Nel 2016, un cane in pericolo in un bacino idrico kazakho diventò il catalizzatore di un gesto spontaneo che ha commosso il mondo. Oggi, quella storia rivive in bronzo.
Era un pomeriggio qualunque ad Almaty, la capitale economica del Kazakhstan, quando tutto cambiò in pochi secondi. Un cane era caduto in un bacino idrico dalle pareti di cemento lisce e verticali, travolto dalla corrente impetuosa senza alcuna possibilità di aggrapparsi a qualcosa. Un uomo si avvicinò al bordo, allungò le braccia, ma non bastarono. Poi accadde qualcosa di straordinario: uno dopo l’altro, passanti che non si conoscevano iniziarono a inginocchiarsi sul cemento, ad afferrare la caviglia di chi stava davanti, a formare — istintivamente, senza istruzioni, senza un capo — una catena umana viva. Il cane fu salvato. E così fu l’uomo.