News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • UNGHERIA: L’ANTIFASCISTA MAJA IN OSPEDALE. DA UN MESE È IN SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LA SUA DETENZIONE

    E’ finita in ospedale Maja, l’antifascista tedesca detenuta in Ungheria per aver partecipato alle manifestazioni antinaziste a Budapest nel febbraio 2023.

    Maja è in sciopero della fame da inizio giugno contro le sue condizioni detentive: l’isolamento costante in cella, gli scarafaggi, le ispezioni corporali giornaliere sono solo alcuni aspetti che Maja denuncia dal carcere ungherese.

    Oggi, martedì 1 luglio, il ricovero in un ospedale a seguito del peggioramento delle sue condizioni di salute. Ricovero avvenuto, però, in un ospedale al confine con la Romania e a 260 km da Budapest. La sua salute, scrivono i compagni e le compagne del gruppo Free All Antifas, “è peggiorata a tal punto che è stato necessario il ricovero in ospedale”.   

    Free All Antifas chiede di fare pressioni sui responsabili dell’estradizione legale, in modo che Maja possa tornare in Germania.

    Gli aggiornamenti ai nostri microfoni con un compagno del Comitato anti repressione Milano, legato al gruppo Free All Antifas. Ascolta o scarica

    10 min
  • STRAGE DI BOLOGNA: ERGASTOLO DEFINITIVO PER IL FASCISTA BELLINI. I FAMILIARI DELLE 85 VITTIME, “SI CHIUDE IL CERCHIO SUI MANDANTI”

    Il fascista di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per la Strage di Bologna, avvenuta alla stazione il 2 agosto 1980. Bellini è dunque considerato il quinto uomo dell’attentato che provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200.

    Lo hanno deciso martedì 1° luglio i giudici della Cassazione. Condanne anche a 6 anni per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel per depistaggio e a quattro anni per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni condomini di via Gradoli a Roma, per false informazioni al pubblico ministero.

    Bellini, oggi 72enne, aveva effettuato minacce nei confronti della ex moglie, la cui testimonianza è risultata fondamentale per la sua condanna in primo grado come esecutore della strage di Bologna. Minacciato anche il figlio del giudice Caruso, presidente della Corte d’Assise di Bologna, che in primo grado lo aveva condannato all’ergastolo.

    La Strage di Bologna fu un attentato deliberato contro i civili: alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980, il giorno delle partenze per le vacanze di migliaia di persone, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della Stazione. 23 chilogrammi di esplosivo, con 5 chilogrammi di tritolo e T4, potenziati da 18 chilogrammi di nitroglicerina.

    A quasi 45 anni dall’anniversario della Strage, la giornata di oggi è l’esito di “un processo estremamente significativo e di un risultato che chiude il cerchio sui mandanti dell’attentato più grave nel nostro Paese“, fa sapere ai Microfoni di Radio Onda d’Urto Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime della Strage di Bologna. “I mandanti furono i vertici della loggia massonica P2, oltre che essere i finanziatori, insieme ai vertici dei servizi segreti italiani e fu eseguita da terroristi fascisti: questo è ciò che questa sentenza certifica”.

    Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Ascolta o scarica.

    5 min
  • PARATICO (BS): PER IL CONSIGLIO DI STATO “GLI IMMOBILI IN AREA VINCOLATA DOVRANNO ESSERE ABBATTUTI”. VITTORIA DI LEGAMBIENTE LOMBARDIA


    Dopo 9 anni di battaglie legali, il Consiglio di Stato dà ragione a Legambiente Lombardia e scrive la parola fine a una vicenda che, per quasi un decennio, ha visto fronteggiarsi il Comune di Paratico, la One Italy srl e Legambiente.

    Tutto inizia nel 2016, quando il Comune di Paratico rilascia alla One Italy SRL l’autorizzazione paesaggistica e il permesso di costruire – previa demolizione dell’ex piscina – due medie strutture di vendita. Una decisione subito contestata da Legambiente che, insieme ad alcuni privati, aveva perciò dato il via all’iter legale necessario per  ottenere l’annullamento non solo della variante urbanistica introdotta dal Comune per poter concedere l’autorizzazione paesaggistica, ma anche del permesso di costruire e dell’autorizzazione stessa.

    Il 27 giugno scorso, l’ultima sentenza del Consiglio di Stato: “gli immobili siti nell’area vincolata di Paratico dovranno essere abbattuti”. “Dobbiamo ringraziare anche l’avvocata Emanuela Beacco se dopo nove anni di sentenze e ricorsi, la legalità è stata finalmente ristabilita – ha commentato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ci rammarichiamo che l’amministrazione comunale non si sia fermata, cercando una via d’uscita non perseguibile. Ora attendiamo la demolizione delle opere.”

