News – Radio Onda d`Urto

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  • REGGIO EMILIA: VERTENZA EDUCATRICI CONTRO I TITOLI DI LAUREA INVALIDATI

    L’Adl Cobas, insieme al Comitato Difesa Professionale Educatrici Educatori (CDPE) di Reggio Emilia, annuncia l’apertura di una percorso di mobilitazione a sostegno delle educatrici coinvolte nell’invalidamento del titolo di laurea in Scienze dell’Educazione conseguito negli anni accademici 2017-2018 e 2018-2019 con specializzazione sia per i Servizi per l’infanzia (nidi) che per il settore sociale.

    I rischi sono l’interruzione dei rapporti di lavoro per chi ha contratti nei servizi educativi e l’obbligo di iscrizione a un nuovo anno universitario, con nuova tesi e pagamento di ulteriori 500 euro per avere i nuovi crediti in più richiesti.

    Si stima che ci siano circa 30mila le lavoratrici e i lavoratori in questa medesima situazione a livello nazionale.

    Sabato 12 luglio alle ore 11 presidio di protesta davanti alla sede Unimore – Scienze dell’Educazione in viale Timavo 93 a Reggio Emilio.

    Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Silvio Rosati, di Adl Cobas Emilia Romagna. Ascolta o scarica

    7 min
  • PKK: “ABBIAMO BISOGNO DI PACE, LIBERTÀ, UGUAGLIANZA E DEMOCRAZIA”. 30 GUERRIGLIERI/E BRUCIANO LE ARMI

    Trenta militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, 15 donne e 15 uomini, tra i quali diversi comandanti ed esponenti storici dell’organizzazione, sono scesi dalle montagne curde dell’Iraq settentrionale e hanno distrutto simbolicamente le proprie armi alla presenza di una delegazione di deputati del Parlamento turco, giornalisti ed esponenti delle associazioni dei familiari dei detenuti. Dopo la lettura di una dichiarazione, il gruppo di guerriglieri ha sfilato accanto a un grosso braciere nel quale ognuno ha depositato un’arma. Le armi sono poi state bruciate.

    La cerimonia, che si è svolta vicino Sulaymaniyya, in Bașur (Kurdistan iracheno), si inserisce nel quadro del processo di pace in corso tra il movimento di liberazione curdo e la Repubblica di Turchia che era stato annunciato pubblicamente dall’Appello per la pace e una società democratica del 27 febbraio 2025. L’iniziativa di oggi, venerdì 11 luglio 2025, era stata anticipata dallo storico video-messaggio del leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan dall’isola-carcere di Imrali, dov’è detenuto dallo stato turco dal 1999. Ora, il movimento di liberazione curdo chiede che il Parlamento turco faccia la propria parte nel processo, innanzitutto licenziando una legge che consenta ai militanti che oggi hanno deposto le armi di poter entrare in Turchia (sono tutti cittadini turchi) senza essere arrestati. Nel frattempo, infatti, dopo aver partecipato alla cerimonia, deposto e distrutto le armi, le trenta guerrigliere e guerriglieri sono tornati sulle posizioni della guerriglia in montagna, non avendo ancora alcuna garanzia in questo senso.

    Nella lunga dichiarazione letta e diffusa dai guerriglieri del Pkk durante la cerimonia, i militanti rivoluzionari affermano: “Alla luce della crescente pressione fascista, dello sfruttamento in tutto il mondo e dell’attuale bagno di sangue in Medio Oriente, il nostro popolo ha più che mai bisogno di una vita pacifica, libera, equa e democratica. […] Ci auguriamo che tutti, i giovani e le donne, i lavoratori e le lavoratrici, le forze socialiste e democratiche, tutti i popoli e l’umanità osservino, comprendano e apprezzino il valore storico del nostro passo per la pace e la democrazia” (qui sotto riportiamo la nostra traduzione dell’intero comunicato).

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Yilmaz Orkan, dell’Ufficio Informazione Kurdistan in Italia. Ascolta o scarica.

    Di seguito la dichiarazione integrale del comunicato diffuso dal Gruppo per la pace e la società democratica del Pkk, tradotto dalla redazione di Radio Onda d’Urto:

    Al nostro popolo e all’opinione pubblica

    In qualità di membri del “Gruppo per la pace e la società democratica”, costituito per accelerare il processo di cambiamento e trasformazione democratica, salutiamo rispettosamente voi e tutti coloro che assistono alla nostra storica iniziativa democratica.

