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Mobilitazione permanente contro l’autostrada Pedemontana con numerose iniziative a a Ponte di Gerno il 5 e 6 luglio e dal 7 al 13 a Bernate. Una mobilitazione permanente, che culminerà nel corteo del 12 luglio, per dire no all’autostrada pedemontana lombarda e per dire sì alla vita, alla bellezza, ai beni comuni, alla solidarietà per un mondo giusto e libero.
Il corteo del 12 luglio alle 16.30 ad Arcore partira’ dalla stazione ferroviaria. “No Pedemontana: né qui, né altrove, né ora, né mai”: è questo lo slogan scelto per manifestare contro l’infrastruttura definita dai detrattori, non solo devastante per il territorio, “ma anche inutile e con costi elevati, così che resterà per lo più vuota”. Una scelta non casuale quella del Comune di Arcore dove – nella frazione di Bernate – le ruspe hanno raso al suolo il grande bosco per realizzare l’autostrada a otto corsie con numerose proteste pacifiche da parte dei comitati e degli ambientalisti. Durante il cantiere non sono mancati scontri verbali coi residenti che si sono visti percorrere la strada davanti a casa dalle ruspe.
Davide Biggi attivista No Pedemontana Ascolta o scarica
Manifestazione regionale in Sicilia domenica 6 luglio, ore 10 a Sigonella. Tantissime sigle, partiti, sindacati, associazioni e comitati che hanno aderito alla manifestazione contro il genocidio in Palestina. Nel comunicato scrivono: “È arrivato il momento che il popolo della pace in Sicilia riprenda la Lotta e la Resistenza con una nuova, grande mobilitazione popolare per fermare le micidiali spirali guerrafondaie, alimentate dai criminali aumenti delle spese militari e dai paralleli tagli alle spese sociali”.
Il servizio con Enrico Eberle Comitato Catanesi solidali con la Palestina Ascolta o scarica
Alcuni giorni fa, sui canali sionisti social, Telegram e Facebook, “Free4Future” e “Israele Senza Filtri”, sono stati attaccati e minacciati con tanto di pubblicazione di foto, nome e cognome alcuni giornalisti e militanti riconducibili ai gruppi “Modena per la Palestina ” e “BDS Modena”. Nel mirino anche il presidente della Regione Emilia-Romagna.
Il post dal titolo “Intifada contro la tua sicurezza informatica” fa riferimento alla vicenda della Tekapp, azienda italo israeliana di Formigine (MO), che si occupa di cybersecurity e nel suo sito vanta legami con la divisione 8200 dell’esercito israeliano, sottolineando che la sua unità a Tel Aviv si avvale di hacker provenienti dall’esercito israeliano. A cui è seguito un secondo post dal titolo “Modena non torna indietro. Chi sono quelli che vogliono il 1938” in cui si viene accusati di razzismo, antisemitismo e nazifascismo!
Questa mattina è stato diffuso un appello dal titolo “Fermiamo le intimidazioni contro i movimenti di solidarieta’ alla Palestina”. Per aderire [email protected] o [email protected].
Abbiamo realizzato una trasmissione con i diretti interessati: Flavio Novara girnalista e Modena per la Palestina, Giovanni Iozzoli BDS Modena e Linda Maggiori giornalista del Manifesto Ascolta o scarica
Di seguito l’articolo pubblicato sulle pagine del Manifesto da Linda Maggiori.
COMUNICATO STAMPA
In seguito all’inchiesta della giornalista Linda Maggiori, sulle colonne del Manifesto, e ad una campagna di pressione e sit-in di Modena per la Palestina, BDS e altri gruppi di difesa dei diritti umani (iniziative corrette nei modi, nei toni, legali e autorizzate), la Regione Emilia Romagna ha tolto il patrocinio all’annuale summit “Zero Trust Cyber Security Summit 2025” della Tekapp, che vedeva la partecipazione di esperti hacker da Tel Aviv. Inoltre una nota azienda emiliana ha negato l’uso della sua sede, inizialmente concessa per tale iniziativa, costringendo la Tekapp a trovare un altro luogo per il convegno.
I siti sionisti, nella loro pubblicazione, hanno distorto completamente la realtà, insinuando con toni diffamatori che dietro ai militanti e a”i giornalisti citati, si celerebbero interessi oscuri riconducibili a Cina, Russia, Qatar – che, si evince, avrebbero pagato la giornalista per l’inchiesta e gli attivisti per favorire gli attacchi hacker delle “potenze nemiche”! Addirittura nei confronti della giornalista Linda Maggiori, titolare dell’inchiesta, si scrive che sarebbe “autrice di aggressioni” e che avrebbe scritto “inviti al linciaggio”. Ovviamente tutte frasi diffamatorie e false. La giornalista, così come gli attivisti, non hanno mai criticato l’azienda di Formigine in virtù dell’appartenenza religiosa del suo fondatore – affermazione sconclusionata riportata nel post diffamatorio – né sono mai scivolati in dichiarazioni antisemite, totalmente estranee alla matrice antifascista degli organismi pro Palestina modenesi. L’azienda Tekapp è stata oggetto di critica esclusivamente per i suoi esibiti legami, esplicitati nel sito, con un esercito genocidario, dentro l’attuale contesto di guerra e pulizia etnica. L’antisemitismo non c’entra né con le critiche ad Israele né con i lauti profitti del settore militar-industriale di quel paese.
