Podcast Rimosso

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  • Jack Teagarden (1905-1964), trombonista e cantante (2./5)

    Jack Teagarden, scomparso nel 1964 a soli 58 anni, è considerato uno dei maestri del trombone jazz: per la straordinaria tecnica assimilata quasi esclusivamente da autodidatta e per una musicalità fuori dal comune. Lo si ricorda anche come apprezzatissimo cantante. È stato uno dei primi musicisti bianchi ad assimilare la tradizione del blues, in un momento in cui i puristi consideravano che quella musica potesse essere resa appieno solo da interpreti di colore. Fu in tal senso stimato da colleghi i più diversi, esponenti del jazz classico e modernisti: da Louis Armstrong a Thelonious Monk per non citarne che due.Marcello Lorrai ripercorre la carriera di un musicista per il quale è stato spesso usato l’appellativo di genio, riservato di solito a gente come Armstrong o Ellington. Iniziata l’attività giovanissimo nella natia Texas e in Messico, grazie alla madre e insieme anche ai due fratelli e alla sorella – che saranno tutti musicisti professionisti - si trasferì a New York nel 1927. Fu strumentista e cantante subito molto richiesto da leader quali Paul Whiteman, Roger Wolfe Kahn e Ben Pollack, suonando accanto solisti che andavano per la maggiore come Benny Goodman o Bud Freeman. Fu molto attivo anche in piccoli gruppi, spesso con il cornettista Red Nichols. Dal 1939 al ‘47 diresse una sua eccellente big band con cui fu spesso in tournee e che produsse dischi di pregio. Chiusa quest’esperienza entrò a far parte dei piccoli gruppi di Louis Armstrong, con cui restò fino al 1951, e al culmine della notorietà diresse in seguito diverse sue all stars.

    28 min
  • Jack Teagarden (1905-1964), trombonista e cantante (1./5)

    Jack Teagarden, scomparso nel 1964 a soli 58 anni, è considerato uno dei maestri del trombone jazz: per la straordinaria tecnica assimilata quasi esclusivamente da autodidatta e per una musicalità fuori dal comune. Lo si ricorda anche come apprezzatissimo cantante. È stato uno dei primi musicisti bianchi ad assimilare la tradizione del blues, in un momento in cui i puristi consideravano che quella musica potesse essere resa appieno solo da interpreti di colore. Fu in tal senso stimato da colleghi i più diversi, esponenti del jazz classico e modernisti: da Louis Armstrong a Thelonious Monk per non citarne che due.Marcello Lorrai ripercorre la carriera di un musicista per il quale è stato spesso usato l’appellativo di genio, riservato di solito a gente come Armstrong o Ellington. Iniziata l’attività giovanissimo nella natia Texas e in Messico, grazie alla madre e insieme anche ai due fratelli e alla sorella – che saranno tutti musicisti professionisti - si trasferì a New York nel 1927. Fu strumentista e cantante subito molto richiesto da leader quali Paul Whiteman, Roger Wolfe Kahn e Ben Pollack, suonando accanto solisti che andavano per la maggiore come Benny Goodman o Bud Freeman. Fu molto attivo anche in piccoli gruppi, spesso con il cornettista Red Nichols. Dal 1939 al ‘47 diresse una sua eccellente big band con cui fu spesso in tournee e che produsse dischi di pregio. Chiusa quest’esperienza entrò a far parte dei piccoli gruppi di Louis Armstrong, con cui restò fino al 1951, e al culmine della notorietà diresse in seguito diverse sue all stars.

    29 min
  • Il clarinetto nel jazz moderno (5./5)

    Il clarinetto è uno strumento che ha avuto un ruolo fondamentale nel jazz delle origini, con solisti del calibro di Johnny Dodds, Artie Shaw, Pee Wee Russell, Sidney Bechet e finalmente Benny Goodman che hanno contribuito alla sua affermazione. Ma con l’evolversi del linguaggio e l’avvento del jazz moderno la sua importanza è in parte scemata a favore del sassofono.

    In questa serie di Birdland si vuol sfatare comunque il luogo comune che vuole il clarinetto – a partire dagli anni ’40 – come uno strumento desueto, vecchio, non adatto ai dettami del nuovo jazz. Claudio Sessa ci conduce in un mondo solo in parte noto, ricco di sorprese, tutto da scoprire.

    29 min
  • Il clarinetto nel jazz moderno (4./5)

    Il clarinetto è uno strumento che ha avuto un ruolo fondamentale nel jazz delle origini, con solisti del calibro di Johnny Dodds, Artie Shaw, Pee Wee Russell, Sidney Bechet e finalmente Benny Goodman che hanno contribuito alla sua affermazione. Ma con l’evolversi del linguaggio e l’avvento del jazz moderno la sua importanza è in parte scemata a favore del sassofono.

