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Nel giorno del tanto atteso Click Day, il termine per la presentazione delle domande online per l’accesso a 800 tirocini finanziati dal Ministero del Lavoro, la piattaforma è bloccata. Il sistema previsto per la candidatura ha incontrato significativi problemi tecnici, provocando una serie di difficoltà per i partecipanti e sollevando polemiche sulle modalità di gestione della procedura.
La piattaforma online ha di fatto impedito l’accesso a molti disoccupati e creando disguidi nelle registrazioni. Numerosi candidati hanno denunciato il malfunzionamento del portale, con accessi bloccati, credenziali non valide e impossibilità di completare le operazioni di registrazione. In alcuni casi, coloro che sono riusciti a completare la procedura hanno ricevuto solo conferme di partecipazione che non garantivano l’effettivo accesso al programma, creando un circolo vizioso di incertezze.
In risposta a queste problematiche, disoccupati e disoccupate di Movimento 7 novembre, Cantiere 167 Scampia, Si Cobas, e altre realtà di base hanno organizzato una protesta a Napoli, concentrandosi in piazza Plebiscito. Una volta arrivati all’ingresso del porto partenopeo la polizia ha caricato il corteo spontaneo. Sono 4, al momento, i compagni e le compagne in stato di fermo.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la corrispondenza di Dario, compagno del Laboratorio Iskra e del Movimento disoccupati 7 novembre. Ascolta o scarica.
Aggiornamento pomeriggio. Due dei fermati sono stati tratti in arresto e saranno processati per direttissima. Attivisti e attiviste sono ora in presidio permanente davanti alla Questura di via Medina. Domani, venerdi 11 luglio, è stata convocata una conferenza stampa alle ore 10.00 in Piazzale Cenni .
Sentiamo ancora Dario Ascolta o scarica
NUOVO COMUNICATO STAMPA
DUE ARRESTI TRA I DISOCCUPATI DI NAPOLI NEL CORSO DEL CLICK-DAY FALLITO
DOMANI VENERDÌ 11 LUGLIO H10 PRESSO PIAZZALE CENNI CONFERENZA STAMPA E MANIFESTAZIONE!
TUTTE E TUTTI LIBERI E LAVORO PER LE PLATEE STORICHE DEI DISOCCUPATI
Dopo 10 anni di lotta dei disoccupati e delle disoccupate delle platee storiche della città di Napoli, stamattina 10 Luglio si doveva tenere il click-day per la procedura messa a bando per l’assunzione delle platee storiche in lavori di pubblica utilità.
Dopo 10 anni di lotte, incontri, tavoli istituzionali, la procedura costruita dalle istituzioni è totalmente crashata con bug iniziali, accessi effettua da terzi, log-in bloccati. Tutto il movimento si era riunito nelle prime ore della giornata a piazza del Plebiscito proprio per garantire la più ampia trasparenza sulle pratiche in corso. Solo dopo ore una parte degli iscritti alle platee storiche è riuscito ad accedere, rientrando di un criterio di “temporalità” che deciderà l’esito positivo o meno della propria candidatura.
Un vero e proprio meccanismo di tortura istituzionale che decreterà il futuro di disoccupati storici in lotta da 10 anni sulla base della fortuna ad aver avuto accesso ad una piattaforma partita con enormi irregolarità. Lo stesso consiglio comunale del comune di Napoli, interrotto la mattina stessa della procedura, ha denunciato le assurde irregolarità della piattaforma.
La rabbia dei disoccupati è subito esplosa: dopo anni di assicurazioni istituzionali nuovamente ci si prende gioco del futuro della vita di centinaia di persone dei quartieri popolari della città
Le forze dell’ordine hanno caricato la manifestazione spontanea con una decina di feriti e con 3 arresti tra gli aderenti alle platee, che subiranno domani un processo per direttissima.
