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“Altro che Food for Gaza è il titolo di copertina del numero di luglio-agosto 2025 del mensile Altreconomia. Dati inediti rivelano che dopo il 7 ottobre 2023 l’Italia ha venduto a Israele materiali chiave per esplosivi e armi nucleari, spacciandoli come civili.
L’inchiesta è stata presentata questo pomeriggio, martedi 8 luglio, in un convegno che si è tenuto presso la sala Isma del Senato. Dall’export di armamenti agli aiuti umanitari, le cose non stanno come dice il governo. Tra gli interventi anche quello di una rappresentanza delle famiglie evacuate in Italia dalla Striscia di Gaza.
Il primo intervento è stato quello della giornalista Elisa Brunelli che entra nel merito dell’inchiesta effettuata da Altreconomia: ha spiegato la sua inchiesta sul traffico di componenti “civili” di fatto usati per esplosivi (nitrato d’ammonio) e per armi nucleari (trizio), dall’Italia a Israele, aumentato dopo il 7 ottobre 2023. Ascolta o scarica
Il secondo intervento di Linda Maggiori analizza il caso del porto di Ravenna sul carico sequestrato a inizio anno in porto in cui emergono i dettagli di una presunta triangolazione volta ad aggirare la legge 185 sull’export di materiale d’armamento che vede coinvolte banche, aziende e Dogane.Ascolta o scarica
Quali i rischi legali per l’Italia alla luce delle due inchieste presentate nel convegno? Sentiamo l’intervento di Triestino Mariniello Docente di Diritto penale internazionale alla John Moores University di Liverpool. Ascolta o scarica
Durante il convegno è intervenuta Greta Caruso di Bologna per Gaza insieme a giovani studenti e studentesse palestinesi, rifugiati a Bologna, scappati da Gaza. Ascolta o scarica
Convegno chiuso da Meri Calvelli cooperante internazionale ACS Gaza Ascolta o scarica
Di seguito la registrazione integrale del convegno coordinato e moderato dal Direttore di Altreconomia Duccio Facchini Ascolta o scarica
Una piccola somma rispetto alle necessità ma di grande significato, perchè è stata raccolta grazie al contributo di centinaia di persone; l’ennesima prova che esiste una ampia area di solidarietà e vicinanza col popolo palestinese martoriato dal genocidio israeliano nella cittadinanza bresciana, nelle sue componenti culturali plurali. Con queste parole ieri sera al centro sociale Magazzino 47 sono stati devoluti 3070 euro all’associazione di medici palestinesi Palmed Italia: 2000 provenienti dalla Festa di Radio onda d’urto dell’anno scorso dove il ristorante Vege da Zanzanù ha proposto un piatto palestinese preparato e offerto dal Ristorante Dukka e 1070 dalla cena di venerdì 27 giugno al Magazzino 47, cucinata dalla comunità italo-bengalese di Brescia e co-organizzata con l’Associazione Diritti per tutti. La somma è stata consegnata al dott. Muhannad Abuhilal, urologo palestinese che vive a lavora a Brescia, vicepresidente di Palmed Italia alla presenza di rappresentanti di tutte le realtà che hanno contribuito: Radio onda d’urto, il csa Magazzino 47, la comunità italo-bengalese bresciana, Iyas Ashkar consigliere comunale e titolare del ristorante Dukka e Associazione Diritti per tutti.
“E’ un contributo prezioso – ha detto il dott. Abuhilal -che sarà destinato ai servizi sanitari di Gaza. La solidarietà verso la popolazione palestinese è cresciuta in modo costante in questi mesi anche a Brescia. Purtroppo la situazione sanitaria e umanitaria a Gaza è molto drammatica e va peggiorando, gli ospedali sono ridotti veramente al minimo: manca circa il 45% dei farmaci essenziali ed il 65% dei presidi sanitari, manca anche il carburante per far funzionare le sale operatorie e diventa difficile salvare vite; e mentre si parla di tregua Israele continua ad uccidere almeno 100 persone al giorno.” Nello specifico Palmed Italia è impegnata in progetti dei punti di soccorso e degli ambulatori per visite specialistiche e attualmente sono 8 i punti di soccorso nelle zone dove sono concentrati i rifugiati, oltre al progetto delle delegazioni mediche. Inoltre c’è un progetto specifico di Palmed Italia che riguarda l’esecuzione di interventi pediatrici per bambini affetti da problemi sanitari legati alla guerra o da altre patologie.
