Poesia & Poesia
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Poesia & Poesia episodes

  • Poesie di Sebastiano Satta. In limba da Nuoro
    Messa in voce di Tonino Mesina
    Ritratto di Graziano Secchi
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    01 - S’abbocau
    Si faveddo, faveddo chi' resone
    su dialu dò su santu e avvocaeddos!
    A Bovore connau pro duos porcheddos
    che l'han fattu finire i' recrusione.
    Pica a Bustianu Satta... sos cherbeddos
    chi li sartien a balla, mammuthone...
    juchet sa' cara manna che bajone
    e si tropedit nande duos faveddos.
    E gai! semper mi serbo 'e Bellingherra.
    Iah est beru ch'est carittu, ma no crettas
    chi unu menzus nd'accattes i' sa terra.
    Cussu jà est abboccau! es sa pandera!
    chin d'una difesedda e tres brullettas
    ti nch'istrazzat su ladru da-e galera.
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    02 - Santa Maria
    Santa Maria ja est bella a Pasca 'e aprile,
    cando torran sas runchines dae mare;
    toccos de gloria e gridos d'allegria
    in cada nidu e in cada campanile.
    Ma prus bella est a bider dae su jannile
    sas feminas issinde tott'impare,
    artas e bellas, a passu signorile,
    chi paren santas foras de s'artare.
    Santas chi riden, santas ch'in zarmìnos
    in bucca; e chie las amat forte
    dant sas grassias e sanant sos dolores.
    Nè a tue, pro chi malos happas ustinos,
    t'hana a mancare a cada mala sorte
    custos coros, Sardigna, e custos frores.
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    03 - Su battizzu
    Compare, barbi fattu che un isposu,
    colat a inghiriu chin sa carraffìna;
    a sos pizzinnos dat su maricosu
    e a comare caffè de coraddina.
    Iffora, in sa cortitta, ziu Cambosu
    li pesat una boche; in sa cuchina
    zaiu cuntentu, in mesu a sa chisina
    s'est tottu isterriu che cane runzosu.
    E a su pizzinnu tottus sa fortuna
    leghene in sas istellas e in su binu
    e li cantana a inghiriu sa cantone.
    Ma Antoni, ch'ind'hat bibiu prus de una,
    narat chi tottus han zirau su tinu,
    ca su pizzinnu finit in presone.
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    04 - Sa ferrovia
    Mesupezza ch'es tottu mandronìa
    fiti, a s'abesu suo, corcau ziccande;
    e hat nau cand'hat bidu chi fruschiande
    ch'est iserghia biacue sa ferrovìa:
    - Compa', gai Deus m'assistat, si credìa
    chi si poderet goi currer bolande,
    pro chi custu ingrediente, s'est andande,
    la fachet finzas a s'acchettu 'e zia!
    Su malu est chin che piccat tottu cantu:
    su binu, chin sa preda, chin sa tàula,
    e non nos lassat prusu ite carrare.
    E compare: - No est cussu s'ispantu,
    s'ispantu, naro, ch'est chi cussa diàula
    non si lassat dae nemmos irrobare!
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    05 - A Piera
    Piera, non ti mustres tantu avara
    de amore e surrisos delicados
    chin custu coro meu, chi ti prepara
    basos e carignos mai provados.
    Iscurta, bella, iscurta, rosa rara,
    iscurta sos piantos infiammados
    chi notte e die pro te, columba cara,
    m'essin dae sos ojos disdizzados.
    Pache, columba mea, pache, tesoro,
    istella mattutina de s'oriente
    chi costante mi brillas in su coro.
    Semus unidos in unu destinu:
    e dego aspetto cuss'istante ardente
    chi amus a dormire sinu a sinu.
    6 min
  • Il ventre dell’alba, poesie di Floriana Porta
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    Floriana Porta è una poetessa vinovese che da alcuni anni pubblica sillogi poetiche e espone le sue opere artistiche nel Torinese e nell'Astigiano. Oltre alla poesia infatti si occupa di fotografia digitale, collage artistici e pittura.
    Il suo sito web è www.florianaporta.it
    E' presente su Facebook, su YuoTube, su Issuu, Flickr, e ha diversi blog, i principali sono: "Amnios" e "Quel che dice il vento".
    Pagina Flickr: https://www.flickr.com/photos/75820261@N02/
    Pagina Facebook: http://www.facebook.com/floriana.porta
    Canale YouTube: http://www.youtube.com/user/florianaporta/videos?view=0
    Pubblicazioni Issuu: https://issuu.com/florianaporta/
    Blog Amnios (haiku): http://amnios-haiku.blogspot.it/
    Blog Quel che dice il vento (poesie): https://quelchediceilvento.blogspot.it/
    Quattro poesie tratte dal libro “La mia non è poesia” di Floriana Porta (Aljon Editrice, 2017) Collana Pluralia.
    LA FERITA CHE PORTIAMO
    abito ogni carne,
    ogni fiato
    e ogni piaga
    che tace
     
