News – Radio Onda d`Urto

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  • STATI UNITI: “ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA”, UNIVERSITA’ ED EX DIPLOMATICI CONTRO LE POLITICHE DI TRUMP

    Oltre 200 ex funzionari della sicurezza nazionale e diplomatici chiedono di opporsi a quello che definiscono “l’attacco” alla democrazia da parte dell’amministrazione Trump. In una lettera aperta, i funzionari affermano che il “fondamento morale” della “leadership globale” è a rischio. Tra i firmatari figurano decine di ambasciatori in pensione, tra cui l’ex ambasciatrice ONU, Linda Thomas-Greenfield, e l’ex vicesegretario generale della Nato, Alexander Vershbow, oltre a diversi ex agenti di intelligence della Cia.

    Sempre contro Trump, l’American Association of University ha chiesto ad un giudice federale del Massachusetts di bloccare la revoca dei visti e la detenzione di studenti e studiosi non cittadini. La causa arriva dopo che oltre 1.000 studenti e accademici hanno visto i loro visti cancellati nelle ultime settimane, a volte per banali violazioni del codice della strada o senza alcuna causa evidente, secondo i documenti depositati in tribunale. Ciò ha prodotto decine di cause legali individuali con gli studenti che si affannano per mantenere il loro status legale, di fronte alla prospettiva di perdere una laurea; il tutto mentre il grosso delle principali università Usa si è già schierata, tra cause legali e appelli, contro i maxitagli imposti dal tycoon.

    Sono infatti oltre 150 gli atenei – tra cui Harvard, Princeton, Brown, Mit e Yale – hanno condannato “l’eccesso di potere” e l'”ingerenza politica” del governo negli affari accademici, in una lettera aperta diffusa subito dopo l’annuncio della causa al governo intentata da Harvard.

    Causa per i miliardi di fondi congelati in nome di una presunta campagna contro l’antisemitismo nei campus. Dietro le mosse del presidente, che ha minacciato Harvard di revocare lo status esentasse e di negare la possibilità di ammettere studenti stranieri, c’é il tentativo di portare sotto il controllo ideologico dell’amministrazione le facoltà accademiche.

    Intanto negli Usa il Ministero dell’Istruzione comincerà il mese prossimo a riscuotere prestiti studenteschi in default anche attraverso la trattenuta forzata dei salari. La misura annunciata da funzionari federali riguarda potenzialmente circa 5,3 milioni di ex studenti rimasti indietro con la restituzione dei debiti contratti con lo stato per poter frequentare l’università.

    Nicola Montagna, nostro collaboratore, dagli States, dove si trova per motivi di lavoro proprio in un ateneo, la CUNY di New York.Ascolta o scarica

    10 min
  • “SEMPRE DALLA PARTE DI CHI RESISTE!”: IL 25 APRILE A PORTA SAN PAOLO (ROMA)

    La Rete Roma Sud Antifa lancia per venerdì 25 aprile 2025 un’iniziativa in Porta San Paolo alle ore 8.00.

    L’obiettivo è evitare che, in occasione dell’80esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, uno dei simboli più importanti della Resistenza romana “venga abbandonato per evitare tensioni con alcune formazioni politiche e le polemiche che ne seguirebbero”.

    “Pensiamo che la memoria della Resistenza vada difesa nella sua complessità, senza semplificazioni né riletture funzionali a neutralizzarne il senso politico – scrive la stessa Rete nella lunga Lettera aperta allə antifascistə diramata sui social dopo la decisione dell’ANPI di rinviare al pomeriggio il passaggio a Porta San Paolo – Come si può decidere di lasciare Porta San Paolo, la mattina del 25 aprile, alle bandiere sioniste, con tutto ciò che oggi rappresentano? E l’antisemitismo non c’entra nulla. Siamo stanchə di doverlo ribadire, così come siamo stanchə dell’uso strumentale che si vuole fare della storia per giustificare le aberrazioni del presente”. Il riferimento è ai fatti dello scorso anno, quando il servizio d’ordine della Brigata Ebraica aveva cercato di aggredire il corteo antifascista e proPalestina proprio in Porta San Paolo.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Giulia di Acrobax, una delle realtà parte della Rete Ascolta o scarica

     

     

    Il comunicato di lancio dell’iniziativa

    𝟮𝟱 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟭𝟵𝟰𝟱 – 𝟮𝟱 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝘚𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘙𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦! 𝘛𝘶𝘵𝘵ə 𝘢 𝘗𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘚𝘢𝘯 𝘗𝘢𝘰𝘭𝘰!