Lo stesso presidente della regione ER, De Pascale, non ha mai citato direttamente la Tekapp ma ha chiesto pubblicamente la cessazione dei rapporti tra l’Ente che guida e lo Stato di Israele, sino a che perdurerà l’azione militare condotta contro il popolo palestinese.
È bene ricordare che la Tekapp non ha mai chiesto una rettifica al quotidiano de Il Manifesto per l’articolo firmato da Linda Maggiori, o che fosse pubblicata una sua risposta di smentita o di presa di distanza dall’operato del governo israeliano, né tanto meno ha diffidato la giornalista. Anche perché i legami con l’esercito israeliano sono stati a lungo pubblicizzati proprio dai vertici aziendali e utilizzati proficuamente per il proprio marketing. Nel sito aziendale (fino a qualche mese fa) si pubblicizzava l’unità di hacker israeliani perfino con un depliant dal titolo “adotta il tuo cecchino” – poi rimosso dal sito, insieme ad altro materiale, quando il ruolo della Tekapp è cominciato ad emergere a livello pubblico.
Il sito sionista si è lanciato in invettive ad personam contro il giornalista modenese Flavio Novara di Alkemia News.it, definito “noto estremista”; contro il presidente della Regione definito “utile idiota”; contro due attivisti, Giovanni Iozzoli definito “personaggio oscuro” e Manuela Ciambellini, “sostenitrice della battaglia di Hamas”. Ma ad essere oggetto dell’attacco dei social sionisti sono state soprattutto le associazioni “Modena per la Palestina” e “BDS sez. Modena”, organizzazioni libere di cittadini modenesi che hanno a cuore la difesa dei diritti umani e civili.
Grave è anche la delirante conclusione del post: “Chi c’è dietro? Chi li paga? Nel polverone razzista ed estremista, il vero obiettivo sono i tuoi dati e i brevetti”. Affermazione che lascia intendere che dietro le persone e le sigle citate esista una vera associazione criminale che tira i fili.
Mettere nel mirino giornalisti che esercitano la loro professione e attivisti per i diritti umani – nonché il Presidente De Pascale -, con insinuazioni così rozze e insultanti, evidenzia e conferma il valore civile della nostra mobilitazione e delle nostre inchieste; ma evoca anche un clima di intimidazione e di minaccia per le possibili ripercussioni che potrebbero ricadere su cittadini mobilitati in difesa del rispetto del diritto internazionale e delle istituzioni che lo dovrebbero preservare – vedi la forsennata campagna internazionale condotta contro Francesca Albanese.
La puntata di sabato 5 luglio, intitolata “Il funerale del welfare in Europa”, ospita Marco Bersani, socio fondatore e coordinatore di Attac Italia. Conducono la puntata Antonino Cimino e Donatella Albini.
Curami è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30 di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute- di Brescia.
La trasmissione viene replicata mercoledi prossimo alle 12.30.
La puntata di sabato 5 luglio. Ascolta o scarica
Questa mattina a Torino, attivisti e attiviste della rete Stop Riarmo hanno messo in atto un’azione diretta presso la sede di Leonardo Spa di Caselle Nord. L’iniziativa, parte della campagna di solidarietà internazionale con la Palestina, ha voluto denunciare la complicità dell’industria bellica italiana – e in particolare di Leonardo – con il genocidio palestinese in corso e la crescente militarizzazione e riarmo.
L’azione è stata anche un’anticipazione della giornata contro il riarmo organizzata al Parco del Valentino (Torino) a partire dalle ore 14, con spettacoli, una tavola rotonda e momenti di confronto dal basso sul militarismo e la riconversione dell’industria bellica.
In diretta su Radio Onda d’Urto, Salmi, attivista della rete Stop Riarmo.Ascolta o scarica.
A quasi due anni dall’inizio del genocidio in corso da ottobre 2023 a Gaza, i massacri israeliani contro il popolo palestinese si moltiplicano, non solo nell’indifferenza ma con la complicità esplicita dei governi occidentali e delle grandi aziende, non solo belliche.
