News – Radio Onda d`Urto

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  • IL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO BOCCIA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA SANITA’ PUBBLICA

    Bocciata in Regione Lombardia la legge di iniziativa popolare che intendeva eliminare l’equivalenza tra sanità pubblica e privata, introdotta con la controriforma di Formigoni. Il consiglio regionale, con la maggioranza di destra, ha respinto la proposta del Pd sostenuta da 100mila firme approvando la delibera che sostiene che la proposta di legge di iniziativa popolare non introduce elementi di reale innovazione nella normativa sanitaria lombarda.

    Il Pd chiedeva anche che fosse la Regione a fare da regia rispetto all’offerta di servizi sanitari, “prendendosi in capo la gestione del rapporto tra il pubblico e il privato che oggi manca molto – osserva la consigliera democratica Miriam Cominelli – infatti sono regole di ingaggio differenti per il pubblico ed il privato che producono delle disparità notevoli tra le due realtà.”

    Le conseguenze di questo stato di cose produce poi le lunghissime liste di attesa per visite e prestazioni specialistiche e la necessità di ricorrere al privato per chi ha i soldi per pagare e di rinunciare alle cure per chi non se le può permettere.

    Intervista sulla bocciatura delle legge a Miriam Cominelli consigliera regionale lombarda del Pd  Ascolta o scarica

    Intervista al dott Antonino Cimino di Medicina Democratica e coideatore della nostra trasmissione “Curami – Prima di tutto la salute” in onda ogni sabato alle ore 12. Ascolta o scarica

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  • DESENZANO (BS): DOCENTI E STUDENTƏ IN PIAZZA PER LA PALESTINA, SABATO 25 OTTOBRE

    Nuova mobilitazione sulle rive del Benaco organizzata da docenti, studenti e studentesse per la Palestina. L’appuntamento con “La scuola per Gaza” è questo sabato 25 ottobre in piazza Malvezzi a Desenzano del Garda.

    In programma interventi e letture a partire dalle ore 15, musiche cantautorali a cura del collettivo Casa del Bao e Luca Rassu. Camminata “silenziosa” per la Palestina, alle ore 17.30, assieme alle Donne in cammino per la pace. Partecipa all’iniziativa anche la sezione locale dell’ANPI.

    Durante il pomeriggio per Gaza, oltre a diversi interventi, saranno organizzate anche attività per coinvolgere le persone presenti, quali un quiz e un laboratorio per costruire barchette in ricordo della Flotilla. Presente anche un banchetto con materiale autoprodotto per finanziare organizzazioni che operano in Palestina e materiale informativo sul mondo della scuola.

    Elemento propursore dell’iniziativa è il mondo della scuola che si sta muovendo da qualche settimana lungo le sponde meridionali del Garda. Sono stati due gli incontri a tema che si erano svolti a ottobre presso Casa dei Popoli Thomas Sankara per organizzare “La scuola per Gaza”. Il 21 settembre invece era stata piantata, sempre in piazza Malvezzi, la tenda dei Sanitari per Gaza, iniziativa durante la quale erano stati raccolti oltre 2 mila euro in favore dell’associazione PalMed Italia.

    La presentazione dell’iniziativa con Alessandro e Letizia del Collettivo Gardesano Autonomo. Ascolta o scarica

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  • UCRAINA: SALTA IL VERTICE TRUMP-PUTIN DI BUDAPEST, RINVIATO A TEMPO INDETERMINATO

    Sfuma il vertice Trump-Putin a Budapest. La Casa Bianca ha annunciato che i due presidenti ‘non si vedranno a breve’, dopo che il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha escluso una tregua immediata.

    Il 16 ottobre Trump aveva fatto sapere che avrebbe incontrato Putin nelle successive due settimane mentre il 21 ottobre il tycoon ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato del vertice sull’Ucraina con Putin, previsto a Budapest entro la prossima settimana.

