Paccasassi - Marche

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Paccasassi - Marche episodes

  • Dal terzo ordine si vede il mare
    L' anfiteatro di Ancona è stato costruito tra il Colle Guasco e il Colle dei Cappuccini nel I secolo a.c. Poteva ospitare fino a 10.000 spettatori. Oltre 20 gradinate erano distribuite su 3 ordini, in parte scavati nella roccia, in parte creati appositamente in pietra e laterizi.
    L’anfiteatro è a 50 metri sul livello del mare e dalle gradinate più alte si vedeva l’Adriatico su due fronti: sia a nord est che a sud ovest. Chissà, magari la bellezza dello scenario naturale riusciva a distrarre qualche spettatore dagli spettacoli cruenti che si svolgevano nell’arena. I gladiatori entravano in processione dalla Porta pompae e, se lo spettacolo non volgeva a loro favore, ne risultavano moribondi o morti, per loro si apriva il passaggio della Porta Libitinensis, consacrata alla Dea dell’aldilà.
    Accanto all’anfiteatro, è stato rinvenuto un complesso termale, con un frigidarium una vasca in marmo, un pavimento in mosaico e pareti affrescate.
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  • Dal terzo ordine si vede il mare
    L' anfiteatro di Ancona è stato costruito tra il Colle Guasco e il Colle dei Cappuccini nel I secolo a.c. Poteva ospitare fino a 10.000 spettatori. Oltre 20 gradinate erano distribuite su 3 ordini, in parte scavati nella roccia, in parte creati appositamente in pietra e laterizi.
    L’anfiteatro è a 50 metri sul livello del mare e dalle gradinate più alte si vedeva l’Adriatico su due fronti: sia a nord est che a sud ovest. Chissà, magari la bellezza dello scenario naturale riusciva a distrarre qualche spettatore dagli spettacoli cruenti che si svolgevano nell’arena. I gladiatori entravano in processione dalla Porta pompae e, se lo spettacolo non volgeva a loro favore, ne risultavano moribondi o morti, per loro si apriva il passaggio della Porta Libitinensis, consacrata alla Dea dell’aldilà.
    Accanto all’anfiteatro, è stato rinvenuto un complesso termale, con un frigidarium una vasca in marmo, un pavimento in mosaico e pareti affrescate.
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  • Del Canneto, del Mercato, della Piazza
    Santa Maria del Canneto: è lei. Perché questa zona, a ridosso del porto, un tempo era paludosa e proliferavano le piante di canne.
    Santa Maria del Mercato: di nuovo lei. Dopo aver bonificato la zona dalla palude, nello spazio antistante la chiesa si svolgeva il mercato. E non lontano da qui, c’è anche la Loggia dei Mercanti.
    Santa Maria della Piazza: è sempre lei. Dopo la funzione di mercato, il sagrato è diventato un luogo importante per tutta la cittadinanza, uno spazio pubblico in cui si svolgeva anche l’investitura del Podestà.
    La Chiesa, Santa Maria della Piazza, è un pregevole esempio di arte romanica. Risale al 1200, ed è costruita sulle rovine di una basilica paleocristiana. All’interno, come vuole l’arte romanica, Santa Maria della Piazza è spoglia ed essenziale. La facciata invece colpisce lo sguardo ed è firmata da Mastro Filippo. Nel 1210, Mastro Filippo si trova davanti una parete di pietra bianca del Conero ed inizia ad arricchirla di fregi ed ornamenti. Realizza così una facciata piena di particolari, con un susseguirsi di archetti ciechi, sculture, in cui domina la figura di Maria, scolpita al centro e nella parte più alta. Numerosi sono i mostri e le figure allegoriche, che riempiono di notevole interesse, significato e curiosità, tutto il portale.
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  • Del Canneto, del Mercato, della Piazza
    Santa Maria del Canneto: è lei. Perché questa zona, a ridosso del porto, un tempo era paludosa e proliferavano le piante di canne.
