News – Radio Onda d`Urto

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  • BRESCIA: LUNEDÌ 28 APRILE PRESIDIO PER RICORDARE MIRKO “SICK” SERPELLONI E TUTTE LE VITTIME SUL LAVORO

    I familiari e gli amici di Mirko “Sick” Serpelloni lanciano un presidio per ricordare Mirko e chi, come lui, ha perso la vita sul posto di lavoro.

    L’iniziativa, che si svolgerà lunedì 28 aprile, dalle 18,00 alle 20,00, in piazza Paolo VI a Brescia, è stata chiamata volutamente in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

    Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne musicista e illustratore bresciano, morì nel 2023 a seguito di una caduta da 6 metri causata dal crollo di un lucernario all’interno della Errepi Interni di Manerbio. Il processo contro il proprietario dello stabile è iniziato il 28 marzo 2025.

    “Morire di lavoro in Italia, nel 2025, non è normale, non è giusto ed è evitabile – si legge sulla chiamata al presidio – La nostra presenza in piazza dà una voce a Mirko e a tutte le persone che non ne hanno più una. Familiari e amici non smetteranno mai di chiedere rispetto della vita sul luogo di lavoro. Mirko e le altre vittime non saranno mai dimenticate, la loro morte non sarà mai accettata e protesteremo fino a quando le cose non cambieranno.”

    Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Maruska, madre di Mirko Ascolta o scarica

    9 min
  • CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “ARTICOLO 32, UN DIRITTO DIMEZZATO”

    CURAMI – Prima di tutto la salute è la trasmissione in onda il sabato mattina, dalle ore 12.00 alle 12.30, con Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia e Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledi alle ore 12.30.

    Il tema della puntata di sabato 26 aprile è l’articolo 32 della Costituzione, un “diritto dimezzato”, come definito nel libro di Ivan Cavicchi, intitolato “Articolo 32, un diritto dimezzato”. Conducono la trasmissione Donatella Albini e Antonino Cimino. In collegamento telefonico Ivan Cavicchi. Ascolta o scarica


    14 min
  • COMUNICATO DELLA RETE “BERGAMO PER LA PALESTINA” SUI FATTI DEL 25 APRILE 2025 A BERGAMO

    Comunicato Rete Bergamo per la Palestina sui fatti del 25 Aprile 2025:

    “La giornata di oggi dimostra quanto sia necessario riaffermare con forza il significato profondo del 25 aprile. Oggi a Bergamo abbiamo subito sulla nostra pelle i risultati di questo nuovo decreto sicurezza. Come Rete Bergamo per la Palestina, avevamo organizzato una contestazione pacifica e legittima nei confronti dell’associazione Italia-Israele, la cui presenza riteniamo in contrasto con i valori dell’antifascismo. Durante questo momento di dissenso, i carabinieri hanno effettuato una prima carica con lo scopo di spezzare il corteo, scaraventando a terra un compagno,  ammanettandolo e portandolo via.

    Abbiamo seguito il compagno per accertarci delle sue condizioni ma, appena è stato fatto salire sulla volante che lo avrebbe condotto in questura, la polizia ha effettuato una seconda carica, ancora più violenta, contro le persone presenti. Abbiamo quindi deciso di tornare in corteo affinché tutti potessero venire a conoscenza di quanto successo. Mentre ci stavamo avvicinando pacificamente al palco un cordone della celere, con un’ennesima carica, divide in due il corteo. Non ci siamo però fermati, la contestazione è proseguita per diverso tempo e con essa anche le cariche e le manganellate che hanno lasciato feriti numerosi compagni e compagne.

    La piazza, colpita dalla violenza utilizzata è insorta, le transenne sono saltate e ci siamo ripresi la piazza obbligando la celere a retrocedere. Quella piazza oggi non rappresentava una commemorazione, ma un’eredità viva e attuale: quella della Resistenza partigiana, che ha lottato contro il nazifascismo per un mondo libero dall’oppressione, dallo sfruttamento e dalla guerra. Una resistenza che vive ancora oggi in chi, nonostante il nuovo decreto sicurezza ed il continuo aumento della repressione, manifesta opponendosi al genocidio di un popolo, al riarmo europeo e a leggi che tentano di mettere a tacere ogni dissenso.

    Dopo che ci siamo ripresi la piazza siamo partiti con un nuovo corteo per raggiungere la questura dove – dopo quasi tre ore dal fermo – il compagno arrestato è stato finalmente rilasciato.