    Più passano gli anni e più la memoria antifascista è sotto attacco. Per questo ci appare incomprensibile la scelta di lasciare che uno dei simboli più importanti della Resistenza venga abbandonato per evitare tensioni con alcune formazioni politiche e le polemiche che ne seguirebbero. Per questo il 25 aprile saremo alle 8 a Porta San Paolo e invitiamo tutte le antifasciste e gli antifascisti di Roma a stare lì con noi!

    Sono mesi che i fascio sionisti imperversano per la città con provocazioni e minacce continue, non dimentichiamo i fatti di Monteverde, i continui sfregi al murale di Shireen la giornalista uccisa a Gaza, la continua vandalizzazione di Handala a Garbatella, le svastiche fuori dalla ex Snia e le aggressioni a San Lorenzo e Torpignattara.

    Sono queste le pratiche di chi boicotta le mille forme di solidarietà al popolo palestinese che si esprimono nei nostri quartieri e di chi solo l’anno scorso si è presentato a Porta San Paolo in massa, con cori inneggianti allo sterminio, con insulti sessisti.
    È per questo che riteniamo irricevibile che tali soggetti possano appropriarsi del 25 aprile e dei valori che rappresenta.

    Riprendiamo dunque le parole della lettera aperta alla Roma antifascista per rilanciare l’appuntamento di Porta San Paolo.

    Nel pieno di un genocidio e di un attacco feroce e sistematico alla storia della resistenza al nazifascismo, nel Giorno della Liberazione non possiamo voltarci dall’altra parte. L’antisemitismo non c’entra nulla, siamo stanchə di doverlo ribadire, così come siamo stanchə dell’uso strumentale che si vuole fare della storia per giustificare le aberrazioni del presente.

    La memoria della Resistenza va difesa nella sua complessità, senza semplificazioni né riletture funzionali a neutralizzarne il senso politico.

    Il tentativo manipolatorio di trascinarci sul banco degli imputati contro il popolo ebraico non ci sposterà di un millimetro da dove decidiamo di stare quotidianamente: insieme a chi lotta per una società più giusta e libera dal fascismo. E, quindi, anche al fianco dellə moltissimə ebreə contro l’occupazione in Palestina.

    Per noi la Resistenza oggi non può che rappresentare il legame necessario tra chi resiste al genocidio in corso in Palestina, tra chi in tutto il mondo si oppone allo scenario di riarmo, e chi, durante la Seconda guerra mondiale, resistette in diverse forme alla guerra: opponendosi al fascismo e alla Shoah, alzando la testa nel ghetto di Varsavia.
    Da una parte ci sono i popoli, il loro diritto all’autodeterminazione politica e culturale e la loro libertà di esistere in terre di pace, senza sottostare ancora a dominazioni coloniali; dall’altra, la convinzione che il destino di milioni di persone possa essere stretto nel pugno di uomini che si arrogano il diritto di stabilire chi può sopravvivere e chi, invece, deve sparire.

    Non esiste alcuna memoria della Resistenza al fascismo senza memoria della Shoah, così come non esiste memoria della Shoah senza memoria della Resistenza al fascismo, senza cioè la capacità di riconoscerlo e la volontà di combatterlo.

    Per questo il 25 aprile saremo in tutte le piazze, a partire da quella di Porta San Paolo alle ore 8, per portare il nostro fiore alle partigiane e ai partigiani, in ricordo di chi ha lottato per liberarci dal nazifascismo, per attraversare i luoghi della memoria e difenderli da chi vuole umiliarli.

    Perché siamo sempre dalla parte di chi Resiste!