    Santa Maria del Mercato: di nuovo lei. Dopo aver bonificato la zona dalla palude, nello spazio antistante la chiesa si svolgeva il mercato. E non lontano da qui, c’è anche la Loggia dei Mercanti.
    Santa Maria della Piazza: è sempre lei. Dopo la funzione di mercato, il sagrato è diventato un luogo importante per tutta la cittadinanza, uno spazio pubblico in cui si svolgeva anche l’investitura del Podestà.
    La Chiesa, Santa Maria della Piazza, è un pregevole esempio di arte romanica. Risale al 1200, ed è costruita sulle rovine di una basilica paleocristiana. All’interno, come vuole l’arte romanica, Santa Maria della Piazza è spoglia ed essenziale. La facciata invece colpisce lo sguardo ed è firmata da Mastro Filippo. Nel 1210, Mastro Filippo si trova davanti una parete di pietra bianca del Conero ed inizia ad arricchirla di fregi ed ornamenti. Realizza così una facciata piena di particolari, con un susseguirsi di archetti ciechi, sculture, in cui domina la figura di Maria, scolpita al centro e nella parte più alta. Numerosi sono i mostri e le figure allegoriche, che riempiono di notevole interesse, significato e curiosità, tutto il portale.
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  • Tra una nave che viene e una che va
    Ancona città dorica, fondata nel IV secolo a.c. dai Dori, i greci che provenivano da Siracusa. Eppure già nel XIII secolo a.c., dal golfo di Ancona partivano navi alla volta della Grecia, dell’Istria e della Dalmazia. Ma è proprio con l’arrivo dei Dori, e a seguire dei romani, che quell’insenatura naturale e strategica, per l’attracco in sicurezza delle navi, assume le caratteristiche architettoniche di un porto.
    Da quando è stata aperta la passeggiata nel Porto Antico della città, è possibile percorrere il camminamento delle lunghe mura medioevali, passare accanto alle portelle da cui si scambiavano le merci, alla casa del Capitano, all’arco di Traiano e quello di Clementino, fino al basamento della vecchia lanterna.
    In fondo alla passeggiata, sulla punta estrema del Molo nord, rivolta ad Oriente, si arriva anche alla suggestiva Lanterna Rossa.
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  • Tra una nave che viene e una che va
    Ancona città dorica, fondata nel IV secolo a.c. dai Dori, i greci che provenivano da Siracusa. Eppure già nel XIII secolo a.c., dal golfo di Ancona partivano navi alla volta della Grecia, dell’Istria e della Dalmazia. Ma è proprio con l’arrivo dei Dori, e a seguire dei romani, che quell’insenatura naturale e strategica, per l’attracco in sicurezza delle navi, assume le caratteristiche architettoniche di un porto.
    Da quando è stata aperta la passeggiata nel Porto Antico della città, è possibile percorrere il camminamento delle lunghe mura medioevali, passare accanto alle portelle da cui si scambiavano le merci, alla casa del Capitano, all’arco di Traiano e quello di Clementino, fino al basamento della vecchia lanterna.
    In fondo alla passeggiata, sulla punta estrema del Molo nord, rivolta ad Oriente, si arriva anche alla suggestiva Lanterna Rossa.
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  • Il Duomo diventa rosa
    Da più di Mille anni, il Duomo di San Ciriaco veglia sulla città di Ancona. Domina il punto più alto del colle Guasco, l’angolo più estremo del promontorio roccioso su cui sorge la città. Il Duomo si affaccia sul porto, su tutto il Golfo e il mare aperto.
    L’edificio sorge sui resti di un antico tempio pagano e di una basilica paleocristiana. Il tempio era dedicato probabilmente ad Afrodite, protettrice dei naviganti.
