Poesia & Poesia
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Poesia & Poesia episodes

  • Madre, di Pier Paolo Pasolini (memorie)
    messa in voce da Gaetano Marino. Musiche di Simon Balestrazzi
    Memorie (la madre)
    Torno alle giornate più remote del nostro amore, una marea di muta gratitudine, e disperati baci.
    Tutta la mia infanzia è sulle tue ginocchia, spaventata di perderti e perdutamente felice di averti.
    Ho compiuto il viaggio che tu non hai compiuto, mia lodoletta, madre fanciulla.
    Coraggio di dolce indiziato, invasato e imprudente e cieco amore.
    Fui un altro al ritorno, con in volto la maschera della nostra dolcezza.
    Una bellezza fonda d'ombre nella fronte pura, e nell' onda giovane dei capelli, magra negli ossi del mento e degli zigomi, dura nella tenera curva della faccia.
    Ah, odiosa mitezza adorabile in te ch' eri davvero bella.
    Ricordo i pomeriggi di Bologna: al lavoro cantavi nella casa che non era che un'eco.
    Poi tacevi, e volata nell' altra stanza (ah il bruno tuo passo di bambina...) riprendevi a cantare.
    E il pomeriggio era silenzio e rapimento.
    Tu sai quanto fui puro, quanto amavo una vita troppo bella per me, quanto ero deciso a difendere e amare.
    Ma tu di me conosci gli abbandoni.
    Nella storia del nostro amore c'è un' ombra, il rapporto unico, la troppa confidenza che non s'esprime, resta parola, imputridisce.
    La purezza perduta. Il mondo è nell' ombra del tuo tiepido riso di madre giovinetta.
    Tu, sola, davi la solitudine a chi, nella tua ombra, provava per il mondo, un troppo grande amore.
    4 min
  • Supplica a mia madre, di Pier Paolo Pasolini
    messa in voce da Gaetano Marino. musiche di Simon Balestrazzi
    SUPPLICA A MIA MADRE
    È difficile dire con parole di figlio, ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
    ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
    Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
    è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
    Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine
    la vita che mi hai data.
    E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame d'amore,
    dell'amore di corpi senza anima.
    Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu sei mia madre
    e il tuo amore è la mia schiavitù.
    Ho passato l'infanzia schiavo di questo senso alto,
    irrimediabile, di un impegno immenso.
    Era l'unico modo per sentire la vita,
    l'unica tinta, l'unica forma : ora è finita.
    Sopravviviamo : ed è la confusione di una vita rinata fuori dalla ragione.
    Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
    Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...
    3 min
  • La ballata delle madri, di Pier Paolo Pasolini
    adattamento e messa in voce da Gaetano Marino
    musiche di Simon Balestrazzi
    La ballata delle madri (testo integrale)
    Mi domando che madri avete avuto.
    Se ora vi vedessero al lavoro
    in un mondo a loro sconosciuto,
    presi in un giro mai compiuto
    d’esperienze così diverse dalle loro,
    che sguardo avrebbero negli occhi?
    Se fossero lì, mentre voi scrivete
    il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
    o lo passate a redattori rotti
    a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
    Madri vili, con nel viso il timore
    antico, quello che come un male
    deforma i lineamenti in un biancore
    che li annebbia, li allontana dal cuore,
    li chiude nel vecchio rifiuto morale.
    Madri vili, poverine, preoccupate
    che i figli conoscano la viltà
    per chiedere un posto, per essere pratici,
    per non offendere anime privilegiate,
    per difendersi da ogni pietà.
    Madri mediocri, che hanno imparato
    con umiltà di bambine, di noi,
    un unico, nudo significato,
    con anime in cui il mondo è dannato
    a non dare né dolore né gioia.
    Madri mediocri, che non hanno avuto
    per voi mai una parola d’amore,
    se non d’un amore sordidamente muto
    di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
    impotenti ai reali richiami del cuore.
    Madri servili, abituate da secoli
    a chinare senza amore la testa,
    a trasmettere al loro feto
    l’antico, vergognoso segreto
    d’accontentarsi dei resti della festa.
