Podcast Rimosso

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  • “Little Walter” Jacobs, lo sfortunato re dell'armonica (2./3)

    Nativo della Louisiana (1930) ed arrivato a Chicago nel ’46, Little Walter – malgrado la breve vita – è da considerare uno dei grandi del blues urbano. Chitarrista dapprima, è però con l’armonica a bocca che dà il meglio di sé spingendo lo strumento a limiti sonori impensabili prima, grazie anche all’amplificazione dello strumento, pure con uso di effetti estremi come la distorsione, che fu il primo ad introdurre.

    Fedelissimo nel gruppo di Muddy Waters negli anni ’50, iniziò in seguito una carriera di successo come solista che lo portò ad avere una quindicina di singles nella top 10 delle classifiche R&B di Bilboard.

    Fu comunque ancora richiestissimo ospite di musicisti come Bo Diddley, Otis Rush, Rocky Fuller ed altri del giro della Chess Records.

    La sua carriera fu purtroppo segnata, dagli anni ’60 in avanti, da crescenti problemi di alcoolismo che furono la causa della morte intervenuta nel febbraio del 1968 (subito dopo il suo secondo tour europeo), per le conseguenze di una rissa fuori da un locale di Chicago dove si era esibito la sera precedente.

     

    26 min
  • “Little Walter” Jacobs, lo sfortunato re dell'armonica (1./3)

    Nativo della Louisiana (1930) ed arrivato a Chicago nel ’46, Little Walter – malgrado la breve vita – è da considerare uno dei grandi del blues urbano. Chitarrista dapprima, è però con l’armonica a bocca che dà il meglio di sé spingendo lo strumento a limiti sonori impensabili prima, grazie anche all’amplificazione dello strumento, pure con uso di effetti estremi come la distorsione, che fu il primo ad introdurre.

    Fedelissimo nel gruppo di Muddy Waters negli anni ’50, iniziò in seguito una carriera di successo come solista che lo portò ad avere una quindicina di singles nella top 10 delle classifiche R&B di Bilboard.

    Fu comunque ancora richiestissimo ospite di musicisti come Bo Diddley, Otis Rush, Rocky Fuller ed altri del giro della Chess Records.

    La sua carriera fu purtroppo segnata, dagli anni ’60 in avanti, da crescenti problemi di alcoolismo che furono la causa della morte intervenuta nel febbraio del 1968 (subito dopo il suo secondo tour europeo), per le conseguenze di una rissa fuori da un locale di Chicago dove si era esibito la sera precedente.

     

    27 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (5./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (4./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    28 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (3./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (2./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Il genio di Michel Legrand, pianista, compositore, arrangiatore (1./5)

    Marcello Lorrai rende omaggio al genio di un musicista la cui notorietà è uscita dallo stretto ambito del jazz per abbracciare la musica per film, quella di varietà, la canzone francese, la musica colta.

    Michel Legrand, parigino verace, era nato nel 1932 ed è scomparso nel gennaio 2019.

    Cresciuto in una famiglia molto musicale, dopo gli studi al Conservatorio si innamora del jazz e inizia ventenne la sua lunga carriera, accanto ad Henri Salvador.

    Subito dopo, siamo a metà dei ‘50, compone l’album I love Paris, pubblicato da un’etichetta statunitense, Sarà un incredibile successo che lo farà conoscere anche al pubblico americano. E di lì a poco è chiamato a lavorare con i grandi del jazz, Miles Davis in primis.

    Poco prima dei trent’anni entra nel giro che sarà decisivo per l’altra parte della sua carriera, quella di compositore per il cinema. Scrive per Godard, Demy e tantissimi altri registi per un repertorio complessivo di oltre 200 colonne sonore. Tre gli Oscar vinti (1968, 1971 e 1983) e 5 i Grammy (tre nel 1972 e due nel 1975).

    E accanto a tutto ciò non dobbiamo dimenticare la sua prolifica attività di pianista (anche classico), di arrangiatore, di direttore d’orchestra e di big band!

    29 min
  • Sonny Rollins, registrazioni live anni ’50 e ’60 (5./5)

    Oggi 91.enne, Sonny Rollins è uno degli ultimi grandi protagonisti del jazz moderno ancora in vita, anche se ormai non più in attività.

    Claudio Sessa si concentra in questa serie su alcune registrazioni dal vivo fondamentali nella discografia del “Saxophone Colossus” tra anni ’50 e ’60, partire da quel A night at the Village Vaunguard del 1957 che in pratica inaugurava il trio sassofono-basso-batteria, senza strumento d’accompagnamento quindi, intuizione rivoluzionaria all’epoca.

    28 min
  • Sonny Rollins, registrazioni live anni ’50 e ’60 (4./5)

    Oggi 91.enne, Sonny Rollins è uno degli ultimi grandi protagonisti del jazz moderno ancora in vita, anche se ormai non più in attività.

    Claudio Sessa si concentra in questa serie su alcune registrazioni dal vivo fondamentali nella discografia del “Saxophone Colossus” tra anni ’50 e ’60, partire da quel A night at the Village Vaunguard del 1957 che in pratica inaugurava il trio sassofono-basso-batteria, senza strumento d’accompagnamento quindi, intuizione rivoluzionaria all’epoca.

    27 min
  • Sonny Rollins, registrazioni live anni ’50 e ’60 (3./5)

    Oggi 91.enne, Sonny Rollins è uno degli ultimi grandi protagonisti del jazz moderno ancora in vita, anche se ormai non più in attività.

    Claudio Sessa si concentra in questa serie su alcune registrazioni dal vivo fondamentali nella discografia del “Saxophone Colossus” tra anni ’50 e ’60, partire da quel A night at the Village Vaunguard del 1957 che in pratica inaugurava il trio sassofono-basso-batteria, senza strumento d’accompagnamento quindi, intuizione rivoluzionaria all’epoca.

    28 min

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