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  • Claudio Fasoli, sassofonista (1./5)

    Di origine veneziana, ma milanese d’adozione, Claudio Fasoli è una delle grandi figure del jazz italiano, non del tutto riconosciuta, sin dagli anni’70.

    Si mise in evidenza dapprima nel gruppo di jazz-rock Perigeo, con il quale lavorò dal 1972 al ’77, per poi indirizzare la sua ricerca (passando anche dal sax alto al tenore) in un ambito più prettamente jazzistico con la direzione di piccoli gruppi.

    Di rilievo la sua vena di compositore, sviluppata sin dagli anni ’70, dove convergono influenze del jazz modale ma anche della musica novecentesca e contemporanea.

    Ha lavorato tra gli altri con Lee Konitz, Kenny Wheeler, Dave Holland, Bobo Stenson, Manfred Schoof, Henri Texier, Aldo Romano. In Italia ricordiamo la sua partecipazione al quintetto di Giorgio Gaslini, alla Grande orchestra nazionale, alla Lydian Sound Orchestra, nonché le collaborazioni con Enrico Pieranunzi, Stefano Battaglia e molti altri.

    29 min
  • Per una storia del piano trio (5./5)

    La tipica formazione jazz piano-contrabbasso-batteria nasce nella seconda metà degli anni ’40 e si svilupperà nei decenni seguenti fino a diventare una delle più classiche del jazz moderno.

    Dopo che il pianoforte aveva avuto un ruolo in trii di altra natura (con strumenti a fiato, chitarra, batteria…) grazie all’impulso che diedero Jelly Roll Morton e Teddy Wilson (con Benny Goodman), in seguito in maniera più decisa Nat Cole e Art Tatum, fu Erroll Garner che - dopo aver preso il posto di Tatum nel di lui trio con il chitarrista “Tiny" Grimes e il bassista "Slam" Stewart – per primo sperimentò alla fine del 1944 la line-up con contrabbasso e batteria. Tra i giovani “modernisti” fu Bud Powell il primo pianista a cogliere le potenzialità del nuovo format nel contesto del be-bop nascente.

    Le cose poi andarono veloci. Nella linea “classica” di Garner si profilarono i trii dello stesso Teddy Wilson, di Duke Ellington, poi di un grande stilista quale Oscar Peterson.

    Su quella di Bud Powell si innestarono i trii di Horace Silver e poco dopo di Bill Evans, vero e proprio caposcuola che farà di questa formazione il suo maggiore veicolo espressivo diventando modello di quanti seguiranno: Hancock, in un’altra accezione McCoy Tyner, Corea, Jarrett.

    28 min
  • Per una storia del piano trio (4./5)

    La tipica formazione jazz piano-contrabbasso-batteria nasce nella seconda metà degli anni ’40 e si svilupperà nei decenni seguenti fino a diventare una delle più classiche del jazz moderno.

    Dopo che il pianoforte aveva avuto un ruolo in trii di altra natura (con strumenti a fiato, chitarra, batteria…) grazie all’impulso che diedero Jelly Roll Morton e Teddy Wilson (con Benny Goodman), in seguito in maniera più decisa Nat Cole e Art Tatum, fu Erroll Garner che - dopo aver preso il posto di Tatum nel di lui trio con il chitarrista “Tiny" Grimes e il bassista "Slam" Stewart – per primo sperimentò alla fine del 1944 la line-up con contrabbasso e batteria. Tra i giovani “modernisti” fu Bud Powell il primo pianista a cogliere le potenzialità del nuovo format nel contesto del be-bop nascente.

    Le cose poi andarono veloci. Nella linea “classica” di Garner si profilarono i trii dello stesso Teddy Wilson, di Duke Ellington, poi di un grande stilista quale Oscar Peterson.

    Su quella di Bud Powell si innestarono i trii di Horace Silver e poco dopo di Bill Evans, vero e proprio caposcuola che farà di questa formazione il suo maggiore veicolo espressivo diventando modello di quanti seguiranno: Hancock, in un’altra accezione McCoy Tyner, Corea, Jarrett.

    27 min
  • Per una storia del piano trio (3./5)

    La tipica formazione jazz piano-contrabbasso-batteria nasce nella seconda metà degli anni ’40 e si svilupperà nei decenni seguenti fino a diventare una delle più classiche del jazz moderno.

    Dopo che il pianoforte aveva avuto un ruolo in trii di altra natura (con strumenti a fiato, chitarra, batteria…) grazie all’impulso che diedero Jelly Roll Morton e Teddy Wilson (con Benny Goodman), in seguito in maniera più decisa Nat Cole e Art Tatum, fu Erroll Garner che - dopo aver preso il posto di Tatum nel di lui trio con il chitarrista “Tiny" Grimes e il bassista "Slam" Stewart – per primo sperimentò alla fine del 1944 la line-up con contrabbasso e batteria. Tra i giovani “modernisti” fu Bud Powell il primo pianista a cogliere le potenzialità del nuovo format nel contesto del be-bop nascente.

    Le cose poi andarono veloci. Nella linea “classica” di Garner si profilarono i trii dello stesso Teddy Wilson, di Duke Ellington, poi di un grande stilista quale Oscar Peterson.

    Su quella di Bud Powell si innestarono i trii di Horace Silver e poco dopo di Bill Evans, vero e proprio caposcuola che farà di questa formazione il suo maggiore veicolo espressivo diventando modello di quanti seguiranno: Hancock, in un’altra accezione McCoy Tyner, Corea, Jarrett.

