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Il natante espone bandiera inglese mentre l’equipaggio proviene da numerosi paesi tra i quali, Italia, Stati Uniti e Sud Africa.
Numerosi i solidali da tutta la Sicilia che si sono recati al porto in occasione della partenza per esprimere la loro vicinanza. Tra di loro anche diversi sindaci.
Sono alti i rischi che corrono la nave e il suo equipaggio, date le precedenti esperienze di altre imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition, che sono state attaccate dall’esercito israeliano. Nel 2010 durante un blitz sulla nave Mavi Marmara le forze armate di Tel Aviv uccisero 10 attivisti turchi.
Zaher Darwish, coordinatore per l’italia della Freedom Flotilla, ci racconta la partenza di Handala e ricorda il significato politico della missione. Ascolta o scarica
Continuano ad emergere su quotidiani e televisioni nazionali nuovi casi di studenti e studentesse delle scuole superiori che si sono rifiutate di sostenere l’esame orale alla maturità. Hanno preferito accontentarsi di un voto appena sufficiente ottenuto con il curriculum scoltastico e le prove scritte.
Diserzioni alla maturità anche in provincia di Brescia. Contrario ad una concezione “ottocentesca, punitiva e repressiva” del sistema scolastico Enea, ormai ex studente del liceo di Stato Girolamo Bagatta di Desenzano del Garda, si è rifiutato di sostenere l’esame orale. La decisione è stata presa dopo aver sostenuto gli esami scritti, durante i quali aveva ottenuto un punteggio “inferiore alla media di tutto l’anno precedente”, in particolare durante la prima prova.
Dopo aver sostenuto i due esami scritti, Enea aveva già il punteggio necessario per la promozione. Per lui non era quindi fondamentale sostenere l’orale, che avrebbe contribuito unicamente ad alzare il voto finale.
Contro le defezioni di studenti e studentesse si era schierato il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha già minacciato chi rifiuterà l’orale il prossimo anno: saranno bocciati.
La testimonianza di Enea, che ha appena terminato gli esami di maturità presso il liceo Bagatta di Desenzano del Garda. È militante nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventù Comunista. Ascolta o scarica
Cinque attiviste e un attivista sindacali sono entrati nel carcere di Villabona per scontare una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. È accaduto il 10 luglio scorso nella regione settentrionale spagnola delle Asturie. I sindacalisti – note come “le sei della Suiza” – si sono consegnati spontaneamente alle autorità carcerarie locali dopo che mercoledì gli è stato notificato l’ordine di carcerazione emesso dal tribunale che le ha condannate per “minacce gravi” e “ostruzione alla giustizia” al termine di un processo durato otto anni.
Dopo aver perso tutti i ricorsi, gli imputati avevano presentato nelle settimane scorse un appello al Tribunale Europeo dei Diritti Umani, mentre l’amministrazione regionale delle Asturie – formata dai socialisti e da alcuni partiti di sinistra – si è pronunciata a favore dell’indulto chiesto a gran voce da 22 organizzazioni sindacali, comprese quelle maggiormente rappresentative. Ma il tribunale competente ha comunque ordinato l’arresto.
I fatti al centro della vicenda risalgono all’inizio del 2016, quando una lavoratrice della Pasticceria “La Suiza” di Gijon chiese supporto giuridico al sindacato CNT (Confederación Nacional del Trabajo) dopo aver denunciato le pessime condizioni di lavoro alle quali veniva da tempo sottoposta da parte del proprietario.
A favore dei sei processati negli ultimi anni si sono tenute manifestazioni di diverso tipo in tutto il paese. Lo scorso 29 giugno più di ottomila persone, arrivate dalle Asturie ma anche dalle regioni limitrofe, hanno protestato contro le condanne a Gijon, al grido di “Fare sindacalismo non è reato”.
Ci racconta la vicenda Marco Santopadre, giornalista e saggista, collabora con Pagine Esteri, il Manifesto, El Salto Diario e Berria Ascolta o scarica
Il FOA Boccaccio 003 di Monza ha organizzato per sabato 19 luglio presso i giardini pubblici di via San Rocco (in caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso il Circolo di viale Libertà 33)la presentazione del libro “POLICE ABOLITION-Corso di base sull’abolizione della polizia”. Appuntamento alle 19 per un aperitivo con presentazione.
