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  • Desaparecinema Ep.5: INLAND EMPIRE: Hollywood è un incubo

    Non guardate questa puntata di Desaparecinema dedicata a INLAND EMPIRE di David Lynch. Vi spiega per filo e per segno di cosa parla quello che per molti è uno dei film più incomprensibili della storia del cinema. Guardatela DOPO aver visto il film al cinema. Se potete, non guardatela proprio: Lynch non avrebbe voluto. Nessun vero regista vuole che la sua arte sia spiegata. Altrimenti non farebbe film, invierebbe un fax.

    A distanza di 20 anni dall’uscita nel 2006, e a un anno dalla morte di David Lynch, è uscito infatti di nuovo al cinema il suo capolavoro.

    Non leggete neppure le recensioni, vi confondono solo le idee. Perché INLAND EMPIRE racconta, semplicemente, una storia: quella di una donna nei guai. Una storia che parla della conseguenze di chi dimentica chi è.

    E chi guarda il video intero soffre di dimenticanza.

    22 min
  • Lo spuntino Ep.13: "Poveri stupidi"-Trump bullizza gli europei. E si prepara a governare Gaza.

    Stamattina ci siamo davvero divertiti. 

     

    Neanche il tempo di fare colazione, ed è arrivata questa carrellata di post di Trump:

     

    prima lo screenshot di un messaggio ricevuto da Macron In cui il presidente francese lo chiama "amico", gli dice di essere completamente allineato con la sua politica in Siria ed Iran, ma di non riuscire proprio a seguirlo nelle sue aspirazioni di annessione della Groenlandia.

     

    La risposta di Tump al messaggio del presidente francese?


    Due immagini fatte con l'IA in cui bullizza gli europei.

     

    Pochi minuti dopo poi, se la prende anche con il premier inglese Starmer 

    accusandolo di star pianificando la cessione dell’isola di Diego Garcia, dove è presente una base militare americana, alle Mauritius.


    Infine un altro screenshot a tradimento,  questa volta a un messaggio ricevuto del suo lecchino numero 1, quello che in privato lo chiama "daddy" e che non perde occasione per solleticare il suo ego:


    Il segretario generale della nato Mark Rutte, che si complimenta con lui per come ha gestito il caso siriano, e si dice pronto a impegnarsi per soddisfare daddy sulla Groenlandia

    Insomma, domani e domani l’altro Trump sarà a Davos e ci sarà da divertirsi. 

     

    C’è davvero il rischio di un’incredibile conflitto militare o commerciale all’interno dell’occidente collettivo?

    O è più probabile che saranno i paesi europei a dividersi tra chi chinerà il capo più facilmente e chi vorrà farlo ma dopo aver fatto la voce grossa?

     

    Quel che è sicuro, è che sul fronte mediorentale l’Occidente Collettivo sembra prepararsi ad una nuova aggressione all’Iran.

    Movimenti della marina militare americana fanno pensare che l’attacco è stato solo rimandato.


    E anche in Palestina la nuova giunta di amministrazione e spartizione coloniale è pronta ad insediarsi.


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    13 min
  • Dazibao Ep.2: povertà assoluta: perché c’è ancora negli USA e in Cina no?

    Da una parte ci sono gli Stati Uniti: il Paese più ricco del mondo sviluppato, la più grande economia avanzata del pianeta. Dall’altra c’è la Cina: il principale tra i Paesi in via di sviluppo, spesso descritta ancora oggi come una potenza emergente.


    Eppure, tra questi due Paesi, ce n’è uno in cui la povertà assoluta esiste ancora, e uno in cui non esiste più. E, contro ogni intuizione, la povertà assoluta oggi non è in Cina, ma è negli Stati Uniti.


    I numeri li riporta la Banca Mondiale: nel 1990, in Cina, vivevano con meno di tre dollari al giorno — a valori attuali — 943 milioni di persone, pari a circa l’83% della popolazione. Nel 2019, secondo i dati della Banca Mondiale, quel numero è stato ridotto a zero.


    Negli Stati Uniti, invece, oltre quattro milioni di persone vivono ancora oggi sotto questa soglia di sopravvivenza: circa l’1,25% della popolazione. Ed è più del triplo rispetto a trentacinque anni fa.


    Com’è possibile un andamento del genere? E soprattutto: quali sono, nel concreto, le misure che la Cina ha messo in campo per eliminare la povertà assoluta e impedirne il ritorno?


    Di tutto questo ne parla nell'ultimo imperdibile video di Dazibao, il canale della famiglia Ottolina specializzato in questioni cinesi ed asiatico e diretto da Davide Martinotti


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    24 min
  • Lo Spuntino Ep.12: Al WEF di Davos i Capitalisti si preparano a regalare la Groenlandia a Trump

    Trump si prepara a sbarcare in pompa Magna al World Economic Forum per spiegare ai capitalisti che vendergli la Groenlandia è nell’interesse di tutti.

    Contro l’aggressione senza precedenti di Trump alla sovranità dei paesi dell’unione europea, finalmente le cancellerie del vecchio continente hanno reagito con determinazione e hanno inviato un massiccio contingente internazionale a difendere i sacri confini della fortezza Europa.