Un’azione di una gravità enorme, che si somma alla procedura farsa per i disoccupati, che secondo le istituzioni devono pagare in tutti i modi la possibilità di accedere al lavoro fuori dai meccanismi clientelari e affaristici che dominano la città
La lotta dei disoccupati e delle disoccupate è la lotta di tutta la città di Napoli. Per questo domattina saremo di fronte il tribunale a PIAZZALE CENNI, dalle ore 9.30, per una conferenza stampa e manifestazione per l’immediato rilascio di Angelo e Mimì, e per dare la reale opportunità alle disoccupati e ai disoccupati di avere accesso ad un lavoro stabile, sicuro e dignitoso!
Sindaco, Prefetto e tutte le istituzioni cittadine e governative coinvolte, procedano immediatamente in un meccanismo trasparente che garantisca l’accesso al lavoro per le platee storiche! Un primo impegno è quello del rilascio immediato delle e degli arrestate/i nel corso del click-day
Facciamo appello a tutte le organizzazioni politiche, sociali e culturali, a sostenere attivamente la lotta dei disoccupati e delle disoccupate della città!
Tutte e tutti libere/i! Lavoro per tutte/i le/i disoccupate/i
E’ arrivata nella notte la risposta allo sgombero dell’ex centro vaccinale di viale Brenta, a Milano, occupato lo scorso aprile da 30 persone e famiglie in emergenza abitativa e sgomberato ieri dalla polizia.
Dopo un’assemblea ed un corteo spontaneo, la rete “Ci siamo” ha occupato nella notte un nuovo stabile in via Vallarsa 19. Si tratta di una scuola elementare abbandonata che si trova in condizioni precarie, quindi l’occupazione non è destinata a durare a lungo.
Stamattina occupanti e solidali si sono dati appuntamento all’alba per una colazione resistente a difesa della nuova occupazione.
Ai nostri microfoni gli aggiornamenti con una compagna solidale. Ascolta o scarica
Il Tribunale dei ministri rivela che il ministro Nordio era al corrente fin da subito dell’arresto, lo scorso gennaio a Torino, del torturatore di migranti libico Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale. Il Dipartimento dell’amministrazione giudiziaria informò la capo di gabinetto del ministero. La scelta di non consegnarlo a L’Aja fu dunque tutta politica.
Il Tribunale deve ora decidere se archiviare o chiedere il rinvio a giudizio per la premier Meloni, il sottosegretario Mantovano, il ministro della Giustizia Nordio e quello dell’Interno Piantedosi. Le accusa ipotizzate vanno dal favoreggiamento al peculato, e — solo per il Guardasigilli — omissione d’atti d’ufficio.
Le opposizioni parlamentari attaccano Nordio: “Ha mentito, si dimetta”. Il titolare della Giustizia, infatti, nella sua informativa alla Camera aveva negato di essere al corrente di quanto stava accadendo in quelle ore. “Riferiremo in Parlamento quando sarà il momento, però gli atti che abbiamo smentiscono quello che riportano i giornali”, si difende oggi Nordio.
Ai nostri microfoni Nello Scavo, giornalista di Avvenire. Ascolta o scarica.
Il tribunale di Milano ha ordinato a Foodinho, la holding che controlla la piattaforma di delivery Glovo, “un immediato confronto e consultazione preventiva con gli Rls di Palermo e Trapani sui rischi per salute e sicurezza per le ondate di calore”. E’ il primo provvedimento del genere in Italia.
Una decisione a pochi giorni dalla contestata proposta di Glovo di fornire “bonus” ai riders che sfidassero le temperature estreme per fare le consegne. Il giudice sottolinea che la società dovrà “tenere conto di età, genere, condizione di maternità e gravidanza, provenienza geografica e tipologia contrattuale dei ciclofattorini”.
Francesco Brugnone, segretario generale Nidil Cgil Palermo. Ascolta o scarica.
