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  • Charles Mingus (1922-1979): una retrospettiva a cent’anni dalla nascita (1./5)

    Nato in Arizona nell’aprile del 1922 e scomparso ancora in piena attività nel 1979, Charles Mingus è stata una delle personalità di primissimo piano del jazz moderno sin dalla seconda metà degli anni ’40.

    Personalità forte, vulcanica, a volte decisamente scontrosa, Mingus è stato il leader di innumerevoli formazioni dove svolgeva il ruolo di catalizzatore e centro di gravità, e con cui praticava una sorta di composizione/arrangiamento istantanei frutto del continuo lavoro comune. Da queste band sono fuoriusciti numerosi campioni del jazz degli anni ’60 e ’70.

    Nell’anno del centenario dalla nascita, Maurizio Franco dedica un’ampia e completa retrospettiva in dieci puntate sull’arte del grande contrabbassista e compositore. Questa settimana vi proponiamo la seconda parte.

    28 min
  • Ingombranti! Storia del basso tuba nel jazz (5./5)

    Sulla scorta delle marchin’ band, ma non solo, nel periodo del pre-jazz, il basso tuba entrò da subito nella strumentazione della musica di matrice afro-americana. Fu essenziale anche nelle piccole formazioni ma piano piano fu sostituita dal contrabbasso, per certi versi più maneggevole, che per il suo suono pizzicato più vellutato meglio espletava la funzione di “legante” della musica.

    Il basso tuba ha avuto importanti solisti che nel jazz della prima ora agirono in orchestre come quelle di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Fletcher Henderson. Malgrado la perdita di velocità dovuta all’emergere del contrabbasso, il basso tuba è restato presente nella strumentazione del jazz, avendo in seguito addirittura una sorta di rilancio - grazie anche a solisti come Howard Johnson - in epoca contemporanea, presente ad esempio nelle orchestre e nei gruppi di Gil Evans, Lester Bowie, Mike Westbrook, Henry Threadgill, o ancora nella funambolica Dirty Dozen Brass Band.

    27 min
  • Ingombranti! Storia del basso tuba nel jazz (4./5)

    Sulla scorta delle marchin’ band, ma non solo, nel periodo del pre-jazz, il basso tuba entrò da subito nella strumentazione della musica di matrice afro-americana. Fu essenziale anche nelle piccole formazioni ma piano piano fu sostituita dal contrabbasso, per certi versi più maneggevole, che per il suo suono pizzicato più vellutato meglio espletava la funzione di “legante” della musica.

    Il basso tuba ha avuto importanti solisti che nel jazz della prima ora agirono in orchestre come quelle di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Fletcher Henderson. Malgrado la perdita di velocità dovuta all’emergere del contrabbasso, il basso tuba è restato presente nella strumentazione del jazz, avendo in seguito addirittura una sorta di rilancio - grazie anche a solisti come Howard Johnson - in epoca contemporanea, presente ad esempio nelle orchestre e nei gruppi di Gil Evans, Lester Bowie, Mike Westbrook, Henry Threadgill, o ancora nella funambolica Dirty Dozen Brass Band.

    27 min
  • Ingombranti! Storia del basso tuba nel jazz (3./5)

    Sulla scorta delle marchin’ band, ma non solo, nel periodo del pre-jazz, il basso tuba entrò da subito nella strumentazione della musica di matrice afro-americana. Fu essenziale anche nelle piccole formazioni ma piano piano fu sostituita dal contrabbasso, per certi versi più maneggevole, che per il suo suono pizzicato più vellutato meglio espletava la funzione di “legante” della musica.

    Il basso tuba ha avuto importanti solisti che nel jazz della prima ora agirono in orchestre come quelle di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Fletcher Henderson. Malgrado la perdita di velocità dovuta all’emergere del contrabbasso, il basso tuba è restato presente nella strumentazione del jazz, avendo in seguito addirittura una sorta di rilancio - grazie anche a solisti come Howard Johnson - in epoca contemporanea, presente ad esempio nelle orchestre e nei gruppi di Gil Evans, Lester Bowie, Mike Westbrook, Henry Threadgill, o ancora nella funambolica Dirty Dozen Brass Band.

    28 min
  • Ingombranti! Storia del basso tuba nel jazz (2./5)

    Sulla scorta delle marchin’ band, ma non solo, nel periodo del pre-jazz, il basso tuba entrò da subito nella strumentazione della musica di matrice afro-americana. Fu essenziale anche nelle piccole formazioni ma piano piano fu sostituita dal contrabbasso, per certi versi più maneggevole, che per il suo suono pizzicato più vellutato meglio espletava la funzione di “legante” della musica.