L’intervista al dott. Muhannad Abuhilal, medico urologo bresciano e vicepresidente di Palmed Italia Ascolta o scarica
E’ morto a Milano Emilio Molinari, attivista fin dagli anni Sessanta, tra i fondatori di Avanguardia Operaia, protagonista della nascita di Democrazia Proletaria, consigliere comunale a Milano, consigliere di Regione Lombardia, europarlamentare e senatore dei Verdi.
Una figura conosciuta e riconosciuta, specialmente a Milano, sui temi della pace, dei diritti sociali, ambientali e civili, come nel caso dei referendum vittoriosi del 2011, contro la privatizzazione dei beni comunali.
I funerali si svolgeranno alla Camera del Lavoro di Milano, mercoledì 9 luglio alle ore 15.
Il ricordo di Emilio Molinari nelle parole di Andrea De Lotto, nostro collaboratore da Milano. Ascolta o scarica
Conferenza stampa del Comitato spontaneo contro le nocività, a Brescia, sul presente e futuro del Parco delle Cave.
Lo spazio verde a sudest della città, per il Comitato, “doveva essere un importante tassello per migliorare la qualità dell’aria della città di Brescia e dei comuni limitrofi: un luogo non antropizzato nel quale la natura doveva esser l’unica padrona. La relazione illustrativa redatta per il riconoscimento del Parco inaugurato nel 2018, sottolineava infatti come l’area avrebbe dovuto essere un luogo per preservare la biodiversità, rigenerare l’ambiente, tutelare la fauna, limitando attività invasive, come quelle umane.
Negli anni invece il Comune di Brescia ha incluso diversi soggetti quali comitati, associazioni ed aziende che hanno snaturato il Parco, nel quale oggi si “verificano comportamenti che violano il regolamento del Parco, disturbano la fauna selvatica, producono rifiuti”.
Così, nero su bianco, il Comitato spontaneo contro le nocività che ha denunciato le attuali criticità in conferenza stampa nella mattinata di lunedì 7 luglio.
La proposta è quella di togliere la gestione al Comune di Brescia, creando un ente ad hoc che abbia come unico obiettivo quello di tutelare flora e fauna esistenti.
Ai nostri microfoni Daniele Marini del Comitato spontaneo contro le nocività. Ascolta o scarica
Il Comunicato stampa inviatoci dal Comitato:
Parcheggio di Piazza Vittoria, Manzoni:”Prima lo studio poi si decide”. Era il 31 gennaio 2024, un anno e mezzo fa, quando un articolo di Nuri Fatolahzadeh sul Giornale di Brescia online riportava questo titolo. In quel periodo le fotografie di lunghe code di auto in attesa di entrare in quel parcheggio, che intasavano Via Gramsci, avevano suscitato discussioni e polemiche tanto che l’amministrazione aveva annunciato l’intenzione di incentivare l’uso delle altre strutture per la sosta. “L’idea della Loggia – si legge nell’articolo – è partire da uno studio approfondito sulla struttura specifica ma anche sui flussi generali, indagine che sarà commissionata a Brescia Mobilità. Questo studio –affermava il vicesindaco Manzoni- farà da bussola per mettere in campo azioni. Al momento nulla è escluso nè deciso, ma prima si approfondisce e poi si decide.” Lo studio di Bresciamobilità, che l’assessore aveva preannunciato, dopo un anno e mezzo ancora non c’è però è invece arrivato un report di Brescia Attiva che, secondo la lista civica ambientalista della consigliera Valentina Gastaldi , può rivoluzionare la mobilità di Brescia.
Il nuovo report “Posto Libero – Spazio alla vita urbana” , è frutto di un lavoro di analisi dei dati sulla mobilità cittadina condotto da Brescia Attiva in collaborazione con la Fondazione Mobilità in città. Il report non rappresenta solo una fotografia dello stato attuale , scrive Brescia Attiva, ma si propone come strumento strategico e documentato per affrontare le sfide della mobilità urbana con un approccio equo, sostenbile e orientato al futuro. All’interno di questo studio si trova la situazione attuale dei parcheggi, tra strutture e parcometri, sia alcune soluzione molto pragmatiche e facilmente attuabili. Tra questa la ridestinazione del Parcheggio di Piazza Vittoria ad esempio per residenti e commercianti per eliminare un polo di attrazione del traffico nel centro storico, che incentiva l’uso dell’auto privata. Anche in assenza del parcheggio di Piazza Vittoria, l’offerta di sosta nelle aree limitrofe al centro storico potrebbe rispondere efficacemente alla domanda rilevata. La capacità disponibile nei parcheggi esistenti garantisce un’alternativa concreta e accessibile per raggiungere il cuore della città.