    In questa serie di Birdland si vuol sfatare comunque il luogo comune che vuole il clarinetto – a partire dagli anni ’40 – come uno strumento desueto, vecchio, non adatto ai dettami del nuovo jazz. Claudio Sessa ci conduce in un mondo solo in parte noto, ricco di sorprese, tutto da scoprire.

    28 min
  • Il clarinetto nel jazz moderno (3./5)

    Il clarinetto è uno strumento che ha avuto un ruolo fondamentale nel jazz delle origini, con solisti del calibro di Johnny Dodds, Artie Shaw, Pee Wee Russell, Sidney Bechet e finalmente Benny Goodman che hanno contribuito alla sua affermazione. Ma con l’evolversi del linguaggio e l’avvento del jazz moderno la sua importanza è in parte scemata a favore del sassofono.

    In questa serie di Birdland si vuol sfatare comunque il luogo comune che vuole il clarinetto – a partire dagli anni ’40 – come uno strumento desueto, vecchio, non adatto ai dettami del nuovo jazz. Claudio Sessa ci conduce in un mondo solo in parte noto, ricco di sorprese, tutto da scoprire.

    28 min
  • Il clarinetto nel jazz moderno (2./5)

    Il clarinetto è uno strumento che ha avuto un ruolo fondamentale nel jazz delle origini, con solisti del calibro di Johnny Dodds, Artie Shaw, Pee Wee Russell, Sidney Bechet e finalmente Benny Goodman che hanno contribuito alla sua affermazione. Ma con l’evolversi del linguaggio e l’avvento del jazz moderno la sua importanza è in parte scemata a favore del sassofono.

    In questa serie di Birdland si vuol sfatare comunque il luogo comune che vuole il clarinetto – a partire dagli anni ’40 – come uno strumento desueto, vecchio, non adatto ai dettami del nuovo jazz. Claudio Sessa ci conduce in un mondo solo in parte noto, ricco di sorprese, tutto da scoprire.

    27 min
  • Il clarinetto nel jazz moderno (1./5)

    Il clarinetto è uno strumento che ha avuto un ruolo fondamentale nel jazz delle origini, con solisti del calibro di Johnny Dodds, Artie Shaw, Pee Wee Russell, Sidney Bechet e finalmente Benny Goodman che hanno contribuito alla sua affermazione. Ma con l’evolversi del linguaggio e l’avvento del jazz moderno la sua importanza è in parte scemata a favore del sassofono.

    In questa serie di Birdland si vuol sfatare comunque il luogo comune che vuole il clarinetto – a partire dagli anni ’40 – come uno strumento desueto, vecchio, non adatto ai dettami del nuovo jazz. Claudio Sessa ci conduce in un mondo solo in parte noto, ricco di sorprese, tutto da scoprire.

    28 min
  • Gerry Mulligan a 25 anni dalla scomparsa (5./5)

    Maurizio Franco fa il punto sull’arte di un musicista che ha fatto la storia del jazz moderno. Gerry Mulligan (1927-1996) fu tra i primi sassofonisti a specializzarsi e ad eccellere con il baritono e contribuì alla svolta del cool jazz. Di lui ricordiamo il legame artistico con Chet Baker e Lee Konitz e le pagine immortali che ci ha lasciato grazie alle registrazioni con formazioni che andavano dal piccolo gruppo alla big band.

    Uno spaccato esaustivo della sua lunga carriera in questa prima parte di un ciclo che prevede dieci puntate.

    29 min
  • Gerry Mulligan a 25 anni dalla scomparsa (4./5)

    Maurizio Franco fa il punto sull’arte di un musicista che ha fatto la storia del jazz moderno. Gerry Mulligan (1927-1996) fu tra i primi sassofonisti a specializzarsi e ad eccellere con il baritono e contribuì alla svolta del cool jazz. Di lui ricordiamo il legame artistico con Chet Baker e Lee Konitz e le pagine immortali che ci ha lasciato grazie alle registrazioni con formazioni che andavano dal piccolo gruppo alla big band.

    Uno spaccato esaustivo della sua lunga carriera in questa prima parte di un ciclo che prevede dieci puntate.

    29 min
  • Gerry Mulligan a 25 anni dalla scomparsa (3./5)

    Maurizio Franco fa il punto sull’arte di un musicista che ha fatto la storia del jazz moderno. Gerry Mulligan (1927-1996) fu tra i primi sassofonisti a specializzarsi e ad eccellere con il baritono e contribuì alla svolta del cool jazz. Di lui ricordiamo il legame artistico con Chet Baker e Lee Konitz e le pagine immortali che ci ha lasciato grazie alle registrazioni con formazioni che andavano dal piccolo gruppo alla big band.

    Uno spaccato esaustivo della sua lunga carriera in questa prima parte di un ciclo che prevede dieci puntate.

    29 min

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