    Salta anche il previsto incontro tra il segretario di stato statunitense Marco Rubio e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, previsto questa settimana.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Ennio Remondino, ex inviato in zone di guerra per la RAI e oggi curatore del blog Remocontro.it Ascolta o scarica

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  • PALESTINA: UN ALTRO GIORNO DI VIOLENZA. ISRAELE PROSEGUE CON LE VIOLAZIONI DELL’ACCORDO E L’OCCUPAZIONE

    Un altro giorno a Gaza, un’altra violazione della tregua da parte di Israele: nelle ultime 24 ore, sono 13 i corpi giunti negli ospedali palestinesi, che vanno ad aggiungersi alle 68.229 vittime palestinesi, uccise dall’esercito occupante israeliano negli ultimi due anni di genocidio.

    Tel Aviv non si ferma qui. Israele continua a limitare l’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza: finora, solo 986 camion di aiuti sono riusciti a entrare dall’inizio del cessate il fuoco, rispetto ai 6.600 camion che sarebbero stati necessari per soddisfare il bisogno urgente della popolazione. Le forze israeliane hanno anche arrestato tre pescatori palestinesi nelle acque al largo di Gaza, dopo aver aperto il fuoco contro di loro.

    Oltre alla carestia, agli abusi e alla morte, Tel Aviv sta proseguendo con l’occupazione illegale di nuovi territori della Striscia. L’esercito israeliano ha iniziato a fortificare la zona di Gaza oltre la cosiddetta “Linea Gialla”, il confine tracciato durante la prima fase di ritiro dell’IDF, preparando il terreno per l’annessione di altro territorio palestinese. Un atto che viola platealmente l’accordo stipulato due settimane fa.

    In questi giorni, cubi gialli di cemento e altri materiali sono stati posizionati all’interno della Striscia di Gaza, tracciando un nuovo confine che divide l’enclave in due e pone oltre il 58% del territorio sotto occupazione militare diretta. Questa linea non solo separa le famiglie palestinesi dalle loro case, ma chiunque provi ad attraversarla rischia di essere abbattuto o bombardato.

    E infine, in Cisgiordania occupata, le violenze quotidiane proseguono senza sosta. L’esercito israeliano e i coloni hanno effettuato 158 attacchi contro i contadini palestinesi durante la stagione di raccolta delle olive, che è ancora in corso. Gli attacchi comprendono percosse, arresti di massa e sparatorie, con almeno 74 aggressioni che hanno distrutto i terreni destinati alla coltivazione dell’olivo: alberi abbattuti, spianati o sradicati. La maggior parte degli incidenti si è verificata nelle città di Nablus, Ramallah e Hebron, dove sono stati distrutti 765 ulivi.

    Il punto, su Radio Onda d’Urto, con Eliana Riva, giornalista  e caporedattrice di Pagine Esteri. Ascolta o scarica.

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  • SUDAN: IL CONFLITTO DIMENTICATO A RISCHIO “SCENARIO LIBICO”, 25 MILIONI I DENUTRITI

    Un attacco di droni ha colpito questa mattina le vicinanze dell’aeroporto internazionale della capitale del Sudan, Khartoum. Il raid avviene a un giorno dalla riapertura dello scalo per la prima volta in oltre due anni di guerra civile tra l’esercito regolare e le Forze di Supporto Rapido, le milizie paramilitari. I voli nazionali avrebbero dovuto riprendere una volta completati i preparativi tecnici e operativi. Non vi è stata alcuna rivendicazione immediata di responsabilità e non sono state rilasciate informazioni sulle vittime o sui danni.

    L’aeroporto è chiuso da quando, ad aprile 2023, sono scoppiati gli scontri che hanno causato gravi danni alle infrastrutture vitali della capitale. Testimoni hanno riferito di aver sentito i droni nel centro e nel sud di Khartoum e i suoni delle esplosioni nell’area dell’aeroporto dalle 4.00 alle 6.00 ora locale.

    L’attacco è il terzo in sette giorni contro la capitale da parte dei droni, che la scorsa settimana hanno preso di mira la capitale Khartoum per due giorni consecutivi, colpendo anche due basi militari nel nord-ovest della città.

    Nel conflitto dimenticato iniziato nell’aprile del 2023, 12 milioni di persone sono fuggite dalla propria abitazione (4 milioni quelle che hanno lasciato il Sudan), 30 milioni necessitano di aiuti umanitari e 25 milioni vivono l’insicurezza alimentare.

