Da Milano partono i trend, i progetti, le idee e le innovazioni. Il trend del momento però sembra essere l’autolesionistica volontà di parlare male della città. Un ingeneroso storytelling che ci fa solo danno.
Dopo due anni di pandemia, dopo la crisi economica ed energetica, dopo la guerra in Ucraina, Milano è ripartita alla grande. Sono ripartiti gli eventi, sono tornati i turisti e la città è tornata a correre.
Forse siamo noi che non eravamo più in allenamento e non riusciamo a stare al passo. Abituati allo smart working, al delivery, alle videocall, a fare il pane in casa ci siamo ritrovati improvvisamente nel traffico, negli eventi del fuorisalone e della fashion week.
Selvaggia Lucarelli ha scritto su il Foglio che “l’incanto è finito”, che la città non è più sicura, è diventata esclusiva e inquinata.
Tutte le grandi città del mondo hanno i loro problemi in termini di sicurezza, inclusione, disparità sociali e i trasporti. Milano li sta affrontando.
Ma se il problema non fossero i prezzi delle case che salgono ma l’accesso al credito proibitivo per i giovani? E se il problema non fosse il costo della vita ma gli stipendi fermi e con tassazioni alle stelle? E se il problema non fossero le famiglie che lasciano la città ma l’assenza di sostegni alla genitorialità?
Problemi che non può risolvere Milano ma su cui può dare l’esempio. Il Sindaco Sala ha annunciato degli interventi straordinari per sostenere le fasce di lavoratori e le famiglie più in difficoltà attraverso politiche di housing sociale e contributi economici.
Inflazione, tasse, lavoro e sicurezza, sono temi che vanno affrontati a livello più alto. Ma al di là delle responsabilità, in questa puntata di On The Matters vi raccontiamo perché il nostro amore per Milano non è finito.