Pensieri Precari

Pensieri Precari

By Nicola ZinziArtsBooks
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Pensieri Precari episodes

  • Due amici
    In qualche momento del viaggio cominciarono a discutere, ed un amico diede uno schiaffo all’altro. Addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia:
    IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.
    Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno. L’amico che era stato a schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò. Dopo essersi ripreso, scrisse in una pietra:
    IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA.
    L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai in una pietra. Perché?
    L’altro amico rispose: quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.
    IMPARA A SCRIVERE LE TUE FERITE NELLA SABBIA ED A INCIDERE IN PIETRA LE TUE GIOIE. Dicono che ci vuole un minuto per trovare una persona speciale, una ora per apprezzarla, un giorno per amarla, ma una vita intera per dimenticarla.
    2 min
  • La consolazione - Bruno Ferrero
    Una bambina torna dalla casa di una vicina alla quale era appena morta, in modo tragico la figlioletta di otto anni.
    "Perché sei andata?", le domanda il padre.
    "Per consolare la mamma".
    "E che potevi fare, tu così piccola, per consolarla?".
    "Le sono salita in grembo e ho pianto con lei".
    Se accanto a te c'è qualcuno che soffre, piangi con lui. Se c'è qualcuno che è felice, ridi con lui.
    L'amore vede e guarda, ode e ascolta. Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati.
    1 min
  • Quello che metti nella vita degli altri...
    Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di creare una lista di nomi di altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un pò di spazio sotto ogni nome. Successivamente disse di pensare alla cosa più bella che pensavano sui loro compagni di classi e scriverla sotto i nomi.
    Ci volle più di un’ora per finire il lavoro ed all’uscita ogni studente consegno il proprio foglio all’insegnante. Quel sabato l’insegnante scrisse su un foglio separato il nome di ogni studente e aggiunse alla lista tutto quello che gli altri avevano detto su di lui/lei.
    Al rientro a scuola diede ad ogni studente la propria lista. Quando iniziarono a leggere l’intera classe stava sorridendo. “Davvero?”, sentì sussurrare poco dopo. “Non immaginavo di contare così tanto per qualcuno!” e “Non pensavo di piacere così tanto”, erano le frasi pronunciate.
    Dopo quell’esercizio nessuno ne parlo più, e la prof non seppe se gli studenti ne discussero dopo la lezione o con i genitori, ma ciò che era importante era che l’esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e di ciò che avevano scoperto, e diventarono più uniti.
    Molti anni dopo, uno di quegli studenti fu ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato dentro una bara, ma era così bello e così maturo.
    La chiesa era stracolma dei suoi amici, uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara e l’insegnante fu l’ultimo. Mentre si trovava davanti alla salma, uno dei soldati presenti si avvicino e le domandò: “Lei era l’insegnate di matematica di Mark, vero?”. Lei annuì e disse: “Mark parlava spessissimo di lei!”.
    Dopo il funerale di Mark molti ex compagni andarono tutti insieme al rinfresco. I genitori stavano lì, in attesa di parlare con l’insegnante. “Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre estraendo un portafoglio. “Lo hanno trovato nella giaca di mio figlio, pensiamo possa riconoscerlo.”
    Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta, aperti e ripiegati molte volte. L’insegnante capì ancora prima di guardarli che quei fogli erano quelli in cui erano scritti tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto molti anni prima.
    “Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark. “Come può vedere Mark lo conservò come un tesoro.”. Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charlie sorrise e disse: “Io ho ancora la mia lista. E’ nel cassetto della mia scrivania.”.
    La moglie di Chuck disse che il marito l’aveva aggiunta nell’album di nozze, e Marilyn invece aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un’altra compagna, aprì l’agenda e tirò fuori la sua lista, mostrandola a tutti.”La porto sempre con me, sono sicura che tutti l’abbiamo conservata”.
    Dopo tutto ciò l’insegnante si sedette e si mise a piangere. Pianse per Mark e per tutti gli amici che non l’avrebbero rivisto. Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita un giorno all’altro finirà, ma nessuno sa quando accadrà.Perciò dite alle persone che le amate e quanto vi importa di loro. Diteglielo prima che sia troppo tardi. Un modo di farlo è continuare ad inoltrare questo messaggio. Se non lo condividi avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile verso gli altri.
    Ricorda, “ciò che semini raccogli”. Quelli che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua.
    4 min
  • Il segreto della felicità
    Un giovane chiese al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. “Ti chiedo solo un favore” disse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versò due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza far cadere l’olio”.
    Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: “Hai visto i fantastici arazzi della sala da pranzo? Hai passeggiato nei magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio.
    “Torna indietro e guarda le meraviglie del mondo” disse il saggio. Il giovane prese il cucchiaino e riprese a passeggiare; questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” chiese il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse che gli erano cadute. “Questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio: “il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”
    2 min
  • L'Aquila che si crede un pollo
    Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini. Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.
    Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro. Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
    La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita: “Chi è quello?”, chiese. “E’ l’aquila, il re degli uccelli” rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli.”
    E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.”
    2 min
  • Lo scopo della lettura - storia Zen -
    Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?’ domandò un allievo al suo Maestro. Il Maestro non gli rispose e gli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell’acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.
    L’allievo trasalì, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica. Tuttavia non poteva contraddire il proprio Maestro e prese il setaccio. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume non riusciva a fare nemmeno un passo verso il Maestro che non ne rimaneva neanche una goccia. Provò e riprovò decine di volte ma per quanto cercasse di correre più veloce l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.
    Stremato, si sedette accanto al Maestro e disse: ‘Non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito.’
    ‘No’, rispose il vecchio sorridendo, ‘tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L’acqua, filtrando dai suoi buchi, lo ha ripulito.’
    ‘Quando leggi dei libri’, continuò il vecchio Maestro, ‘tu sei come il setaccio ed essi sono come l’acqua del fiume. Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura’.
    3 min
  • Kafka e la bambola viaggiatrice
    Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure”, diceva la lettera. Seguiva poi un bellissimo racconto di avventure immaginarie, di viaggi e di fantasia. Elsi leggendo quelle parole suggestive che la rimandavano a luoghi lontani, si sentì immediatamente consolata. Alla fine lo scrittore le regalò una nuova bambola, chiaramente diversa da quella perduta. Ma il suo aspetto diverso venne giustificato da un biglietto: “I miei viaggi mi hanno cambiata”.
    2 min
  • James Joyce - La vita è come un'eco
    “Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…
    All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”
    Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva: “AAAhhhhhhhhhhh!!!”
    Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”
    E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”
    Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”
    E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”
    Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”
    E ricevette la risposta: “Codardo!”
    Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”
    Il padre gli sorrise e rispose: ”Figlio mio, ora stai attento”
    E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”
    La voce rispose: “Tu sei un campione!”
    Il figlio era sorpreso ma non capiva.
    Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno eco ma in realtà è vita.
    La vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
    La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.
    Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore.
    Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.
    Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.
    La nostra vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.
    Non cercare di cambiare la tua vita, cambia il tuo atteggiamento verso la vita”.
    2 min
  • monologo Love actually
    Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c’è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so, nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che, se lo cerchi l’amore, davvero è dappertutto.
    1 min

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