Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta episodes

  • Castelvecchio Calvisio il borgo fortificato dalla forma ellittica (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Affacciato sulla Valle del Tirino, il borgo di Castelvecchio Calvisio sorge tra le montagne del Gran Sasso, all’interno del Parco Nazionale, a 1.067 metri d’altezza.
    Strade strette, archi e volte, case costruite su più livelli e sulle linee morbide della collina e raggiungibili attraverso i barbacani, le antiche scale in pietra.
    Il borgo di Castelvecchio Calvisio presenta degli scenari naturali che si legano alle forti tradizioni ancora conservate e tramandate dalla comunità locale.
    Le strade sono disposte in maniera regolare e il borgo è suddiviso in porzioni geometriche quasi perfette.
    L’antica cinta muraria ancora mostra le antiche delimitazioni del centro abitato insieme alle porte d’accesso ancora conservate.
    La forma ellittica del borgo fortificato, rende Castelvecchio Calvisio unico nel suo genere.

    Castelvecchio Calvisio: https://maps.app.goo.gl/5qfyryXNpRMisSn98
    8 min
  • Castel di Ieri (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Castel di Ieri sorge all’interno del Parco Naturale Regionale Sirente, nel territorio collinare della Valle Subequana, a 519 metri sul livello del mare.
    Il paese è costruito su un’altura dalla quale spicca la maestosa torre quadrata che domina il borgo antico.
    Castel di Ieri si presenta come un tipico borgo medievale con la tipica struttura “a fuso” delle vie del centro storico, caratteristica dei borghi medievali abruzzesi. La zona più recente dell’abitato è costituita, invece, da una struttura a raggiera.
    Nell’abitato sono presenti numerose abitazioni basse e a villetta edificate nel corso dell’Ottocento.
    Il borgo è circondato da un territorio collinare utilizzato prevalentemente per le attività agricole, che viene incorniciato da una serie di monti.

    Castel di Ieri: https://maps.app.goo.gl/vqcyedWi61YksVTn8
    16 min
  • Carsoli (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Carsoli è un borgo che sorge in provincia de L’Aquila, sui monti Carseolani, a 600 metri di altitudine, nei pressi della Piana del Cavaliere.
    Carsoli è attraversato dal fiume Turano e il suo territorio è composto da due zone, una più moderna in cui si sviluppa l’area commerciale e industriale, e una più antica, posta sul colle che domina il circondario, dove si trovano i resti dell’antico Castello Orsini.
    Negli ultimi anni Carsoli ha iniziato a sviluppare la sua predisposizione al turismo valorizzando cosi il paesaggio che lo circonda, in particolare i percorsi boschivi ideali per chi cerca una vacanza a contatto con la natura.

    Carsoli: https://maps.app.goo.gl/k7eypq8fNBgvLL5U6
    9 min
  • Cappadocia porta d’ingresso al Parco dei Simbruini (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Cappadocia è un tipico borgo della Marsica, situato a poco più di 1.000 metri di altitudine, porta d’ingresso al Parco Naturale dei Monti Simbruini, adagiato nella meravigliosa e bucolica Valle del Liri.
    Immerso nel verde dell’Appennino centrale abruzzese, circondato da una natura incantevole e da colori vivi, brillanti, Cappadocia è caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso. L’economia della zona, dedita all’allevamento, al commercio del legname e al turismo è fortemente condizionata dalla posizione del Borgo.
    La parte più antica del centro abitato conserva ancora intatta la struttura originaria con piccole strade strette e case in pietra.

    Cappadocia: https://maps.app.goo.gl/y53DW3pUaibDPNme8
    5 min
  • Campo di Giove tra boschi e Majella (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Campo di Giove è un’apprezzata meta turistica sia durante il periodo invernale sia durante quello estivo.
    Impianti di risalita e piste da sci sono immersi in un territorio montano ricco di sentieri, di boschi di faggi, aceri, lecci, pini, betulle e di fantastici scenari da scoprire quando il freddo non è troppo intenso.
    Il territorio è compreso nel Parco Nazionale della Majella ed è caratterizzato dalla presenza di lussureggianti faggete secolari, da boschi profumati in cui si possono raccogliere funghi, frutti di bosco, fragoline, nocciole e da percorsi pianeggianti che si prestano a passeggiate, equitazione, mountain bike, escursioni guidate nel parco.