Il leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan ha diffuso un video-messaggio storico dall’isola-carcere di Imrali, dov’è detenuto dallo stato turco dal 1999. È la prima volta, da quando fu catturato e arrestato 26 anni fa, che la voce di Öcalan varca le sbarre della prigione e che il militante rivoluzionario curdo compare in video.
Nel video di 7 minuti nel quale compare insieme ad altri militanti del movimento di liberazione curdo, compresi gli altri detenuti sull’isola di Imrali, oltre che ad alcuni intellettuali detenuti dallo stato turco con l’accusa di far parte del Pkk, Öcalan ribadisce – stavolta con la propria voce – l’appello ai militanti del Pkk affinché confermino lo scioglimento dell’organizzazione deciso dal 12° Congresso del Partito a inizio maggio e depongano le armi.
La nuova chiamata di Öcalan si inserisce nel processo di pace e dialogo in corso tra il movimento di liberazione curdo e la Repubblica di Turchia, inaugurato formalmente il 27 febbraio 2025 dall’Appello per la pace e una società democratica diffuso dallo stesso Abdullah Öcalan da Imrali – in quell’occasione tramite un testo scritto che venne letto pubblicamente da deputati e deputate del Partito Dem.
Una prima cerimonia pubblica, durante la quale una ventina di militanti del Pkk scenderanno dalle montagne curde e deporranno simbolicamente le armi, è prevista per venerdì 11 luglio 2025 a Sulaymaniyya, nel Kurdistan iracheno (nord-Iraq).
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto sono intervenuti, per commentare la notizia, il giornalista e nostro collaboratore Murat Cinar e Tiziano Saccucci, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia. Ascolta o scarica.
Di seguito il testo integrale della chiamata storica di Abdullah Öcalan:
Cari compagni,
mi sento eticamente in dovere di fornire, attraverso una lettera esaustiva – anche se ripetitiva – risposte esplicative e creative ai problemi, soluzioni, ai livelli raggiunti e alla situazione concreta del nostro Movimento di compagnerismo comunalista.
1. Continuo a difendere l’appello per “Pace e Società Democratica” del 27 febbraio 2025.
2. Convocando il 12° Congresso di scioglimento del PKK, avete fornito, con i giusti contenuti, una risposta positiva e completa al mio appello. Attribuisco un valore storico alla vostra risposta.
3. Il livello raggiunto è altamente prezioso e storicamente significativo. Gli sforzi dei compagni che hanno reso possibile questa comunicazione sono altrettanto preziosi e lodevoli.
4. Per la fine di questo processo, ho preparato un “Manifesto per la società democratica”, che deve essere valutato come una trasformazione storica. Questo Manifesto ha le caratteristiche necessarie per sostituire con successo il Manifesto di 50 anni fa della “Strada per la rivoluzione in Kurdistan”. Credo che quest’ultimo Manifesto porterà contenuti storici e sociali non solo per la società storica curda, ma anche per la società regionale e globale. Non ho dubbi sul fatto che incarnerà la tradizione storica dei manifesti.
5. Devo dire chiaramente che tutti questi sviluppi sono il risultato degli incontri che ho tenuto a Imrali. È stata prestata molta attenzione affinché questi incontri si svolgessero sulla base della libera volontà.
6. Il punto che abbiamo raggiunto richiede nuovi passi per l’attuazione. Il progresso dipende inevitabilmente dall’enfatizzazione e dalla comprensione della natura storica di questo livello e dall’adesione ai passaggi necessari.
a. Il movimento del Pkk e la sua “Strategia di liberazione nazionale”, sorti come reazione alla negazione dell’esistenza dei curdi, e quindi finalizzati alla creazione di uno Stato separato, sono stati sciolti. L’esistenza dei curdi è stata riconosciuta; quindi, l’obiettivo di base è stato raggiunto. In questo senso ha fatto il suo tempo. Il resto è stato considerato una ripetizione eccessiva e una situazione di stallo. Questo costituirà la base per una critica e un’autocritica complessive.
