News – Radio Onda d`Urto

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News – Radio Onda d`Urto episodes

  • MESOPOTAMIA: L’IRAN TRA CRISI INTERNA, NEGOZIATI CON GLI USA E SITUAZIONE REGIONALE. INTERVISTA A RAFAT AHMAD E FARIAN SABAHI

    Nella puntata di Mesopotamia – notizie dal vicino oriente di venerdì 18 aprile 2025 analizziamo la situazione attuale dell’Iran. In particolare, ci concentriamo sul “programma nucleare” e sui negoziati in corso con gli Stati Uniti, con un secondo round previsto per sabato 19 aprile a Roma.

    Grazie ai contributi del giornalista Ahmad Rafat e di Farian Sabahi, ricercatrice senior in Storia contemporanea all’Università dell’Insubria, offriamo uno sguardo sul contesto interno iraniano, segnato da crisi economica e politica, e sulle dinamiche regionali, inclusi i rapporti con paesi come Israele e Turchia.

    La puntata di venerdì 18 aprile 2025 di Mesopotamia, nella Cassetta degli attrezzi di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.

    27 min
  • LAVORATORE INVESTITO A BUCCINASCO (MI) DURANTE LO SCIOPERO AMAZON. FILT CGIL: “TENSIONE ALIMENTATA DALL’AZIENDA”

    Lavoratore in sciopero investito durante il presidio davanti al centro di distrubuzine Amazon di Buccinasco, Milano.

    A incrociare le braccia in tutta Italia i corrieri Amazon in occasione dello sciopero nazionale indetto a seguito dell’interruzione delle trattative con le parti padronali.

    Il lavoratore sarebbe stato investito da un corriere in uscita con il furgone dal magazzino di Buccinasco. Si trova ora in ospedale per accertamenti, fortunatamente senza aver riportato ferite gravi.

    Il racconto di quanto accaduto ai microfoni di Radio Onda d’Urto da Ignazio Oliva, coordinatore della filiera Amazon della Filt Cgil Lombardia. Ascolta o scarica.

    Di seguito il comunicato della Filt Cgil Milano e Lombardia:

    Inaccettabile l’atto intimidatorio e violento avvenuto durante lo sciopero davanti ai cancelli della sede Amazon di Buccinasco a Milano, dove un lavoratore in sciopero è stato investito da un furgone. Questo episodio è il tragico risultato di un clima di tensione alimentato dall’azienda e dalla stessa Amazon, che spingono le persone a comportamenti estremi.

    Denunciamo pubblicamente queste pratiche di pressione e intimidazione e chiediamo un intervento immediato per garantire la sicurezza e la dignità di chi lavora. Invitiamo l’opinione pubblica a unirsi alla nostra condanna e a sostenere la lotta per i diritti sul lavoro.

    4 min
  • MONZA: MERCOLEDI 23 APRILE INCONTRO INTERNAZIONALE ANTIFASCISTA

    Mercoledì 23 Aprile 2025, ore 20.30 presso il Centro civico di San Rocco (Via Gabriele D’Annunzio 35, Monza) si svolgera’ l’incontro internazionale antifascista con compagn3 di AFA Paris Banlieue e del Barrio obrero di Vallekas (Madrid). Incontro promosso dalla Rete Lotte Sociali Monza Brianza

    Rete Lotte Sociali Monza e Brianza è un percorso politico autorganizzato nato nel giugno 2024, formato da organizzazioni sociali e del sindacalismo di base a partire dal comune obiettivo di contrastare le politiche repressive del Governo Meloni.

    La presentazione con Stefano della Rete Lotte Sociali Monza e Brianza Ascolta o scarica

    4 min
  • MILANO: COMPAGNO DEL LAMBRETTA FERMATO E PORTATO IN QUESTURA. DOPO ORE DI FERMO E PRESIDIO SOLIDALE, AYOUB E’ LIBERO!

     

    E’ ora libero il compagno del Csa Lambretta, centro sociale di Milano, fermato e portato in Questura a Milano.

    Presidio no stop da giovedì sera sotto la Questura di Milano, fuori dall’ufficio immigrazione in via Montebello, dove è stato portato Ayoub, 20enne compagno del Lambretta di nazionalità tunisina, a seguito di un fermo. “

    Giovedì pomeriggio, in un controllo di Polizia random, è stato fermato sotto casa sua e portato in Questura.