    Il Duomo di Ancona è un accurato esempio di arte romanica, in cui sono inseriti elementi gotici e bizantini. La pianta centrale è a base greca, ha tre navate e la cupola, che armonizza l’intera architettura, è considerata una delle più antiche d’Italia. La facciata è decorata con quattro colonne che sorreggono un arco a sesto pieno. Le colonne poggiano su possenti leoni in marmo rosso.
    E' il tramonto forse il momento più suggestivo per salire al Duomo.
    Quando la Cattedrale si ammanta di una luce calda, e proprio tutto quel bianco e quell’insolito rosso, assumono tinte corallo, arancio, rosa. Così pure la scalinata e tutte le pareti intorno.
    Il Duomo allora brilla di una solennità, che respira millenaria, in quella pietra.
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  • Il Duomo diventa rosa
    Da più di Mille anni, il Duomo di San Ciriaco veglia sulla città di Ancona. Domina il punto più alto del colle Guasco, l’angolo più estremo del promontorio roccioso su cui sorge la città. Il Duomo si affaccia sul porto, su tutto il Golfo e il mare aperto.
    L’edificio sorge sui resti di un antico tempio pagano e di una basilica paleocristiana. Il tempio era dedicato probabilmente ad Afrodite, protettrice dei naviganti.
    Il Duomo di Ancona è un accurato esempio di arte romanica, in cui sono inseriti elementi gotici e bizantini. La pianta centrale è a base greca, ha tre navate e la cupola, che armonizza l’intera architettura, è considerata una delle più antiche d’Italia. La facciata è decorata con quattro colonne che sorreggono un arco a sesto pieno. Le colonne poggiano su possenti leoni in marmo rosso.
    E' il tramonto forse il momento più suggestivo per salire al Duomo.
    Quando la Cattedrale si ammanta di una luce calda, e proprio tutto quel bianco e quell’insolito rosso, assumono tinte corallo, arancio, rosa. Così pure la scalinata e tutte le pareti intorno.
    Il Duomo allora brilla di una solennità, che respira millenaria, in quella pietra.
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  • La cucina nella roccia e gli scogli in salotto
    Gli anconetani sono abitanti di città ma anche Grottaroli. Nei primi anni del Novecento, i pescatori di Ancona hanno scavato grotte, per la rimessa delle barche, per custodire gli strumenti della pesca e per riposarsi dopo una giornata di lavoro.
    Le Grotte di Ancona si trovano ai piedi del promontorio roccioso su cui poggia la città. Nella zona che si affaccia sul mare, sotto il quartiere del Passetto. In alcuni punti, le grotte si raggiungono soltanto tramite gli stradelli, sentieri tracciati nella rupe. Nella zona centrale invece, si scende una grande scalinata o con l’apposito ascensore del Passetto.
    Le grotte sono più di 400 e si ereditano di padre in figlio. Per i Grottaroli, sono una sorta di gioiello di famiglia, testimoniano l’antico legame dei cittadini con il mare.
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  • La cucina nella roccia e gli scogli in salotto
    Gli anconetani sono abitanti di città ma anche Grottaroli. Nei primi anni del Novecento, i pescatori di Ancona hanno scavato grotte, per la rimessa delle barche, per custodire gli strumenti della pesca e per riposarsi dopo una giornata di lavoro.
    Le Grotte di Ancona si trovano ai piedi del promontorio roccioso su cui poggia la città. Nella zona che si affaccia sul mare, sotto il quartiere del Passetto. In alcuni punti, le grotte si raggiungono soltanto tramite gli stradelli, sentieri tracciati nella rupe. Nella zona centrale invece, si scende una grande scalinata o con l’apposito ascensore del Passetto.
    Le grotte sono più di 400 e si ereditano di padre in figlio. Per i Grottaroli, sono una sorta di gioiello di famiglia, testimoniano l’antico legame dei cittadini con il mare.
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Paccasassi è un viaggio nella Riviera del Conero. Alla ricerca delle bellezze naturali ma anche storiche, culturali ed enogastronomiche di questo tratto di costa marchigiana.