b. La politica non prevede il vuoto; pertanto, il vuoto deve essere riempito con il programma della “Società democratica”, la strategia della “Politica democratica” e la tattica di base del “Diritto olistico”. Quello a cui ci riferiamo è un processo determinante caratterizzato da un significato storico.
c. Per portare avanti il processo è necessario e importante deporre volontariamente le armi e garantire le attività di una commissione legalmente autorizzata istituita dalla Grande Assemblea Nazionale Turca. Pur diffidando da approcci illogici della serie “prima tu, poi io”, questo passo necessario dovrebbe essere inesorabilmente compiuto. So che questi passi non saranno vani. Vedo la sincerità e ho fiducia.
d. Pertanto, esistono degli sforzi per fare dei passi avanti attraverso l’adozione di misure più pratiche. Quelle che seguono sono le principali tesi che propongo:
1) Una prospettiva positiva universale consentirebbe al Movimento di continuare sulla propria via e di raggiungere il suo obiettivo di “pace e società democratica”. Le argomentazioni sopra citate ci portano alla seguente conclusione: il Pkk ha rinunciato al suo obiettivo dello stato-nazione; la rinuncia al suo obiettivo di base implica la rinuncia alla sua strategia militare e quindi porta alla sua dissoluzione. Questi punti storici attendono di essere portati a un ulteriore livello.
2) Dovreste tenere in considerazione il fatto che la vostra garanzia sulla deposizione delle armi davanti ai testimoni dell’opinione pubblica e degli ambienti correlati non sarebbe importante soltanto davanti alla Grande Assemblea Nazionale Turca e alla Commissione, ma rassicurerebbe anche l’opinione pubblica e onorerebbe le nostre promesse. L’istituzione di un meccanismo per deporre le armi porterà avanti il processo. Quello che è stato fatto è una transizione volontaria dalla fase della lotta armata a quella della politica democratica e del diritto. Non si tratta di una sconfitta, al contrario dev’ssere considerata come una conquista storica. I dettagli riguardo la deposizione delle armi saranno specificati e attuati rapidamente.
3) Il Partito Dem, che è sotto l’ombrello del Parlamento, farà la sua parte e collaborerà con gli altri partiti per garantire il successo del processo.
4) Per quanto riguarda la “situazione della mia libertà”, che avete posto come condizione indispensabile nei testi di risoluzione del vostro 12° Congresso, devo dire che non ho mai considerato la mia libertà come una questione personale. Filosoficamente, la libertà dell’individuo non può essere astratta dalla libertà della società. La libertà dell’individuo è una misura della libertà della società e la libertà della società è una misura della libertà dell’individuo. Verranno osservate le necessità del processo.
Non credo nelle armi, ma nel potere della politica e della pace sociale e vi invito a mettere in pratica questo principio.
Gli ultimi sviluppi nella regione hanno chiaramente dimostrato l’importanza e l’urgenza di questo passo storico.
Devo dire che sono ansioso di ricevere tutti i tipi di critiche, suggerimenti e contributi che potete dare riguardo questo processo.
Dichiaro, con ambizione e veemenza, che queste discussioni porteranno noi, forze della Modernità Democratica, a un nuovo programma teorico, a una nuova fase strategica e tattica a livello nazionale, regionale e globale, ed esprimo il mio ottimismo e la mia disponibilità per gli sforzi preparatori.
Per quanto riguarda le fasi future, vi invito a mettere in pratica le risoluzioni del 12° Congresso, in linea con le opinioni e i suggerimenti di quest’ultima lettera, e a garantire un avanzamento positivo.
