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Le proteste comunque non si fermano: dal CPR di Milano è in corso da oltre due settimane uno sciopero della fame, mentre in altre strutture si denunciano condizioni sanitarie e comunicative gravi, dalla scabbia nascosta a Bari fino alla privazione dei telefoni a Trapani.
“I CPR sono stati definiti ambienti torturanti” ricorda Cocco, citando anche prese di posizione dell’OMS e della letteratura scientifica internazionale.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Nicola Cocco, medico della rete Mai più Lager – No ai CPR. Ascolta o scarica
Domenica 31 agosto sono salpate da Genova e Barcellona (dove però, nella prima parte di lunedì 1 settembre, le imbarcazioni hanno dovuto fare ritorno per le avverse condizioni meteomarine, salvo poi ripartire in serata) le prime imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, una flotta civile internazionale decisa a rompere l’assedio imposto da Israele alla Striscia di Gaza.
Da Tel Aviv, il ministro dell’ultradestra, il colono fascista Itamar Ben Gvir, ha minacciato di “trattare gli attivisti come terroristi” (ossia come qualsiasi cittadino palestinese) e di arrestarli in “detenzione prolungata”.
Nonostante le minacce di Tel Aviv, la Flotilla è partita. L’obiettivo dell’iniziativa è consegnare centinaoa di tonnellate di aiuti umanitari, raccolti grazie a mobilitazioni popolari nelle ultime settimane, e denunciare il blocco navale che da anni affligge la popolazione palestinese, reso ancora più feroce e criminale dal genocidio per mano palestinese in corso ormai da due anni nella Striscia.
Le barche dirette da Genova faranno tappa a Catania, dove nei prossimi giorni saliranno a bordo altri solidali. Da lì, il 4 settembre, dovrebbero partire insieme al resto delle barche della Flotilla italiana, poi si congiungeranno con le altre in partenza da altri porti di tutto il Mediterraneo, per tentare insieme di raggiungere Gaza.
In totale, la Global Sumud Flotilla sarà composta da circa 450 imbarcazioni – un numero volutamente non reso noto nemmeno agli organizzatori per motivi di sicurezza – con delegazioni provenienti da 44 Paesi diversi e un totale di diverse centinaia di persone.
A bordo di una delle navi italiane anche Maso Notarianni, presidente di Arci Milano, intervenuto ai microfoni di Radio Onda d’Urto nella mattinata di lunedì 1 settembre. Ascolta o scarica.
Nel pomeriggio di lunedì 1 settembre Radio Onda d’Urto ha raggiunto in Sicilia anche Boris Vitlačil, attivista italobosniaco e operatore umanitario, in procinto anche lui di imbarcarsi verso la Palestina. “Per una persona come me, operatore umanitario e persona che ha vissuto anche l’esperienza di guerra, di genocidio e di assedio a Sarajevo, comincia ad essere difficile digerire quello che succede a Gaza e rimanere inerte. Ho sentito un forte bisogno di fare qualcosa come cittadino perchè il sistema internazionale dei governi ha fallito nel fermare la guerra, nel prevenire il genocidio che si sta attuando ogni giorno, ha fallito nel garantire l’assistenza alla popolazione”. Così Boris nell’intervista a Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
Non si placano le proteste dei lavoratori della filiera Gruppo 8 a Forlì e a Cesena. L’azienda vuole delocalizzare gli stabilimenti romagnoli, dai quali escono prodotti di lusso brandizzati Made in Italy.
Da tempo il sindacato Sudd Cobas aveva denunciato lo sfruttamento spietato degli operai e delle operaie, ottenendo adeguamenti contrattuali e salariali.
Oggi però l’azienda è intenzionata a chiudere e andarsene in Cina, ragione per la quali Sudd Cobas ha organizzato una manifestazione per sostenere i lavoratori Gruppo 8: appuntamento questo sabato 6 settembre a Forlì, con partenza ore 15.30 da piazzale della Vittoria.