    abito ogni poesia
    nel suo farsi
     
    ciò che ci rende umani
    è la ferita che portiamo
     
    L’ANIMA È NUDA
     
    l’anima è nuda
    ruota in un’orbita
    di plasma e cartilagini
     
    ad ogni sorso d’acqua
    a me sembra più viva
     
    LA MIA NON È POESIA
     
    la mia non è poesia
    è una strada sterrata
    una nebbia che s’infittisce
    un incedere a tentoni
     
    la mia non è poesia
    è il suono del diapason
    un abito di seta
    una figura a metà cancellata
     
    in fondo cerco solo d’imprimere
    i miei versi sulla carta
     
    la mia non è poesia
     
    IL VENTRE DELL’ALBA
     
    il ventre dell’alba
    era un sorriso abbrividito
    di mille fiati notturni
    illuminati a stento
     
    un sentiero nell’aria
    nel fogliame e nel vento
     
    poco spazio per camminare
    e troppo freddo tutt’attorno
    3 min
  • Poesie Sparse di Alessandro Cappato
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    Messa in voce di Gaetano Marino
    ALESSANDRO CAPPATO – POESIE SPARSE
    Musiche di Renè Aubry
    Sono Alessandro Cappato, e quello che già era esistente ma non compreso divenne chiaro in seguito all'incontro con il mio professore di italiano, una vera e propria catarsi. La poetica di Rimbaud, Ungaretti, Pascoli, Pirandello. Poesie e vesi dove mi piace perdermi e ritrovarmi, raccontando qualcosa di mio che possa diventare di ogni dove.
    Era per me,
    grazie.
    Siamo stati insieme e
    non ti avrò mai,
    siamo sempre stati i nostri.
    Ora lontani ma mai così vicini
    oltre la carnalità, i sentimenti, il capirsi,
    vi é un mondo
    dove tenendoci per mano
    ci siam affacciati
    un attimo
    per sapere che esiste.
    Accade
    non si possa raccontare.
    Le parole stesse stesse
    non hanno significante
    per poterlo descrivere.
    Vorrei dirti tante cose
    e forse rimarrebbe soltanto il rumore
    senza significato di queste parole.
    Tutto è perfetto
    proprio così come é.
    Rimanendo in ascolto
    possiamo sorridere e ringraziare.
    Grazie di avermi fatto posto,
    Io che non ne sono degno
    Ecco la notte arriva,
    Suggerisce di capire l'incomprensibile,
    Suggerisce una sfida,
    Ama chi odi
    Ama la paura
    Ama la debolezza
    Ama il torto subito
    Incondizionatamente ama.
    Buonanotte
    Essere accettato,
    compreso,
    fare la cosa giusta,
    piacere,
    mi fa stare bene,
    sereno.
    'Fredda,
    é la consapevolezza
    nell'intuire
    che ad essere appagata
    è una parte di me,
    che non è me
    e non conosco.
    Buia la notte
    ti ha reso visibile,
    la luce di quest'alba
    ti renda chiara.
    Fai che io possa
    liberarmi di te
    Amandoti.
    Mi dispiace saperti soffrire.
    Quando il dolore ci attanaglia
    è più difficile vedere il tutto.
    Non perdere la via del cuore
    che ha tempo e spazio
    per essere
    ogni cosa,
    ogni tempo,
    ogni luogo.
    Tanto si va in alto
    tanto si va in basso.
    Solo chi ha amato
    può arrivare a toccare
    la sofferenza
    che non diventa mai
    sproloquio
    disperazione
    maldicenza.
    Amare silenziosamente
    quel dolore,
    riconoscendolo
    figlio anch'esso
    dello stesso amore.
    Essere ascoltato
    perde importanza,
    si impara ad ascoltare
    per potersi sentire.
    Disporre degli altrui sentimenti
    dell'altrui tempo,
    dopo aver atteso con pazienza
    di passare nella scacchiera
    da vittima a despota,
    sotto la veste dell'esser persona migliore
    ti fa perdere solo l'occasione
    di poterlo essere.
    Eri già quel che sei.
    Ti amo
    è una parola
    Sacra,
    è una parola
    spergiurata
    promessa
    dimenticata
    confusa
    tradita
    sussurrata
    perdonata.
    Ti amo
    è il suono
    pronunciato
    dal nome tuo.
    La bellezza di una rosa
    non è comparabile,
    mentre il suo appassire
    somiglia a questi giorni opachi
    senza te.
    Tristezza e sofferenza
    siedono accanto,
    le guardo e non le scosto,
    temo di identificarmi con loro
    allora le faccio mie.
    Diventano me
    nel respiro di questo cielo
    diventano ogni cosa
    che sia leggera.
    Grazie dolore
    che sei opportunità.
    Con lo spirito opaco
    non si é più fidato di nessuna,
    se non sulla soglia
    dove é possibile restare.
    Lei è il sorriso
    di una grande mancanza,
    di un dolore silente.
    Alla sua porta bussa
    sapendo che
    è impossibile passare.
    Quanto è speciale
    l'amore del cuore
    dove nessuno può entrare.
    È affascinato da quella musica
    che non si é fatta ascoltare,
    meta compita del viaggio
    cercato altrove,
    ancora é nell'anima ad aspettare.
     
