Firenze 24 giugno 1591
Mia adorata,
tutti commettono colpe e io ne commisi, e la più grave ora, perché vado, ritorno nella mia Inghilterra, e mai ti dissi che questo giorno sarebbe giunto.
Col mio silenzio e la mia continua presenza ti illusi d’eterno, non ti parlai di quella moglie che m'attende e mi richiama, dei miei figli.
Pago, rinunciando al tuo amore, un pomeriggio d'agosto, un prato e il corpo mio nel suo, un seme che si partì fecondo, così mi ritrovai sposato e non avevo che diciotto anni.
Lei già ventisei, e si chiama Anne.
Neppur sai che son Poeta, attore, che ho alti desideri di palcoscenico e parole, perché non molte ce ne furono fra noi, parole, se non di passione e desiderio.
Era bello lasciar morire il mondo intorno, quel non voler dire e non voler sapere, ma l'istante è giunto e tu devi, mi adorata, devi.
Leggi questi fogli che io ti lascio, leggili nel silenzio della stanza tua di notte, tra le lenzuola che ancor mi conservano nell'impronta, leggimi prima della piangente aurora.
V'è tutto qui, del tempo di gaiezze che sì copiose m'hanno invaso, da non poterne più dimenticare.
Luoghi narranti narrati o citati: Firenze
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Il più grande poeta e drammaturgo inglese racconta con le sue parole, il suo viaggio, i suoi incontri.Shakespeare ci prende per mano e ci racconta strade e palazzi, musei e monumenti, caffè storici e atmosfere dove la Firenze vera di ieri e di oggi può ritrovarsi.
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