Polesine, Comisso, Cibotto: acqua, alluvione e “Scano Boa” tra nebbia, pesca di valle e memoria del Delta.
Tra Po e Adige il paesaggio non è mai definitivo. È l’acqua a modellare campi, caratteri, destini. Attraverso le parole di Giovanni Comisso emerge una terra resistente, plasmata dalla fatica e dalla precarietà. A questo sguardo si affianca quello di Gian Antonio Cibotto, che nel dopoguerra racconta un territorio segnato dall’alluvione del 1951 e da un’identità sospesa tra sopravvivenza e dignità. Con "Scano Boa" il Delta diventa materia narrativa: silenzi, barche, nebbie, nascita e morte si intrecciano in un ciclo elementare. Anche il cinema ne raccoglie l’eredità, trasformando il romanzo in immagini asciutte e realistiche. La cucina locale – dallo storione in umido alle vongole della Sacca di Scardovari – restituisce la stessa essenzialità: pochi ingredienti, sapori netti, memoria collettiva. Una voce che, dal margine della regione, dialoga con quella di Rachele nel segno della concretezza.
Fonti: Giovanni Comisso, "Veneto", Touring Club Italiano, Milano, 1964.Gian Antonio Cibotto, "Cronache dell’alluvione", Longanesi, Milano, 1954.Gian Antonio Cibotto, "Scano Boa", Rizzoli, Milano, 1961.Franco Wolcan, "Ritratto di Rachele", Edizioni Grafica Sanvitese, San Vito di Cadore (BL), 1999.Testimonianze orali di Mina Buscicchio Balsamo e Marco Segato.
“Parole nel Ven(e)to. Rachele Padovan la Cortina dei letterati buongustai” è un podcast prodotto da Madagascar Communication con il contributo di Regione del Veneto. È scritto da Anna Ferrarese e Silvia Fiore Scarabello. Sigla, musiche, sound design e post-produzione audio sono di Andrea Ascani per Globe Studio; creative producer è Giada Chervatin; fonico di presa diretta Michele Bacelle.
Si ringrazia il Comune di Cortina d'Ampezzo.