    Quest’anno il 25 aprile inizia dalla mattina presto! Invitiamo tutta la città a ritrovarsi a Porta San Paolo per rivendicare insieme la nostra memoria partigiana, per poi tornare nei nostri territori ad animare le iniziative di questa meravigliosa giornata di festa.

    Ieri Partigiane oggi Antifasciste

    25 aprile sempre

    9 min
  • “PER LIBERARSI DALLE GUERRE: RESISTENZA. DA OTTANT’ANNI IL NOSTRO MODELLO”: IL 25 APRILE 2025 AL QUARTICCIOLO (ROMA)

    “Per liberarsi dalle guerre: Resistenza. Da ottant’anni il nostro modello”: con queste parole d’ordine è stato lanciato il 25 aprile 2025 del quartiere Quarticciolo, a Roma, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

    La giornata prevede diversi appuntamenti. Il ritrovo è fissato per le 9.30 del mattino con l’omaggio ai partigiani e alle partigiane. Segue, con concentramento alle ore 10 in Piazza delle Camelie, lo storico corteo antifascista che attraversa i quartieri di Roma est (in particolare Centocelle e Quarticciolo). Nel pomeriggio, invece, l’appuntamento è con il grande concerto al parco Modesto Di Veglia al Quarticciolo. Sul palco sono previsti concerti e reading con, anche quest’anno, diversi nomi importanti del mondo dello spettacolo: da Gemitaiz a Margherita Vicario, da Michele Riondino a Valentina Lodovini e molti altri.

    Su Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa insieme a Michele, compagno di Quarticciolo ribelle. Ascolta o scarica.

    Di seguito il comunicato di lancio del 25 aprile 2025 al Quarticciolo, Roma:

    “E’ il più leggendario, il popolo ne racconta le gesta fremendo […] Per ben due mesi tedeschi e fascisti rinunciarono, addirittura, ad entrare nei quartieri Centocelle e Quarticciolo a causa delle fulminee azioni dei giovani resistenti della zona, guidati da Giuseppe Albano, detto il Gobbo […] Sicuramente fu la sua banda, la prima, a reagire alla rappresaglia delle Ardeatine”.

    Quarticciolo nasce durante la resistenza e con la resistenza. Un piccolo quartiere abitato da persone molto povere. Agli inizi degli anni ’40 le prime case vennero assegnate a famiglie numerose, vedove di guerra, mutilati, combattenti. Il resto degli appartamenti vennero occupati in seguito ai bombardamenti del ’43. Durante i mesi dell’occupazione tedesca, la borgata fu la zona operativa di alcune note bande partigiane, come quella capeggiata dal Gobbo.

    Un pezzo di storia della Resistenza romana scritto da persone comuni, lavoratori e banditi, studenti, contadini, persone coraggiose e indisciplinate. E’ impossibile farne una descrizione non contraddittoria.

    Rispetto alla narrazione ufficiale del partito comunista, fuori dal CLN, rimane una resistenza di confine: quella delle borgate, territori per decenni considerati né campagna né città ed esclusi dalle cartine di Roma.

    È qua che le illusioni della liberazione dai nazifascisti si infrangono nel perdurare di condizioni di vita durissime per i proletari, è qua che la fine della Resistenza viene vissuta come un tradimento.

    A 80 anni dal 25 aprile del 1945 al Quarticciolo, come nel resto delle borgate, quel bisogno di resistenza è ancora estremamente attuale, per non essere considerati abitanti di serie B, per veder riconosciuti i diritti più basilari.

    Un piccolo quartiere che ha dovuto lottare per tutto, che in questi mesi ha avuto il coraggio e la forza di mettersi di traverso a una decisione presa dal governo Meloni sulla propria pelle: il decreto Caivano bis.

    Quest’anno, il passaggio del corteo del 25 aprile attraverso le vie della borgata e la giornata di festa che vivremo insieme in un parco intitolato a un partigiano dell’VIII zona, Modesto di Veglia, ha un significato particolare.

    Traccia un filo rosso fra la Resistenza per le vie della borgata di allora e quella di oggi: da 80 anni il nostro unico modello.