    Per difendere l’esistenza dei curdi dalle offese di negazione e annientamento, noi, come combattenti per la libertà, uomini e donne, ci siamo uniti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan, in tempi diversi, e abbiamo combattuto per la libertà in diverse regioni. Ora siamo qui per rispondere all’appello che il leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, ha lanciato il 19 giugno 2025. Il nostro arrivo qui si basa, allo stesso tempo, sull’appello che il leader Abdullah Öcalan ha lanciato in precedenza il 27 febbraio 2025 e sulle risoluzioni del 12° Congresso del Pkk, riunitosi dal 5 al 7 maggio 2025.

    Per garantire il successo pratico del processo “Pace e Società Democratica”, per condurre la nostra lotta per la libertà, la democrazia e il socialismo con metodi di politica legale e democratica sulla base della promulgazione di leggi per l’integrazione democratica, distruggiamo volontariamente le nostre armi, davanti alla vostra presenza, come passo di buona volontà e determinazione.

    Ci auguriamo che questo passo porti pace e libertà e abbia esiti favorevoli per il nostro popolo, per i popoli della Turchia e del Medio Oriente e per tutta l’umanità, in particolare per le donne e i giovani.

    Concordiamo pienamente con le osservazioni del leader Abdullah Öcalan che ha affermato: “Non credo nelle armi, ma nel potere della politica e della pace sociale e vi invito a mettere in pratica questo principio”. Siamo molto orgogliosi e onorati di fare ciò che è necessario per questo principio storico.

    Come sapete, le cose non sono avvenute con facilità, a costo zero e senza lottare. Al contrario, tutti i guadagni sono stati ottenuti a caro prezzo, lottando con le unghie e con i denti. E ciò che seguirà avrà sicuramente bisogno di lotte serrate. Siamo ben consapevoli di questo fatto e, con l’obiettivo di garantire ulteriori conquiste democratiche, crediamo fermamente nell’intuizione e nel paradigma del leader Abdullah Öcalan e confidiamo in noi stessi e nel potere collettivo della nostra comunità di compagni.

    Alla luce della crescente pressione fascista, dello sfruttamento in tutto il mondo e dell’attuale bagno di sangue in Medio Oriente, il nostro popolo ha più che mai bisogno di una vita pacifica, libera, equa e democratica. In questo contesto sentiamo e comprendiamo appieno la grandezza, la rettitudine e l’urgenza del passo che abbiamo compiuto.

    Ci auguriamo che tutti, i giovani e le donne, i lavoratori e le lavoratrici, le forze socialiste e democratiche, tutti i popoli e l’umanità osservino, comprendano e apprezzino il valore storico del nostro passo per la pace e la democrazia.

    Facciamo appello alle forze regionali e globali responsabili delle sofferenze del nostro popolo affinché rispettino i più legittimi diritti democratici e nazionali del nostro popolo e sostengano il processo di “Pace e Società Democratica”.

    Facciamo appello a tutti i popoli, ai circoli socialisti e democratici, agli intellettuali, agli scrittori, agli accademici, agli avvocati, agli artisti e ai politici affinché comprendano correttamente il nostro passo storico e siano solidali con il nostro popolo. Li invitiamo inoltre a partecipare più attivamente alla lotta per la libertà fisica del leader Abdullah Öcalan e per la soluzione democratica della questione curda, nonché a sviluppare e rafforzare la lotta e la solidarietà internazionale democratica e socialista.

    Invitiamo il nostro popolo e le sue forze politiche a comprendere correttamente le caratteristiche di questo processo storico di “Pace e Società Democratica” sviluppato da Leader Apo, ad assolvere con successo i propri doveri e responsabilità in campo educativo, organizzativo e operativo e a sviluppare la vita democratica.

    L’oppressione e lo sfruttamento finiranno; la libertà e la solidarietà prevarranno.

    Il processo di “Pace e Società Democratica” avrà sicuramente successo.

    Il Gruppo per la pace e la società democratica

    11 luglio 2025

    6 min
  • ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI CON ANDREA FUMAGALLI: LA CONFERENZA SULLA RICOSTRUZIONE UCRAINA; I DATI OCSE SUI SALARI REALI (E AL PALO) IN ITALIA; L’ORO ITALIANO NEI CAVEAU STATUNITENSI

    Consueto appuntamento del venerdì mattina con l’Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e collaboratore di Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli.