    La piazza di oggi ha dimostrato diverse cose: la politica repressiva delle forze dell’ordine che, noncuranti dei presenti, hanno sfogato la propria violenza colpendo, schiacciando e buttando a terra anziani, bambini e giovanissimi, terrorizzati da cariche improvvise e sproporzionate. Il silenzio complice di tante organizzazioni politiche e sociali presenti, che hanno assistito inermi ai pestaggi, voltandosi dall’altra parte.

    Ma soprattutto il pieno supporto di tanti singoli cittadini e cittadine che hanno dimostrato solidarietà e che si sono uniti a noi nella protesta contribuendo alla ripresa della piazza ed alla liberazione del compagno. Quanto avvenuto oggi è il frutto diretto del nuovo Decreto Sicurezza: meno libertà, più manganelli. Le prove di questa nuova metodologia si è avuta il 12 aprile a Milano, dove la polizia ha voluto spezzare il corteo nazionale che ha visto la partecipazione di 50.000 persone scese in piazza per la Palestina. Ma non saranno né le manganellate né le denunce a fermarci perché continueremo a lottare per la libertà, la giustizia e la solidarietà tra i popoli.

    Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre resistenza”.

    Sui fatti di Bergamo Radio Onda d’Urto ha sentito Elisa della Rete Bergamo per la Palestina  BergamoAscolta o scarica

    3 min
  • ROMA: “DISARMARE LA TERRA” DAL COLOSSEO. AZIONE DI EXTINCTION REBELLION

    Durante il funerale di Bergoglio, alcune persone di Extinction Rebellion, hanno appeso una grande striscione dalle arcate del Colosseo con scritto “Disarmare la Terra”. Una frase dello stesso Bergoglio, contenuta in una lettera da lui inviata al Corriere della Sera in marzo.

    Una protesta pensata per “smascherare l’ipocrisa dei capi di Governo radunati a Roma che in questi giorni hanno onorato il messaggio del papa pur avendolo ignorato finché egli era in vita. Capi di Governo che stanno continuando a investire in combustibili fossili e aumentando la spesa militare, in un mondo dilaniato dalle guerre e sull’oltro della crisi ecoclimatica.

    Nonostante non ci siano stati danni, le persone abbiano consegnato i documenti e non abbiano opposto resistenza, tutte e 6 sono state trasferite al commissariato Celio. Faremo chiasso, come chiedeva papa Francesco. Perché la coerenza vale più della sobrietà”.

    Sotto il commissariato Celio si è formato un presidio spontaneo di solidarietà. Due reparti celere hanno chiuso l’accesso alla strada e alle persone in presidio è stato detto che manifestare spontaneamente, in Italia, sarebbe illegale.

    Nonostante le numerose archiviazioni e annullamenti di fogli di via illegittimi da parte della magistratura, la Questura di Roma continua a gestire dei semplici manifestanti pacifici come criminali.

    Poco prima delle 17.00 le persone sono state rilasciate.

    Il racconto di una attivista di ER presente durante l’azione Ascolta o scarica 

    2 min
  • SCUOLA RESISTENTE: PUNTATA DEL 26 APRILE

    Gianmarco Pisa, formatore e operatore di pace, in questa intervista a Radio Onda d’Urto ci spiega che l’educazione alla pace non sia un’attività neutra, ma un atto profondamente politico. “Educare alla pace, la scuola è politica!” questo è il titolo del suo ultimo articolo pubblicato sulla rivista online Preessenza che di per sé già racchiude un atto che per Validatara o Salvini rappresenterebbe un atto sovversivo! In molti, al governo, confondono il concetto di “politica” o di discorso politico, cioè intorno alla polis, con quello di propaganda partitica. Ed è proprio partendo dal concetto di pace e di educazione alla pace, ovvero un ambito assolutamente slegato da questo o quel partito che l’autore inserisce proprio la dimensione politica.

    La scuola, in questo contesto, diventa un luogo cruciale per promuovere la trasformazione nonviolenta dei conflitti e la costruzione di una società più rispettosa del prossimo a prescindere dalle idee politiche dal colore della pelle o dalla religione. Gianmarco Pisa parlando degli aspetti più pratici ma anche del quadro teorico per portare in classe il tema della Pace fa riferimento a TRANSCEND di Johan Galtung che enfatizza la trasformazione pacifica dei conflitti attraverso l’analisi strutturale e culturale e agli approcci partecipativi, come il World Café che favoriscono il dialogo e la co-creazione di conoscenza tra studenti e insegnanti. Mai come oggi, circondati come siamo da guerre, tutte piuttosto distanti ma con la minaccia costante di averle anche dentro casa se non ci si arma fino ai denti, la sua proposta di “Scuola Sconfinata”, dove l’educazione è innanzitutto strumento di emancipazione sociale, appare non più rinviabile. Si tratta di una visione che promuove una scuola aperta, inclusiva e orientata alla giustizia sociale e dove, in ultima analisi, l’educazione alla pace è appunto centrale.