Ripercorriamo le ultime vertenze e ricordiamo i motivi della mobilitazione di sabato con Riccardo del sindacato Sudd Cobas. Ascolta o scarica
Sulla situazione dei lavoratori nel settore della moda e il modello “sfrutta e scappa”, Al Jazeera aveva realizzato un reportage nelle fabbriche di Prato. I Sudd Cobas stanno organizzando proiezioni collettive del reportage della TV qatarina con lavoratori e lavoratrici.
In Indonesia continua la mobilitazione popolare di massa contro il presidente conservatore Prabowo Subianto, in carica dall’ottobre 2024 e le sue politiche, colpevoli di acuire le disuguaglianze, in particolare tra le classi popolari del gigante asiatico (283 milioni gli abitanti) e le elites politiche.
A far scoppiare la miccia e i violenti scontri con le forze di sicurezza – che dalla capitale Giacarta hanno poi infiammato altre città indonesiane – l’uccisione di un conducente di moto-taxi da parte della polizia durante la manifestazione di lunedì 25 agosto contro la legge che accorda ulteriori benefit ai parlamentari, di fronte a salari bassi e immobili e a un carovita in continua ascesa.
La situazione era già tesa da diversi mesi, tuttavia a una settimana dall’inizio della rivolta, la situazione di piazza ha innalzato il proprio livello di radicalità, incontrando una dura repressione poliziesca. 8 i morti dichiarati fino ad oggi, centinaia i feriti, tante le mobilitazioni in programma e diverse le abitazioni di parlamentari saccheggiate, tra cui anche quella di un ministro.
Una tensione crescente che sembra far presagire l’intenzione di imprimere una svolta autoritaria al Paese da parte del presidente Subianto, che intanto ha annullato il viaggio previsto in Cina per la commemorazione della fine della Seconda Guerra Mondiale.
La situazione attuale del Paese, e il profilo del presidente Subianto, con Emanuele Giordana, giornalista, già direttore di Lettera 22, e attuale direttore di Atlanteguerre.it Ascolta o scarica
Su un totale di circa 40mila scuole, 36mila sono prive di almeno uno dei cinque documenti fondamentali previsti dalla normativa: certificato di agibilità, certificato di prevenzione incendi; omologazione centrale termica; piano di evacuazione; documento di valutazione dei rischi. In particolare, 3.588 istituti – dove studiano e lavorano circa 700mila persone tra alunni e personale scolastico – risultano totalmente irregolari, ovvero privi di ogni certificazione.
Il commento di Gianna Fracassi, della segreteria nazionale dell’Flc-Cgil. Ascolta o scarica
Sul Red Carpet dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”, in programma sabato 30 agosto al Lido laguanre.
La scelta del luogo non è casuale: con gli occhi del mondo puntati sulla Mostra, le realtà promotrici hanno voluto ribadire la necessità di puntare i riflettori sul genocidio in corso a Gaza e sulla complicità dei governi occidentali.
Il comunicato ribadisce che a Gaza non si è di fronte a una generica “guerra”, ma a un genocidio deliberato. «Israele sta annientando Gaza e la Palestina: ogni limite di umanità e di diritto internazionale è stato superato» si legge nell’appello. Allo stesso tempo, in Cisgiordania continua il regime di apartheid e la violenza dei coloni armati, in una strategia di pulizia etnica che prosegue da anni.
Denunciata inoltre la responsabilità diretta dell’Europa e dell’Italia: «Con le forniture di armi, gli accordi commerciali e la copertura diplomatica i nostri governi sono complici del genocidio. Non possiamo più restare in silenzio: fermiamo il massacro, stop al genocidio, stop alla vendita di armi, stop alla complicità occidentale».
La manifestazione di sabato, quindi, come “presa di posizione netta e non negoziabile, capace di trasformare la vetrina internazionale della Mostra del Cinema in uno spazio politico di denuncia e di solidarietà concreta. La Mostra non può voltarsi dall’altra parte: se a Venezia si celebra il cinema, a Gaza si muore sotto le bombe. La cultura deve farsi strumento di resistenza contro il genocidio”.
