La Trinità può sembrare un dogma complicato, una cosa da teologi, una cosa distante dalla vita quotidiana. Invece ci fa intravvedere la vera natura di Dio ma anche la nostra vera identità perchè lui ci ha creati a sua immagine e in questo periodo di pandemia abbiamo sperimentato questa nostra identità più profonda. Trinità significa amore, relazione. Quell'amore che unisce Dio all'interno è lo stesso amore che deve noi uomini. Dio è amore, Dio ama sempre e ci ha fatti per amare, e l'unica cosa che conta nella vita è amare. Dio è relazione e ci vuole in relazione d'amore con lui e in relazione di amore tra di noi. Queste verità sono la cosa più importante della vita, tutto il resto è relativo e proprio nel periodo della pandemia in cui le nostre certezze e sicurezze sono state messe in discussione abbiamo scoperto che l'unico assoluto che rimaneva in piedi era l'amore, era la relazione. Perchè l'amore e la relazione sono l'essenza di Dio sono ciò che ci rende simili a lui sono la nostra vera identità e il vero scopo per cui esistiamo. Ora cercherò di parlarvi di questa esperienza che tutti abbiamo fatto in questo periodo di pandemia anche se forse non ce ne siamo ancora accorti. 1. La pandemia ci ha fatto vedere che siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali di fronte a questo piccolo virus che può attaccare chiunque: uno che è in carcere come uno che gioca sulla spiaggia, uno che è bambino come uno che è adulto, uno che è ricco come uno che è povero. Non c'è nessuna differenza fra gli uomini. Gli uomini sono uguali. L'umanità è fatta di persone uguali, uguali per natura. Nello stesso tempo ci ha fatto anche vedere che, pur essendo tutti uguali, si può vivere non da uguali anche durante la pandemia perché, questa pandemia ha colpito le persone che potevano curarsi e quelle che non potevano curarsi perché non avevano i mezzi necessari; le persone che perdendo il lavoro possono attingere ad un risparmio che hanno messo da parte nel tempo e persone che questo risparmio non ce l'hanno; persone che hanno un piccolo locale dove mettersi in isolamento quando è necessario, e persone che sono obbligate a vivere insieme, in tanti, in posti dove l'isolamento non è possibile. Ma tutte queste disuguaglianze non vengono dall'essere uomini, vengono dalle azioni degli uomini, vengono dalla cattiva volontà degli uomini che non sanno amministrare con giustizia, con equità, con comunione tutti i doni che Dio ci ha fatto. Quindi questa pandemia, facendoci riscoprire la fondamentale uguaglianza fra tutti, ci mette anche nell'occasione di dire: facciamo attenzione, non permettiamoci di ricadere nella situazione precedente, non permettiamoci di ricostruire differenze; non siamo diversi, siamo tutti uguali, dobbiamo guardarci tutti come uguali e vivere perché tutti diventino uguali. Questo significa cambiare lo stile di vita, acquistare una maggiore sobrietà, decidere per una spesa se farla o se non farla, vedere se quella necessità che io sento impellente è veramente impellente o se c'è una necessità più grande della mia vicino a me a cui io posso contribuire con il mio aiuto. Dio è un'insieme di persone unite dall'amore e vuole che tutta l'umanità sia unita dall'amore 2. Un'altra cosa che ci ha fatto scoprire la pandemia è il valore dell'attimo presente. Ci siamo trovati da un momento all'altro a dover saltare tutti i programmi che avevamo. C'erano tante cose da fare, sembrava proprio che fossimo in una corsa che non si poteva fermare. Una corsa nella nostra vita personale, famigliare, sociale e anche nella chiesa e nelle parrocchie. E' arrivato questo piccolissimo virus e ha bloccato tutto, ha fermato tutto, e da un giorno all'altro ci siamo dovuti imporre di non fare più quello che avevamo pensato di fare. Che cos'è che ci ha aiutato ad accettare questo blocco senza disperarci? Pensare che quello che Dio vuole da noi nell'attimo presente lo possiamo fare, perché nell'attimo presente lui ci guida e ci fa capire che cosa vuole in quell'attimo; non...