    L’educazione alla pace, secondo Pisa, deve essere inserita a pieno titolo nel curriculum scolastico. Inoltre andrebbe interpretata come pratica trasformativa in mano a futuri cittadini consapevoli, capaci cioè, di affrontare i conflitti in modo costruttivo contribuendo alla costruzione di una vera e propria cultura della pace. Messa in questi termini la cultura della Pace diventa un vero e proprio paradigma interpretativo delle relazioni umane cui gli insegnanti dovrebbero tendere per offrire ai propri studenti questo tipo di bussola per orientarsi senza calpestare i diritti di nessuno.

    Ascolta la puntata. Ascolta o scarica

    33 min
  • DONGO (COMO): DOMENICA 27 APRILE MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA

    Dongo e la sua Storia sono un elemento preponderante della Resistenza italiana e della Liberazione dal Regime fascista di Benito Mussolini. Una sacca di Resistenza che, anno dopo anno, nelle giornate che orbitano attorno al 28 aprile, viene profanata da vere e proprie parate nere dove, con la scusa della commemorazione dei gerarchi fascisti catturati a Musso e fucilati per ordine del CLN a Dongo, e di Benito Mussolini e Claretta Petacci, anch’essi catturati a Musso e fucilati per ordine del CLN a Giulino di Mezzegra, decine di neofascisti provenienti da tutta Italia inscenano adunate apologetiche dove a colpi di “presente” e saluti fascisti evocano i rituali macabri e la simbologia del più oscuro ventennio della Storia del nostro Paese.

    “Tutto questo è sempre stato inaccettabile, ma a maggior ragione crediamo lo sia quest’anno, in occasione dell’ottantesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Apprendiamo infatti che, la sedicente Associazione culturale Mario Nicollini – che da anni organizza le manifestazioni neofasciste a Dongo – ha lanciato, su tutte le pagine social, per il prossimo 27 aprile l’appuntamento edizione 2025”.

    Per questo realta’ antifasciste e antirazziste del territorio comasco hanno organizzato una manifestazione domenica 27 aprile a Dongo, ore 8.30 piazza Giulio Paracchini, di cui ci parla  Fabrizio Baggi, componente direzione nazionale PRC Ascolta o scarica

    Fabrizio Baggi lo abbiamo sentito anche sabato mattina per un aggiornamento Ascolta o scarica

    “FASCISMO ULTIMO ATTO” è la cornice di conferenze, incontri, confronti, letture di pace e canti resistenti che si svolgera’ dal 25 al 28 aprile a Dongo organizzata dall’Anpi.

    La piazza è intitolata al comandante partigiano Giulio Paracchini (nome di battaglia “Gino”), ucciso dalle Brigate Nere sui monti sopra Dongo il 24 aprile 1945. E’ proprio su questa piazza che la colonna degli automezzi tedeschi in fuga verso il confine viene passata al setaccio, scoprendo così Benito Mussolini e suoi gerarchi. Il popolo di Dongo vide scendere il Duce da un camion della Contraerea tedesca, e lo vide entrare dentro Palazzo Manzi, consegnato al comandante della 52° Brigata Garibaldi, Pier Luigi Bellini delle Stelle “Pedro”, che lo arrestò ufficialmente.

    Il lungolago è invece il luogo della fucilazione dei 15 gerarchi e fedelissimi del Duce, ad opera del plotone comandato da Walter Audisio “Colonello Valerio”. La ringhiera non è mai stata sostituita, e porta ancora oggi i segni dei proiettili dei mitra degli esecutori. Dopo la fucilazione i corpi verranno poi trasportati, con i cadaveri di Mussolini e della Petacci, a Piazzale Loreto a Milano per essere esposti al pubblico. Tra i fucilati di Dongo, i ministri della R.S.I. Ferdinando Mezzasoma, Paolo Zerbino, Augusto Liverani, Ruggero Romano, il sottosegretario della Presidenza del Consiglio Francesco Barracu e il segretario del Partito Fascista Alessandro Pavolini.

