"Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento"
In questa meditazione, Marco Impagliazzo, ricordando il martirio di San Oscar Arnulfo Romero a 46 anni dalla sua uccisione, ci invita a guardare alla "forza debole" del cristianesimo. In un mondo segnato da nuove tempeste e bombardamenti — come quelli che oggi hanno colpito il centro di Leopoli in Ucraina — la figura di Romero ci insegna che il Vangelo non è un "grigio teatrino di piccoli protagonismi", ma una cosa seria fondata sull'amore che vince la violenza. I nuovi martiri, oltre 1600 segnalazioni negli ultimi 25 anni, sono persone umili che hanno "tenuto duro" rimanendo al proprio posto. La loro testimonianza ci esorta a non rassegnarci alla guerra e a vivere la Settimana Santa non come un rito stanco, ma come l'occasione per riscoprire che solo l'amore, e non la forza delle armi, risolve tutto.
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