C’è un indirizzo nel vivace quartiere République di Parigi — il numero 38 di rue du Faubourg du Temple — dove accade qualcosa di insolito. Si entra, si ordina una bevanda, si prende una penna e si comincia a scrivere. Non a qualcuno che leggerà domani, non a un amico raggiungibile in un tap. Si scrive a se stessi. A una versione di sé che esiste ancora solo nel futuro. La lettera viene sigillata con la ceralacca, consegnata al bancone e custodita finché non arriverà il momento stabilito: uno, cinque o vent’anni dopo. Il Café Pli, primo café à lettres d’Europa, offre ai suoi visitatori questa esperienza singolare: sedersi con un dolce o una bevanda e affidarsi al foglio bianco, scegliendo poi di ricevere la propria lettera dopo uno, cinque o venti anni.