    Nella puntata di venerdì 11 luglio viene approfondita la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a guerra ancora in corso e senza vedere all’orizzonte spiragli di tregua; un approfondimento anche sui dati economici, dai numeri Ocse sui salari reali in Italia – ancora fanalino di coda – e sui dati della produzione in calo a maggio, con il comparto auto in forte crisi; in ultimo un focus sulle riserve auree italiane nei caveau degli Stati Uniti che preoccupano gli economisti.

    La puntata di venerdì 11 luglio 2025. Ascolta o scarica.

    27 min
  • BASSA BRESCIANA: PROGETTO DI UN NUOVO MEGA-IMPIANTO TRATTAMENTO RIFIUTI. CRITICHE PER ARIA, CONSUMO SUOLO E TRAFFICO.

    Il gruppo di cittadinanza attiva “Conoscere e partecipare” che opera nella bassa bresciana in particolare in difesa dell’ambiente e della salute sta informando la popolazione dei comuni di Offlaga, Manerbio, Leno e Bagnolo Mella sul progetto di realizzare un nuovo impianto di smaltimento rifiuti che insiste nel comune di Offlaga ma vicino agli altri 3 sulla statale 45 bis. Progetto  che solleva perplessità e critiche perchè prevede un impianto  enorme, che occuperebbe  ben 42 ettari, e dovrebbe trattare prevalentemente rifiuti di matrice organica ma anche fanghi di lavorazione industriale. “E’ sicuramente fuori scala rispetto alle esigenze del territorio e temiamo che potrebbe attrarre rifiuti da tutta Italia se non addirittura dall’estero – afferma ai microfoni di Radio onda d’urto Dario Selleri di “Conoscere e partecipare” -attualmente è sottoposto a VIA valutazione di impatto ambientale e dovrà essere autorizzato dalla Provincia, fortunatamente i comuni interessati si sono dichiarati contrari per le varie criticità che presenta: pessima qualità dell’aria nella zona che potrebbe peggiorare per le emissioni di ammoniaca e non solo odorigene; nuovo consumo di suolo di aree di pregio per l’agricoltura; aumento del traffico pesante con almeno 50-70 camion al giorno in più sulla statale.”

    L’intervista a Dario Selleri di “Conoscere e partecipare” Ascolta o scarica

    11 min
  • BOSNIA: SREBRENICA 30 ANNI DOPO, “UNA MEMORIA NON STORICIZZATA E UNA FERITA ANCORA APERTA IN TUTTA LA REGIONE”

    30 anni fa, a Srebrenica, cittadina bosniaca, il più grave massacro di civili in Europa dalla 2a Guerra mondiale, compiuto dai serbo-bosniaci al comando di Ratko Mladic con l’inazione complice dei Caschi Blu.

    Venerdì 11 luglio 2025 è la giornata delle commemorazioni. Appuntamento al Cimitero Memoriale di Potocari, alle porte della cittadina dove l’11 luglio 1995 persero la vita oltre 8 mila civili bosniaci musulmani sterminati in pochi giorni. Gli identificati sono finora 6.765, mentre proprio oggi, come ogni anno, la cerimonia di sepoltura dei resti di altre 7 vittime, identificate nel corso degli ultimi 12 mesi.

    Una sentenza della Corte internazionale di giustizia del 2007 ha stabilito che il massacro, essendo stato commesso con lo specifico intento di distruggere il gruppo etnico dei bosgnacchi costituisce un genocidio.

    Alla cerimonia anche 6 mila giovani provenienti da Paesi di tutto il mondo, Italia compresa, che hanno percorso a piedi e a ritroso l’itinerario di oltre 100 km con cui migliaia di civili bosniaci musulmani nel luglio 1995 cercando la fuga, in direzione di Tuzla. Con loro alcuni dei pochi sopravvissuti alla ‘Marcia della Morte’ di 30 anni fa. Da Srebrenica Sabato Angieri, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.

