Paccasassi - Marche

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Paccasassi - Marche episodes

  • Un castello del Duemila
    Esiste il castello del Duemila? Sì, è il Castello Màlleus, nelle campagne di Recanati.
    Sede dell'Antica Bottega Amanuense, è lo Scritptorium più grande del mondo.
    La struttura è stata creata rispettando le regole moderne dell'ingegneria civile ma anche le regole della Geometria Sacra e quelle utilizzate per costruire le grandi Cattedrali.
    L'edificio è orientato esattamente a 21 gradi a est, per avere un'illuminazione delicata e diffusa tutto il giorno.
    Gli amanuensi realizzano prodotti e mano, nel rispetto della antiche regole per mantenere l'arte della bella scrittura: la calligrafia.
    Un ambiente originale ed unico, in cui passato e futuro creano un'atmosfera di quiete e concentrazione, nel rispetto di un lavoro di alta precisione e bellezza.
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  • Della Villa, la portineria.
    Villa Gigli è un’esplosione eclettica di architettura liberty. Circa 60 stanze fastose e ricche di decori alle pareti, ai soffitti, vetri cromatici, stucchi compreso un Salone delle feste, almeno 20 sale da bagno e un giardino d’inverno proprio lassù, nella torretta, con animali impagliati a dominare il vasto panorama intorno al colle.
    Quando arrivo davanti alla villa, il cancello è chiuso. E’ proprietà privata, gli eredi del tenore l’hanno ceduta negli anni ’60.
    Posso però osservare il lungo viale che conduce allo scalone da cui impera la facciata della villa. Ma mi colpisce di più quello che ho proprio davanti agli occhi. La portineria.
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  • Della Villa, la portineria.
    Villa Gigli è un’esplosione eclettica di architettura liberty. Circa 60 stanze fastose e ricche di decori alle pareti, ai soffitti, vetri cromatici, stucchi compreso un Salone delle feste, almeno 20 sale da bagno e un giardino d’inverno proprio lassù, nella torretta, con animali impagliati a dominare il vasto panorama intorno al colle.
    Quando arrivo davanti alla villa, il cancello è chiuso. E’ proprietà privata, gli eredi del tenore l’hanno ceduta negli anni ’60.
    Posso però osservare il lungo viale che conduce allo scalone da cui impera la facciata della villa. Ma mi colpisce di più quello che ho proprio davanti agli occhi. La portineria.
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  • Madonna dell' Insalata
    È o non è un Caravaggio?
    Potrebbe esserlo, mancano però analisi accurate, per stabilire con esattezza se questo quadro è attribuibile a Caravaggio, oppure appartiene ad un pittore minore.
    Intanto, l'opera è appesa nella seconda cappella a destra, nella Chiesa del Convento dei Cappuccini, a Recanati.
    La Madonna dell'Insalata rimane comunque un dipinto che suscita interesse.
    Il Bambino lava l'insalata (forse cicoria) e la Madre asciuga le foglie con un telo. Giuseppe osserva con aria affaticata.
    Sembra l'immagine drammatica di una famiglia contemporanea, in un campo profughi o migrante, che va alla ricerca di una terra in cui mangiare qualcosa di più di un semplice piatto di insalata.
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  • Giacomo alla finestra
    La città di Recanati ha un volto, quello di Giacomo Leopardi.
    Casa Leopardi si affaccia sulla piazzetta del Sabato del Villaggio. Piazzetta in cui giocavano gli altri fanciulli del borgo, come è scritto sulla targa che riporta i versi tratti dall’ omonima poesia: “I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, / e qua e là saltando, / fanno un lieto romore".
    Dalla piazzetta, si raggiunge passeggiando l’ermo colle, sul Monte Tabor.
    Si scoprirebbe un panorama infinito, se non fosse per via di quella siepe che, dell’ultimo orizzonte, il guardo esclude.
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  • Giacomo alla finestra
    La città di Recanati ha un volto, quello di Giacomo Leopardi.
    Casa Leopardi si affaccia sulla piazzetta del Sabato del Villaggio. Piazzetta in cui giocavano gli altri fanciulli del borgo, come è scritto sulla targa che riporta i versi tratti dall’ omonima poesia: “I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, / e qua e là saltando, / fanno un lieto romore".
    Dalla piazzetta, si raggiunge passeggiando l’ermo colle, sul Monte Tabor.
    Si scoprirebbe un panorama infinito, se non fosse per via di quella siepe che, dell’ultimo orizzonte, il guardo esclude.
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  • Il mare in un bicchiere è rosso, Rosso Conero
    Se hai bevuto un bicchiere di Rosso Conero non potrai negarlo, avrai le labbra rosso rubino e la lingua viola!
    Il mare in un bicchiere, nella Riviera del Conero, diventa rosso. Il Rosso Conero è un vino che racchiude tutta la tipicità di questo territorio. Ne parlano persino i benedettini poco dopo l’anno Mille.
    Il Rosso Conero è riconosciuto come DOCG Rosso Conero Riserva ed è il frutto del vitigno Montepulciano per l’85% e del Sangiovese per il 15%. Ma soprattutto, è un vino che esprime il carattere poco domabile di questa particolare terra calcarea, compresa tra il mare e il monte, in cui persiste un microclima unico. I grappoli si espongono ai raggi del sole ma anche alle brezze marine dell’Adriatico.