    Il basso tuba ha avuto importanti solisti che nel jazz della prima ora agirono in orchestre come quelle di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Fletcher Henderson. Malgrado la perdita di velocità dovuta all’emergere del contrabbasso, il basso tuba è restato presente nella strumentazione del jazz, avendo in seguito addirittura una sorta di rilancio - grazie anche a solisti come Howard Johnson - in epoca contemporanea, presente ad esempio nelle orchestre e nei gruppi di Gil Evans, Lester Bowie, Mike Westbrook, Henry Threadgill, o ancora nella funambolica Dirty Dozen Brass Band.

    28 min
  • Ingombranti! Storia del basso tuba nel jazz (1./5)

    Sulla scorta delle marchin’ band, ma non solo, nel periodo del pre-jazz, il basso tuba entrò da subito nella strumentazione della musica di matrice afro-americana. Fu essenziale anche nelle piccole formazioni ma piano piano fu sostituita dal contrabbasso, per certi versi più maneggevole, che per il suo suono pizzicato più vellutato meglio espletava la funzione di “legante” della musica.

    Il basso tuba ha avuto importanti solisti che nel jazz della prima ora agirono in orchestre come quelle di Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Fletcher Henderson. Malgrado la perdita di velocità dovuta all’emergere del contrabbasso, il basso tuba è restato presente nella strumentazione del jazz, avendo in seguito addirittura una sorta di rilancio - grazie anche a solisti come Howard Johnson - in epoca contemporanea, presente ad esempio nelle orchestre e nei gruppi di Gil Evans, Lester Bowie, Mike Westbrook, Henry Threadgill, o ancora nella funambolica Dirty Dozen Brass Band.

    29 min
  • Joe Venuti, padre del violino jazz (5./5)

    Giuseppe Venuti (1903-1978) detto “Joe”, di chiare origini italiane, è stato il pioniere del violino jazz.

    Fu notissimo a cavallo tra anni ’20 e ’30, quando si esibiva soprattutto con il chitarrista Eddie Lang ma anche con gente quale Bing Crosby, Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Benny Goodman.

    Gli anni ’40 e ’50 lo videro poco attivo, mentre tornò in auge sul finire dei Sessanta, tra l’altro con le collaborazioni con Zoot Sims. Si stabilì per un certo periodo a Milano nel decennio successivo e fece visita in alcune occasioni alla RSI.

    Marcello Lorrai ripercorre una carriera straordinaria proponendoci anche inedite chicche.

     

    29 min
  • Joe Venuti, padre del violino jazz (4./5)

    Giuseppe Venuti (1903-1978) detto “Joe”, di chiare origini italiane, è stato il pioniere del violino jazz.

    Fu notissimo a cavallo tra anni ’20 e ’30, quando si esibiva soprattutto con il chitarrista Eddie Lang ma anche con gente quale Bing Crosby, Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Benny Goodman.

    Gli anni ’40 e ’50 lo videro poco attivo, mentre tornò in auge sul finire dei Sessanta, tra l’altro con le collaborazioni con Zoot Sims. Si stabilì per un certo periodo a Milano nel decennio successivo e fece visita in alcune occasioni alla RSI.

    Marcello Lorrai ripercorre una carriera straordinaria proponendoci anche inedite chicche.

     

    28 min
  • Joe Venuti, padre del violino jazz (3./5)

    Giuseppe Venuti (1903-1978) detto “Joe”, di chiare origini italiane, è stato il pioniere del violino jazz.

    Fu notissimo a cavallo tra anni ’20 e ’30, quando si esibiva soprattutto con il chitarrista Eddie Lang ma anche con gente quale Bing Crosby, Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Benny Goodman.

    Gli anni ’40 e ’50 lo videro poco attivo, mentre tornò in auge sul finire dei Sessanta, tra l’altro con le collaborazioni con Zoot Sims. Si stabilì per un certo periodo a Milano nel decennio successivo e fece visita in alcune occasioni alla RSI.

    Marcello Lorrai ripercorre una carriera straordinaria proponendoci anche inedite chicche.

     

    29 min
  • Joe Venuti, padre del violino jazz (2./5)

    Giuseppe Venuti (1903-1978) detto “Joe”, di chiare origini italiane, è stato il pioniere del violino jazz.

    Fu notissimo a cavallo tra anni ’20 e ’30, quando si esibiva soprattutto con il chitarrista Eddie Lang ma anche con gente quale Bing Crosby, Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Benny Goodman.

    Gli anni ’40 e ’50 lo videro poco attivo, mentre tornò in auge sul finire dei Sessanta, tra l’altro con le collaborazioni con Zoot Sims. Si stabilì per un certo periodo a Milano nel decennio successivo e fece visita in alcune occasioni alla RSI.

    Marcello Lorrai ripercorre una carriera straordinaria proponendoci anche inedite chicche.

     

    27 min

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