    16 min
  • VERONA: CONTRO LE POLITICHE REPRESSIVE E DISCRIMATORIE DEL GOVERNO ORBÀN. PRESIDIO AL CONSOLATO GENERALE D’UNGHERIA

    Circolo Pink e Laboratorio Paratod@s annunciano un presidio di protesta che si terrà domani 24 aprile 2025 alle 11.00 di fronte al Consolato Generale Onorario dell’Ungheria a Verona, in Via Leoncino 30 . La mobilitazione è una risposta alle politiche repressive e discriminatorie del governo ungherese di Vikton Orbàn.

    La scintilla che ha portato all’organizzazione del presidio è stata l’approvazione da parte del Parlamento ungherese, il 18 marzo 2025, di una legge che proibisce l’organizzazione e lo svolgimento del Pride, la manifestazione per la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+.

    Più nello specifico il parlamento ungherese ha votato a larga maggioranza, 136 voti a favore e 27 contrari, un emendamento alla legge sul diritto di assemblea, vietando quelle che violano la legge sulla “protezione dei minori”, tra le quali hanno incluso le manifestazioni che “rappresentano o promuovono” l’omosessualità.

    “Per il governo di Orbàn organizzare iniziative per i diritti della comunità LGBTQIA+ significa promuovere l’omosessualità ai minori di 18 anni” scrivono in un comunicato le realtà organizzatrici “Ma il divieto al Pride è soltanto l’ultimo di una serie di provvedimenti che vanno in direzione dell’omofobia e della transfobia: diverse leggi precedenti, adottate nel 2020, avevano vietato alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini ed eliminato il riconoscimento legale delle persone transgender.”

    Ne parliamo ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Gianni Zardini del Circolo Pink di Verona. Ascolta o scarica

    8 min
  • “LA VOCE DEI BAMBINI DI GAZA”, MOSTRA DI DISEGNI DAL 25 APRILE A BRESCIA

    Si intitola “La voce dei bambini di Gaza” ed è la mostra di disegni che verrà inaugurata giovedì 24 aprile presso la Galleria la Stanza Delle Biciclette di Brescia (via delle Battaglie 16). Un’esposizione – promossa da Associazione di amicizia Italia Palestina e Fonti di Pace odv – a sostegno di un progetto per una scuola tenda per 40 bambini e bambine.

    Radio Onda d’Urto era presente alla conferenza stampa di presentazione, in cui  si sono susseguiti Alfredo Barcella dell’Associazione di amicizia Italia Palestina, Giuditta Brattini di Fonti di Pace odv, Mohammed El Katteeb, neuropsichiata infantile e Vincenzo Cottinelli della Galleria la Stanza Delle Biciclette di Brescia.

    Ve la proponiamo, con in coda una breve intervista a Giuditta Brattini Ascolta o scarica

    34 min
  • CORTEO 25 APRILE A MILANO: SPEZZONE PER LA TURCHIA CONTRO FASCISMO E REPRESSIONE

    Il prossimo 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, a Milano all’interno del corteo cittadino, ci sarà uno spezzone per denunciare la deriva autoritaria in corso in Turchia e per ribadire l’impegno delle comunità diasporiche nella difesa della democrazia, della libertà e dei diritti fondamentali.

    A promuovere e organizzare l’iniziativa sono le sezioni italiane del CHP (Partito Popolare Repubblicano), del TİP (Partito dei Lavoratori di Turchia), di SOL Parti (Partito della Sinistra), insieme alla Comunità LGBT+ Turca in Italia e ai Collettivi Studenteschi Turchi presenti sul territorio italiano.

    Appuntamento alle 14.00 in Porta Venezia.

    La presentazione con Hazal rappresentante in Italia del partito SOL della Turchia Ascolta o scarica

    Sentiamo anche Rafet rappresentante in Italia del partito CHP della Turchia Ascolta o scarica

    6 min
  • ONDA ANOMALA: PROCESSO SOLVAY, ANCHE IL COMUNE DI ALESSANDRIA ACCETTA IL RISARCIMENTO, SI INCRINA IL FRONTE DELLA PROTESTA

    “Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 , in replica il mercoledi alle 6.30.