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la ricostruzione della vicenda e l’analisi di Dario Balotta, già presidente di Legambiente Basso-Sebino, circolo che insieme a Legambiente Lombardia aveva denunciato per primo l’abuso. Ascolta o scarica

    13 min
  • ASSEMBLEA A SHERWOOD FESTIVAL: “RIPORTARE IL MODELLO DELLE CONVERGENZE CONTRO IL DL SICUREZZA NELL’AGENDA POLITICA DI AUTUNNO”

    “E’ stato un momento di confronto che nasceva dall’esigenza di trarre un bilancio e di provare a riportare l’eredità di metodo, il patrimonio politico accumulato in questi mesi dalla Rete A pieno regime, all’interno di una programmazione, di una agenda politica dell’autunno che non sia chiusa ma aperta a tutte le realtà che si muovono sulla necessità di trasformare il paese e di opporsi al governo Meloni.”

    Antonio Pio Lancellotti, codirettore di Global project e della Rete A pieno regime, ai microfoni di Radio onda d’urto spiega le motivazioni e riporta la discussione dell’assemblea “Dalle lotte contro il decreto sicurezza all’opposizione sociale: prospettive e possibilità” a cui hanno partecipato diverse realtà sociali, collettivi e giuristi che si è svolta domenica 29 giugno a Sherwood Festival (Padova)

    “E’ chiaro che la sentenza della Cassazione col giudizio durissimo sul DL Sicurezza ha riaperto la partita politica sul decreto, anche se in un modo ancora tutto da verificare. Questa sentenza è anche il frutto di questi 9 mesi di mobilitazione, anche delle piazze radicali – prosegue Lancellotti – c’è poi un elemento di prospettiva che guarda ad un modello, alla base di quelle mobilitazioni, che è riuscito a creare quelle convergenze reali; è un eredità è quella che poi andremo a mettere a verifica più avanti, nel momento in cui c’è la volontà convergente di costruire un’agenda politica per l’autunno ed infatti è stata lanciata a fine settembre, verosimilmente domenica 28 settembre una nuova assemblea nazionale aperta per ragionare di cosa fare tutte e tutti insieme il prossimo autunno.” Ascolta o scarica

     

    7 min
  • FRANCIACORTA: CONTINUA LA LOTTA CONTRO L’INQUINAMENTO ACUSTICO E LE EMISSIONI DEI VOLI DIRETTI A ORIO

    Mercoledì 25 giugno, presso l’Auditorium San Giovanni di Coccaglio (BS), si è svolta l’assemblea “Gli aerei sopra le nostre teste. Inquinamento acustico ed emissioni”, organizzata da Legambiente Franciacorta e dalla Lista Passione civica per Coccaglio.

    Un’iniziativa nata per fare il punto sugli effetti dell‘inquinamento acustico (ma non solo) e sui disagi che l’aumento del traffico aereo nello scalo di Orio al Serio sta causando alle comunità della Franciacorta, soprattutto a quelle limitrofe al Monte Orfano, zona sorvolata dalle nuove rotte sperimentali da e per Orio.

    L’assemblea – alla quale erano stati invitati gli amministratori dei comuni interessati e tutti i cosiddetti portatori d’interesse della zona – ha visto una folta partecipazione e ha raccolto una decina di adesioni per formare il gruppo di lavoro che avrà il compito riordinare e stilare, nelle prossime settimane, tutte le richieste di cittadine e cittadini da portare sul tavolo tecnico dedicato a questa questione. In ballo ci sono infatti la salute e la qualità della vita di cittadini e cittadine, oltre al benessere ambientale.

    Nel corso dell’assemblea, è stata inoltre sottolineata l’importanza della collaborazione degli amministratori locali, soprattutto per avviare le prime rilevazioni ambientali utili a capire i livelli di inquinamento della zona. Rilevazioni oggi quasi del tutto assenti.

     

    Abbiamo fatto il punto sull’esito dell’assemblea e sui prossimi passaggi con Silvio Parzanini, presidente del circolo Legambiente Franciacorta Ascolta o scarica

    13 min
  • SERBIA: “NUOVA E RADICATA FASE DELLA DISOBBEDIENZA CIVILE DELLA PIAZZA”, REPRESSA DURAMENTE NEL FINE SETTIMANA. L’ANALISI DI GIORGIO FRUSCIONE

    In Serbia la polizia è intervenuta durante la notte tra domenica e lunedì per togliere una serie di blocchi stradali a Belgrado e in numerose altre località del paese. I blocchi erano stati attuati dagli studenti e studentesse in agitazione che protestavano contro l’arresto di decine di loro colleghi nel corso degli scontri di piazza al termine della manifestazione antigovernativa di sabato 28 giugno nella capitale, che ha provocato decine di feriti e almeno 77 arresti.