Il corteo partirà sabato 30 agosto alle ore 17.00 da Santa Maria Elisabetta (Lido di Venezia) per dirigersi verso la Mostra del Cinema. Per chi arriva da fuori Venezia sarà disponibile una motonave speciale, che partirà alle 15:00 dall’Hub Pala Expo (Vega, Marghera) e farà ritorno alle 20:45 da Santa Maria Elisabetta.
Il costo del servizio è di 5 euro a persona; prenotazione obbligatoria al numero 320 9147039. È inoltre prevista un’area autogestita per il pernottamento in tenda al Lido, a Piazzale Ravà, disponibile dalla sera di venerdì 29 agosto. Per informazioni: 345 4669734.
Su Radio Onda d’Urto l’audio completo della conferenza stampa Ascolta o scarica
Abbiamo presentato l’appuntamento anche con Martina, compagna dei centri sociali del nord-est, concentrandoci più nello specifico sulle realtà di movimento che animano l’iniziativa Ascolta o scarica
Questa sera, venerdì, si chiude la tenda di solidarietà con la Palestina organizzata da Sanitari per Gaza in piazza Rovetta a Brescia dal 24 agosto.
“Una data imprescindibile per noi, perché era il compleanno delle iniziative di Restiamo Umani”, ha detto una delle organizzatrici, Siria Garattini, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Sono state sei giornate piene, importanti, che hanno permesso di allargare la rete di Sanitari per Gaza e raccogliere molta solidarietà concreta. I turni di presenza si sono riempiti in poche ore e ogni momento è stato partecipato”.
La rete di Sanitari per Gaza si prepara anche a sostenere tutte le iniziative che ci saranno nel mese di settembre nella provincia di Brescia, a cominciare da quella di Gussago in piazza Vittorio Veneto il 5-6-7 settembre, con il patrocinio del Comune e della Consulta della Pace e organizzata da diverse associazioni e comitati, che sarà seguita da altri fine settimana di mobilitazione in Franciacorta a Ome, Monticelli Brusati e in altri punti della provincia come Botticino. Il programma di quella di Gussago è già disponibile in questo pdf.
Sentiamo Siria Garattini di Sanitari per Gaza ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
La raccolta di beni essenziali per la Global Sumud Flotilla lanciata dal CALP di Genova e da Music For Peace ha raggiunto e superato l’obiettivo preposto delle 40 tonnellate, arrivando a raccogliere 200 tonnellate di materiali.
Sabato 30 agosto, alla vigilia della partenza della flotta, le organizzazioni rilanciano due appuntamenti: alle 12:00 palco aperto con interventi nazionali e internazionali presso la sede di Music For Peace; alle 21:00 fiaccolata da Music For Peace fino alle navi in banchina.
Questo pomeriggio inizieranno anche tre giorni di iniziative al porto di Barcellona. Un migliaio di persone si erano riunite mercoledi sera a Barcellona in una manifestazione a sostegno del popolo palestinese, che ha fatto da cornice all’annuncio della partenza della Global Sumud Flotilla, prevista per il 31 agosto alle 14 dal porto catalano.
“Decine di imbarcazioni sono pronte a partire” per la missione che aspira a essere la più grande di sempre, e prevede la partecipazione di 44 Paesi e migliaia di volontari, ha assicurato il portavoce della Global Sumud Flotilla, Saïf Abukeshek, in Plaza San Juame, durante la mobilitazione convocata per condannare l’assassinio dei giornalisti sulla Striscia e il genocidio in corso a Gaza.
Alla missione, che vedrà decine di imbarcazioni salpare da vari porti nel Mediterraneo, tra cui quelli di Barcellona e Genova e altri dalla Sicilia e Tunisia, punta a rompere l’assedio navale a Gaza e a trasportare aiuti umanitari. “Oltre 35.000 persone” hanno chiesto di salire a bordo e di far parte dell’iniziativa”, ha segnalato Saïf Abukeshek.