    2 min
  • PALESTINA: NASCE LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA, “IL PIÙ GRANDE SFORZO CIVILE PER ROMPERE L’ASSEDIO DI GAZA”

    Attivistɜ e volontariɜ della Freedom Flotilla Coalition, della Global March to Gaza e del convoglio Sumud si sono uniti per lanciare la Global Sumud Flotilla (GSF) – il più grande sforzo civile via mare dalla nascita dell’assedio illegale imposto dall’occupazione israeliana a Gaza.

    A giugno, migliaia di volontari sono stati mobilitati via terra, via mare e via aria per la Palestina. Ora, i volontari di quei movimenti si uniscono in una strategia comune e mirata: un convoglio marittimo coordinato, in partenza da diversi porti del Mediterraneo.

    Questa azione punta rompere l’assedio illegale via mare imposto dall’occupazione israeliana con una flottiglia nonviolenta; consegnare con urgenza aiuti umanitari alla popolazione palestinese a Gaza, deliberatamente affamata e sottoposta a genocidio dall’occupazione e dai suoi alleati; aprire un corridoio umanitario guidato dai popoli, là dove i governi hanno fallito; denunciare il silenzio globale, la complicità, la protezione e i profitti costruiti su crimini di guerra; fermare il genocidio a Gaza.

    La GSF continuerà ed espanderà i suoi tentativi di raggiungere Gaza. Con decine di imbarcazioni già in preparazione, questa sarà più di una flottiglia: sarà un messaggio al mondo intero, un promemoria che i palestinesi a Gaza e in tutta la Palestina non sono soli, e che i popoli non resteranno in silenzio.

    Nelle prossime settimane la coalizione pubblicherà maggiori dettagli, comprese le modalità per seguire, sostenere o partecipare all’iniziativa

    La presentazione con Maria Elena Delia portavoce italiana GMTG Ascolta o scarica

    8 min
  • MILANO: PROTESTA CONTRO LIBERO E IL GIORNALE, “DISINFORMAZIONE E PROPAGANDA DEL GENOCIDIO”

    “Non si può accettare questo ruolo della stampa oggi in Italia, di disinformazione e propaganda del genocidio di molti quotidiani – dichiara ai microfoni di Radio onda d’urto Giorgio Cremaschi dell’esecutivo nazionale di Potere al popolo – inoltre questi giornali alimentano il razzismo e l’islamofobia, l’odio verso i musulmani.” Oggi a Milano alcune decine di attivisti e attiviste di Potere al popolo e Cambiare Rotta hanno tenuto un presidio di protesta davanti alla sede di Libero e de Il Giornale, che avevano anche difeso e legittimato le operazioni poliziesche di infiltrazione nei confronti delle due organizzazioni. Ci sono stati interventi, slogan contro la repressione, il genocidio e per la sanità pubblica.

    Il resoconto ed una valutazione politica del presidio con Giorgio Cremaschi Ascolta o scarica

    5 min
  • VICENZA: “IL BOSCO RESISTE”. SABATO 12 LUGLIO MANIFESTAZIONE DALLE 16 IN PIAZZALE MERCATO NUOVO

    “Il bosco resiste” è il titolo della manifestazione cittadina “per i boschi, la salute, la giustizia ambientale” che si terra’ sabato 12 luglio alle ore 16 a Vicenza. Partenza da Piazzale Mercato Nuovo.

    “Lunedì 8 luglio abbiamo vissuto qualcosa che non dimenticheremo: 200 persone hanno difeso il bosco di Ca’ Alte dal TAV, fronteggiando ruspe, polizia, idranti. Ma il bosco è ancora lì. Nessun albero è caduto” scrivono i promotori in un comunicato. “La resistenza è stata forte, collettiva, coraggiosa. Donne e uomini incatenati ai cancelli, seduti sull’erba, arrampicati per proteggere la natura con i loro corpi.Ora tocca a tutta la città. Sabato scendiamo in piazza perché Vicenza merita un futuro diverso, fatto di aria pulita, boschi vivi, salute e giustizia. Non grandi opere inutili, ma cura del territorio. Chi devasta l’ambiente distrugge il futuro. Noi siamo la natura che resiste. Unisciti a noi. Vicenza ha bisogno anche di te”.