    27 min
  • Per una storia del piano trio (2./5)

    La tipica formazione jazz piano-contrabbasso-batteria nasce nella seconda metà degli anni ’40 e si svilupperà nei decenni seguenti fino a diventare una delle più classiche del jazz moderno.

    Dopo che il pianoforte aveva avuto un ruolo in trii di altra natura (con strumenti a fiato, chitarra, batteria…) grazie all’impulso che diedero Jelly Roll Morton e Teddy Wilson (con Benny Goodman), in seguito in maniera più decisa Nat Cole e Art Tatum, fu Erroll Garner che - dopo aver preso il posto di Tatum nel di lui trio con il chitarrista “Tiny" Grimes e il bassista "Slam" Stewart – per primo sperimentò alla fine del 1944 la line-up con contrabbasso e batteria. Tra i giovani “modernisti” fu Bud Powell il primo pianista a cogliere le potenzialità del nuovo format nel contesto del be-bop nascente.

    Le cose poi andarono veloci. Nella linea “classica” di Garner si profilarono i trii dello stesso Teddy Wilson, di Duke Ellington, poi di un grande stilista quale Oscar Peterson.

    Su quella di Bud Powell si innestarono i trii di Horace Silver e poco dopo di Bill Evans, vero e proprio caposcuola che farà di questa formazione il suo maggiore veicolo espressivo diventando modello di quanti seguiranno: Hancock, in un’altra accezione McCoy Tyner, Corea, Jarrett.

    28 min
  • Per una storia del piano trio (1./5)

    La tipica formazione jazz piano-contrabbasso-batteria nasce nella seconda metà degli anni ’40 e si svilupperà nei decenni seguenti fino a diventare una delle più classiche del jazz moderno.

    Dopo che il pianoforte aveva avuto un ruolo in trii di altra natura (con strumenti a fiato, chitarra, batteria…) grazie all’impulso che diedero Jelly Roll Morton e Teddy Wilson (con Benny Goodman), in seguito in maniera più decisa Nat Cole e Art Tatum, fu Erroll Garner che - dopo aver preso il posto di Tatum nel di lui trio con il chitarrista “Tiny" Grimes e il bassista "Slam" Stewart – per primo sperimentò alla fine del 1944 la line-up con contrabbasso e batteria. Tra i giovani “modernisti” fu Bud Powell il primo pianista a cogliere le potenzialità del nuovo format nel contesto del be-bop nascente.

    Le cose poi andarono veloci. Nella linea “classica” di Garner si profilarono i trii dello stesso Teddy Wilson, di Duke Ellington, poi di un grande stilista quale Oscar Peterson.

    Su quella di Bud Powell si innestarono i trii di Horace Silver e poco dopo di Bill Evans, vero e proprio caposcuola che farà di questa formazione il suo maggiore veicolo espressivo diventando modello di quanti seguiranno: Hancock, in un’altra accezione McCoy Tyner, Corea, Jarrett.

    29 min
  • On fire! George Adams & Don Pullen (5./5)

    Il sassofonista George Adams e il pianista Don Pullen, con il batterista Dannie Richmond – tutti fedeli partner dell’ultima fase creativa di Charles Mingus – danno vita dopo la scomparsa del loro mentore ad uno straordinario quartetto (Cameron Brown sarà al contrabbasso) che infuocherà i palcoscenici di festival, sale da concerto e club di tutto il mondo.

    Una musica di straordinaria potenza ed energia la loro, una delle storie più pregnanti del jazz degli anni ’80 che ci è raccontata da Marcello Lorrai in questa serie di “Birdland”.

    29 min
  • On fire! George Adams & Don Pullen (4./5)

    Il sassofonista George Adams e il pianista Don Pullen, con il batterista Dannie Richmond – tutti fedeli partner dell’ultima fase creativa di Charles Mingus – danno vita dopo la scomparsa del loro mentore ad uno straordinario quartetto (Cameron Brown sarà al contrabbasso) che infuocherà i palcoscenici di festival, sale da concerto e club di tutto il mondo.

    Una musica di straordinaria potenza ed energia la loro, una delle storie più pregnanti del jazz degli anni ’80 che ci è raccontata da Marcello Lorrai in questa serie di “Birdland”.

    29 min
  • On fire! George Adams & Don Pullen (3./5)

    Il sassofonista George Adams e il pianista Don Pullen, con il batterista Dannie Richmond – tutti fedeli partner dell’ultima fase creativa di Charles Mingus – danno vita dopo la scomparsa del loro mentore ad uno straordinario quartetto (Cameron Brown sarà al contrabbasso) che infuocherà i palcoscenici di festival, sale da concerto e club di tutto il mondo.

    Una musica di straordinaria potenza ed energia la loro, una delle storie più pregnanti del jazz degli anni ’80 che ci è raccontata da Marcello Lorrai in questa serie di “Birdland”.

    29 min
  • On fire! George Adams & Don Pullen (2./5)

    Il sassofonista George Adams e il pianista Don Pullen, con il batterista Dannie Richmond – tutti fedeli partner dell’ultima fase creativa di Charles Mingus – danno vita dopo la scomparsa del loro mentore ad uno straordinario quartetto (Cameron Brown sarà al contrabbasso) che infuocherà i palcoscenici di festival, sale da concerto e club di tutto il mondo.

    Una musica di straordinaria potenza ed energia la loro, una delle storie più pregnanti del jazz degli anni ’80 che ci è raccontata da Marcello Lorrai in questa serie di “Birdland”.

    29 min

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