    Il Rosso Conero è fruttato, molto aromatico ma anche secco e asciutto. Dal pesce della zona e i tipici moscioli fino alle carni alla brace, il Rosso Conero accompagna ogni piatto in tavola.
    Percorri la Strada del Rosso Conero, per conoscere le cantine che producono questo vino e scoprire i loro Comuni.
    A Camerano, ogni anno a Settembre, il centro storico si riempie di allegra euforia e spirito vivace, proprio con la Festa del Rosso Conero.
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  • Il mare in un bicchiere è rosso, Rosso Conero
    Se hai bevuto un bicchiere di Rosso Conero non potrai negarlo, avrai le labbra rosso rubino e la lingua viola!
    Il mare in un bicchiere, nella Riviera del Conero, diventa rosso. Il Rosso Conero è un vino che racchiude tutta la tipicità di questo territorio. Ne parlano persino i benedettini poco dopo l’anno Mille.
    Il Rosso Conero è riconosciuto come DOCG Rosso Conero Riserva ed è il frutto del vitigno Montepulciano per l’85% e del Sangiovese per il 15%. Ma soprattutto, è un vino che esprime il carattere poco domabile di questa particolare terra calcarea, compresa tra il mare e il monte, in cui persiste un microclima unico. I grappoli si espongono ai raggi del sole ma anche alle brezze marine dell’Adriatico.
    Il Rosso Conero è fruttato, molto aromatico ma anche secco e asciutto. Dal pesce della zona e i tipici moscioli fino alle carni alla brace, il Rosso Conero accompagna ogni piatto in tavola.
    Percorri la Strada del Rosso Conero, per conoscere le cantine che producono questo vino e scoprire i loro Comuni.
    A Camerano, ogni anno a Settembre, il centro storico si riempie di allegra euforia e spirito vivace, proprio con la Festa del Rosso Conero.
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  • Carlo, detto Carluccio
    Nessuno passa in Piazza Roma, a Camerano, senza che lo sappia lui: Carlo Maratti.
    Pittore, restauratore, incisore, nasce a Camerano nel 1625. E a undici anni se ne va. "Il ragazzino ha del talento", qualcuno dice guardando i suoi disegni e così via dal paese, in carrozza, verso la capitale e un futuro di gloria.
    Carlo diventa Carluccio, nella bottega del prestigioso maestro Andrea Sacchi. E’ l’apprendista più bravo, studia l’arte di Raffaello e in breve tempo si fa un nome e un segno tutti sui.
    Le sue opere esplorano il classicismo con personali incursioni barocche, tra l’antico e il moderno.
    Carluccio, Carlo Maratti inizia presto a ricevere commissioni, pubbliche e private. Pale d’altare, nature morte, ritratti, incisioni, affreschi per nobili, inglesi, francesi, portoghesi, ambasciatori, principesse, abati dei conventi, papi.
    Maratti diventa protagonista della scena artistica romana, una firma prestigiosa e un artista sempre più ricco, tanto da essere pure un collezionista e forse un mercante d’arte.
    Le sue opere sono esposte al Louvre di Parigi, all' Ermitage di San Pietroburgo, a Londra, Berlino ma anche agli Uffizi, a Napoli, Torino, Palermo e a Camerano. Nella chiesa parrocchiale, si può ammirare La Madonna col Bambino e i Santi.
    Se potesse, Carlo Maratti forse ora dipingerebbe i volti dei suoi paesani. Uomini, donne, giovani e vecchi che gli passano davanti ogni giorno. Tutti santi, madonne o peccatori...
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  • Carlo, detto Carluccio
    Nessuno passa in Piazza Roma, a Camerano, senza che lo sappia lui: Carlo Maratti.
    Pittore, restauratore, incisore, nasce a Camerano nel 1625. E a undici anni se ne va. "Il ragazzino ha del talento", qualcuno dice guardando i suoi disegni e così via dal paese, in carrozza, verso la capitale e un futuro di gloria.
    Carlo diventa Carluccio, nella bottega del prestigioso maestro Andrea Sacchi. E’ l’apprendista più bravo, studia l’arte di Raffaello e in breve tempo si fa un nome e un segno tutti sui.
    Le sue opere esplorano il classicismo con personali incursioni barocche, tra l’antico e il moderno.
    Carluccio, Carlo Maratti inizia presto a ricevere commissioni, pubbliche e private. Pale d’altare, nature morte, ritratti, incisioni, affreschi per nobili, inglesi, francesi, portoghesi, ambasciatori, principesse, abati dei conventi, papi.
    Maratti diventa protagonista della scena artistica romana, una firma prestigiosa e un artista sempre più ricco, tanto da essere pure un collezionista e forse un mercante d’arte.
    Le sue opere sono esposte al Louvre di Parigi, all' Ermitage di San Pietroburgo, a Londra, Berlino ma anche agli Uffizi, a Napoli, Torino, Palermo e a Camerano. Nella chiesa parrocchiale, si può ammirare La Madonna col Bambino e i Santi.
    Se potesse, Carlo Maratti forse ora dipingerebbe i volti dei suoi paesani. Uomini, donne, giovani e vecchi che gli passano davanti ogni giorno. Tutti santi, madonne o peccatori...
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Paccasassi è un viaggio nella Riviera del Conero. Alla ricerca delle bellezze naturali ma anche storiche, culturali ed enogastronomiche di questo tratto di costa marchigiana.