    A Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, Solvay sta riuscendo nel tentativo di non arrivare al processo per disastro ambientale colposo, negoziando patteggiamenti che metteranno tutto a tacere. L’ultimo di questi è giunto proprio dal Comune di Alessandria, capoluogo di provincia, che ha accettato il risacrimento di 100 mila euro proposto dalla multinazionale . Una cifra meno che irrisoria, a fronte del danno comportato dall’azienda, che per anni ha contaminato le acque della zona con i PFAS, sostanze chimiche in grado di accumularsi nell’organismo umano senza degradarsi e associate tumori, disturbi ormonali e patologie cardiovascolari.

    Il rischio ora è che questo possa costituire un apripista per la Regione Piemonte e il ministero dell’Ambiente. La notizia del patteggiamento tra Solvay e Regione Piemonte potrebbe arrivare tra non molto e che la cifra dovrebbe aggirarsi sui 500.000 euro.

    Il potere che sta mettendo in campo la multinazionale rischia di rompere anche il fronte di protesta. Le associazioni Medicina Democratica, WWF e ProNatura non avrebbero infatti rifiutato pubblicamente il patteggiamento offerto da Solvay ai comitati e alle associazioni ambientaliste che nel procedimento giudiziario si sono dichiarate parte civile, come invece fatto da Movimento di lotta per la salute Maccacaro, Greenpeace, Legambiente, ComitatoStopSolvay, Anemos, e Vivere in Fraschetta. Il tutto mentre l’ambiente viene devastato e le persone si ammalano e muoiono. E tutto continua come se niente fosse.

    Ne parliamo con Eugenio del Comitato Stop Solvay e Lino del Movimento di lotta per la salute Maccacaro Ascolta o scarica

    23 min
  • BRESCIA: “STOP ALLO (S)BANDO” PRESIDIO DELLE LAVORATRICI DEI SERVIZI AUSILIARI SCOLASTICI CONTRO IL NUOVO BANDO DI APPALTO

    Si è svolto martedì 22 aprile in Piazza Repubblica a Brescia un presidio organizzato da Filcams CGIL e Fisascat CISL Brescia contro il nuovo bando per l’appalto dei servizi ausiliari nelle scuole comunali. Meno soldi e meno tutele in un lavoro esternalizzato all’interno degli asili nido e delle materne pubbliche, con contratti appaltati dal Comune a cooperative esterne.

    “Questo nuovo cambio d’appalto si profila nuovamente come un rischio di perdita di diritti, ma soprattutto di salario. È arrivato il momento di dire basta” ha dichiarato Luca Di Natale, segretario generale Filcams CGIL, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “In realtà gli appalti nel nostro mondo e nella nostra nazione, nascondono povertà, nascondono precarietà, nascondono persone fragili, a volte schiavi di retribuzioni veramente basse. È ora che si portino alla luce tutte queste situazioni ed è quello che stiamo cercando di fare con la Filcams in questi giorni, tant’è che abbiamo richiesto nella stessa sede al Comune di Brescia di avviare un percorso per arrivare a un protocollo e per definire delle condizioni sotto cui Qui nessuno può andare negli appalti”.

    Quest’ultima mobilitazione si inserisce all’interno di una vertenza di lunga data, iniziata nel 2009 con l’esternalizzazione dei servizi, durante la quale le lavoratrici hanno subito ripetute perdite di diritti e soprattutto di salario ad ogni cambio d’appalto.

    Il presidio ha visto la partecipazione di quasi tutte le ausiliarie delle scuole comunali, come racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Luca di Natale, segretario generale Filcams CGIL Brescia. Ascolta o scarica.

