Nel nostro nuovo episodio ci addentriamo nei meandri del testo gotico per eccellenza della Belle Époque. Partendo dall’analisi delle fonti, tra registrazioni sepolte nei sotterranei dell’Opéra di Parigi, leggende di amori e rivalità tra i ballerini del Teatro e di veri scheletri utilizzati come oggetti di scena, osserviamo un romanzo che emerge come complesso palinsesto mostruoso.
È la storia di un’oscura presenza che si aggira nel teatro. Un uomo che esiste prima di tutto come voce acusmatica, disincarnata, celata dietro l’inganno dell’Angelo della Musica. Ancor prima di apparire al lettore, il Fantasma viene costruito attraverso le voci degli altri, che ne descrivono le terrificanti fattezze.
Altrettanto spettrale è il teatro stesso. L’Opéra si configura nel romanzo come uno spazio gotico, tra passaggi segreti, ingranaggi e zone sottratte allo sguardo, ma la sua ‘spettralità’ non rimane confinata alla diegesi.
Infatti, il Palais Garnier possiede già un proprio archivio ‘spettrale’, leggende e memorie, che Leroux trasforma in materia narrativa, attingendo allo stesso tempo alla grande tradizione del gotico, da Walpole a Poe, con richiami a Frankenstein, Dracula e, naturalmente, a Notre Dame de Paris.
Nella dimora accanto al lago sotterraneo, Erik ha costruito un rifugio dalla crudeltà del mondo e, al tempo stesso, ha stabilito il proprio dominio di terrore. È davvero “il signore delle botole” e “tutto ciò che è sotto terra appartiene a lui”.
Colui che ha subito tutto ciò a cui uno sguardo mostrificante aveva saputo sottoporlo ora detta le condizioni della visibilità, è l’architetto dell’invisibile.
Il disvelamento del Fantasma procede dalla voce alla maschera e dalla maschera al corpo, senza che questo progressivo avvicinamento al mostro riesca mai a esaurire del tutto il suo mistero.
Sullo sfondo resta il “Don Giovanni trionfante”, l’opera scritta dal Fantasma, il suo “lungo, terribile e magnifico singhiozzo”. Una musica segreta che non potremo mai ascoltare ma solo immaginare, così come forse non riusciremo mai a decifrare davvero il suo compositore. Buon ascolto!