Podcast Rimosso

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Podcast Rimosso episodes

  • Gerry Mulligan a 25 anni dalla scomparsa (2./5)

    Maurizio Franco fa il punto sull’arte di un musicista che ha fatto la storia del jazz moderno. Gerry Mulligan (1927-1996) fu tra i primi sassofonisti a specializzarsi e ad eccellere con il baritono e contribuì alla svolta del cool jazz. Di lui ricordiamo il legame artistico con Chet Baker e Lee Konitz e le pagine immortali che ci ha lasciato grazie alle registrazioni con formazioni che andavano dal piccolo gruppo alla big band.

    Uno spaccato esaustivo della sua lunga carriera in questa seconda parte del ciclo.

    29 min
  • Gerry Mulligan a 25 anni dalla scomparsa (1./5)

    Maurizio Franco fa il punto sull’arte di un musicista che ha fatto la storia del jazz moderno. Gerry Mulligan (1927-1996) fu tra i primi sassofonisti a specializzarsi e ad eccellere con il baritono e contribuì alla svolta del cool jazz. Di lui ricordiamo il legame artistico con Chet Baker e Lee Konitz e le pagine immortali che ci ha lasciato grazie alle registrazioni con formazioni che andavano dal piccolo gruppo alla big band.

    Uno spaccato esaustivo della sua lunga carriera in questa seconda parte del ciclo.

    28 min
  • Delmark Records, un’etichetta non come le altre (5./5)

    Bob Koester, scomparso qualche mese fa a 89 anni, è stato il fondatore della Delmark Records, una delle più significative etichette discografiche americane.

    La triste circostanza ci dà lo spunto per ricordare, grazie alla sapiente guida di Riccardo Bertoncelli, la storia di questa label nata nel 1953 con base prima a St. Louis poi a Chicago, che ha documentato soprattutto - ma non solo - la frizzante scena del blues urbano e del jazz d’avanguardia della Windy City.

    Nel suo sterminato catalogo appaiono – tra i tanti – i nomi di Sleepy John Estes, Big Joe Williams, Arthur Crudup, Otis Rush, Luther Allison, Buddy Guy, Magic Sam. Più avanti quelli di Byther Smith, Michael Coleman, Little Arthur Duncan, Eddie C. Campbell.

    In ambito jazz hanno registrato per la label Donald Byrd, Bud Powell, Barney Bigard, Sonny Stitt, Ira Sullivan nonché moltissimi esponenti del jazz più avanzato quali Sun Ra, Archie Shepp, Art Ensemble of Chicago, Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Anthony Braxton e in tempi più recenti Ken Vandermark, Rob Mazurek, Nicole Mitchell , l’Ethnic Heritage Ensemble.

    28 min
  • Delmark Records, un’etichetta non come le altre (4./5)

    Bob Koester, scomparso qualche mese fa a 89 anni, è stato il fondatore della Delmark Records, una delle più significative etichette discografiche americane.

    La triste circostanza ci dà lo spunto per ricordare, grazie alla sapiente guida di Riccardo Bertoncelli, la storia di questa label nata nel 1953 con base prima a St. Louis poi a Chicago, che ha documentato soprattutto - ma non solo - la frizzante scena del blues urbano e del jazz d’avanguardia della Windy City.

    Nel suo sterminato catalogo appaiono – tra i tanti – i nomi di Sleepy John Estes, Big Joe Williams, Arthur Crudup, Otis Rush, Luther Allison, Buddy Guy, Magic Sam. Più avanti quelli di Byther Smith, Michael Coleman, Little Arthur Duncan, Eddie C. Campbell.

    In ambito jazz hanno registrato per la label Donald Byrd, Bud Powell, Barney Bigard, Sonny Stitt, Ira Sullivan nonché moltissimi esponenti del jazz più avanzato quali Sun Ra, Archie Shepp, Art Ensemble of Chicago, Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Anthony Braxton e in tempi più recenti Ken Vandermark, Rob Mazurek, Nicole Mitchell , l’Ethnic Heritage Ensemble.

    27 min
  • Delmark Records, un’etichetta non come le altre (3./5)

    Bob Koester, scomparso qualche mese fa a 89 anni, è stato il fondatore della Delmark Records, una delle più significative etichette discografiche americane.

    La triste circostanza ci dà lo spunto per ricordare, grazie alla sapiente guida di Riccardo Bertoncelli, la storia di questa label nata nel 1953 con base prima a St. Louis poi a Chicago, che ha documentato soprattutto - ma non solo - la frizzante scena del blues urbano e del jazz d’avanguardia della Windy City.

