L’Italia è tappezzata di cartelli turistici attraverso i quali le amministrazioni più virtuose provano a narrare la storia e il genius loci a chiunque abbia tempo e voglia di capire dove è capitato.
Berceto non faceva eccezione.
Uno dei cartelli spiegava come Berceto fosse da sempre una tappa fondamentale dell’Antica Strada di Monte Bardone, più nota come Strada Romea.
L’itinerario della più conosciuta Via Peregrinorum, che nel medioevo avrebbe preso il nome di Via Francigena.
Nel 718, ovvero qualcosa come duecentosessanta anni prima di Sigerico di Canterbury, di qui passò anche Moderanno, un vescovo di Rennes, il patrono di Berceto.
Leggenda vuole che Moderanno recasse nella bisaccia le preziose reliquie di San Remigio con l’intento di portarle a Roma ma, di passaggio a Berceto, le dimenticò appese a un alto ramo dove le aveva riposte durante la notte per proteggerle dall’assalto dei briganti.
Durante il viaggio di ritorno in Francia, di nuovo a Berceto, il ramo dove aveva lasciato la bisaccia era talmente cresciuto che non gli fu possibile raggiungerlo.
Così Moderanno, leggendo in questo fatto un segno del Divino, decise di fermarsi a Berceto dove passò il resto della sua esistenza fino alla morte.
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Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, autori nel 2024 di questo diario di viaggio, marchigiani di San Benedetto del Tronto, sono scrittori e viaggiatori "terranauti", dediti cioè con passione all'arte del viaggiare lento, fuori dai circuiti del turismo ordinario e in genere con il trasporto pubblico.La geografia dei corsi d'acqua e delle Valli li guida alla ricerca dell'osteria perduta, piacevolmente trascinati da un'onda anomala di luoghi, persone comuni e personaggi noti, scrittori, poeti, trattorie, cibi, libri, vini, film, canzoni, montagne, fiumi ...