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Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones e icona del rock, è scomparso alla fine dello scorso mese di agosto. In questa serie di tre puntate di Birdland Riccardo Bertoncelli documenta quello che è stato il suo primo amore dichiarato: il jazz. Una musica che Watts non ha mai abbandonato, che suonava regolarmente nei momenti di pausa dagli impegni della band, che ritroviamo in alcuni progetti discografici suoi e di illustri colleghi.
Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones e icona del rock, è scomparso alla fine dello scorso mese di agosto. In questa serie di tre puntate di Birdland Riccardo Bertoncelli documenta quello che è stato il suo primo amore dichiarato: il jazz. Una musica che Watts non ha mai abbandonato, che suonava regolarmente nei momenti di pausa dagli impegni della band, che ritroviamo in alcuni progetti discografici suoi e di illustri colleghi.
Un brillante musicista, sassofonista e flautista, scomparso giovane in piena attività (nel 1986 a 49 anni) e oggi un po’ dimenticato: Joe Farrell, nome d’arte di Joseph Carl Firrantello, lo ricordiamo anche ma non solo per la feconda collaborazione con Chick Corea, nei Return to Forever ma anche in altre formazioni del grande pianista.
Ha lavorato nella prima parte di carriera con Mingus, Jaki Byard, Maynard Ferguson, Thad Jones. Ascoltato in seguito accanto a musicisti del calibro Elvin Jones, Aretha Franklin, George Benson, Lalo Schifrin e moltissimi altri, nonché richiesto sideman in ambito pop da star quali Santana, James Brown, Bee Gees. Nella sua sterminata discografia spiccano una quindicina di album a suo nome, molti dei quali pubblicati dalla CTI.
Un brillante musicista, sassofonista e flautista, scomparso giovane in piena attività (nel 1986 a 49 anni) e oggi un po’ dimenticato: Joe Farrell, nome d’arte di Joseph Carl Firrantello, lo ricordiamo anche ma non solo per la feconda collaborazione con Chick Corea, nei Return to Forever ma anche in altre formazioni del grande pianista.
Ha lavorato nella prima parte di carriera con Mingus, Jaki Byard, Maynard Ferguson, Thad Jones. Ascoltato in seguito accanto a musicisti del calibro Elvin Jones, Aretha Franklin, George Benson, Lalo Schifrin e moltissimi altri, nonché richiesto sideman in ambito pop da star quali Santana, James Brown, Bee Gees. Nella sua sterminata discografia spiccano una quindicina di album a suo nome, molti dei quali pubblicati dalla CTI.
Un brillante musicista, sassofonista e flautista, scomparso giovane in piena attività (nel 1986 a 49 anni) e oggi un po’ dimenticato: Joe Farrell, nome d’arte di Joseph Carl Firrantello, lo ricordiamo anche ma non solo per la feconda collaborazione con Chick Corea, nei Return to Forever ma anche in altre formazioni del grande pianista.
Ha lavorato nella prima parte di carriera con Mingus, Jaki Byard, Maynard Ferguson, Thad Jones. Ascoltato in seguito accanto a musicisti del calibro Elvin Jones, Aretha Franklin, George Benson, Lalo Schifrin e moltissimi altri, nonché richiesto sideman in ambito pop da star quali Santana, James Brown, Bee Gees. Nella sua sterminata discografia spiccano una quindicina di album a suo nome, molti dei quali pubblicati dalla CTI.
Un brillante musicista, sassofonista e flautista, scomparso giovane in piena attività (nel 1986 a 49 anni) e oggi un po’ dimenticato: Joe Farrell, nome d’arte di Joseph Carl Firrantello, lo ricordiamo anche ma non solo per la feconda collaborazione con Chick Corea, nei Return to Forever ma anche in altre formazioni del grande pianista.
Ha lavorato nella prima parte di carriera con Mingus, Jaki Byard, Maynard Ferguson, Thad Jones. Ascoltato in seguito accanto a musicisti del calibro Elvin Jones, Aretha Franklin, George Benson, Lalo Schifrin e moltissimi altri, nonché richiesto sideman in ambito pop da star quali Santana, James Brown, Bee Gees. Nella sua sterminata discografia spiccano una quindicina di album a suo nome, molti dei quali pubblicati dalla CTI.
Un brillante musicista, sassofonista e flautista, scomparso giovane in piena attività (nel 1986 a 49 anni) e oggi un po’ dimenticato: Joe Farrell, nome d’arte di Joseph Carl Firrantello, lo ricordiamo anche ma non solo per la feconda collaborazione con Chick Corea, nei Return to Forever ma anche in altre formazioni del grande pianista.