    6 min
  • MEDIO ORIENTE: ISRAELE BOMBARDA ANCORA GAZA, 26 VITTIME SOLO QUESTA MATTINA. ATTACCHI ANCHE IN LIBANO

    Sono almeno 26 i morti questa mattinata a Gaza, con i raid di Tel Aviv che hanno colpito la parte occidentale di Gaza City, l’area meridionale di Khan Younis e quella settentrionale di Jabalia: tra le vittime 2 bambini. Dal 18 marzo, data della ripresa in grande stile del genocidio, sfiorano quota 1900 le vittime, mezzo milione le persone costrette a scappare, alla ricerca di un posto senza bombe sulla testa, che tuttavia, a Gaza, non esiste.

    Dalla Striscia Sami Abuomar, nostro collaboratore e operatore di diverse realtà solidali italiane Ascolta o scarica

    L’aggressione israeliana continua anche nella Cisgiordania Occupata. I coloni israeliani hanno assalito un uomo palestinese mentre guidava vicino all’area di al-Auja Spring a nord della città di Gerico, nella Cisgiordania occupata. Fonti locali hanno riferito che l’assalto è avvenuto sotto la protezione dei soldati israeliani, che non sono intervenuti.

    Gli aggiornamneti dalla West Bank con Norberto, attivista di West Climbing Bank. Ascolta o scarica.

    C’è poi il lato delle trattative, sempre più flebili; come ricordato dal ministro israeliano delle finanze, il colono fascista Smotrich, “la nostra priorità non sono gli ostaggi, ma distruggere Hamas”. Sempre Smotrich, assieme all’altro estremista di destra Ben Gvir, annuncia una proposta di legge alla Knesset per potere ri-arrestare i prigionieri politici liberati a inizio anno, durante la tregua.

    Una mossa che sarebbe la pietra tombale su ogni possibile ulteriore intesa, in merito alla quale va segnalato il viaggio di una delegazione israeliana di alto livello al Cairo, per incontrare Qatar ed Egitto, che hanno proposto una bozza di cessate il fuoco della durata compresa tra 5 e 7 anni, la fine formale della guerra, il ritiro completo dell’esercito israeliano da Gaza e il rilascio degli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi. In cambio Hamas si sarebbe dichiarata pronta a cedere il governo di Gaza a qualsiasi entità palestinese concordata “a livello nazionale e regionale”. Al riguardo, tra due giorni si terrà un nuovo round di negoziati al Cairo e a Doha, con una delegazione di Hamas al Cairo, dopo la risposta di Tel Aviv.

    Samir Al Qayrouti, giornalista palestinese, da anni in Italia  Ascolta o scarica

    Ancora Medio Oriente. Un attacco aereo israeliano ha ucciso a Tiro, nel sud del Libano, un presunto funzionario di Hezbollah, mentre a sud di Beirut ucciso un comandante militare di al-Jamaa al-Islamiyya, affiliata alla Fratellanza musulmana in Libano, collegata alla Jihad islamica palestinese. La pressione contro le fazioni palestinesi riguarda anche la Siria, parzialmente occupata dagli israeliani dopo la caduta di Assad. Nelle scorse ore a Damasco le forze di sicurezza del regime jihadista di Al Jolani hanno arrestato due alti esponenti proprio della Jihad islamica palestinese. È la prima volta che un alto leader palestinese viene arrestato in Siria, dopo il cambio di regime, la fuga di Assad e l’arrivo degli jihadisti.

    3 min
  • CARCERI: DETENUTO SI SUICIDA A REBIBBIA. E’ IL VENTINOVESIMO IN ITALIA DEL 2025. SCATTA LA PROTESTA NEL CARCERE ROMANO

    Ennesimo suicidio nelle sovraffollate e invivibili carceri italiane: un detenuto italiano, di circa 40 anni, si è suicidato nel carcere di Rebibbia a Roma, impiccandosi alla porta aperta della cella.

    L’episodio è avvenuto nella serata di ieri, venerdì 18 aprile e da quanto si apprende si tratterebbe di una persona con problemi psichici. A seguito della sua morte, i detenuti hanno dato il via ad una protesta, danneggiando l’infermeria.

    Si tratta del ventinovesimo suicidio dall’inizio dell’anno, nel 2024 ne erano stati contati almeno novanta.

    Un commento ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Luisa Ravagnani, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia. Ascolta o scarica

    9 min

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