spirito di comunità.
Siamo giunti al termine della puntata, vi ringraziamo come sempre per averci seguito e di tutto il vostro supporto! Non dimenticate di seguire il podcast per rimanere aggiornati su news e trend. Alla prossima puntata!
● Bruna Arceri, ex detenuta che ha scontato la sua pena nel carcere di Rebibbia;● Francesca Tricarico, regista e ideatrice del progetto teatrale “Le Donne del Muro Alto”;● Marco Maria Marzio, avvocato, imprenditore e fondatore della compagnia Profile Palingen (www.palingen.it), specializzata in sartoria sociale sostenibile, che ha creato nuove opportunità di lavoro nel carcere femminile di Pozzuoli;● Padre Boldrin, cappellano della sezione maschile della casa circondariale di Rebibbia;● Sabrina Rega, figlia di Cosimo Rega, ex ergastolano scomparso, che ha intrapreso un percorso di recupero e rinascita grazie al teatro, partecipando anche a progetti come “Cesare deve morire”, un docufilm realizzato dai fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.
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