    9 min
  • Ritme Salve, poesie di Viviana Maxia
    Messa in voce di Gaetano Marino
    Musiche di T.A.C. (Simon Balestrazzi, Monica Serra e Corrado Loi)
    Ritme proposte in occasione del festival internazionale di poesia Parole Spalancate - 13 e 14 OTTOBRE 2017 - che si è tenuto al Teatro civico di Castello - Cagliari
    RITME VELATE – poesie di Viviana Maxia
    PENSO
    22 agosto 2017 - inedita
    Il buonsenso fugge con il primo treno per la luna
    laddove Orlando ritrovò il suo senno perso.
    A me invece
    basterebbe un accenno di canzone allegra
    per ritrovare fortuna in una vita agra.
    Un egoismo sano senza senso.
    Un caramello denso da spalmare sul sale.
    Entrare in una chiesa e scoprire lei,
    bella e supina nel profumo d'incenso.
    Ma voglio muovermi io, e vivere intenso.
    In un continuo controsenso
    giocare con colori e parole.
    Mi giro indietro,
    bloccato è il meccanismo del consenso.
    Rivoglio quella me che ruota e gioca e canta e balla.
    Dalla stalla voglio volare ad una stella dal brillare immenso.
    A questo intensamente penso.
    KOI*
    30 giugno 2009
    Koi è condividere giocando.
    Koi è noi.
    Koi è sorridere creando, come tu mi vuoi.
    E' leggerezza di un rimando, è freschezza.
    E' un chissà, dove e quando. E' dolcezza.
    E' anguria e melone, gelato al limone, verso di canzone.
    Sul costone del vulcano perso del Giappone, è Corano, Vangelo, Mantra.
    Koi entra nei sogni tuoi attraverso un sole tondo e rosso.
    Non è amore e non è sesso.
    E' il riflesso negli occhi del mondo.
    Il tempo circadiano che circondo con l'abbraccio del poi.
    Questo è Koi.
    *Ispirata a “Né di Adamo, né di Eva” di Amélie Nothomb
    EDEN
    6 ottobre 2009
    E dentro la stanza invade l’albero di fico.
    Le foglie grandi come coperte ricordano racconto antico.
    Creatura umana da sola esiste.
    Poi, plasmata da ossa, piccola donna di capelli rossa.
    Costola sei e costola rimarrai, triste.
    Serpente suadente che striscia nella mente ti attende.
    L’inferno è a portata di mano.
    Invano cerchi di salvare il figlio giglio. Il sangue bianco sparso vicino.
    Rimane Caino e da lui, inesorabili tempi bui.
    E denaro a pochi.
    E denutrizione ai più.
    E denigrazione scritta sul muro.
    Sempre più in fondo, giù
    Eden, eri sicuro del tuo cammino?
    Noi siamo Caino.
    SHIN ALEPH HE*
    1 dicembre 2008
    Il mio nome è sintomatico.
    Meccanismo automatico messosi in moto prima dei tempi.
    Ho visto templi e moschee, lune e maree.
    Sono nata da tempo immemorabile, sempre viva e instancabile.