Police Abolition è una fanzine americana che racconta, con illustrazioni e testi semplici e divulgativi, come quella che sembrava una proposta impossibile e insensata sia diventata, in poco tempo negli Usa a seguito dell’omicidio di George Floyd, un’opzione politica concreta e ragionevole.
La presentazione della fanzine ha scatenato una canea di prese di posizione nei confronti del Boccaccio come ci spiega Italo di Sabato dell’Osservatorio Repressione curatore dell’edizione italiana. Ascolta o scarica
Si è concluso giovedì 10 luglio il primo grado del processo per diffamazione al film COLPO DI GRAZIA: il tribunale di Monza ha emesso una lieve condanna a 600 euro di multa per i tecnici ritenuti responsabili della pubblicazione del film online, ma soprattutto ha abbattuto le assurde richieste di risarcimento da parte dell’ex sindaco Dario Allevi (Fratelli d’Italia) e dell’ex assessore alla sicurezza Federico Arena (Lega Nord).
I due politici si erano presentati in tribunale avanzando l’assurda richiesta di un risarcimento di 170mila euro, mettendo in scena durante tutto il processo un inverosimile (e di cattivo gusto) piagnisteo finalizzato a giustificare la richiesta di denaro. Il risarcimento quantificato dal Tribunale di Monza è di una provvisionale complessiva di 2250 euro (1500 per Allevi e 750 per Arena), cifra che si commenta da sola nel raffronto con le iniziali richieste.
In attesa di leggere con attenzione le motivazioni della sentenza e di poter sviluppare eventuali altre riflessioni, i/le attivist* della campagna “170kperunfilm” ringraziano quant* si sono spes* a sostegno della causa degli imputati e nella denuncia del minaccioso posizionamento dei due politici in sede processuale.
Nel ribadire solidarietà e supporto alle persone condannate- ribadiscono gli attivisti della campagna- condividiamo nuovamente l’idea che la vicenda di COLPO DI GRAZIA sia emblematica di come una destra arrogante e assetata di potere tenti sistematicamente di usare le aule di giustizia come strumento per spegnere la satira, la critica e il dissenso.
Ne abbiamo parlato con un attivista della campagna “170kperunfilm” Ascolta o scarica
Un migliaio di persone sabato 12 luglio hanno partecipato alla manifestazione per la difesa del bosco di Ca’ Alte e della città, dopo lo sgombero dell’area lungo l’argine avvenuto nei giorni precedenti. Durante il corteo attiviste, medici ed esperti hanno denunciato i rischi ambientali e sanitari legati ai cantieri del TAV.
Verso la conclusione il corteo si è diviso in tre azioni: alcune attiviste hanno ricoperto via Magonza con edera; un altro gruppo ha raggiunto il cantiere sventolando le bandiere de I Boschi Resistenti, un terzo gruppo – in abiti contadini – ha inscenato una semina collettiva di erbe infestanti per far rifiorire l’area. La polizia ha risposto con l’uso massiccio dell’idrante, mentre le attiviste cercavano di smontare le reti del cantiere per seminare le “piante resistenti”.
Il resoconto di Matilde dell’Assemblea dei Boschi di Vicenza Ascolta o scarica
A Brescia attivisti e attiviste di Extinction Rebellion hanno portato avanti una nuova iniziativa di protesta: flash mob domenica mattina contro Intesa San Paolo, la cui sede si trova all’interno dell’ex Credito agrario bresciano, in Piazza Paolo VI (Piazza Duomo, in foto).
I climbers di XR hanno “scalato” gli ingressi della banca e aperto uno striscione recante la scritta “Intesa San Paolo: i nostri risparmi, le vostre bombe”, portando al contempo in piazza un salvadanaio a forma di granata per denunciare come l’istituto bancario italiano investa in armi e combustibili fossili.
“Questa azione simbolica non violenta vuole denunciare che, mentre si pubblicizza come una banca ‘green’, Intesa Sanpaolo è una delle prime 40 banche al mondo per finanziamenti all’industria del fossile ed ha investito, tra il 2016 e il 2023, 2,135 miliardi di dollari nel settore delle armi“, fa sapere in un comunicato XR.