    Per porre un argine al conflitto dimenticato e alla gravissima crisi umanitaria, i Missionari Comboniani chiedono al Governo Italiano, tramite i canali di Nigrizia, un intervento urgente per istituire corridoi umanitari protetti per i civili bloccati senza cibo a El Fasher, città assediata in Darfur.

    Altra notizia che andiamo ad approfondire riguarda la banca BNP Parisbas: la scorsa settimana è stata condannata da un tribunale di Manhattan a pagare oltre 20 milioni di dollari a tre rifugiati sudanesi, ora residenti negli Stati Uniti, che le avevano fatto causa con l’accusa di avere contribuito ai crimini del regime, quello di Omar al-Bashir, al quale la banca aveva offerto i suoi servizi tra il 1997 e il 2011.

    Crollo delle azioni in borsa, con i vertici della banca e gli investitori che ora temono di vedersi sommergere da migliaia di richieste di risarcimento, dopo che il “caso pilota” è andato a segno. A detta degli analisti di BDL Capital Management “il numero potenziale di vittime coinvolte – circa 23.000 persone – espone la banca a un rischio teorico di risarcimenti fino a 150 miliardi di dollari”.

    L’approfondimento con Brando Ricci, giornalista di Nigrizia. Ascolta o scarica

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  • BRESCIA: FOGLI DI VIA E AVVISI ORALI PER ATTIVISTI DI EXTINCTION REBELLION

    La Questura di Brescia ha notificato nuove denunce e misure di prevenzione a cinque persone per aver partecipato ad una manifestazione di Extinction Rebellion lo scorso luglio: fogli di via e avvisi orali, accompagnati da denunce per manifestazione non preavvisata, una manifestazione che si era svolta in totale tranquillità, dove era stato appeso uno striscione all’ingresso della sede di Intesa Sanpaolo della città, “Intesa Sanpaolo: i nostri risparmi, le vostre bombe”, e portato un salvadanaio di cartapesta a forma di maialino/granata nella piazza antistante, per denunciare i finanziamenti della banca negli armamenti utilizzati per i bombardamenti a Gaza. Espulsi dalla città ed etichettati come socialmente pericolosi per aver semplicemente esposto dei cartelli o letto al megafono in una piazza pedonale.

    Il commento di Stefano Todesco, uno degli attivisti di Extinction Rebelion colpito da avviso orale Ascolta o scarica 

    Il commento del consigliere comunale del gruppo “Al lavoro con Brescia” Francesco Catalano Ascolta o scarica 

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  • CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “DEMOCRAZIA CUORE DELLA SALUTE”

    La puntata di sabato 18 ottobre si intitola “L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. La democrazia è il cuore della salute. I comuni sono lì dove la democrazia si compie”.

    Ospiti della trasmissione sono Rosa Vitale, sindaca di Rodengo Saiano (Brescia) e Gianmarco Cossandi sindaco di Palazzolo sull’Oglio (Brescia). Conducono la puntata Antonino Cimino e Donatella Albini.

    Curami è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30 di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia.

    La trasmissione viene replicata mercoledi prossimo alle 12.30.

    La puntata di sabato 18 ottobre. Ascolta o scarica

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  • BRESCIA. ECOSISTEMA URBANO 2025: SCARAMELLA “BRESCIA AVANZA PERCHE’ ALTRE CITTA’ PEGGIORANO”

    “Brescia avanza in classifica e migliora perchè sta ferma, molte città peggiorano i propri parametri; non è tanto un miglioramento della città quanto un peggioramento delle altre.” Il presidente del circolo di Legambiente di Brescia, Danilo Scaramella, commenta con questa chiave di lettura l’ avanzamento in classifica della città, passata dalla 30esima posizione dell’anno scorso alla 18esima di quest’anno nel rapporto Ecosistema urbano 2025 redatto da Legambiente con il Sole 24 ore. “I punti deboli sono soprattutto sull’inquinamento dell’aria, su questo aspetto siamo sul fondo classifica; però abbiamo parametri su cui possiamo intervenire come la raccolta dei rifiuti: siamo fermi al 69% come raccolta differenziata (eravamo al 68% l’anno scorso) e produciamo una notevole quantità di rifiuti, siamo a 535 kg per abitante ogni anno. L’obiettivo a livello regionale è di arrivare entro il 2027 all’83% di raccolta differenziata e a 365kg di rifiuti prodotti procapite quindi siamo lontanissimi dagli obiettivi che la regione Lombardia ha fissato a seguito delle direttive europee. La giunta sembra abbia accantonato l’ipotesi di passare alla raccolta porta a porta come tra l’altro era previsto nel programma elettorale. questo è un punto debole che ha pesato sulla graduatoria finale.”