Saluti permanenti da compagni
Abdullah Öcalan
“Non si può ipotizzare una transizione ecologica che sia anche socialmente sostenibile senza metterci le risorse necessarie e le risorse sono veramente poche; così come stiamo parlando dell’abbattimento delle emissioni climalteranti e non c’è un obiettivo intermedio da qui al 2050 per verificare se le politiche messe in campo siano in grado o meno di conseguire questi risultati”. Questo il commento di Onorio Rosati consigliere regionale di AVS Alleanza Verdi Sinistra alla legge sul clima approvata ieri dal consiglio regionale della Lombardia. L’assessore all’ambiente della giunta Fontana, Giorgio Maione l’ha definita storica , ha dichiarato che non è un elenco di buone intenzioni; nella legge si parla di mitigazione e adattamento e sul tema dei cambiamenti climatici “la Lombardia non si tira indietro e guida il paese.”
L’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica nel 2050. “Questo elenco di prassi o indicazioni generali non ha una congrua dotazione finanziaria- contesta la consigliera regionale bresciana del Pd, Miriam Cominelli – con un emendamento abbiamo proposto uno stanziamento di 50 milioni sui tre anni ed è stato bocciato; per una regione che ha 33 miliardi di bilancio all’anno non è una cifra esagerata.”
Nella legge regionale c’è poi una presa di posizione a favore dell’energia nucleare, cosiddetta di nuova generazione, dando disponibilità ad individuare in Lombardia il sito per un’eventuale centrale: “l’energia nucleare è fortemente impattante , è ridicolo considerarla rinnovabile ed ha un impatto anche dal punto di vista economico perchè è più costosa ad esempio di quella idroelettrica” la replica di Rosati.
Il commento alla nuova legge di Onorio Rosati consigliere regionale di AVS Ascolta o scarica
Le valutazioni sulla legge regionale sul clima di Miriam Cominelli, consigliera regionale bresciana del Pd Ascolta o scarica
Le ondate di calore hanno triplicato i morti in Europa in questo periodo. Secondo un nuovo studio europeo il numero di decessi registrati in dodici città del Continente tra il 23 giugno e il 2 luglio riconducibili al caldo sono circa 1.500 delle 2.300 morti registrate in quei giorni, pari al 65% del totale.
Concentrandosi sui dieci giorni di calore compresi tra il 23 giugno e il 2 luglio, i ricercatori hanno stimato il bilancio delle vittime utilizzando metodi di peer-review e hanno scoperto che il cambiamento climatico ha triplicato il numero di decessi legati al calore, con l’uso di combustibili fossili che ha aumentato le temperature dell’ondata fino a 4°C in tutte le città.
Dall’indagine emerge che il cambiamento climatico si fa sentire in modo più pesante sulla nostra popolazione, rispetto a quelle di altre nazioni europee: in base allo studio, il riscaldamento globale è stato responsabile di 317 decessi in eccesso stimati a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi, 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari.
Le persone di 65 anni e più sono state le più colpite, rappresentando l’88% dei decessi in eccesso legati ai cambiamenti climatici, a causa di tassi più elevati di condizioni di salute esistenti. I risultati evidenziano che le persone anziane in Europa corrono un rischio crescente di morte prematura, poiché la combustione di combustibili fossili provoca ondate di calore più calde, più lunghe e più frequenti. Tuttavia, i ricercatori avvertono che il caldo può essere pericoloso per tutte le fasce d’età, con una stima di 183 decessi tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervista a Federico Spadini della campagna clima di Greenpeace Italia. Ascolta o scarica.
Genocidio a Gaza: anche stamattina le forze israeliane continuano a colpire Gaza, un campo profughi dopo una giornata di attacchi in cui sono morti almeno 95 palestinesi. 16 le persone uccise a partire dalle prime ore di questa mattina. Tra queste, otto persone sono state uccise in un attacco al campo profughi di Shati, due sono state uccise nel bombardamento di una casa a Deir el-Balah e due sono state uccise in un attacco con drone contro le tende a Khan Younis.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sono incontrati per la seconda volta ieri per discutere di un cessate il fuoco a Gaza, ma non sembra esserci stata alcuna svolta. Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si stanno aprendo opportunità per ampliare gli Accordi di Abramo. Lo riporta Haaretz. Hamas afferma che “Gaza non si arrenderà” dopo che Netanyahu ha dichiarato che libererà i prigionieri israeliani rimasti nell’enclave devastata dalla guerra e sconfiggerà il gruppo palestinese.