“Annunciamo non solo la missione, ma la costruzione di un movimento globale di solidarietà che lavora con tutti i popoli oppressi” per difendere i diritti umani, ha aggiunto, ripreso dall’agenzia Efe. “Non possiamo accettare, come società civile, il transito di armi nei nostri porti”, dirette a Israele, ha reclamato il portavoce.
I manifestanti hanno anche ricordato i giornalisti uccisi nella Striscia di Gaza, chiedendo che i responsabili siano perseguiti. Tra gli attivisti e i difensori dei diritti umani che sostengono l’iniziativa figurano l’ex sindaca di Barcellona, Ada Colau e l’attivista climatica Greta Thunberg.
L’appello degli organizzatori è rivolto anche ai governi e all’Unione Europea, affinché garantiscano la sicurezza della missione e impongano un embargo totale delle armi a Israele.
Da Barcellona Victor Serri giornalista e nostro collaboratore Ascolta o scarica
Torna da oggi (venerdì 29 agosto), la rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana con il nostro collaboratore Andrea Fumagalli.
La Commissione europea ha formalizzato la proposta legislativa per eliminare i dazi ai beni industriali americani. La mossa, in base agli impegni della dichiarazione congiunta tra Unione europea e Stati Uniti di una settimana fa, fa scattare retroattivamente dal primo agosto il tetto al 15% dei dazi Usa per le automobili europee e per le componenti di automobili. E la riduzione da inizio agosto dei dazi Usa dal 27,5 al 15% per le auto europee consentirà alle case automobilistiche di risparmiare oltre 500 milioni di euro in dazi. Ma le preoccupazioni crescono per molti altri settori, in testa quello agroalimentare soprattutto italiano
Dopo Termoli e Pomigliano, anche a Torino contratto di solidarietà fino a gennaio 2026. Una raffica di ammortizzatori sociali per i lavoratori di Stellantis, interventi di tutela che continuano e, in molti casi, si allungano anche per buona parte del 2026. Appena nove mesi fa i vertici dell’azienda definivano il 2025 come l’anno della ripartenza. La crisi di Stellantis sembra dunque non conoscere fine.
Alla notizia dello sgombero del centro sociale Leoncavallo i titoli Brioschi hanno preso a guadagnare. Legato alle società dei Cabassi in borsa, Brioschi, il braccio operativo della famiglia nell’immobiliare, controlla infatti L’Orologio, a cui fa capo l’immobile in via Watteau a Milano valutato a bilancio oltre 2,6 milioni di euro. Il titolo Brioschi ha guadagnato oltre il 4% a Piazza Affari.
Andrea Fumagalli, docente di economia Politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
“42 ettari di suolo agricolo sacrificato, settore agricolo screditato, qualità dell’aria peggiorata, aumento del traffico.” Dario Selleri di “centopercento Bassa” sintetizza in questo modo le ricadute negative che potrebbe avere l’impianto di trattamento rifiuti organici, ma anche di fanghi di lavorazione industriale, che Geobet Srl vorrebbe realizzare . L’impatto ambientale, sanitario e sociale dell’impianto per i promotori della protesta non ricadrebbe solo sul territorio dei comuni più vicini cioè Offlaga, Manerbio, Leno e Bagnolo ma sull’intera pianura bresciana.
La manifestazione, promossa da “centopercento Bassa” si svolgerà sabato 30 agosto a Offlaga in via Manerbio sulla 45 bis; vi parteciperanno anche trattori delle associazioni di agricoltori che hanno aderito ed amministratori locali contrari al progetto; il 30 settembre ci sarà la prima conferenza dei servizi istruttoria, in cui sarà presentato il progetto che dovrà essere sottoposto a Via (valutazione di impatto ambientale) , quindi dovrà essere la Provincia ad esprimersi su di esso.
Intervista a Dario Selleri di centopercento Bassa Ascolta o scarica
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