    Per quanto riguarda la politica ambientale dell’amministrazione Castelletti, giunta ormai a circa metà mandato, il presidente di Legambiente la sollecita ad avere più coraggio nelle scelte: “anche per le Ztl si può fare di più, noi siamo per una Ztl su tutto il centro storico, per riservare il parcheggio di Piazza Vittoria agli abbonati, sono cose che probabilmente incidono poco sull’inquinamento dell’aria perchè questo è influenzato dall’aria della Pianura padana e servono provvedimenti regionali di ampio respiro, però nel nostro piccolo come città possiamo fare qualcosa in più: quindi ridurre la circolazione delle automobili, creare isole ambientali nei quartieri ecc. Ci sembra che su questo fronte la giunta sia ferma, sta pensando alla linea del tram ma non è che tutta la mobilità di Brescia debba stare ferma in attesa del tram nel 2030, bisogna fare interventi concreti sulla mobilità in città; per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti sicuramente c’è una paura dell’amministrazione di Brescia delle reazioni della popolazione, il passaggio verso il porta a porta va fatto con accompagnamento e spiegazioni, non è niente di drammatico si tratta solo di cambiare un po’ le proprie abitudini.”

    L’intervista a Danilo Scaramella, presidente del circolo di Brescia di Legambiente Ascolta o scarica

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  • MARWAN BARGHOUTI: IN POCO TEMPO UNA PETIZIONE PER LA SUA LIBERAZIONE RAGGIUNGE IN ITALIA 8.500 FIRME

    Una petizione per chiedere la liberazione del popolare leader palestinese Marwan Barghouti ha superato in pochi giorni le 8.500 firme. Si tratta in realtà di solo una delle tante iniziative in corso a sostegno di Marwan Barghouti, “prigioniero dal 2002 nelle carceri israeliane, condannato dopo un processo politico e senza garanzie”, come si legge nella petizione.

    Il suo nome viene sempre messo in cima alle liste di prigionieri palestinesi da liberare in occasione degli scambi di prigionieri, ma non viene mai preso nemmeno in considerazione da Israele. La petizione chiede “alle istituzioni italiane, europee e internazionali e in primo luogo al governo italiano di attivarsi per: pretendere l’immediata liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri e le prigioniere politiche palestinesi; sostenere il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani in Palestina; rompere ogni complicità con l’apartheid israeliana, a partire dalla sospensione degli accordi di cooperazione militare con Israele finché continueranno occupazione e violazioni sistematiche dei diritti del popolo palestinese”.

    Parliamo di Marwan Barghouti e di questa campagna con Youssef Salman presidente della comunità palestinese di Roma e del Lazio. Ascolta o scarica

    13 min
  • TRENTO: OCCUPATO IL DIPARTIMENTO DI SOCIOLOGIA CONTRO GLI ACCORDI DELL’UNIVERSITÀ CON ISRAELE

    Continuano le iniziative di solidarietà con la popolazione palestinese: a Trento nella giornata di ieri è stata occupata l’Università, in particolare il dipartimento di Sociologia. 

    “Occupiamo il dipartimento di sociologia per bloccare una quotidianità che nel suo scorrere regolare si rende complice del genocidio“, scrivono nel comunicato gli attivisti e le attiviste di Intifada Studentesca di Trento. “Se questo è normale, il normale va bloccato”.

    Ci racconta l’occupazione dell’università Mariachiara del Fronte della Gioventù Comunista.  Ascolta o scarica

    5 min

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