    Nel suo sterminato catalogo appaiono – tra i tanti – i nomi di Sleepy John Estes, Big Joe Williams, Arthur Crudup, Otis Rush, Luther Allison, Buddy Guy, Magic Sam. Più avanti quelli di Byther Smith, Michael Coleman, Little Arthur Duncan, Eddie C. Campbell.

    In ambito jazz hanno registrato per la label Donald Byrd, Bud Powell, Barney Bigard, Sonny Stitt, Ira Sullivan nonché moltissimi esponenti del jazz più avanzato quali Sun Ra, Archie Shepp, Art Ensemble of Chicago, Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Anthony Braxton e in tempi più recenti Ken Vandermark, Rob Mazurek, Nicole Mitchell , l’Ethnic Heritage Ensemble.

    26 min
  • Delmark Records, un’etichetta non come le altre (2./5)

    Bob Koester, scomparso qualche mese fa a 89 anni, è stato il fondatore della Delmark Records, una delle più significative etichette discografiche americane.

    La triste circostanza ci dà lo spunto per ricordare, grazie alla sapiente guida di Riccardo Bertoncelli, la storia di questa label nata nel 1953 con base prima a St. Louis poi a Chicago, che ha documentato soprattutto - ma non solo - la frizzante scena del blues urbano e del jazz d’avanguardia della Windy City.

    Nel suo sterminato catalogo appaiono – tra i tanti – i nomi di Sleepy John Estes, Big Joe Williams, Arthur Crudup, Otis Rush, Luther Allison, Buddy Guy, Magic Sam. Più avanti quelli di Byther Smith, Michael Coleman, Little Arthur Duncan, Eddie C. Campbell.

    In ambito jazz hanno registrato per la label Donald Byrd, Bud Powell, Barney Bigard, Sonny Stitt, Ira Sullivan nonché moltissimi esponenti del jazz più avanzato quali Sun Ra, Archie Shepp, Art Ensemble of Chicago, Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Anthony Braxton e in tempi più recenti Ken Vandermark, Rob Mazurek, Nicole Mitchell , l’Ethnic Heritage Ensemble.

    27 min
  • Delmark Records, un’etichetta non come le altre (1./5)

    Bob Koester, scomparso qualche mese fa a 89 anni, è stato il fondatore della Delmark Records, una delle più significative etichette discografiche americane.

    La triste circostanza ci dà lo spunto per ricordare, grazie alla sapiente guida di Riccardo Bertoncelli, la storia di questa label nata nel 1953 con base prima a St. Louis poi a Chicago, che ha documentato soprattutto - ma non solo - la frizzante scena del blues urbano e del jazz d’avanguardia della Windy City.

    Nel suo sterminato catalogo appaiono – tra i tanti – i nomi di Sleepy John Estes, Big Joe Williams, Arthur Crudup, Otis Rush, Luther Allison, Buddy Guy, Magic Sam. Più avanti quelli di Byther Smith, Michael Coleman, Little Arthur Duncan, Eddie C. Campbell.

    In ambito jazz hanno registrato per la label Donald Byrd, Bud Powell, Barney Bigard, Sonny Stitt, Ira Sullivan nonché moltissimi esponenti del jazz più avanzato quali Sun Ra, Archie Shepp, Art Ensemble of Chicago, Muhal Richard Abrams, Roscoe Mitchell, Anthony Braxton e in tempi più recenti Ken Vandermark, Rob Mazurek, Nicole Mitchell , l’Ethnic Heritage Ensemble.

    28 min
  • Jack Teagarden (1905-1964), trombonista e cantante (5./5)