    Contro di loro annunciate “dure punizioni” dal presidente conservatore Aleksandar Vučić, alleato di ferro di Mosca, che con il ministro degli esteri Lavrov minaccia: “l’Occidente non intervenga sostenendo l’ennesima rivoluzione colorata”.

    L’intervista con Giorgio Fruscione, ricercatore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Ascolta o scarica

    21 min
  • BRESCIA:CASE POPOLARI E NUOVA CONVENZIONE. SI COMINCIA MALE: ANZIANI E INVALIDI DA 21 GIORNI SENZA ASCENSORE

    Da 21 giorni gli inquilini e inquiline delle case popolari di via Carpaccio 27 a San Polo, in buona parte anziani e invalidi, sono senza ascensore. Questa mattina uno di loro, che necessitava di un ricovero in ospedale, è stato trasportato dai soccorritori dell’ambulanza per le scale. Il Comitato inquilini della palazzina e l’Associazione Diritti per tutti hanno diramato un comunicato.

    “Tre giorni fa è stata approvata dal consiglio comunale la nuova Convenzione tra la Loggia e l’Aler per la gestione da parte di quest’ultima delle case popolari di proprietà comunale. L’Assessore alla casa Cantoni ha salutato il voto favorevole scrivendo: “Questa convenzione segna un cambio di passo su più fronti, introduzione di standard più alti, penali in caso di ritardi, manutenzioni più efficienti, più ascolto verso gli inquilini; una convenzione più strutturata, moderna e coraggiosa per garantire a tutti un’abitazione dignitosa e ben gestita.”

    “Se il buongiorno si vede dal mattino…”scrivono le due realtà  ricordando che sono passate tre settimane senza che l’ascensore sia stato riparato. “Dopo una comunicazione dell’Aler  dell’11 giugno scorso in cui si precisava che la “riattivazione dell’impianto è prevista indicativamente entro 7 giorni”, si presentavano scuse per il disagio e si affermava di restare a disposizione per ulteriori chiarimenti. Da allora silenzio e impossibilità per gli inquilini di avere informazioni dall’Aler. Negli ultimi 10 giorni sono intervenute 5 ambulanze ed i soccorritori hanno dovuto trasportare a braccio per le scale anziani ed invalidi che si erano sentiti male.   Oggi è toccato al sig. Francesco, di 85 anni, semiparalizzato e impossibilitato a fare le scale. Inoltre molti inquilini di questa palazzina, per questioni di età e patologie, sono di fatto bloccati in casa, senza poter cercare di sfuggire almeno nelle ore serali al caldo afoso di questi giorni con una boccata d’aria al parco. Dov’è la manutenzione più efficiente? Scatteranno penali per il ritardo nella riattivazione dell’ascensore? Dov’è il maggior ascolto verso gli inquilini? I comitati inquilini – che si sono mobilitati da mesi con l’Associazione Diritti per tutti per ottenere migliori condizioni abitative con lo slogan: dignità per chi abita nelle case popolari – vogliono fatti concreti non belle parole o promesse e continueranno la loro lotta fino a quando non otterranno questo obiettivo.”

    L’intervista a Cinzia Comelli, portavoce del Comitato inquilini di Via Carpaccio 27 Ascolta o scarica

    11 min
  • LAGHI LOMBARDI: GOLETTA DI LEGAMBIENTE RISCONTRA NUMEROSI PUNTI FORTEMENTE INQUINATI

    La ventesima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente che monitora  5 laghi lombardi (Garda, Sebino, Lario, Ceresio e Verbano) ha nuovamente rilevato la persistenza di numerose criticità: dei 32 punti in totale monitorati, 15 sono risultati fortemente inquinati, 2 inquinati e 15 nei limiti di legge. Un lieve miglioramento rispetto al 2024, restano elevate le concentrazioni di inquinanti di origine fecale in numerosi punti di prelievo e questo secondo l’associazione ambientalista segnala “problemi strutturali piuttosto che episodi isolati” e indica la necessità di intervenire per ammodernare i sistemi di depurazione e di individuare e eliminare le fonti  inquinanti.

    Per quanto riguarda la situazione dei due laghi bresciani monitorati, sul Sebino, di 5 punti monitorati, ben 4 risultano fortemente inquinati: la foce del torrente Calchere a Sulzano (BS), lo sfioratore comunale in località Darsena a Pisogne (BS), la foce del fiume Oglio a Pizzo (BG) e il canale presso la spiaggia “Bar delle Rose” a Costavolpino (BG). Mentre solo 1, la foce del torrente Borlezza a Castro (BG), è risultato nei limiti di legge. I risultati ricalcano quelli dello scorso anno nel quale tutti i punti erano risultati fortemente inquinati, con il miglioramento solo dell’ultimo punto, passato nei limiti di legge.