    C’erano 15 francesi, 15 tedeschi, due norvegesi, due finlandesi, un britannico e un olandese. Un paio di svedesi si sarebbero dovuti aggiungere dopo l’ennesimo week end dissoluto nella movida di Stoccolma.

    Ma purtroppo, non hanno fatto in tempo


    Nel frattempo infatti Trump ha minacciato nuove tariffe del 10% contro i paesi che osavano contrastare le sue mire sulla Groenlandia ed ecco che i valorosi uomini della sturmtruppen si sono ritirati all’istante.


    Durata complessiva della missione: 44 ore.




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    15 min
  • Desaparecinema Ep.4: E JOHNNY PRESE IL FUCILE: Dalton Trumbo e il suo film contro la guerra

    Non guardate questo film.


    Potrebbe farvi venire il leggerissimo sospetto che la guerra sia una inculata pazzesca.


    Ci sono Fellini e Lynch prima di Fellini e Lynch in questo devastante, onirico, capolavoro di film sulla guerra di Dalton Trumbo, una pellicola emotivamente insostenibile per chiunque sia un padre o una madre che ama suo figlio, o una donna innamorata del proprio compagno, costretti ad andare in guerra per restaurare il capitalismo genocidario sionista tedesco e statunitense e regalare cessi d’oro a quattro neonazisti dissenterici le cui minzioni evidentemente tocca chiamarle golden shower, la simpatica pratica erotica che consiste nel mingere addosso al partner.


    Trumbo, l’autore di Spartacus, diretto da Stanley Kubrick, era lo sceneggiatore più pagato di Hollywood e finì nella famigerata lista nera del maccartismo anticomunista hollywoodiano.


    Il personaggio principale del film di oggi, Johnny, è così potente che entrò nell’immaginario delle menti più geniali degli ultimi decenni, tra cui quello dei Metallica e di Bonvi


    E chi non vede il video intero sul film antimilitarista più devastante mai realizzato è un cesso d’oro




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    26 min
  • I Pipponi del Marru Ep.1: sociopatici multimiliardari amici di Trump si comprano la Groenlandia?

    Un gruppo di multimiliardari sociopatici statunitensi vuole comprarsi la Groenlandia e trasformarla in un laboratorio distopico


    perché Forrest Trump si sia fissato sulla Groenlandia, in realtà, nessuno l’ha ancora capito


    la storia delle navi russe e cinesi è una bufala


    e le sterminate risorse nascoste nel sottosuolo nessuno sa davvero quante e cosa siano, quanto costi sfruttarle, e se alla fine sia davvero redditizio


    cosa giustifichi tutto questo gigantesco bordello rimane un mistero


    per risolverlo, bisogna spulciare negli archivi della Reuters


    aprile 2025


    esclusiva: ricchi donatori spingono Trump a prendere la Groenlandia per creare una “Freedom City”


    Una città della libertà


    che nel gergo dei multimiliardari sociopatici, significa la libertà di fare esattamente tutto lo stracazzo che gli pare




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    20 min
  • Lo Spuntino Ep.11: Venezuela, Iran. Riuscirà Trump a chiudere il rubinetto dell’economia cinese?

    il 2026 è iniziato col botto: sanzioni, colpi di stato, corpi speciali, rivoluzioni colorate, esecuzioni extraterritoriali, pirateria di stato


    pare d’esse al cinema


    il filo rosso?


    chiudere il rubinetto che alimenta il boom economico della Cina


    l’unica vera grande superpotenza manifatturiera globale, infatti, sembra inarrestabile


    la guerra commerciale inaugurata in pompa magna da Forrest Trump nel 2025, ha sparato a salve


    nonostante tutti gli sforzi, l’anno scorso Pechino ha registrato il più grande avanzo commerciale di tutti i tempi: +1200 miliardi


    bisogna cambiare strategia, e colpire laddove fa male


    e il nervo scoperto della Cina, principalmente, è uno: non ha le materie prime necessarie per alimentare la sua superpotenza industriale. e neanche il controllo delle rotte commerciali per importarle


    e per picchiare su quel nervo, gli USA hanno bisogno di trasformarsi da guardiano della globalizzazione, e pirata globale




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    12 min
  • Lo spuntino Ep.10: “Hanno smesso di uccidere i manifestanti”.

    Trump cambia idea: 

     

    "il regime iraniano ha fermato le uccisioni dei manifestanti,  non pianifica esecuzioni su larga scala, e l’intervento militare americano non è affatto scontato."

     

    Insomma, niente più aggressione.

    Ma che cosa è successo?

     

    È tutto un bluff e tra 10 minuti l’aviazione americana sarà sopra i cieli di Teheran? Può essere.

    O forse ad essere un bluff erano le minacce di attacco di re Donald.

     

    Anche perché come sa bene Israele dopo la guerra dei 12 giorni, dare avvio a un regime change in Iran manu militari è più facile a dirsi che a farsi. 

     

    La repubblica islamica era infatti pronta a reagire: aveva già fatto sapere che, se attaccata, Israele e le basi Usa in medioriente sarebbero state colpite dando avvio a una guerra. 