    Ma il meccanismo, in questo orgasmo, si inceppa.
    Rallenta, si aggrappa ad una stella lontana del creato.
    Shin Aleph He, anima gemella, nome destinato all’afflato.
    Sei una condanna, un inferno che mi danna alla veglia perenne.
    Vorrei essere indenne dal captare, dal capire.
    Vorrei dormire sonno profondo fino all’inizio del prossimo mondo.
    Svegliarmi leggera come una piuma che cade come petalo di fiore.
    Vorrei una vita leggera ed un leggero amore.
    *Nome di Dio dalla Cabbalah (Anima Gemella)
    #INVISIBILI *
    19 dicembre 2013 - inedita
    Dirigibili volteggiano in cieli arcobaleno,
    nessuno li vede, nemmeno un bambino col naso all'insù.
    Triste destino per chi, come noi, è avvolto da tempi bui.
    Non chiede, forse neppure sa dare,
    perché chiedere non sa.
    Il tuo credo, il mio, è già preda altrui.
    Ma lenti sospiri, ineludibili, si uniscono l’uno all’altro.
    La vita, a volte si creda,
    è solo invisibili soffi.
    Crea vento, fragile turbine di movimento.
    Zefiri gentili, dapprima, sorrisi d’argento risuonano.
    Poi rombo diventa,
    unendo risata argentina a risata fuggita da piombo.
    Un caleidoscopico tuono che scoppia invadendo la terra.
    Non lo riesci ancora a sentire quel suono,
    non vedi i lampi di mille colori sui campi,
    di fuochi faville inestinguibili.
    Ma ora città si ergono tra cupole, ori e pinnacoli.
    Oracoli annunziano l’arrivo di Marco in tutti i luoghi possibili, da polo a polo.
    Spalanco gli occhi divenuti sensibili a ciò che nel cielo non vedo, ma è vero.
    Io volo.
    L’impero,
    sospeso su velo,
    traspare da mille parole invisibili.
    *Ispirata a “Le città invisibili” di Italo Calvino
    14 min
  • Amore, primavera del sogno. Dai Canti Orfici e d’altri componimenti di Dino Campana
    Recital messa in voce di alcuni componimenti del poeta Dino Campana. Poesia e dintorni. Si comincia con “il crepuscolo mediterraneo” di un’estate notturna e ardente. Ci sarà spazio pure per la fine dei Canti Orfici “Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti”, dove la notte appare protagonista di ogni esistere. La parola diviene leggera sempre più, seppure ricca di suoni aspri e ridondanti, incastonati in uno stupore che si fa desiderio supplichevole, follia dei sensi, di cui si rimane avvolti.
    29 min

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Una piccolissima raccolta di poeti classici, moderni e contemporanei, messi in voce e spesso musicati da Gaetano Marino. Dai Lirici Greci, Latini, ai vari Giacomo Leopardi, Dino Campana, Pier Paolo…