L’esercito israeliano ha rivendicato attacchi a diversi veicoli nel nord e nel sud del Libano, affermando che uno di questi attacchi ha ucciso un comandante di Hamas a Tripoli.
Abbiamo chiesto a Shoukri Hroub, dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese – un commento sul fronte diplomatico e gli aggiornamenti sull’iniziativa di solidarietà internazionale Freedom Flotilla. Ascolta o scarica
Sgomberata questa mattina a Milano l’occupazione abitativa in via Brenta 41. Una trentina le persone che hanno dovuto lasciare l’abitazione e che in questo momento sono state trasferite a casa Jannacci, in viale Ortles, dormitorio in cui queste stesse persone si sono rifiutate di andare per le condizioni insostenibili. Questo pomeriggio alle 18.30 è stata organizzata un ‘assemblea pubblica in Piazza Gabrio Rosa al Corvetto alle 18.30 in attesa di una soluzione, come ci spiega Stefania solidale che si è recata sul posto. Ascolta o scarica
La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo, senza indagati, con le ipotesi di danneggiamento, rapina e minaccia aggravati dalla finalità eversiva per l’iniziativa di protesta portata avanti nel weekend nel cantiere del maxi progetto di impianti eolici a Villore, sul monte Giogo, in Mugello (Firenze). Inoltre, a seguito delle denunce depositate da un anno a questa parte dagli ambientalisti, la procura farà anche accertamenti su come sono partiti i lavori e quale estensione abbiano, visto che i mezzi utilizzati per la realizzazione del parco sono disseminati sulla montagna e non circoscritti in un luogo protetto.
Mercoledì e giovedì della scorsa settimana una cinquantina di ‘persone incappucciate’ avevano sabotato ‘infrastrutture e mezzi presenti’. A denunciarlo era stata la stessa società titolare del progetto, la Agsm Aim, interamente pubblica in quanto partecipata dai Comuni di Verona e Vicenza.
«La vicenda – spiegava la società in una nota – prende origine dai volantini comparsi abusivamente in zona ad opera della sedicente organizzazione “Siamo Montagna”, con i quali si annunciava l’organizzazione di un ‘Campeggio di Lotta’, previsto dal 2 al 6 luglio, con l’obiettivo di bloccare i lavori in corso nel cantiere di Monte Giogo. Volantino al quale Agsm Aim aveva risposto fermamente con diffida ed esposto alle Procura ed alle Forze dell’Ordine».
Circa cinquanta persone, incappucciate con passamontagna neri e presenti in zona fino dal 2 luglio, sono entrate abusivamente all’interno dell’area di cantiere: hanno dapprima circondato i boscaioli, sequestrando le motoseghe e danneggiando i mezzi di trasporto davanti agli occhi atterriti degli operai. Quindi ha circondato, insultato e minacciato tre ingegneri di Agsm Aim presenti sul crinale, lato Vicchio-Villore, spingendoli fuori dal cantiere stesso con ulteriori minacce e provocazioni. Ingenti i danni provocati ad infrastrutture e mezzi presenti nel cantiere e immediata la denuncia da parte di Agsm Aim ai Carabinieri di Borgo San Lorenzo, arrivati poi sul posto per constatare i gravi danni. Ma senza riuscire a intimidire gli autori dell’assalto al cantiere, che sono tornati alla carica.