    Campo di Giove: https://maps.app.goo.gl/YaiJBqtpJCuY2Q5N8
    30 min
  • Barrea affacciata sul lago (Abruzzo - Borghi Autentici d'Italia)
    Barrea (Varréa in dialetto barreano) è un comune abruzzese di 705 abitanti della provincia dell'Aquila, i cui abitanti son detti Barreani, facente parte dell'Associazione Borghi Autentici d'Italia.
    Importante località turistica, è uno dei centri principali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
    Arroccato su di uno sperone roccioso di montagna, molto suggestivo il centro storico che conserva ancora intatte le tracce di un antico passato in cui veniva utilizzato come incastellamento a scopo difensivo.
    Il borgo con la sua struttura odierna fu creato intorno all’anno Mille per opera di alcuni monaci, con l’intento di raccogliere le popolazioni della vallata in insediamenti più sicuri.

    Barrea: https://maps.app.goo.gl/mCmCYWxV27Bc5f7n7
    10 min
  • Sicilia 1948 (4a parte) da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    Le nove ore di treno tra Palermo e Catania bastano, senza bisogno di altre informazioni, a dare un'immagine concreta della Sicilia più remota, quella che fa parlare di sé nei drammi della vita sociale.
    Lungo la fascia costiera, l'impressione è di una fatica a cui sorride il cielo.
    È sempre presente in Sicilia una doppia immagine della vita: la fatica degli uomini, diligente, accanita, primitiva nei campi, che si capisce prospera ma senza segni di evidente benessere nell'abitato, segretamente prospera come tutto qui è segreto, e non soltanto per sinuosità ma per pudore o decoro; e poi il cielo, l'aria, il mare, fantastici, prodighi, felici.
    Internandosi a dieci chilometri dalla costa, è come se si capitasse in un altro paese.
    È un altopiano compatto, per gran parte dell'anno colore della terra nuda fra fulva e rossiccia, senza un albero, con rare abitazioni sparse che poi si scoprono per rifugi; con macchie di verde intenso attorno, che poi si scoprono per folti, siepi, viali di fichi d'india, simulanti veri viali, frutteti, giardini. E non un albero.
    Tutto è colore della terra, colore del pane, colore della pietra.
    In una crepa un torrentello rompe la compattezza della terra.
    E silenzio ininterrotto. Lontano, sui poggi e sui monti, che appena si distinguono dalla sassaia delle cime o su vere fortezze naturali, i paesi e le città.
    Scarsi gli animali, per lo più i muli e gli asini aggiogati all'aratro primitivo, e sembra un fenomeno di mimetismo che essi siano fulvi un poco più della terra.
    Sulla strada nazionale che segue il fondovalle, che si attorciglia ai colli, e ai monti fino all'altezza della rocca di Enna, un uomo a cavallo evoca una vecchia immagine solitaria e avventurosa, e un'auto, la sola che abbia visto in tante ore, simile a un grosso coleottero, poiché non vi sono abitazioni in vista se non i paesi a grandi distanze sulle alture, gli scarsi uomini che badano ai campi, alle semine, con l'asinello, sembrano raminghi in un perpetuo viaggio.
    26 min
  • Sicilia 1948 (3a parte) da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    L’autocorriera che per Monreale va a Partinico, per la montagna, qualche volta è presa d'assalto dai banditi.
    Più sicuro il treno.
    Può capitare però qualche volta di subire il "passo" in quel tratto di chilometri fra la strada di Partinico e l'abitato.
    In questo tratto si trova una casa isolata, una distilleria di vinacce, un canneto, che come in guerra rappresentano accidenti insidiosi della strada, ottimi nascondigli e covi di boscate. Il "passo" consiste nel doversi buttare a ventre a terra all'ordine dei banditi che abbiano voglia di presentarsi, lasciandosi frugare e sequestrare il denaro.