    Ricostruiamo questi eventi con lo studioso, scrittore e militante antifascista Cecco Bellosi autore del libro “Sotto l’ombra di un bel fiore. Il sogno infranto della Resistenza” Ascolta o scarica

     

    7 min
  • 25 APRILE: 80 ANNI DALLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO. DECINE DI CORTEI IN TUTTA ITALIA CONTRO GUERRA E GENOCIDIO. SCONTRI A TORINO, TRIESTE E BERGAMO

    Nelle prime ore del 25 Aprile 1945 da Radio Milano Libera il Comitato di Liberazione Nazionale annunciava l’insurrezione di Milano, unica grande città del Nord ancora in mano a fascisti e nazisti, costretti poi alla fuga verso nord. Una fuga che per Mussolini terminerà il 28 aprile a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, fermato e giustiziato dai partigiani mentre scappava verso la Svizzera, nascosto in un camion militare nazista e travestito da soldato.

    La puntata di Storia di Classe dedicata al 25 aprile Ascolta o scarica

    Oggi quindi, saranno 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo. Innumerevoli le iniziative di piazza, nonostante il tentativo del governo più a destra di sempre, in Italia, di nascondere la Festa della Liberazione sotto il manto ipocrita della morte di Bergoglio e dei giorni di lutto nazionale.

    Decine le manifestazioni che si sono tenute in tutta Italia questa mattina. A Roma il corteo dell’Anpi è arrivato a Parco Schuster. Prima di arrivare a Circonvallazione Ostiense, dopo Ponte Spizzichino, lo spezzone con Potere al Popolo, Cambiare Rotta, Osa, Fronte della Gioventù Studentesca si è staccato per raggiungere Porta San Paolo.

    Da Roma la cronaca e le interviste realizzate da Stefano Bertoldi nostro collaboratore con le considerazioni su Anpi Roma e Brigata Ebraica Ascolta o scarica

    In piazza per festeggiare il 25 aprile ma anche per dire “no al decreto sicurezza, alla corsa al riarmo e al genocidio in Palestina”.Sotto questo slogan manifestazioni si sono tenute a Napoli e Cagliari.

    Momenti di tensione questa mattina al corteo del 25 Aprile in centro a Bergamo quando alcuni manifestanti hanno contestato il gruppo dell’Associaqzione Italia-Israele. Sono intervenute le forze dell’ordine in assetto antisommossa, che hanno bloccato i contestatori tra spintoni e urla nella zona centrale di Porta Nuova. Il corteo ha ripreso il percorso, ma anche nella zona della Prefettura si sono registrati altri momenti di tensione.

    Un compagno è stato fermato e portato in Questura. Ora il corteo si sta dirigendo li’ per chiederne il rilascio.Ascolta o scarica

    Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine anche a Trieste al corteo partito questa mattina dal quartiere di San Giacomo e aperto da un grande striscione con la scritta “l’antifascismo è nostro e non lo deleghiamo”. Dopo poche centinaia di metri dalla partenza, tra alcuni partecipanti del corteo e le forze dell’ordine ci sono stati momenti di tensione e poi qualche breve scontro con scambio di colpi e qualche manganellata.

    Scontri in piazza Castello a Torino, ieri sera, al termine della fiaccolata organizzata dal Comune per il 25 Aprile. A cerimonia ultimata i componenti dello spezzone ‘antagonista’ del corteo, composto da autonomi, attivisti dei centri sociali e di movimenti filo palestinesi, sono saliti sul palco dopo avere rimosso le transenne. In un punto i dimostranti sono giunti a contatto con il cordone delle forze dell’ordine che ha risposto con una manovra di alleggerimento e delle manganellate.

    Il racconto di Meg del Cua Torino Ascolta o scarica

    A Brescia oggi il tradizionale appuntamento nel quartiere Carmine, in centro storico del capoluogo. Si parte a mezzogiorno, nel piazzale delle scuole Calini, con stand enogastronomici, banchetti politici e musica dal vivo, mentre gli organizzatori dell’Anpi Caduti di piazza Rovetta hanno deciso di sospendere i djset. Confermato invece, alle 16.30, il corteo antifascista verso Piazza della Loggia. All’interno del corteo ci sarà anche lo spezzone “Resistenza contro le guerre, il genocidio e il dl sicurezza”, con Magazzino 47, Diritti per tutti, Collettivo onda studentesca, Collettivo gardesano autonomo, Cobas e Cub Brescia. Gabriele Bernardi, csa Magazzino 47. Ci sarà anche uno spezzone del Coordinamento Palestina, cartello di realtà che da un anno e mezzo si mobilita, a cadenza di fatto settimanale, contro l’occupazione coloniale sionista e il genocidio in corso a Gaza, con almeno 51mila vittime, conteggiando solo quelle ufficiali.

    11 min
  • UNIVERSITÀ: NUOVA PETIZIONE PER BLOCCARE IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE TRA ITALIA E ISRAELE

    Lavoratrici e lavoratori dell’Università tornano a prendere posizione contro il cosiddetto Bando Maeci e a chiedere la sospensione dell’Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele, “per rischio di violazione del diritto internazionale e umanitario”.