Il report viene anche presentato pubblicamente (è in corso) oggi lunedì 7 luglio dalle 18,30 presso la Riserva del Grande in via Paganora 6-a dietro Piazza Duomo in un incontro al quale partecipano Gaia Sgaramella, direttrice della Fondazione Mobilità in Città; Carlotta Bonvicini, Assessora alle politiche per il clima e mobilità sostenibile del Comune di Reggio Emilia e Valentina Gastaldi, consigliera comunale di Brescia Attiva. Modera Giovanni Mori, portavoce di Brescia Attiva. Agli organi di informazione è stato invece anticipato in una conferenza stampa.
La trasmissione che riporta gli interventi in conferenza stampa di Giovanni Mori, Gaia Sgaramella e Valentina Gastaldi (nella foto) Ascolta o scarica
Bologna. Il Coordinamento migranti e PLAT denunciano: indagini penali contro migranti titolari di permesso di soggiorno e di protezione internazionale che si trovavano nel Centro di Accoglienza Straordinaria di Malalbergo (BO) e da cui la Prefettura li aveva espulsi.
“Il tentativo di Prefetture e Ministero dell’Interno è quello di ‘svuotare’ i CAS per fare spazio ai migranti che arrivano in questa stagione“, denuncia Lorenzo Delfino del Coordinamento migranti di Bologna ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
Oltre al danno, la beffa: la scorsa settimana ad alcuni migranti ospiti del CAS era stato notificato l’avvio delle indagini nei loro confronti per il reato penale di “invasione di terreni o edifici”. Un mese prima, infatti, a loro era stato comunicato che avrebbero dovuto lasciare entro tre giorni la struttura, senza però alcuna proposta di inserimento nella seconda accoglienza, e dunque con l’unica prospettiva di trovarsi in mezzo alla strada.
I migranti erano poi usciti dal CAS. Nonostante questo, le indagini. “In linea con il decreto sicurezza del governo Meloni, le istituzioni stanno tornando a mostrare i muscoli mettendo in campo tutta la violenza razzista di cui sono capaci”, scrivono in un comunicato PLAT e il Coordinamento migranti.
L’intervista a Lorenzo Delfino, del Coordinamento Migranti di Bologna. Ascolta o scarica.
Inizia alle 21 di lunedì 7 luglio 2025 un nuovo sciopero nel settore ferroviario. Fino alle 18 di martedì 8 luglio i lavoratori e le lavoratrici di Trenitalia, Trenord, Italo e altre aziende del trasporto ferroviario incroceranno le braccia. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di base, Cub, Usb, Sgb, dall’assemblea nazionale personale di macchina/personale di bordo di tutte le imprese del Gruppo FSI.
La protesta nasce contro il Contratto Collettivo Nazionale dei macchinisti e capitreno firmato il maggio scorso dai confederali, ma contestato da una parte consistente dei lavoratori (ha votato sì all’accordo il 68 per cento dei lavoratori, con un’affluenza al referendum ferma però al 53 per cento). “Rifiutiamo un Ccnl che uccide la nostra sicurezza, la nostra salute e il nostro stipendio” dichiarano i lavoratori riuniti nell’Assemblea nazionale Personale di macchina/Personale di bordo.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Antonio Amoroso della Cub Trasporti. Ascolta o scarica.
Continua il genocidio dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Nelle prime ore del mattino di lunedì 7 luglio 2025 altri quattordici palestinesi sono rimasti uccisi nei bombardamenti israeliani che hanno colpito diverse aree.
Intanto arrivano nuove testimonianze sull’entità e serialità dei crimini israeliani. Un riservista dell’esercito intervistato da Sky News ha dichiarato che alla sua unità veniva ordinato di sparare a chiunque, civile o meno, indipendentemente dal fatto che rappresentasse o meno una minaccia dal punto di vista militare. Coperto dall’anonimato, il soldato della 252esima Divisione dell’esercito di Tel Aviv, ha detto: “le truppe uccidono i civili in modo arbitrario”.
Intanto proseguono gli assalti, le uccisioni, le demolizioni, i saccheggi dei coloni e dei militari israeliani nella Cisgiordania occupata. Ieri sera, domenica 6 luglio 2025, ci sono state altre due vittime palestinesi anche in West Bank, uccise dai militari occupanti nel villaggio di Salem, vicino Nablus.
