Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Il pellicano e il serpente. Una favola di Leonardo da Vinci
    Quando il pellicano parti per andare in cerca di cibo, un serpente, ben nascosto fra i rami, cominciò a muoversi verso il nido.
    I piccoli dormivano, tranquilli.
    Il serpente si avvicinò, e con un lampo malvagio negli occhi iniziò la strage. Un morso velenoso a ciascuno, e i poveretti passarono immediatamente dal sonno alla morte. Soddisfatto il serpente ritornò nel suo nascondiglio, per godersi il ritorno del pellicano.
    Infatti, di lì a poco, l'uccello ritornò.
    Alla vista di quella strage incominciò a piangere, e il suo lamento era così disperato che tutti gli abitanti della foresta lo ascoltavano commossi. [...] Continue reading
    4 min
  • Il ritorno di Odisseo a Itaca. La vendetta. Mitologia
    Venne il tramonto e Odisseo stava lì, sulla spiaggia dell’isola dei Feaci, a raccontare le sue avventure. Il fuoco illuminava su ogni cosa, mentre gli sguardi dei Feaci stavano silenziosi, basiti, e rapiti dall’emozione. Poi, quando la notte spinse il sole oltre l’orizzonte, e le ombre dominarono il buio danzando sui riflessi roventi del fuoco, Odisseo, il triste eroe e sfortunato re di Itaca, concluse il suo racconto con il desiderio di poter rivedere la sua patria. Fu allora che il re dei Feaci, Alcinoo, si alzò e parlò così:
    -Odisseo, amico straniero e nostro onorabile ospite, hai sofferto molto, ora però le tue pene sono finite. Noi ti accompagneremo a Itaca, come promesso. Riceverai da noi molti doni preziosi, più di quanto non avessi meritato dopo aver sconfitto la città di Troia. [...] Continue reading
    28 min
  • Il ritorno di Odisseo a Itaca. La vendetta. Mitologia
    Venne il tramonto e Odisseo stava lì, sulla spiaggia dell’isola dei Feaci, a raccontare le sue avventure. Il fuoco illuminava su ogni cosa, mentre gli sguardi dei Feaci stavano silenziosi, basiti, e rapiti dall’emozione. Poi, quando la notte spinse il sole oltre l’orizzonte, e le ombre dominarono il buio danzando sui riflessi roventi del fuoco, Odisseo, il triste eroe e sfortunato re di Itaca, concluse il suo racconto con il desiderio di poter rivedere la sua patria. Fu allora che il re dei Feaci, Alcinoo, si alzò e parlò così:
    -Odisseo, amico straniero e nostro onorabile ospite, hai sofferto molto, ora però le tue pene sono finite. Noi ti accompagneremo a Itaca, come promesso. Riceverai da noi molti doni preziosi, più di quanto non avessi meritato dopo aver sconfitto la città di Troia. [...] Continue reading
    28 min
  • Eracle, tra inganni, colpe e schiavitù. Dalla principessa Iole alla regina Onfale.
    [...] Per espiare questo delitto esecrabile, in quanto compiuto in casa dall'ospite, Eracle si rivolse all'oracolo di Delfi per chiederne penitenza, ma la Pizia non volle nemmeno ascoltarlo e si rifiutò di dargli responso.
    Anche qui Eracle mostrò il suo caratteraccio e si mise a devastare il santuario, tanto che intervenne Apollo e si accese una lotta feroce tra i due.
    Ma Apollo era un Dio ed Ercole un semidio, per cui alla fine avrebbe prevalso Apollo, ed Eracle sarebbe dunque morto. Allora Zeus per non perdere il figlio intervenne e fece cessare la lotta, poi pregò la Pizia di fare il suo lavoro e questa a malincuore lasciò il responso. [...] Continue reading
    11 min
  • Eracle, tra inganni, colpe e schiavitù. Dalla principessa Iole alla regina Onfale.
    [...] Per espiare questo delitto esecrabile, in quanto compiuto in casa dall'ospite, Eracle si rivolse all'oracolo di Delfi per chiederne penitenza, ma la Pizia non volle nemmeno ascoltarlo e si rifiutò di dargli responso.
    Anche qui Eracle mostrò il suo caratteraccio e si mise a devastare il santuario, tanto che intervenne Apollo e si accese una lotta feroce tra i due.