    Sulla sponda lombarda del Benaco si confermano le criticità dello scorso anno: di 6 punti monitorati in provincia di Brescia 4 sono risultati fortemente inquinati (la foce del canale nei pressi della spiaggia in località Le Rive a Salò, la foce del torrente nei pressi del porto a Padenghe sul Garda, la foce del rio Lefà in località Roina a Toscolano Maderno e la foce del rio nell’Oasi di San Francesco del Garda a Desenzano del Garda); mentre 2 (la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione e quella del torrente Toscolano a Toscolano Maderno) sono risultati entro i limiti di legge.

    Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia presenta i risultati delle analisi microbiologiche sulle acque e risponde alla senatrice Gelmini che accusa Legambiente di diffondere notizie fuorvianti e allarmistiche che danneggiano l’immagine internazionale del Lago di Garda Ascolta o scarica

    16 min
  • CALDO ESTREMO: CHI TRA L’ASFALTO ROVENTE, CHI NEGLI CHALET CLIMATIZZATI

    L’Europa centromeridionale è ancora alle prese con temperature fino a 10 gradi sopra la media.

    Il clima torrido insiste soprattutto Penisola Iberica e Francia, ma pure in Italia si viaggia tra i 35-40 gradi da Nord a Sud Italia, con le temperature notturne a 30 gradi e i mari sopra i 25 gradi, dati da agosto avanzato, mentre i ghiacciai alpini fondono per il caldo. Lo zero termico si attesta ora sopra i 5mila metri.

    Fino almeno a giovedì non ci sono cambiamenti particolari all’orizzonte, anche se qualche temporale si è già affacciato sulle Alpi, provocando – vista l’energia in atmosfera – i primi disastri; isolata Cogne, in Valle d’Aosta.

    Il clima colpisce in maniera più dura chi è costretto a lavorare all’aperto o non ha i mezzi economici per avere a disposizione ambienti climatizzati o possibilità di trasferirsi in aree meno colpite dalle temperature roventi.

    Wanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi per Legambiente e presidente di CIPRA Italia. Ascolta o scarica.

    Aumentato da un lato gli accessi in ospedale, in particolare di persone con patologie o anziani soli, mentre in mezza Italia le Regioni dispongono con ordinanze ad hoc lo stop dei lavoro in edilizia e agricoltura nel primo pomeriggio.

    Così non è, per ora, in Lombardia, dove le aziende alzano barricate di fronte alle richieste dei sindacati, e le istituzioni – Pirellone in primis – si piegano senza particolari problemi. Dopo giorni di pressioni, solo nel pomeriggio il governatore Fontana dovrebbe firmare la norma, non ancora chiara nei dettagli.

    Dario Filippini, Usb Brescia. Ascolta o scarica.

    10 min
  • UNGHERIA: IN 200.000 SFIDANO ORBAN E SFILANO AL PRIDE DI BUDAPEST. LA TESTIMONIANZA DI UNA COMPAGNA

    Sono state oltre 200mila le persone che sabato 28 giugno hanno invaso la capitale ungherese per partecipare al Budapest Pride, vietato dal primo ministro nazionalista Orbán.

    Una partecipazione massiccia, numericamente, tanto da stupire anche chi, in arrivo da dentro e fuori i confini ungheresi, aveva deciso di sfidare apertamente il divieto imposto dal governo e le minacce dei gruppi neonazisti magiari supportati dallo stesso. Minacce trasformatesi poi, nella giornata di sabato, in veri e propri tentativi – andati a vuoto – di impedire la manifestazione, partecipata soprattutto da cittadine e cittadini magiari e da ungheresi e minoranze ungheresi residenti all’estero. Con loro, decine di europarlamentari progressisti, oltre a attivistə e compagnə provenienti da tutta Europa, Italia compresa.

    Orbán oggi accusa la Commissione Europea di avere “orchestrato il Pride”, ma “la realtà è che – come ha raccontato ai nostri microfoni Johanna, compagna del cs Baraonda di Segrate, presente alla manifestazione  – moltə ungheresi sono scesi in piazza non solo per difendere i diritti LGBTQIAP+, ma anche per contestare le politiche repressive del governo Orban e il genocidio in Palestina, un tema, quest’ultimo, molto difficile da toccare in Ungheria come nel resto dell’Europa centro-orientale”.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il racconto e le riflessioni di Johanna, compagna del centro sociale Baraonda di Segrate Ascolta o scarica

    16 min

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