Iain Chambers, sociologo, già docente di studi culturali e postcoloniali all’Università Orientale di Napoli, oggi esperto presso l’ufficio del consigliere speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio, intervenuto ai microfoni di Radio Onda d’Urto, offre una chiave di lettura che cerca di andare oltre la cronaca.
Chambers propone di leggere quanto accade in Palestina non “come un’eccezione, ma come uno specchio della storia occidentale: “La Palestina oggi è una forma di laboratorio della modernità, nel senso che è un archivio di tutte le formazioni della modernità occidentale, soprattutto delle sue radici coloniali”.
Ciò che sta avvenendo, spiega, non è che la ripetizione, in forme nuove e tecnologicamente avanzate, di logiche storiche che affondano le radici nell’imperialismo europeo e il colonialismo israeliano come prosecuzione di un paradigma globale: “È il ritorno della nostra storia, che siamo abituati a considerare passata, chiusa nei capitoli del colonialismo europeo. Invece questa realtà coloniale continua a interrogarci nel nostro presente”.
Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda anche la complicità delle potenze occidentali – non solo a livello diplomatico e militare, ma anche finanziario e industriale. Chambers commenta il recente rapporto della relatrice ONU Francesca Albanese, che denuncia il coinvolgimento delle principali aziende tecnologiche statunitensi e delle banche europee nel supporto all’occupazione israeliana: “Le guerre sono sempre state grandi affari. Ma qui non si tratta solo dell’industria bellica: è coinvolto tutto il tessuto finanziario occidentale. Banche, industrie tecnologiche, sicurezza digitale, si produce profitto dalla distruzione, dalle menomazioni, dalle uccisioni”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Iain Chambers, sociologo, già docente di studi culturali e postcoloniali all’Università Orientale di Napoli, oggi esperto presso l’ufficio del consigliere speciale ONU per la prevenzione del genocidio. Ascolta o scarica.
Tra il 10 e il 12 luglio 2025, nella regione di Sulaymaniyya, nel Kurdistan iracheno (nord-Iraq), una ventina di militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan scenderanno dalle basi della guerriglia sulle montagne curde e deporranno simbolicamente le armi davanti alla stampa e a osservatori internazionali. Lo riferiscono in questi giorni diverse agenzie di stampa, anche legate al movimento di liberazione curdo.
L’iniziativa, che sarà preceduta da un nuovo appello da Imrali del leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, intende aumentare la pressione politica sullo stato turco affinché compia dei passi concreti nel processo di pace aperto – in teoria – con il movimento di liberazione curdo (annunciato ufficialmente il 27 febbraio 2025 con l'”Appello per la pace e una società democratica” da Öcalan e seguito dal XII Congresso del Pkk che ha annunciato lo scioglimento dell’attuale struttura organizzativa).
Intanto però, denunciano dalle montagne del nord-Iraq, gli aerei e i droni da guerra di Ankara continuano a bombardare le posizioni della guerriglia.
Stamattina a Roma, al Senato, si è tenuta la conferenza stampa della delegazione italiana rientrata nelle scorse ore da Istanbul, dove si era recata insieme ad altre delegazioni internazionali per chiedere alle autorità turche di poter incontrare Abdullah Öcalan sull’isola-carcere di Imrali. Ankara ha negato l’autorizzazione. La conferenza è stato intitolata “Verso la pace e una società democratica in Turchia. Libertà per Ocalan e tutti i detenuti politici”. L’incontro si è potuto svolgere al Senato per l’iniziativa del senatore di Avs Giuseppe De Cristofaro
L’audio integrale della conferenza stampa registrato dalla redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
“Guerra o Clima?”: Extinction Rebellion sulle colonne e le statue del comune di Torino chiede l’interruzione dei rapporti con Israele
Extinction Rebellion ha vestito le statue all’ingresso del Comune di Torino con dei gilet con i colori della Palestina, arrampicandosi sulle colonne e appendendo uno striscione con scritto: “Torino 2030: Clima o Guerra?”. Il movimento chiede al Comune di approvare la mozione, in discussione mercoledì 9 luglio, per la rescissione dei rapporti con Israele, come fatto da altri comuni, impegnandosi contro guerra e riarmo e verso la neutralità climatica al 2030.
La manifestazione di oggi vuole sottolineare nuovamente il grande impatto che la corsa al riarmo e le guerre in atto hanno e avranno sulla crisi del clima e degli ecosistemi, e sollecitare l’amministrazione comunale a prendere ufficialmente posizione sul genocidio in corso a Gaza, approvando la mozione in discussione in Consiglio comunale il prossimo mercoledì.
Il racconto di Maria di ER Ascolta o scarica
L’analisi critica dei fatti economici della settimana di venerdì 4 luglio 2025, come sempre insieme all’economista e collaboratore di Radio Onda d’Urto, Andrea Fumagalli.