Ha lavorato nella prima parte di carriera con Mingus, Jaki Byard, Maynard Ferguson, Thad Jones. Ascoltato in seguito accanto a musicisti del calibro Elvin Jones, Aretha Franklin, George Benson, Lalo Schifrin e moltissimi altri, nonché richiesto sideman in ambito pop da star quali Santana, James Brown, Bee Gees. Nella sua sterminata discografia spiccano una quindicina di album a suo nome, molti dei quali pubblicati dalla CTI.
Django Reinhardt e Toots Thielemans sono gli esponenti più in vista di una scuola chitarristica belga che annovera, oltre ad alcuni musicisti minori, anche due altre figure di primo piano.
Grazie al “patrocinio” di Reinhardt, René Thomas (1927-1975) ha avuto un ruolo di protagonista a partire dai primi anni ’50 sulla scena parigina. Si trasferì poi negli Stati Uniti, rientrando in Europa verso la metà di ’60. Influenzato da un maestro dello strumento come Jimmy Rainey, Thomas ha segnato l’evoluzione dello strumento nel jazz e l’approccio allo stesso di musicisti della successiva generazione quali Larry Coryell o John McLaughlin. Molto stimato tra i colleghi, fu uno dei chitarristi preferiti di Sonny Rollins.
Possiamo considerare per certi versi anche Philip Catherine (Londra, 1942) un continuatore dell’estetica di Thomas. Messosi in luce sulla scena internazionale nella seconda metà anni ’60 accanto a Dexter Gordon, Niels-Henning Ørsted Pedersen, Charles Mingus, Charlie Mariano, Carla Bley, Catherine ha iniziato a proporsi come leader con l’album Stream del 1971. Lo ricordiamo attivo in uno duo di successo di chitarre acustiche con Larry Coryell e poi anche in ambito jazz-rock, genere che affrontò con proprie formazioni e soprattutto in seno al gruppo del violinista Jean-Luc Ponty.
Django Reinhardt e Toots Thielemans sono gli esponenti più in vista di una scuola chitarristica belga che annovera, oltre ad alcuni musicisti minori, anche due altre figure di primo piano.
Grazie al “patrocinio” di Reinhardt, René Thomas (1927-1975) ha avuto un ruolo di protagonista a partire dai primi anni ’50 sulla scena parigina. Si trasferì poi negli Stati Uniti, rientrando in Europa verso la metà di ’60. Influenzato da un maestro dello strumento come Jimmy Rainey, Thomas ha segnato l’evoluzione dello strumento nel jazz e l’approccio allo stesso di musicisti della successiva generazione quali Larry Coryell o John McLaughlin. Molto stimato tra i colleghi, fu uno dei chitarristi preferiti di Sonny Rollins.
Possiamo considerare per certi versi anche Philip Catherine (Londra, 1942) un continuatore dell’estetica di Thomas. Messosi in luce sulla scena internazionale nella seconda metà anni ’60 accanto a Dexter Gordon, Niels-Henning Ørsted Pedersen, Charles Mingus, Charlie Mariano, Carla Bley, Catherine ha iniziato a proporsi come leader con l’album Stream del 1971. Lo ricordiamo attivo in uno duo di successo di chitarre acustiche con Larry Coryell e poi anche in ambito jazz-rock, genere che affrontò con proprie formazioni e soprattutto in seno al gruppo del violinista Jean-Luc Ponty.
Django Reinhardt e Toots Thielemans sono gli esponenti più in vista di una scuola chitarristica belga che annovera, oltre ad alcuni musicisti minori, anche due altre figure di primo piano.
Grazie al “patrocinio” di Reinhardt, René Thomas (1927-1975) ha avuto un ruolo di protagonista a partire dai primi anni ’50 sulla scena parigina. Si trasferì poi negli Stati Uniti, rientrando in Europa verso la metà di ’60. Influenzato da un maestro dello strumento come Jimmy Rainey, Thomas ha segnato l’evoluzione dello strumento nel jazz e l’approccio allo stesso di musicisti della successiva generazione quali Larry Coryell o John McLaughlin. Molto stimato tra i colleghi, fu uno dei chitarristi preferiti di Sonny Rollins.
Possiamo considerare per certi versi anche Philip Catherine (Londra, 1942) un continuatore dell’estetica di Thomas. Messosi in luce sulla scena internazionale nella seconda metà anni ’60 accanto a Dexter Gordon, Niels-Henning Ørsted Pedersen, Charles Mingus, Charlie Mariano, Carla Bley, Catherine ha iniziato a proporsi come leader con l’album Stream del 1971. Lo ricordiamo attivo in uno duo di successo di chitarre acustiche con Larry Coryell e poi anche in ambito jazz-rock, genere che affrontò con proprie formazioni e soprattutto in seno al gruppo del violinista Jean-Luc Ponty.
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