    Jack Teagarden, scomparso nel 1964 a soli 58 anni, è considerato uno dei maestri del trombone jazz: per la straordinaria tecnica assimilata quasi esclusivamente da autodidatta e per una musicalità fuori dal comune. Lo si ricorda anche come apprezzatissimo cantante. È stato uno dei primi musicisti bianchi ad assimilare la tradizione del blues, in un momento in cui i puristi consideravano che quella musica potesse essere resa appieno solo da interpreti di colore. Fu in tal senso stimato da colleghi i più diversi, esponenti del jazz classico e modernisti: da Louis Armstrong a Thelonious Monk per non citarne che due.Marcello Lorrai ripercorre la carriera di un musicista per il quale è stato spesso usato l’appellativo di genio, riservato di solito a gente come Armstrong o Ellington. Iniziata l’attività giovanissimo nella natia Texas e in Messico, grazie alla madre e insieme anche ai due fratelli e alla sorella – che saranno tutti musicisti professionisti - si trasferì a New York nel 1927. Fu strumentista e cantante subito molto richiesto da leader quali Paul Whiteman, Roger Wolfe Kahn e Ben Pollack, suonando accanto solisti che andavano per la maggiore come Benny Goodman o Bud Freeman. Fu molto attivo anche in piccoli gruppi, spesso con il cornettista Red Nichols. Dal 1939 al ‘47 diresse una sua eccellente big band con cui fu spesso in tournee e che produsse dischi di pregio. Chiusa quest’esperienza entrò a far parte dei piccoli gruppi di Louis Armstrong, con cui restò fino al 1951, e al culmine della notorietà diresse in seguito diverse sue all stars.

    29 min
  • Jack Teagarden (1905-1964), trombonista e cantante (4./5)

    Jack Teagarden, scomparso nel 1964 a soli 58 anni, è considerato uno dei maestri del trombone jazz: per la straordinaria tecnica assimilata quasi esclusivamente da autodidatta e per una musicalità fuori dal comune. Lo si ricorda anche come apprezzatissimo cantante. È stato uno dei primi musicisti bianchi ad assimilare la tradizione del blues, in un momento in cui i puristi consideravano che quella musica potesse essere resa appieno solo da interpreti di colore. Fu in tal senso stimato da colleghi i più diversi, esponenti del jazz classico e modernisti: da Louis Armstrong a Thelonious Monk per non citarne che due.Marcello Lorrai ripercorre la carriera di un musicista per il quale è stato spesso usato l’appellativo di genio, riservato di solito a gente come Armstrong o Ellington. Iniziata l’attività giovanissimo nella natia Texas e in Messico, grazie alla madre e insieme anche ai due fratelli e alla sorella – che saranno tutti musicisti professionisti - si trasferì a New York nel 1927. Fu strumentista e cantante subito molto richiesto da leader quali Paul Whiteman, Roger Wolfe Kahn e Ben Pollack, suonando accanto solisti che andavano per la maggiore come Benny Goodman o Bud Freeman. Fu molto attivo anche in piccoli gruppi, spesso con il cornettista Red Nichols. Dal 1939 al ‘47 diresse una sua eccellente big band con cui fu spesso in tournee e che produsse dischi di pregio. Chiusa quest’esperienza entrò a far parte dei piccoli gruppi di Louis Armstrong, con cui restò fino al 1951, e al culmine della notorietà diresse in seguito diverse sue all stars.

    29 min
  • Jack Teagarden (1905-1964), trombonista e cantante (3./5)

    Jack Teagarden, scomparso nel 1964 a soli 58 anni, è considerato uno dei maestri del trombone jazz: per la straordinaria tecnica assimilata quasi esclusivamente da autodidatta e per una musicalità fuori dal comune. Lo si ricorda anche come apprezzatissimo cantante. È stato uno dei primi musicisti bianchi ad assimilare la tradizione del blues, in un momento in cui i puristi consideravano che quella musica potesse essere resa appieno solo da interpreti di colore. Fu in tal senso stimato da colleghi i più diversi, esponenti del jazz classico e modernisti: da Louis Armstrong a Thelonious Monk per non citarne che due.Marcello Lorrai ripercorre la carriera di un musicista per il quale è stato spesso usato l’appellativo di genio, riservato di solito a gente come Armstrong o Ellington. Iniziata l’attività giovanissimo nella natia Texas e in Messico, grazie alla madre e insieme anche ai due fratelli e alla sorella – che saranno tutti musicisti professionisti - si trasferì a New York nel 1927. Fu strumentista e cantante subito molto richiesto da leader quali Paul Whiteman, Roger Wolfe Kahn e Ben Pollack, suonando accanto solisti che andavano per la maggiore come Benny Goodman o Bud Freeman. Fu molto attivo anche in piccoli gruppi, spesso con il cornettista Red Nichols. Dal 1939 al ‘47 diresse una sua eccellente big band con cui fu spesso in tournee e che produsse dischi di pregio. Chiusa quest’esperienza entrò a far parte dei piccoli gruppi di Louis Armstrong, con cui restò fino al 1951, e al culmine della notorietà diresse in seguito diverse sue all stars.

    27 min

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