    “Nonostante non sia stato colto in flagranza di nessun reato è stato fermato…in attesa di un processo che dovrebbe decretare la sua espulsione dal territorio italiano..non è accettabile che la repressione securitaria e razzista continui indisturbata..non è accettabile tenere in stato di fermo e minacciare di espellere una persona che ha l’unica “colpa” di non essere nata con una cittadinanza italiana in questo Paese. Non lasciamo indietro nessun*!”, scrivevano giovedì notte attivisti-e milanesi, tornati venerdì mattina davanti alla Questura per chiedere la liberazione di Ayoub; cosa poi avvenuta in tarda mattinata.

    Ore 11: il compagno è stato liberato e ha raggiunto il presidio solidale che lo stava attendendo all’esterno. Ancora Nassi, compagna del csa Lambretta. Ancora Nassi, del csa Lambretta di Milano. Ascolta o scarica

    Ore 10.30: l’aggiornamento sempre con Nassi, del csa Lambretta di Milano. Ascolta o scarica

    Ore 9: Il collegamento dal presidio solidale con Nassi, del csa Lambretta di Milano. Ascolta o scarica.

    7 min
  • LOTTE OPERAIE: SCIOPERO IN AMAZON E BLOCCHI DELLE CONSEGNE PASQUALI. I CORRIERI CHIEDONO TUTELE CON LE ALLERTE METEO E IL RINNOVO DEL CONTRATTO

    E’ sciopero nazionale oggi, venerdì 18 aprile, con presidi in tutta Italia davanti ai magazzini Amazon.

    A proclamarlo le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti per l’intera giornata, dopo che il 16 aprile si è interrotta bruscamente la trattativa con le sigle padronali, Assoespressi (Associazione nazionale corrieri espressi) in primis, per il rinnovo del contratto di secondo livello nazionale per lavoratori e lavoratrici delle consegne “ultimo miglio” Amazon (passaggio finale nel tragitto dell’ordine verso il cliente), i cosidetti “corrieri”.

    “Chiediamo un rinnovo del contratto dignitoso che tenga conto dei salari al palo e delle questioni in materia di sicurezza“. Le sigle sindacali e corrieri chiedono infatti modifiche per quanto riguarda la tutela di lavoratori e lavoratrici in caso di allerta meteo rossa con l’interruzione del servizio, cosa che ad oggi non accade quando si verificano disastri naturali come i nubifragi di ieri.

    La trattativa si è interrotta perchè i vertici padronali si sono rifiutati di confrontarsi e aprile un dialogo in materia di flessibilità, sicurezza, stabilizzazioni e aumenti.

    Presidio anche a Brescia da questo venerdì mattina davanti alla sede Amazon di Castegnato, dove sono coinvolti dallo sciopero 6-700 corrieri. Blocchi dei mezzi in entrata e uscita (in foto).

    Radio Onda d’Urto si è collegata con il presidio davanti al magazzino Amazon di Castegnato insieme a Giovanni de Lucia, funzionario della Filt Cgil. Ascolta o scarica.

    5 min
  • SABATO 19 APRILE A ROMA INCONTRO TRA STATI UNITI E IRAN SUL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO. PREVISTA MANIFESTAZIONE DEI GIOVANI IRANIANI CONTRO IL REGIME

    Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, è arrivato a Teheran questa mattina. Si tratta della visita di più alto livello di un funzionario saudita in Iran dalla ripresa delle relazioni diplomatiche. Il principe Khalid terrà una serie di importanti incontri con alti funzionari militari e politici iraniani. Sono sul tavolo questioni regionali che riguardano la sicurezza e la stabilità di Gaza, della Siria, del Libano, dello Yemen, dell’Iraq e del Golfo Persico.

    Nello stesso momento il ministro degli Esteri Araqchi ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin per consegnare un messaggio dal leader iraniano Ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Araqchi è arrivato a Mosca su invito del suo omologo russo, Sergey Lavrov, per una visita di due giorni. All’incontro hanno partecipato anche Yuri Ushakov, assistente del presidente russo, e Kazem Jalali, ambasciatore iraniano in Russia. Al suo arrivo a Mosca all’inizio della giornata, Araqchi ha detto che era lì per consegnare un messaggio dal leader iraniano Ayatollah Seyyed Ali Khamenei al presidente Putin. Spiega che il messaggio riguarda gli sviluppi internazionali e regionali, nonché le questioni bilaterali. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha scritto sulla sua pagina X che Araqchi “visita la Federazione Russa, il nostro vicino e partner strategico, per consultarsi su questioni di interesse e preoccupazione comune”. Ha aggiunto che le “eccellenti relazioni” tra Teheran e Mosca “si basano su solidi motivi di “comprensione reciproca” e “rispetto” e ‘interessi condivisi’ delle due nazioni”.