    Ma sono colpi che si fanno quando sono informati sicuramente di qualcuno che porti con sé molto denaro, e meglio nei giorni in cui la gente va alla fiera.
    La polizia arriverà poco dopo il "passo" con le autoblinde, e sempre troppo tardi.
    Forestiero, a Partinico, cento occhi vi seguono, da quello che vende uva e arance nel baracchino della stazione, al farmacista vestito di nero sulla nera soglia del nero ingresso della sua farmacia.
    Se qualcuno vi dicesse sottovoce una parola sulla situazione, sareste molto sorpresi di ascoltare che il terrore più grande è quello della polizia.
    31 min
  • Sicilia 1948 (2a parte) da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    L’impressione di una società in timore è dunque continuo in Sicilia.
    Il timore di essere umiliato fa sì che l'individuo sia continuamente in sospetto.
    Di una natura che non si rassegna una condizione che si intuisce sottoposta a mille inibizioni, prepotenze, cattiverie, vendette, reagisce con un senso prepotente di sé, con un'affermazione della propria personalità, col lavoro accanito, l’ingegnosità, l'abilità, l'intrigo, e in mancanza d'altro con il suo brusco riserbo.
    Una certa cortesia che se è così contrastante con la formalissima cortesia di cui sono capaci i Siciliani, è il segno di questa personalità, l'indizio di questa fuga dalla condizione di sottomissione, di umiliazione, di pericolo, che si intuiscono subito e che vi danno alla prima l'impressione di trovarvi in un ambiente facile ai risentimenti e una rivalità inconsulta e quasi femminile.
    Tenendo presente ciò, ci si può appassionare alla lotta quotidiana che si svolge vivace, infaticabile, piena di accorgimenti e di meandri.
    Ma qual è il fondo di questo timore?
    Entrando in certi villaggi e paesi, forestiero, si ha chiara l'impressione di arrivare inopportuni.
    Ed essere seguiti, tenuti d'occhio, se non proprio di essere in pericolo.
    Si entra così nell'atmosfera di timore che è di tutti gli altri, solo che voi siete identificato a quel non so che di denotante in voi il forestiero.
    14 min
  • Sicilia 1948 (1a parte) da «Un treno nel Sud» di Corrado Alvaro
    Da Napoli in giù, ognuno che tenga negozio, che sia dietro un banco, che abbia roba da vendere, a meno che non provenga da una vecchia tradizione mercantile com'è per certi nomi di famiglia che hanno botteghe in tutto il mezzogiorno, o un negozio organizzato modernamente, considera voi compratore poco meno che un bisognoso, un pover'uomo che è costretto a comperare e che compera il bene altrui.
    Vendervi la roba, è come se vi vendesse il suo fegato, e basterebbe già questo per mettervi di cattivo umore.
    Ma se vi adattate alla vostra parte di questuante ai piedi del trono di un tabaccaio o di un farmacista, se siete dotato di spirito riflessivo, vi capiterà di scoprire un carattere, un modo di vivere, una società, e sotto questa pessima raccomandazione ai cattive maniere, alcune delle potenzialmente più vive caratteristiche del meridionale.
    Capirete che chi vi disprezza perché comperate un pacchetto di sigarette o perché consumate un pasto presso di lui, ha dovuto subire disprezzo e offese innumerevoli a sua volta; che quel buco o quello locale sono il frutto di una fatica più penosa che altrove, di infinite prepotenze subite, di una società insomma che ignora il sacro salario, il riconoscimento della capacità di lavoro, e conosce la prepotenza dei potenti grandi e piccoli, a cominciare dalla polizia e dalla gente delle tasse, al ricco e all'alleato del ricco.
    15 min

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