“La nostra richiesta è che i soldi dei cittadini non vengano più investiti in morte”, fa sapere Lorenzo di Extinction Rebellion Brescia ai microfoni di Radio Onda d’Urto in collegamento dalla piazza. Ascolta o scarica.
Penultima puntata della seconda stagione, quella di sabato 12 luglio, intitolata “Il caldo uccide? Infortuni e morti sul lavoro non solo per il caldo”. Ospiti della trasmissione sono Tito Magni, senatore di Alleanza Verdi Sinistra ed Elisa Bianchini, delegata Cobas Lazio. Conduce la puntata Antonino Cimino.
Curami è una trasmissione di Radio Onda d’Urto in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30 di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute- di Brescia.
La trasmissione viene replicata mercoledi prossimo alle 12.30.
La puntata di sabato 12 luglio. Ascolta o scarica
Circa 150 persone del Movimento disoccupati 7 novembre, Laboratorio Iskra, Cantiere 167 Scampia, Si Cobas e altre realtà di base hanno tenuto un presidio sotto il Tribunale a Napoli , per il processo in direttissima ai danni di Mimì e Angelo, fermati ieri mattina durante le cariche di polizia contro centinaia di disoccupati, in piazza per denunciare il flop del click day che determina la graduatoria per l’erogazione di 700 tirocini formativi retribuiti.
Con le nuove norme introdotte dal governo i due imputati rischiano pene importanti in particolare per l’accusa di resistenza aggravata.Tantissimi picchetti e presidi da nord a sud organizzati dai lavoratori e delle lavoratrici del Si Cobas in solidarieta’ con i disoccupati di Napoli si sono svolti a Milano, Piacenza, Serravalle, Peschiera Borromeo , Modena , Bologna, Area Nord Napoli, Pioltello, Roma e Venezia. Solidarieta’ anche da Grecia e Argentina.
Il Giudice ha poi deciso per la scarcerazione ma i due compagni Angelo e Mimi’ andranno a processo il prossimo 12 ottobre.
Il punto con Beppe Dalesio coordinatore Si Cobas di Napoli Ascolta o scarica
Gli attacchi israeliani si sono intensificati negli ultimi giorni colpendo scuole-rifugio ma anche tende causando nuove stragi terribili come quella di ieri dei bambini in fila con le loro mamme mentre erano in fila per avere cibo e medicine. A Khan Younis questa mattina sono avanzati i carri armati dell’IDF: Medici senza Frontiere ha comunicato che è stata evacuata una clinica colpita dai carri israeliani e altre persone sono state uccise a Rafah mentre cercavano di accedere ad un centro di distribuzione della famigerata Gaza Humanitarian Foundation (GHF) gestita da Israele insieme agli Usa. Netanyahu torna da Washington, ma cosa ha ottenuto? “Sicuramente ha chiesto a Trump di riconoscere l’annessione di fatto di larghe parti della Cisgiordania.” In Qatar invece il negoziato per la tregua procede molto a rilento: “secondo Hamas l’accordo non si trova perchè Israele sta mantenendo posizioni rigide, si sta discutendo sulle aree del ritiro delle truppe israeliane – racconta Eliana Riva caporedattrice di Pagine Esteri – alcune fonti sostengono che Tel Aviv acconsentirebbe a ritirarsi da una parte più ampia di territorio però si sta parlando con le mappe geografiche, si devono definire quali sono queste aree. Hamas è disponibile a rilasciare subito 10 ostaggi ma vuole la negoziazione sulla fine reale e totale dei combattimenti e su questo Netanyau non è stato chiaro e ha detto che ci si può arrivare solo alla condizioni israeliane. Poi c’è la questione della distribuzione degli aiuti umanitari gestiti dalla GHF mentre la fame ormai è dappertutto in ogni angolo della Striscia.”
L’Europa intanto – mentre sono in corso “gli attacchi contro Francesca Albanese da parte degli Stati Uniti, che sono attacchi contro le Nazioni Unite ed il diritto internazionale” – ieri ha annunciato un nuovo accordo con Israele per evitare le sanzioni contro Tel Aviv, dimostrando ancora una volta che la posizione europea è a fianco di Israele e l’Europa rimane uno dei maggiori se non il principale partner commerciale dello stato sionista.
L’intervista a Eliana Riva caporedattrice di Pagine Esteri Ascolta o scarica
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