     

    Una guerra dagli esiti tutto fuorchè scontati. 

     

    Le opzioni e le capacità militari di Washington in Medio oriente, infatti, sono piuttosto limitate. 

     

    Come scrive il WSJ, la nuova dottrina Monroe in salsa trumpiana e le pressioni sul Venezuela hanno infatti portato l’esercito americano negli scorsi mesi a concentrare le forze nei Caraibi.


    E non c’è solo questo:

     

    perché gli alleati statunitensi nel Golfo, compresa l’Arabia Saudita hanno fatto sapere a Trump di non vedere di buon occhio un’ennesima destabilizzazione della regione con scenari potenzialmente imprevedibili.


    Tanto che Riad avrebbe assicurato a Teheran che non permetterà che il proprio territorio o il proprio spazio aereo vengano utilizzati per effettuare attacchi contro il regime iraniano.


    Infine, la ritirata di Trump è anche probabilmente il frutto di quello che sta succedendo per le strade iraniane. 

     

    Le possibilità che la Repubblica cada per un mix di attacchi esterni e proteste interne si sono assottigliate. 


    Le manifestazione stanno scemando di giorno in giorno.


    E nonostante il titanico sforzo dei media di accusare i Pasdaran di una specie di nuovo genocidio, anche la manipolazione ha un limite, e portare avanti la linea dei milioni di giovani studenti e donne indifese per le strade e dei  5-8-12 mila morti al giorno uccisi a sangue freddo dal regime diventa sempre più insostenibile. 




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    13 min
  • Intervist8lina Ep. 8 Ricchi e occidentalizzati. Chi sono gli iraniani che vogliono il regime change

    Il popolo iraniano è sotto attacco. 


    Ma non solo occidentale.


    Perché accanto al malcontento dei commercianti incazzati per un’inflazione insostenibile al 50%, e a quello dei giovani per i vetusti e opprimenti costumi imposti dalla teocrazia,

    c’è anche una parte della borghesia del paese che tifa apertamente il Regime Change sponsorizzato da Trump e Netanyahu.

     

    Perchè? 

     

    In alcuni casi per una vera e propria nostalgia per i bei vecchi tempi dello Scia.

     

    E cioè di quando l’Ancien Regime iraniano spartiva le ricchezze prodotte dalla svendita degli asset strategici del paese agli occidentali con una piccola classe di privilegiati.

    A scapito del resto della popolazione.

     

    Ed è proprio al supporto di questi settori della società persiana che Stati uniti e sionisti puntano per controllare e razziare il paese dopo l’eventuale cacciata dell'Ayatollah.


    L'ambasciatrice Elena Basile è appena tornata da un viaggio di 10 giorni in Iran.

    E' entrata in contatto con questo pezzo di borghesia per cercare di capirne la visione e gli interessi, e in questa intervista ci ha fatto un resoconto preciso, al di là della propaganda imperiale, di quali sono le forze in campo e gli interessi in gioco.


    "In una casa a Yasd, tra iraniani benestanti, imprenditori, professoresse, guide turistiche, ho avuto modo di conoscere la corruzione morale di uno strato sociale che in fondo è molto simile a quello che un tempo sosteneva lo Scià. Un medico mi ha raccontato che il settore sanitario ha difficoltà a causa delle sanzioni in medicine e strumentazioni, ma che i dottori hanno un’ottima preparazione e un malato di cancro, anche se povero, puòessere operato immediatamente in ospedali pubblici. Gli ho fatto notare che questa era una grande conquista, rara nelle sanità occidentali. Gli ho spiegato di come in Italia le liste di attesa per interventi importanti si allunghino.


    Mi ha guardato con occhi vuoti e dopo poco, parlando di un cambio di regime offerto dall’intervento israelo-americano è sbottato con un “I love Netanyahu”.


    buona visione



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    40 min
  • Lo Spuntino EP.9: Iran: la più grande operazione psicologica del XXI secolo contro il multipolarismo

    E se quello a cui stiamo assistendo in Iran fosse la più grande operazione psicologica del XXI secolo?


    2 anni abbondanti di genocidio in diretta streaming da parte di una delle nazioni in assoluto più evolute e liberali del pianeta, e con il supporto incondizionato di tutto l’occidente, aveva creato un trauma collettivo di proporzioni inedite.


    Decine e decine di milioni di persone di buona famiglia, addestrate certosinamente sin dalla nascita a suon di di doppi standard e di favole dirittumaniste a chiudere gli occhi di fronte ai crimini dell’occidente collettivo, si sono ritrovate tutte d’un tratto di fronte alla ferocia inaudita e ingiustificabile del mondo libero e democratico.


    La reazione è stata imponente e a quel punto però si poneva un problema: se non posso più sterminare indiscriminatamente tutti fino a che fisicamente non esisterà più nessuno che in futuro sia in grado di riorganizzarsi e di resistere, come faccio a garantirmi un futuro sicuro?


    Semplice, bisogna annientare gli unici che quella resistenza, materialmente, l’hanno sostenuta


    Il famigerato regime degli ayatollah, e l’intero asse della resistenza.

    13 min

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