    Secondo il New York Times il tutto avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Trump ha temporaneamente sospeso l’attacco ai siti iraniani nucleari programmati da Israele per il prossimo mese a causa di dibattiti interni alla sua amministrazione. Sabato prossimo a Roma (19 aprile) ci sara’ un incontro tra delegazioni di Iran e Stati Uniti  per discutere del programma nucleare iraniano. Si tratta del secondo round del negoziato dopo quello che si è tenuto in Oman. E’ stato confermato il paese del Golfo come mediatore nei colloqui. I delegati dell’Oman saranno presenti infatti a Roma per facilitare il dialogo tra le parti, come annunciato dalla TV di Stato iraniana. Il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad bin Hamood Al Busaidi, aveva già fatto da interlocutore tra le due parti nei colloqui dello scorso fine settimana nella capitale Muscat.

    I colloqui sono in una fase molto cruciale ha detto Mariano Grossi da Teheran direttore dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica secondo il quale i margini per un accordo ci sono.

    Sentiamo su questo Mario Di Vito giornalista del Manifesto Ascolta o scarica

    Sul fronte interno il regime iraniano, in queste ultime ore, ha trasferito 5 prigionieri politici, sostenitori del PMOI, al carcere di Ghezel Hesar per l’imminente esecuzione.“Chiediamo all’UNHCR e a tutti gli organismi internazionali di agire immediatamente per la loro liberazione” sostengono i giovani iraniani che sabato manifesteranno a Roma.

    Sentiamo Samira Associazione Giovani Iraniani Residenti in Italia  Ascolta o scarica

    10 min
  • CRISI CLIMATICA: ANCORA MORTI TRA PIEMONTE E CAMPANIA. CRITICITÀ NEL RESTO D’ITALIA

    L’attesa ondata di maltempo è infine arrivata e nella giornata di oggi, giovedì 17 aprile, ha colpito pressoché tutta Italia.

    Il Piemonte e il Nord Ovest sono al centro di nubifragi, esondazioni, vento forte e frane che, nelle ultime ore, hanno causato disagi e numerosi sfollati. A Torino chiusi i Murazzi del Po, a Biella stop ai treni, a Ivrea ferma la A5. In Valle d’Aosta, mezza Regione senza elettricità e aperture a singhiozzo, causa neve, tra Gran San Bernardo, Frejus e Monte Bianco. Sempre a Torino, oggi prima vittima del maltempo: un 92enne a Monteu da Po, nel Chivassese: è rimasto intrappolato in casa dall’acqua, è morto annegato.

    Oltre il Piemonte, 100 interventi a Roma per alberi pericolanti; allagamenti a Piacenza e Parma, dove domani sarà allerta rossa per la piena del Po. In Lombardia è esondato il fiume Sesia nel Pavese, mentre non è ancora chiaro se sia legato al maltempo o a un malfunzionamento quanto accaduto sulla funivia del Monte Faito, nel napoletano; una cabina si è staccata per la rottura di un cavo. Per ora ci sono 4 vittime e un ferito grave, il macchinista. I soccorritori procedono lentamente per la pioggia battente, la nebbia in quota e la zona molto scoscesa.

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto della situazione con Luciano Masciocco, già docente di Geologia ambientale presso l’Università di Torino e geologo parte del Consiglio direttivo della Società Italiana di Geologia Ambientale Ascolta o scarica

    11 min
  • SULMONA: ATTIVISTI NO SNAM MANIFESTANO INFRANGENDO IL DIVIETO DEL QUESTORE. MISURE RESTRITTIVE PER UN ATTIVISTA DI TERAMO

    Il Questore dell’Aquila aveva emanato un decreto con cui vietava l’azione di disobbedienza civile nonviolenta annunciata dal coordinamento Per il clima Fuori dal fossile di Sulmona. Ma gli attivisti, che da oltre 17 anni portano avanti la lotta contro l’inutile e dannosa centrale di compressione della Snam, hanno deciso di infrangere il divieto e di attuare ugualmente il presidio pacifico davanti all’ingresso del cantiere Snam. Per questo la Polizia, presente in forze sul luogo, ha preso le generalità dei manifestanti che saranno tutti denunciati.

    Il Questore aveva imposto che l’iniziativa si sarebbe dovuta svolgere lontano dall’entrata del cantiere al fine di “non intralciare il traffico dei mezzi di cantiere” e “non arrecare disturbo ai lavoratori”. Nel decreto si specificava che, qualora il divieto non fosse stato rispettato, i trasgressori sarebbero incorsi in responsabilità penali in base all’art. I8 delle Leggi di Polizia del 1931 che, nel caso specifico prevedono l’arresto fino ad un anno.