    La presentazione con Angela dell’Assemblea dei Boschi di Vicenza Ascolta o scarica

    6 min
  • AMBIENTE: RAPPORTO ECOMAFIE LEGAMBIENTE. LOMBARDIA SI CONFERMA REGIONE CON NUMEROSE ATTIVITA’ ILLEGALI

    La Lombardia si conferma come una delle regioni dove si consumano le attività illegali con il maggior impatto sul territorio, nelle comunità e negli ecosistemi. I dati lombardi che emergono dal Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente (dati 2024), presentato questa mattina a Roma, confermano questa affermazione, evidenziando l’aumento dei reati nel ciclo del cemento, che passando da 880 a 1.009 (+ 15%) portano la nostra regione ad essere la quinta su scala nazionale per questo tipo di illecito penale, e facendo segnare il secondo posto (147 eco-delitti contestati in un anno) nella classifica regionale dell’attività operativa in applicazione della L. 68/2015 (quella che ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale).

    L’intervista a Barbara Meggetto, Legambiente Lombardia. Ascolta o scarica

    9 min
  • PALESTINA: GLI USA SANZIONANO FRANCESCA ABANESE PER AVER DENUNCIATO LE AZIENDE COMPLICI DEL GENOCIDIO A GAZA

    Usa e Israele definiscono a Washington la loro idea di “tregua” tra campi di concentramento – come quello con il quale vogliono confinare 600mila palestinesi a Rafah – e riconoscimento di fatto dell’occupazione totale della Palestina, dalla Striscia di Gaza a gran parte della Cisgiordania.

    Hamas vuole che nel documento vi siano un impegno esplicito per la fine permanente dei combattimenti, il ritiro totale delle truppe di Tel Aviv dalla Striscia e l’esclusione della finta ong israelo-statunitense GHF dalla lista delle organizzazioni che gestiranno gli aiuti umanitari.

    Le trattative non sembrano quindi vicine alla firma di un accordo come vorrebbe, almeno nelle dichiarazioni, Trump.

    Nel frattempo, l’esercito israeliano prosegue il genocidio: almeno altri 13 palestinesi sono stati uccisi in un raid che ha colpito Deir el Balah. Altre 4 persone sono state uccise in un attacco sul campo profughi di Al Bureij. In totale sono almeno 24 i palestinesi massacrati dai bombardamenti israeliani soltanto nelle prime ore di stamattina.

    L’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari fa sapere che dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi più di 15.000 studenti a Gaza. Secondo un conteggio effettuato dalle autorità educative della Striscia il 1° luglio, “almeno 15.811 studenti e 703 membri del personale educativo sono stati uccisi, mentre 23.612 studenti e 315 membri del personale educativo sono stati feriti, molti dei quali con conseguenze fisiche o psicologiche permanenti”.

    Raid, aggressioni e demolizioni da parte delle forze di occupazione israeliane continuano anche in Cisgiordania, dov’è ogni giorno più esplicita la volontà di espandere gli insediamenti dei coloni, cacciare la popolazione locale e annettere i territori allo stato di Israele. Stamattina i coloni hanno aggredito una donna a Masafer Yatta, nell’area di Hebron. Demolite poi dai bulldozer israeliani due case a Salfit.

    A Betlemme invece gli israeliani hanno sottratto altra terra ai palestinesi per costruire una strada tra diversi insediamenti coloniali. L’esercito occupante, infine, ha assaltato il quartiere di Al-Hadaf di Jenin facendo irruzione in alcune abitazioni. I militari hanno perquisito e danneggiato alcune case ed effettuato arresti, tra intimidazioni e spari.

    Gli Usa, infine, imporranno sanzioni a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi occupati. Lo ha annunciato il segretario di stato Usa Rubio, che farnetica di “illegittimi e vergognosi sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte Penale Internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani”. La “colpa” di Albanese – per statunitensi e israeliani – è quella di aver presentato un dettagliato rapporto sulle aziende coinvolte nel business del genocidio in Palestina, molte delle quali sono statunitensi, da Amazon ad Alphabet, da Microsoft a Palantir e Lockheed Martin.

    Il collegamento con Meri Calvelli cooperante in Palestina per ACS Associazione di Cooperazione e Solidarietà e direttrice del Centro Vik. Ascolta o scarica

    Nel pomeriggio Radio Onda d’Urto ha inoltre intervistato Triestino Mariniello, docente di diritto all’Università di Liverpool e  del legal team che rappresenta le vittime di Gaza alla Corte Penale Internazionale. Ascolta o scarica

    15 min

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