Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • La leggenda del diavolo cervo. Di Grazia Deledda
    [...] C'era dunque un pastore di Oliena, molto devoto e pio e perciò malvisto dal demonio che, riuscitegli vane tutte le tentazioni per condurlo al male, si vendicò di lui in questo modo. Nei giorni un po' tranquilli il pastore, affidata la greggia ad un suo compagno, si recava alla caccia del cervo e del muflone su per i monti. Un bel giorno d'inverno, mentre cacciava, vide un magnifico cervo poco distante da lui: lo sparò, e lo ferì leggermente, ma non poté pigliarlo. E si mise ad inseguirlo. [...] Continue reading
    6 min
  • La leggenda del diavolo cervo. Di Grazia Deledda
    [...] C'era dunque un pastore di Oliena, molto devoto e pio e perciò malvisto dal demonio che, riuscitegli vane tutte le tentazioni per condurlo al male, si vendicò di lui in questo modo. Nei giorni un po' tranquilli il pastore, affidata la greggia ad un suo compagno, si recava alla caccia del cervo e del muflone su per i monti. Un bel giorno d'inverno, mentre cacciava, vide un magnifico cervo poco distante da lui: lo sparò, e lo ferì leggermente, ma non poté pigliarlo. E si mise ad inseguirlo. [...] Continue reading
    6 min
  • Il gigante cattivo, una fiaba di Oscar Wilde
    Ma un giorno il Gigante tornò. Erano trascorsi un bel po’ d’anni, o qualcosa di più, o qualcosa di meno, non importa, erano comunque tanti.
    Quando il Gigante giunse nel suo paesello i paesani lo riconobbero subito. Senza nemmeno salutare i compaesani, curvo e con un respiro di belva, il Gigante si diresse verso casa. Appena giunto di fronte al cancello estrasse di tasca le grandi chiavi ferrose e aprì. Un rumore assordante di ferraglia rugginosa invase l’aria. Laggiù, sul fondo, stava il Castello, con la sua torre imponente, e intorno il giardino, il suo grande giardino. Ma subito si accorse con stupore che il giardino era pieno di bambini, sì, erano proprio bambini. Ed erano tanti. Corrugò la fronte e… «Ehi, voi, che cosa ci fate nel mio giardino?» gridò il Gigante con una voce che pareva un tuono pauroso prima di un temporale. «Questo è il mio giardino! ». [...] Continue reading
    11 min
  • Sapo Pipa Kururù, detto il figlio del Sole. Una fiaba dall’Amazzonia
    Tra quelle fitte e rigogliose foreste, dove animali di innumerevoli specie e fiumi sinuosi che sembrano non avere fine, la grande e immensa Amazzonia racconta fiabe e leggende di straordinaria bellezza.
    Guerrieri che si trasformano in pesci o tigri, delfini rosa che incantano donne e bambini, sirene di acqua dolce e addirittura un dio implacabile che protegge la foresta pluviale.
    Ebbene, noi, in questa fiaba racconteremo di un animaletto; un piccolo essere comparso molto molto tempo fa, quando ancora il tempo non aveva tempo. Quando ancora l’uomo non c’era.
    Ed ecco che nella palude grande della foresta Amazzonica, viveva tra i tanti animali, Sapo Pipa Kururù. Era un rospo. Un rospo verde verde a chiazze scuro scuro, e squamoso, che assomigliava ad un aquilone: Continue reading
    13 min
  • Atlante, figlio di Poseidone. Nascita e sorte dell’isola di Atlantide. Mitologia
    Gli Atlanti abitavano un’isola che si estendeva davanti alle Colonne d’Ercole, quando si usciva dal Mediterraneo e si entrava nell’Oceano. Allorché gli dei si erano spartiti la terra, Atene era diventata la parte spettante ad Atena ed Efesto, ma l’Atlantide divenne il dominio di Poseidone. Qui, in questa meravigliosa e prospera isola, veniva Clito, una giovane che aveva perduto i genitori, chiamati Evenore e Leucippa. Poseidone se ne innamorò. Clito abitava sulla montagna centrale dell’isola di Atlante. Attorno alla sua casa, il dio del mare edificò una grande muraglia. [...] Continue reading
    10 min
  • Filippa, la bambina esploratrice nella notte prima di Halloween, la notte delle paure. Di Gaetano Marino
    [...] E vissero per sempre felici e contenti! Qualcuno disse. Poi all’improvviso la luce della camera si spense e tutto diventò nero, buio, scuro come la pece. Solo il lumicino della Luna rubava un po’ di buio infilandosi con la propria luce d’argento spettrale. Intorno, nella camera, vi stavano solo un’idea di ombre immobili. Sì, un’idea, o forse, sarebbe meglio dire un ricordo. Perché Filippa, la piccola grande cacciatrice di mostri, conosceva bene quel posto, anche se stava immerso nel quasi buio, e perché quel posto era proprio la sua camera. Per questo sapeva con certezza che là, in fondo, ci stava la sua comodissima Spumalestorie, la poltrona sbrindellata dei viaggi di tutte le storie. Storie di sogni dalle storie di libri, e da divorare. Spumalestorie aveva di fronte, come sempre, il fedelissimo Spumailpiedino, il push push poggiapiedi dai mille colori, consumati e scoloriti. [...] Continue reading
    22 min
  • La notte di Halloween e la caccia alle streghe nella casa dei mostri
    [...] Insomma, quella era la notte del 31 ottobre, la famosa notte di Halloween. La misteriosa notte in cui i confini tra il mondo dei vivi e il mondo dei defunti si confondevano. Per una notte sola i morti avevano il permesso di tornare in vita, con il compito di portare scompiglio, e, soprattutto, spaventare a morte, si fa per dire, vero? i vivi. Una specie di vendetta dei defunti, via. Io penso, e forse mi sbaglio, perché a loro, i morti, era toccato il destino di abbandonare il mondo dei vivi - che tutto sommato, diciamolo, non è poi così tanto brutto da buttare via. Ed eccoli dunque, i tre inseparabili amici, rigorosamente vestiti di nero, con gli abiti al rovescio, e soprattutto, dovevano camminare all’indietro; perché solo così si potevano incontrare le streghe. Adriano, portava la zucca scavata, con dentro una lanterna al petrolio. Filippo teneva sulle spalle una ragnatela ricavata dalla grande borsa a rete, che serviva alla mamma per far la spesa di casa. E Marta passeggiava sulla propria mano un ragno gigante che si chiamava Aràcnum Pelòsitum: grande quanto il suo pugno. Ma un ragno vero, pelosissimo, e soprattutto amicissimo, eh sì, perché i due si conoscevano sin da quando la bestiolina stava ancora nel suo piccolo uovo. [...] Continue reading
    39 min
  • Notte Paura, Notte di Storie e altre tenere creature. Un racconto di Gaetano Marino
    Eppure, fu un disastro. Eh sì, perché quella tela di ragno, schifosamente appiccicosa di bava schiumosa - tanto che non aveva mai mancato una preda - si ridusse miseramente in frantumi. Da sempre quella trappola stava ben incastrata tra i battenti della piccola finestra ridotta in frantumi, tra le tante del muro di cinta di quella vecchia casa. Casa buia, dove il silenzio si faceva spettrale ed era l’unico padrone superstite. Oramai un rudere abbandonato, era quella casa. Lugubre e piena di strane ombre, che comparivano improvvise e funeste, così da far venire i peli dritti dalla paura, persino ai lupi mannari, i figli randagi delle notti di luna piena, che infestavano da sempre la contea. E quella era la contea della Marmilla, una bella terra ricca e rigogliosa, posta all’interno dell’isola di Sandalia. Continue reading
    25 min
  • La notte di Halloween nello stagno dei piccoli e grandi amici. Un racconto di Gaetano Marino

    Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

    Anche se quella era la notte di Halloween, la piccola rana Amelina e i suoi amici se la spassavano nell’acqua dello stagno come avevano sempre fatto in una qualsiasi notte dell’anno. Quella era una notte che non poteva essere uguale a tutte le altre notti, loro lo sapevano bene, ma nonostante tutto ogni cosa procedeva come sempre, come una solita notte: Bertoldo, il cigno osservava vanitoso il riflesso delle sue piume sullo stagno di mare, mentre Castore, il grande muggine, si srotolava sull’acqua fischiettando, e Cesarina, la piccola vongola, spruzzava di qua e di là i suoi giochi d’acqua. Così trascorreva quella notte. D’un tratto però il muggine Castore si fermò durante le sue giravolte e vide la principessa Berta, insieme alle sue sorelline, raccogliere le grandi zucche che crescevano nel giardino del grande palazzo posto di fronte allo stagno. [...]

    29 min
  • Storia di Giacomino dai capelli rossi, detto Pilu Arrubiu, e del diavoletto Coiscedda
    Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Sardegna un piccolo uomo, scuro e rosso di capelli. Il suo nome era Giacomino, detto Pilu Arrubiu, che vuol dire proprio capelli rossi. Pilu Arrubiu aveva fama d’essere un uomo bugiardo, imbroglione e ladro, e aveva anche la cattiva abitudine di bere troppo; specialmente Abbardente, una grappa tra le più buone e conosciute al mondo.
    Una notte Pilu Arrubiu si ritrovò svenuto a terra in aperta campagna, proprio perché aveva bevuto troppo. Ma dopo qualche istante, mentre la sua anima era fuggita per prendere un po’ d’aria e fluttuava libera per l’aria, un diavoletto, che si chiamava Coiscedda, venne da sottoterra rapido rapido a rubargliela. [...] Continue reading
    15 min

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