    “Siamo pienamente consapevoli della responsabilità che ci assumiamo – hanno dichiarato gli attivisti No Snam – e siamo pronti a risponderne di fronte alla legge, una legge che peraltro risale al ventennio fascista e che la Repubblica democratica nata dalla Resistenza in 80 anni non è stata ancora capace di abolire. Ma proprio perché crediamo nello Stato di diritto riteniamo che nessuno può considerarsi al di sopra della legge. Neppure la Snam”. Gli attivisti hanno sottolineato che la protesta nonviolenta attuata oggi davanti all’ingresso del cantiere della centrale ha lo scopo di mettere in evidenza le illegalità compiute dalla multinazionale del gas: “La Snam ha aperto il cantiere senza effettuare le prescrizioni ante operamstabilite dal decreto di Valutazione di Impatto Ambientale; inoltre, i lavori sono continuati nonostante che l’autorizzazione a costruire sia scaduta. La Snam ha distrutto con le sue ruspe un bene storico e culturale di eccezionale valore, ovvero le tracce di un villaggio di 40 capanne risalenti all’età del bronzo, 4200 annifa. La Snam ha abbattuto illegalmente 317 alberi di ulivo che, invece, dovevano essere espiantati e ricollocati altrove”. “Non si può accettare – hanno aggiunto – che la Snam possa continuare ad agire in manera illegale, senza che nessuna autorità intervenga per far rispettare le norme vigenti in materia di appalti, di tutela dell’ambiente e di protezione delle emergenze archeologiche”.

    “Dal momento che ogni nostro esposto alla Magistratura o segnalazione agli Enti preposti non ha finora sortito effetti – ha dichiarato Mario Pizzola, rappresentante del comitato ambientalista – non abbiamo altra strada che quella della disobbedienza civile nonviolenta che, in realtà, dovrebbe essere qualificata come obbedienza civile perché finalizzata al rispetto della legalità”. “La nostra iniziativa di oggi – ha proseguito Pizzola – alla quale seguiranno forme di lotta ancora più decise ma sempre rigorosamente nonviolente, ha voluto anche mettere in risalto il carattere liberticida delle norme contenute del cosiddetto “decreto Sicurezza” varato recentemente dal governo Meloni. Tali norme, introducendo nuovi reati e aumentando le pene per reati già previsti dal Codice Penale, peggiorano perfino le Leggi di Polizia ereditate dal regime fascista. E’ evidente che il loro scopo è quello di ridurre le cittadine e i cittadini in uno stato di sudditanza e di silenzio rispetto al potere costituito. Ma la criminalizzazione del dissenso non potrà mai sopprimere le idee, e le idee alla fine prevarranno”.

    Intanto nei confronti di un attivista di Teramo attivo nei comitati No Snam un giudice non ha accettato l’affidamento al lavoro per una condanna diventata definitiva che dovra’ scontare arrivata per il corteo No Snam che si era tenuto a Sulmona qualche anno fa. Il giudice ha motivato le restrizioni per le “frequentazioni” e “l’attivita’ politica e sociale”  dell’attivista.

    Lo abbiamo raggiunto ai nostri microfoni. Sentiamo Gigi del Campetto Occupato di Teramo Ascolta o scarica

     

    7 min
  • MIGRANTI: L’UE STILA LA LISTA DEI PAESI “SICURI”, DEPORTAZIONI E RESPINGIMENTI SEMPRE PIÙ LEGALI

    La Commissione ha proposto la prima lista dell’UE dei paesi di origine considerati sicuri. Si tratta di Bangladesh, India, Egitto, Tunisia, Marocco, Colombia e Kosovo. La lista è stata redatta nel quadro di un emendamento al regolamento sulla procedura di asilo previsto dal Patto sulla migrazione, che dovrebbe entrare in vigore nel 2026.

    La decisione avviene in un periodo nel quale, in termini assoluti, gli arrivi verso l’Unione sono diminuiti: lo ha comunicato l’agenzia europea Frontex, facendo riferimento ai dati del 2024. Sono però aumentati i morti in viaggio e i prigionieri nei campi ai confini europei, in primis quelli libici.

    “La bandiera dell’Unione sventola a destra” titola questa mattina l’editoriale di Andrea Fabozzi sul quotidiano Il Manifesto. Talmente a destra che si rischia la cancellazione di fatto dei diritti costituzionali, della convenzione di Ginevra sui rifugiati e la carta dei diritti fondamentali dell’Unione.

