Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Acchiapparello (Tene-Tene). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua Italiana
    Giuliano era venuto da Oristano a Nuoro per passare l'estate con i nonni, perchè era stato male e ora aveva bisogno di aria buona.La mamma le disse ''mio piccolo fiore, tua nonna avrà molto riguardo e farà in modo che tu mangi di più e tuo nonno, qualche volta , ti porterà al monte Ortobene e per giocare ci sono tanti bambini lì dove abitano a Santu Predu. […] Continue reading
    7 min
  • Tene-Tene (Acchiapparello). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Zulianu fit benniu dae Aristanis a Nugoro a colare s’istiu chin sos jajos: fit istau maladiu e aiat bisonzu de aghera bona. Sa mama l’aiat nau: “Froricheddu meu, jaja tua t'at a dare cara pro chi maniches de prus e jaju tuo t’at a juchere a su monte Ortobene carchi borta. E pro jocare ja bi nd’at de grustos de pizzinnos in Santu Predu, ube istan issos!”. [...] Continue reading
    7 min
  • Janas. Adelasia, il demone e la Jana Maista. Storie delle piccole fate di Sardegna.
    [...] Ma Adelasia, che non s’era mai arresa, si ricordò della nonna Jàja, che le aveva raccontato di una guaritrice della Luna piena, un’anziana Jana. Esperta guaritrice dei mali con erbe e filtri magici. Si chiamava Jana Maista, e nel tempo remoto della sua giovinezza era stata regina madre della stirpe delle Janas di quei luoghi.
    Adelasia si mise in cammino alla ricerca di Jana Maista, e finalmente la trovò in una vecchia capanna di ferula, da cui usciva al centro del tetto un filo di fumo.
    Dentro la capanna ogni cosa sapeva di erbe secche, di muschio, di bacche e fiori di tanti colori che profumavano l’aria. [...] Continue reading
    17 min
  • L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu
    Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. [...] Continue reading
    10 min
  • Janas. Conquistadores e Orchi. Storie delle piccole fate di Sardegna.
    Tanto tanto tempo fa, quando ancora il tempo era senza tempo, nelle valli, nei boschi e nelle colline della Sardegna, una grande isola, che sta al centro del mar Mediterraneo, vivevano le Janas, conosciute come le fate di Sardegna. Erano creature misteriose assai piccole, con piccole ali, e straordinariamente belle. Tanto che ancora oggi, quando si vuol fare un complimento ad una fanciulla, si dice “sei bella come una Jana”.
    Le Janas avevano grandi poteri di magia, ed erano così fragili che potevano spezzarsi per un niente. Bastava un soffio forte di vento e le loro ali perdevano forza. Le piccole fate di Sardegna erano vestite di seta di lino, dal colore rosso acceso, e portavano sul capo un fazzoletto ricamato finemente. Le Janas adoravano ogni cosa che luccicasse, soprattutto le pietre preziose, il corallo e le collane d’oro, di cui possedevano grandi scrigni, che custodivano con tanta tanta cura sotto terra. […] Continue reading
    12 min
  • La danza della pioggia. Una fiaba di Franca Carta.
    Pioveva forte, ma l’acqua, se pure intensa, pareva gentile; insistente ma gentile. Sui vetri riluccicavano le goccioline e parevano brillanti. Di fronte … di lontano, si vedevano danzare gli alberi per via del vento che giocava con loro. Tutti gli arbusti della bordura gli uni a fianco degli altri, gioivano accogliendo la pioggia, tanto desiderata , di primavera. Persino le piante in vaso si lasciavano accarezzare le foglie baciate dalla pioggia. [...] Continue reading
    7 min
  • Il fantoccio (Su fantuzzu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana
    Chelledda era una bambina che le piaceva giocare con la farina per fare la pasta. Quando la mamma cuoceva il pane lei aiutava e dopo con la pasta rimasta faceva tante cose: piccole anfore,casseruole ,pulcini e cose di ogni genere. Un giorno che era sola in casa,aveva preso un po di farina aveva versato acqua, un goccio d'olio e un po di sale. […] Continue reading
    7 min
  • Su fantuzzu (il fantoccio). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Chelledda fit una pizzinna chi li piachiat a jocare chin sa farina, pro fachere sa pasta. Cando sa mama cochiat su pane issa l’azudabat e appustis chin-d unu cantu ‘e pasta fachiat milli cosas: brocchittas e cassaroleddas, puddichineddos e cosas de cada zenia. Una die fit sola in domo. Aiat picau sa farina, laiat ghettau abba, una guttia ‘e ozu, un’azicu ‘e sale… aiat impastau tottu e cariau bene sa pasta. Custa borta cheriat fachere unu fantuzzu! “Mi diat piachere a lu biere bibu custu fantuzzu! - pessabat - Commo li ponzo unu semene ‘e sindria in sas pettorras… comente unt coro!” [...] Continue reading
    7 min
  • La fiaba di Simone, il sognatore. Una fiaba di Antonella Orunesu.
    [...] Tra i tanti ricordi di quel tempo ce ne sta uno, che ogni volta che ci penso il cuore mi balla dall’emozione. Fu quando l'insegnante di francese, Madam Serault, Antonella di nome, aveva portato a scuola un buffo coso, che pareva un pupazzo: si chiamava Gaston. Era molto carino! Aveva i capelli gialli, di lana spettinata, un viso paonazzo e rubicondo, due occhi accesi, con un piccolo naso nero a palla, dai contorni violetto, e la bocca dall'espressione sempre scema e sorridente. Credo che gli mancasse pure un dente davanti, o forse due. [...] Continue reading
    21 min
  • L’asinello Fortunello. Una fiaba
    Quando l’asinello Ciucco ciucco bello arrivò alla fattoria, piangeva come una cascata. Comare oca, nel vederlo in quello stato, gli corse subito incontro. «Oh, poverino, oh, poverino oh… oh… oh…» gli disse preoccupata «ma cosa ti è successo, asinello, che piangi così tanto?» Ciucco bello bello, tra un singhiozzo e l’altro, le rivelò di aver combinato propRio un guaio, grosso! Comare oca, che non stava zitta nemmeno a legarle il becco, appena vide le amiche non riuscì a trattenersi, e raccontò quel che aveva sentito. [...] Continue reading
    8 min

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