    Dopo le proteste del 2024, la sospensione del bando finalizzato al finanziamento di progetti di ricerca congiunti tra Italia e Israele viene chiesta quest’anno attraverso una nuova lettera aperta – indirizzata sia al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), sia al Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) – e una raccolta firme che, lanciata la sera di Pasqua, ha già raccolto più di 1300 firme.

    “Esiste una grandissima maggioranza che chiede al governo italiano una presa di posizione di argine e contrasto alla violenza indiscriminata alla quale i palestinesi sono sottoposti – scrivono lavoratrici e lavoratori dell’Università a fronte dell’elevato numero di firme raggiunto in pochi giorni – La questione palestinese è al centro di altre questioni che ci riguardano da vicino: sappiamo esserci un rapporto diretto tra il sottofinanziamento della ricerca in Italia e il budget dedicato alla cooperazione con paesi in guerra. Nello spirito della Liberazione e della Resistenza, questo 25 Aprile intendiamo opporci a guerre, violenze e genocidi per difendere la dignità del lavoro e della vita di tutti”. La cooperazione in ambito accademico potrebbe rendere infatti le università complici in crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.

    Siamo entrati nel dettaglio di questa seconda lettera aperta, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute con Paola Rivetti, ricercatrice e docente presso la Dublin City University, tra le firmatarie dell’appello Ascolta o scarica

    10 min
  • ALTISSIMA TENSIONE TRA INDIA E PAKISTAN: CAUSE STORICHE, RISORSE E POLITICA NELL’INTERVISTA A EMANUELE GIORDANA

    Tensione altissima tra Pakistan e India dopo l’attacco in Kashmir che ha ucciso 26 turisti, rivendicato da un gruppo separatista kashmiro, che secondo Nuova Delhi è foraggiato da Islamabad. “Il Pakistan dichiara i Consiglieri diplomatici indiani per la Difesa, la Marina e l’Aeronautica a Islamabad persone non grate. Sono tenuti a lasciare immediatamente il Pakistan”, ha detto il premier Sharif, aggiungendo che i visti rilasciati ai cittadini indiani saranno tutti annullati, “a eccezione dei pellegrini Sikh”, in risposta alla mossa indiana di ordinare a tutti i cittadini pakistani presenti nel Paese “di andarsene entro il 29 aprile”.

    Già ieri Nuova Delhi aveva chiuso il proprio confine, congelando anche ogni scambio commerciale e – soprattutto – il Trattato Indo, quello che regola il delicatissimo uso congiunto delle risorse idriche dello stesso Kashmir. Islamabad ha fatto sapere che “considererà qualsiasi tentativo di interrompere l’approvvigionamento idrico del fiume Indo un atto di guerra; risponderemo con la massima forza e l’intero spettro delle forze armate nazionali”.

    Su Radio Onda d’Urto il commento di Emanuele Giordana, direttore del sito Altlante Guerre. Ascolta o scarica

     

    10 min
  • BRESCIA: “80 VOGLIA DI LIBERTÀ”, IL 25 APRILE TORNA CARMINE RESISTENTE A 80 ANNI DALLA LIBERAZIONE

    “80 voglia di libertà“. E’ con questo slogan che è stata annunciata per venerdì 25 aprile 2025 la Festa di Carmine Resistente, nell’omonimo quartiere popolare in centro a Brescia, in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione.

    Alla sua 11^edizione, la tradizionale Festa di Carmine Resistente animerà il quartiere Carmine per le celebrazioni del 25 aprile tra via Battaglie, via Fratelli Bandiera, Porta Pile e via Nino Bixio.

    Si parte alle ore 12 con musica live (Garrapateros, Plancton, Sneer e Goiabada), gastronomia popolare, animazione con Associazione Saltabanco, laboratori con Officina Inversa, banchetti di associazioni e con la partecipazione degli Appel, percussionisti itineranti, e RiBellula – Ritratte Partigiane. A partire dalle 16.30, poi, il tradizionale corteo antifascista diretto verso Piazza della Loggia, simbolo della memoria e della resistenza cittadina. La Festa di Carmine Resistente si concluderà alle 20.00.

    L’intervista a Walter Longhi e Marco Ugolini della sezione Anpi Caduti di Piazza Rovetta. Ascolta o scarica.

    Rispetto al programma iniziale, il calendario di iniziative di Carmine Resistente è quindi confermato, a eccezione dei soli djset del pomeriggio.

    12 min

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