In questa puntata parliamo dell’approvazione, negli Usa, del “Big Beautiful Bill” voluto da Trump, dell’apertura del summit dei Brics in Brasile, dell’aumento dei prezzi del “carrello della spesa” e, in chiusura, dei dati Inail riguardo gli infortuni sul lavoro.
La Camera dei Rappresentanti Usa ha dato il via libera definitivo alla legge di bilancio fortemente voluta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che l’ha chiamata “Big Beautiful Bill”. Si tratta di una manovra economica ultraliberista che prevede, tra l’altro, l’aumento della spesa militare, il finanziamento di una campagna di deportazione di massa dei migranti e lo stanziamento di 4.500 miliardi di dollari per estendere le agevolazioni fiscali alle imprese. In cambio aumenterà il deficit di altri 3.400 miliardi di dollari in dieci anni.
Dal 5 all’8 luglio 2025 si terrà in Brasile il diciassettesimo Summit dei BRICS. Gli stati fondatori – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – puntano a rafforzare la cooperazione con i sei nuovi membri: Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Indonesia e Arabia Saudita. Il blocco di stati che compongono i Brics rappresenta quasi il 50% della popolazione mondiale e genera circa il 40% del PIL globale. Un recente rapporto del Fondo Monetario Internazionale prevede che le economie Brics cresceranno del 3,4% nel 2025, superando la media globale del 2,8%. Gli undici paesi della coalizione rappresentano insieme il 24% del commercio globale. La composizione del summit riflette una nuova mappa del potere globale, in cui la rivalità tra Stati Uniti e Cina si estende sempre più coinvolgendo anche l’America Latina.
Il significativo aumento dei prezzi che si registrò tra il 2021 e il 2023 – fino a oltre il 10% di inflazione – oggi è molto meno intenso. Nonostante questo il costo della vita sta continuando a salire. Continuano a registrarsi rincari significativi e oltre la media per quanto riguarda il cibo e tutti i prodotti da supermercato, quelli raccolti nell’indice che l’Istat definisce il “carrello della spesa”, aumentato del 3,1%.
Inail ha pubblicato i dati su infortuni e morti sul lavoro in Italia nel 2024. Lo scorso anno gli infortuni denunciati sono stati 593mila con una crescita dello 0,4% sul 2023 legata in particolare alla crescita delle denunce da parte di studenti in alternanza scuola-lavoro (il Pcto), che sono salite a 78mila. I casi mortali sono stati 1.202, uno in più rispetto al 2023. Per i lavoratori si registrano quattro decessi in meno, ma i 13 casi mortali rilevati tra gli studenti sono cinque in più rispetto agli otto dell’anno precedente. Le denunce di malattie professionali hanno toccato quota 88mila, il dato più elevato dal triennio 1976-1978, in crescita del 21,8% rispetto al 2023.
L’analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e collaboratore di Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli. Ascolta o scarica
“La Sicilia sarà il primo luogo al di fuori degli Stati Uniti dove verranno formati i piloti degli F-35. Così come siamo l’unico Paese al mondo dove vengono assemblati gli F-35, a Cameri”, vicino a Novara, in Piemonte. Lo ha annunciato un…gongolante ministro della Difesa, Guido Crosetto, in vista a un’altra base, quella sarda di Decimomannu.
Nella scelta della Sicilia pesa la posizione strategica dell’isola, la presenza di altre basi Usa-Nato sul suo territorio e soprattutto l’utilizzo che Stati Uniti e Nato stanno già facendo dello spazio aereo di tutto il Mediterraneo orientale, con il beneplacito quasi entusiastico del governo Meloni.
“Nei giorni successivi ai primi bombardamenti aerei israeliani in Iran – spiega per esempio Antonio Mazzeo, blogger, giornalista e attivista antimilitarista – a largo della costa orientale siciliana sono stati effettuati i rifornimenti in volo per i caccia F-15 ed F-35 inviati da Washington nello scacchiere mediorientale. Dalla stazione aereonavale di Sigonella sono invece decollati i velivoli spia P-8A Poseidon di US Navy per svolgere missioni di intelligence e riconoscimento nelle acque del Mediterraneo orientale a favore delle unità da guerra israeliane.
La Sicilia, ancora una volta, si conferma la piattaforma avanzata USA e NATO nel Mediterraneo”.
Proprio per chiedere lo smantellamento delle basi Usa-Nato e la smilitarizzazione di Sigonella, domenica 6 luglio decine di realtà hanno lanciato una manifestazione regionale a Sigonella “contro guerra, riarmo e il genocidio ai danni del popolo palestinese”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’intervista ad Antonio Mazzeo, blogger, giornalista, scrittore e attivista antimilitarista Ascolta o scarica
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