    Inoltre in seguito alla telefonata di martedì 15 aprile tra Ursula Von Der Leyen e Giorgia Meloni, servito un assist da parte della Commissione Europea sul progetto italiano dei CPR in Albania. Ora la Commissione chiede di anticipare l’applicazione delle nuove norme di procedura accelerata sulla richiesta di asilo, aprendo di fatto alla possibilità di deportare all’estero le persone che richiedono protezione.

    Intanto nel CPR italiano su suolo albanese di Gjadër, ci sono state le prime proteste: in particolare sono stati danneggiati i vetri del lager di Stato da parte dei 40 migranti raccattati da diversi CPR italiani e deportati, senza alcun preavviso, in Albania.

    Il commento di Ibrahima Lo, attivista di Mediterranea Saving Humans e autore dei libri autobiografici “La mia voce. Dalle rive dell’Africa alle strade d’Europa” e “Pane e acqua. Dal Senegal all’Italia passando per la Libia”. Ascolta o scarica

    10 min
  • “I POPOLI SOSTENGONO LA CAUSA PALESTINESE. POTENTI E GOVERNI LE VOLTANO LE SPALLE”. CORRISPONDENZA DALLA CISGIORDANIA OCCUPATA

    Il ministro israeliano della Difesa Katz ha dichiarato oggi, mercoledì 16 aprile 2025, che “Israele non ha alcuna intenzione di permettere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza”. Il blocco totale degli aiuti da parte delle autorità israeliane dura da un mese e mezzo, mentre si avvicina il primo mese da quando, il 18 marzo scorso, è ripreso il genocidio su larga scala con la rottura unilaterale della tregua da parte di Tel Aviv. Solo oggi i raid israeliani sulla Striscia hanno ucciso più di trenta palestinesi e ne hanno feriti un centinaio da sud, tra Rafah e Khan Younis, fino a nord, attorno a Beit Lahia, dove oggi ci sono state oggi nuove proteste contro il genocidio, l’occupazione e anche contro Hamas. Da parte sua, il movimento islamico palestinese oggi ha fatto sapere di aver perso i contatti con il gruppo a guardia del soldato israelo-Usa Edan Alexander dopo che l’Idf ha lanciato un “bombardamento diretto” sull’area in cui il prigioniero è detenuto. Tra le vittime di oggi la reporter Fatima Hassouneh, ammazzata nella sua abitazione a Gaza city insieme a 10 membri della famiglia.

    Le violenze sono quotidiane anche nella Cisgiordania occupata. Oggi ci sono state due vittime a sud di Jenin, un 19enne e un 23enne, durante le proteste contro l’abbattimento di diverse abitazioni. I video girati dai residenti mostrano le ruspe e i soldati israeliani mutilare i corpi dei due giovani uccisi. Un centinaio i palestinesi uccisi dalle truppe di occupazione – insieme ai coloni – in West Bank dall’inizio del 2025. 40mila persone risultano invece sfollate, in particolare tra Jenin, Tulkarem e Nur Shams, mentre raid e violenze di esercito e coloni si susseguono in tutta la Cisgiordania.

    Radio Onda d’Urto si è collegata, per la seconda volta, con attiviste e attivisti italiani della campagna West Climbing Bank che si trovano in Cisgiordania. Oggi, si sono spostati nell’area urbana di Betlemme, tra i campi profughi di Dheisheh e Aida:

    “Rispetto a due anni fa, le colonie nell’area urbana di Betlemme si sono espanse in maniera inquietante e spaventosa“, commenta Norberto di West Climbing Bank nella corrispondenza realizzata al termine della giornata. “Un villaggio palestinese vicino a dove ci troviamo era conosciuto per la purezza delle sue acque – racconta Norberto – ma da quando è stata costruita una colonia illegale a pochi chilometri non dispone più di acqua. Ora dipende dalle forniture dello stato israeliano o dalle cisterne sui tetti delle case”.

    “I palestinesi con cui abbiamo avuto modo di parlare – prosegue Norberto nel racconto – sono convinti della loro resistenza, ma allo stesso tempo sono consapevoli di essere abbandonati a loro stessi da parte dei potenti e dei governi del mondo”.

    “Le persone ci raccontano però di una grande solidarietà internazionale e di delegazioni che giungono da tutto il mondo. A quanto pare, quindi, i popoli sostengono la causa palestinese mentre chi detiene il potere abbandona i palestinesi a loro stessi“, conclude Norberto nella sua seconda corrispondenza ai nostri microfoni dalla Cisgiordania occupata.

    La corrispondenza dalla Cisgiordania occupata di Norberto, attivista di West Climbing Bank, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.

    [Foto: West Climbing Bank]

    9 min

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