    Ma Apollo era un Dio ed Ercole un semidio, per cui alla fine avrebbe prevalso Apollo, ed Eracle sarebbe dunque morto. Allora Zeus per non perdere il figlio intervenne e fece cessare la lotta, poi pregò la Pizia di fare il suo lavoro e questa a malincuore lasciò il responso. [...] Continue reading
    11 min
  • Eracle, tra inganni, colpe e schiavitù. Dalla principessa Iole alla regina Onfale.
    [...] Per espiare questo delitto esecrabile, in quanto compiuto in casa dall'ospite, Eracle si rivolse all'oracolo di Delfi per chiederne penitenza, ma la Pizia non volle nemmeno ascoltarlo e si rifiutò di dargli responso.
    Anche qui Eracle mostrò il suo caratteraccio e si mise a devastare il santuario, tanto che intervenne Apollo e si accese una lotta feroce tra i due.
    Ma Apollo era un Dio ed Ercole un semidio, per cui alla fine avrebbe prevalso Apollo, ed Eracle sarebbe dunque morto. Allora Zeus per non perdere il figlio intervenne e fece cessare la lotta, poi pregò la Pizia di fare il suo lavoro e questa a malincuore lasciò il responso. [...] Continue reading
    11 min
  • Il Basilisco. Una favola di Leonardo da Vinci
    Nella lontana Cirenaica vive un animale pericolosissimo che si chiama basilisco. è un piccolissimo animale. Non è più lungo di dodici dita e ha una grande macchia bianca sulla testa cresposa che sembra un diamante. Al temuto Basilisco basta anche solo un fischio per mettere in fuga ogni serpente, anche se molto più grande di lui.
    Invece di muoversi strisciando a spirale, come tutti i serpenti, il Basilisco corre veloce e dritto sollevando in aria il busto. Come fosse un guerriero fiero e possente.
    È un animale terribile e velenosissimo. Accadde un giorno che un cavaliere tornasse al suo castello dopo un faticoso torneo, quando, all’improvviso il suo cavallo, s’imbizzarrì. Scansò da un lato, e si mise a nitrire spaventatissimo: veva visto il terribile Basilisco. Il cavaliere, che aveva la lancia in mano, subito colpì il velenoso serpente e lo uccise. Ma il Basilisco, prima di morire ebbe appena il tempo di mordere la lancia del cavaliere. Subito il veleno potentissimo del rettile incominciò a salire su per le fibre dell’asta, raggiunse la mano del cavaliere, e l’uomo e il cavallo morirono in un istante tra terribili sofferenze.
    In quel momento arrivò un altro Basilisco, il quale, non potendo più uccidere nessuno, soffiò contro l’erba e contro i cespugli: così che l’erba e i cespugli inaridirono e seccarono, e i sassi si sbriciolarono come fosse sabbia. Continue reading
    4 min
  • Il testamento dell’aquila. Una favola di Leonardo da Vinci
    Una vecchia aquila reale, che viveva da molti anni solitaria sopra un'altissima roccia, sentì che l'ora della morte era vicina. Con un grido possente chiamò i suoi figli che vivevano sulle rocce sottostanti, e quando furono tutti riuniti intorno a lei li guardò uno per uno e disse:
    - Io vi ho nutriti ed allevati perché, fino da piccoli, siete stati capaci di guardare il sole. Ho lasciato morire di fame i vostri fratelli che non sopportavano la sua vista. Perciò voi siete degni di volare più in alto di tutti gli uccelli. Chi non vuol morire non si accosti mai al vostro nido. Tutti gli animali devono temervi, e voi
    non farete alcun male a chi vi rispetta, ma gli lascerete mangiare gli avanzi delle vostre prede.
    Ora io sto per lasciarvi, ma non morirò qui nel mio nido. Volerò in alto, fin dove mi porteranno le ali; mi protenderò verso il sole come se dovessi andare da lui. I suoi raggi infuocati bruceranno le mie vecchie penne, precipiterò verso la terra, cadrò dentro l'acqua.
    Ma da quell'acqua, per miracolo, rinascerò un'altra volta, ringiovanita, pronta a ricominciare una nuova esistenza. Così è la natura delle aquile, il nostro destino. -
    Detto questo l'aquila reale spiccò il volo: maestosa e solenne ruotò intorno alla roccia dove stavano i suoi figli; poi, all'improvviso, puntò diritta verso l'alto, per bruciare nel sole le sue ali ormai stanche. Continue reading
    4 min

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