Israele, infine, è tornato anche a bombardare lo Yemen. L’esercito di Tel Aviv ha attaccato i porti di Hodeida, Ras Isa e Salif e la centrale elettrica di Ras Kanatib, lungo in Mar Rosso, giustificando il suo operato con il lancio di tre missili balistici diretti contro Israele.
Il tutto mentre si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto il primo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas, che prima dei negoziati ha tenuto consultazioni con le altre forze della resistenza palestinese. Sul tavolo della discussione ci sono una tregua di sessanta giorni e un nuovo scambio di prigiornieri.
I colloqui si svolgono a Doha, capitale dal Qatar, stato mediatore insieme all’Egitto, e dovrebbero comunque proseguire. Secondo fonti citate dai media, la delegazione israeliana non dispone di un mandato sufficientemente ampio per siglare un accordo. Netanyahu aveva definito ieri “inaccettabili” le modifiche chieste da Hamas alla proposta.
Oggi, il premier israeliano è a Washington dall’alleato Trump. I due discuteranno di Gaza, Cisgiordania, ma anche di Siria, Libano e dei loro piani egemonici sull’intera regione mediorientale.
Nelle prime ore del mattino Sami Abu Omar, cooperante del centro socio-culturale Vik di Gaza city, ha inviato alla redazione di Radio Onda d’Urto, della quale è storico collaboratore e corrispondente, un aggiornamento dal sud della Striscia. Ascolta o scarica.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuta, per un punto della situazione, anche la giornalista Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri. Ascolta o scarica.
La natura, a volte, si ribella alla devastazione dei territori. È di questi giorni la notizia che presso i cantieri del Tav Brescia-Verona sono stati fermati (momentaneamente) i lavori di realizzazione.
A essere interessato dal blocco temporaneo il lotto in fase di realizzazione sul Garda: nel tratto tra Lonato e Desenzano i lavori si sono stati fermati per via della presenza nel cantiere dei nidi del gruccione, l’uccello “più colorato d’Europa” e specie altamente protetta.
E’ stato l’ornitologo e fotografo gardesano Guido Parmeggiani a rilevare la presenza del volatile protetto: sono infatti 18 le coppie di gruccione che hanno nidificato nei cantieri.
A favorire la presenza del variopinto uccello la movimentazione durante i lavori della terra sabbiosa, terreno perfetto per la creazione di cunicoli lunghi fino a 3-5 metri che i gruccioni scavano per deporre le uova, nel contesto del fragili colline moreniche del Garda.
Intanto, il progetto mastodontico della tratta Tav Brescia-Verona, composto da 17 km di gallerie e decine di cantieri, prosegue: dopo aver cantierizzato mezza autostrada A4, vivendo una serie di gravi problemi realizzativi tra cui l’enorme voragine creatasi a seguito del crollo del terreno sopra i lavori di una galleria a Campagna di Lonato (BS), il lotto è ora arrivato a Mazzano.
Un aggiornamento su Radio Onda d’Urto con Sergio Salodini, del Tavolo Ambiente Garda. Ascolta o scarica.
Leili Hizam, studentessa di Cambiare Rotta consigliera eletta nel Consiglio degli studenti dell’Università di Bologna e Filippo Girardi, studente a Roma, ci raccontano in questa intervista come hanno interpretato, anche sul piano politico, il gravissimo atto di infiltrazione, tra le loro, fila di giovani poliziotti che sommando anche quelli tra le fila di Potere al Popolo sono stati almeno cinque in varie regioni italiane.
“Non è certo una novità, un fulmine al ciel sereno – ci ricorda Filippo – perché già a suo tempo, Francesco Cossiga nel 2008 ai tempi delle proteste contro la riforma Gelmini ebbe a dire: Maroni (famigerato ministro degli interni di allora, n.d.r.) dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’Interno. Infiltrare il movimento. Far circolare notizie false. Televisione, giornali. Infiltrare con agenti provocatori pronti a tutto”. “Proprio sotto elezioni al consiglio studentesco – prosegue Leili – siamo stati da una parte infiltrati dai poliziotti e dall’altra sotto attacco della magistratura per aver restituito alla comunità studentesca un auletta in disuso da anni”. Cambiare Rotta e Poter al Popolo sono due formazioni politiche che stanno evidentemente mettendo in crisi, anche sul piano culturale, un modello socio economico la cui “rotta”, sul piano delle scelte bellicistiche in economia, le privatizzazioni e i tagli al welfare, “l’asservimento della ricerca alla filiera militare – prosegue Leili – le connivenze col governo sionista – aggiunge Filippo” – ci sta portando a schiantare contro un muro.
Scuola Resistente di sabato 5 luglio Ascolta o scarica
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