    Madri servili, che vi hanno insegnato
    come il servo può essere felice
    odiando chi è, come lui, legato,
    come può essere, tradendo, beato,
    e sicuro, facendo ciò che non dice.
    Madri feroci, intente a difendere
    quel poco che, borghesi, possiedono,
    la normalità e lo stipendio,
    quasi con rabbia di chi si vendichi
    o sia stretto da un assurdo assedio.
    Madri feroci, che vi hanno detto:
    Sopravvivete! Pensate a voi!
    Non provate mai pietà o rispetto
    per nessuno, covate nel petto
    la vostra integrità di avvoltoi!
    Ecco, vili, mediocri, servi,
    feroci, le vostre povere madri!
    Che non hanno vergogna a sapervi
    – nel vostro odio – addirittura superbi,
    se non è questa che una valle di lacrime.
    È così che vi appartiene questo mondo:
    fatti fratelli nelle opposte passioni,
    o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
    a essere diversi: a rispondere
    del selvaggio dolore di esser uomini.
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    3 min
  • Per l’animo mio folle, dai Lirici Greci
    Mimnermo, Saffo e Anacreonte tradotti da Patrizia Mureddu
    messa in voce di Gaetano Marino
    musiche dall'antica Grecia
    * Mimnermo di Colofone (VII secolo a.C) è stato un poeta elegiaco e cantore greco antico.
    * Saffo è stata una poetessa greca antica vissuta tra il VII e il VI secolo a.C. Di famiglia aristocratica, nacque a Ereso, nell'isola di Lesbo, dove trascorse la maggior parte della propria vita
    * Anacreonte nacque intorno al 570 a.C. nell'isola di Teo.
    8 min
  • E racconteremo, lo so. Omaggio all’amico di Fraus, Giulio Angioni. Versi in prosa.
    Scritto e messo in voce da Gaetano Marino
    musiche di Adriano Orrù: dal CD Solos and Duets
    Giancarlo Schiaffini, Paolo Angeli, Roberto Pellegrini
    una produzione TiConZero
    Racconteremo, lo so.
    Eh sì, mio caro amico
    ci racconteremo eccome
    tra fasti cipigli
    e orgogliosi pendii
    questo nostro vivere irsuto.
    E ricominceremo, anche.
    Rivedremo quelle ferite
    nell'aria dell'Anninora
    chiusa nei grani di sale
    perché così sarà dolce
    e sarà pure un buon amaro,
    Staremo nel verso silenzioso
    l'inverso del nostro cammino;
    Ritroveremo tra vicoli di Fraus
    miniere luccicanti ornate d'oro;
    o forse danzeremo tra le fiamme
    di una Toledo ingiusta e oscura.
    Assandira, Assandira andremo.
    A te, poeta del Tempus,
    fingitore tra Lune di Stagno,
    ogni mio elogio vada.
    S'involi oltre ogni campo
    e s'innalzi per gli aedi.
    Sulla faccia della terra
    stiamo
    o d'altra faccia ancora
    ti vedo
    Igia superba e inavvicinabile.
    Ricorderemo di quel tempo
    che fu,
    che non poté giungerci
    del tutto;
    perché fu solo merito
    …inconsulto
    di chi ha saputo regalarsi
    …assetato
    tra sorsi di stelle
    …riflesse
    e deliziosi e succosi
    …Babà.
    Noi rammenteremo di una terra
    che suda ancora e giace.
    Pietra che avrei voluta madre,
    ma che spesso mi fu negata.
    Mal di destino celato
    sempre a me ignoto
    sempre
    in quell'attimo prima.
    Racconteremo, lo so,
    amico di sempre,
    e questo ci basta.
    Racconteremo.
    6 min

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Una piccolissima raccolta di poeti classici, moderni e contemporanei, messi in voce e spesso musicati da Gaetano Marino. Dai Lirici Greci, Latini, ai vari Giacomo Leopardi, Dino Campana, Pier Paolo…