«La violenza non si è fermata ad una sola occasione – continua infatti la partecipata pubblica – La sera successiva il nuovo episodio: alcune persone sono penetrate nuovamente nelle parti più remote del cantiere, dove i mezzi erano stati concentrati e, non appena i Carabinieri si sono allontanati, hanno sabotato e danneggiato gravemente tutti i mezzi d’opera. Agsm Aim, che in questi anni non si è mai sottratta al confronto civile e costruttivo con le comunità locali, condanna fermamente quanto accaduto ed opererà con le autorità locali e nazionali – conclude la nota – per difendere prima di tutto l’incolumità delle persone che operano nel cantiere, quindi la realizzazione di una opera che è parte del piano nazionale energia e clima, dichiarata di pubblica utilità dalla Regione Toscana e dal Consiglio dei ministri».
Il progetto risale al 2019 e prevede di realizzare 7 pale eoliche alte un centinaio di metri e con pale di 60 metri di raggio. Per arrivare alla conclusione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) sono serviti tre anni di Conferenza dei servizi, approfondimenti e un’inchiesta pubblica; a valle di questo percorso, nel febbraio 2022 è arrivato il via libera della Regione. Nel settembre dello stesso anno è dovuto intervenire direttamente il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Mario Draghi, per dare il via libera al progetto.
Favorevoli al progetto i Comuni di Vicchio e Dicomano oltre che dei vertici regionali e nazionali di Legambiente. Contro il progetto si sono dichiarate associazioni come Italia nostra Firenze, Cai Firenze, Comitato per la tutela del crinale mugellano Crinali liberi, Tess (Transizione energetica senza speculazione).
In una nota diffusa in rete il “Comitato per la tutela del crinale mugellano Crinali liberi” scrive: “Amara realtà constatare che ci volevano degli “incappucciati”, come li hanno chiamati, perche’ tutti ne parlassero a Firenze del Monte Giogo di Villore, Appennino Mugellano:5 anni di iniziative del Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali Liberi, azioni, presidi, banchini, video, veglie, appelli, petizioni, da un anno Lettere aperte e documenti della Coalizione ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione senza mai una risposta, centinaia di assemblee pubbliche completamente censurate nei media di Firenze, provincia e Regione Toscana. Anche la Procura da due anni tace e anche da 4 mesi il Consiglio di Stato. Fatto sta che nessuno ne parlava, ora tutti ne parlano. Un’informazione unilaterale, tutta tesa a criminalizzare il dissenso, ancor prima che ci sia un accertamento della veridicità dei fatti, della loro verifica, che non da’ nessuna voce al dissenso quando e’ propositivo e costruttivo. Il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali Liberi, estraneo all’organizzazione Siamo Montagna, continuera’ ad impegnarsi come sempre con la massima energia per il Solstretto libero dalla devastazione ambientale, per il Monte Giogo di Villore Corella e per tutti i Crinali Liberi dell’Appennino contro la deforestazione, la cementificazione, la compromissione dei torrenti, dell’assetto idrogeologico, degli habitat di specie protette, contro il consumo di suolo. Le alternative ci sono e sono senza speculazione”.
Da parte sua il gruppo Siamo Montagna rilancia: “La lotta non si ferma. Al campeggio di lotta di Pian dei Laghi un gruppo di persone, amici e compagne è riuscito a bloccare il taglio del bosco, all’altezza della fonte del Solstretto. I lavori aumentano ad una velocità impressionante, ma con questo gesto abbiamo lanciato un segnale a chi distrugge i nostri monti e a chi invece vuole viverli: una resistenza alla devastazione delle montagne può esistere. Il Solstretto oggi esonda e ritorna al suo vecchio flusso. Dato che era intubato, con picconi e zappe abbiamo riportato l’acqua sopra la strada forestale con l’augurio che possa ancora nutrire la terra e le marronete di Villore. Vi invitiamo quindi a salire e sostenere il campeggio, per conoscerci e insieme costruire una comunità che sappia riscoprire la gioia di difendere insieme il crinale come ogni luogo”.
Ci spiega il progetto un attivista del Mugello contro il parco eolico industriale Ascolta o scarica
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