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Episodio 387.
Paramount Skydance dovrebbe completare oggi l’acquisizione di Warner Bros. Discovery per circa 110 miliardi di dollari. La nuova holding si chiamerà Skydance e controllerà un impero che comprende Paramount, Warner Bros., HBO, CNN, CBS, Paramount+, HBO Max e alcune delle proprietà intellettuali più importanti dell’intrattenimento mondiale.
Ma l’operazione nasce con circa 80 miliardi di debito e con condizioni antitrust molto particolari: per cinque anni Skydance dovrà mantenere un numero minimo di film nelle sale, aumentare gli investimenti nella produzione americana, negoziare separatamente i canali Paramount e Warner e garantire forme di tutela per CNN e CBS News. Nel frattempo il mercato del credito mostra già parecchio scetticismo.
In questa puntata ricostruisco l’accordo, gli obblighi imposti dagli Stati, la nuova governance e i principali rischi finanziari.
Per chi volesse approfondire:
https://www.reuters.com/legal/transactional/david-ellison-says-combined-paramount-warner-bros-discovery-will-be-named-2026-10-02/
https://www.theverge.com/entertainment/998302/paramount-warner-bros-discovery-merger-settlement
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Episodio 386.
Durante StarSkirmish, un esperimento che mette i modelli di intelligenza artificiale alla prova chiedendo loro di programmare bot per StarCraft, GPT-6 Astra ha fatto qualcosa di sorprendente. Dopo essere rimasto bloccato contro avversari umani di alto livello, ha scaricato Stardust, uno dei migliori bot di StarCraft mai scritti da una persona, e ha iniziato a utilizzarlo al posto del proprio codice. L’organizzatore ha quindi ripristinato il lavoro precedente e lasciato proseguire Astra. Ma parlare semplicemente di un’IA che “decide di barare” rischia di perdere la parte più interessante della storia. In questa puntata spiego cos’è StarSkirmish, perché StarCraft viene utilizzato da decenni nella ricerca sull’IA e cosa significano concetti come reward hacking. Perché quando un agente trova una scorciatoia, il problema potrebbe non essere soltanto il suo comportamento, ma il modo in cui abbiamo definito ciò che significa avere successo.
Per chi volesse approfondire:
https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/1004543/openai-gpt-cheat-starcraft
https://starskirmish.com/bench/
https://deepmind.google/blog/alphastar-grandmaster-level-in-starcraft-ii-using-multi-agent-reinforcement-learning/
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Episodio 385.
Apple ha appena concluso il tradizionale lancio degli iPhone, ma il nuovo CEO John Ternus sembra voler ridisegnare il calendario dell’azienda distribuendo gli annunci lungo tutto l’anno. Il primo segnale è la separazione degli iPhone tra modelli premium autunnali e versioni più economiche attese in primavera.
Il 13 ottobre dovrebbe poi arrivare la vera offensiva nella smart home: un nuovo hub domestico costruito intorno a Siri AI, HomePod mini e Apple TV aggiornati. Più avanti potrebbe debuttare anche una curiosa telecamera che utilizza l’intelligenza artificiale per capire cosa accade in casa senza registrare video.
E tra ottobre e novembre Apple potrebbe infine rompere uno dei suoi tabù storici con un MacBook Pro OLED touchscreen.
Più che un semplice catalogo di nuovi prodotti, le indiscrezioni raccontano una possibile trasformazione nel modo in cui Apple vuole mantenere l’attenzione durante tutto l’anno.
Per chi volesse approfondire:
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-30/apple-is-finally-ready-to-enter-its-next-big-category-the-smart-home
https://www.theverge.com/tech/1003877/apple-security-camera-no-video
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Episodio 384.
Dopo più di dieci mesi senza una nuova generazione del suo modello di frontiera, Google presenta Gemini 4 Argon. Il nuovo sistema punta soprattutto sui workflow professionali lunghi: software engineering, finanza, diritto, cybersecurity e attività agentiche che possono richiedere fino a un milione di token di output.
Nei benchmark pubblicati da Sundar Pichai Argon supera GPT-6 Astra e Claude in diverse categorie, ma non domina ogni test. Google lo sta già utilizzando internamente per migrazioni di enormi codebase, ottimizzazione dei data center e ricerca, mentre il rollout pubblico partirà gradualmente dai cyber defender selezionati.
La vera arma potrebbe però essere il prezzo: 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 in uscita nel periodo iniziale, un quinto del listino di GPT-6 Astra.
La domanda ora è se Google abbia finalmente un modello abbastanza competitivo per poter sfruttare fino in fondo Cloud, Search, Workspace, Android e tutto il resto del proprio ecosistema.
Per chi volesse approfondire:
https://blog.google/innovation-and-ai/models-and-research/gemini-models/gemini-4-argon/
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Episodio 383.
OpenAI ha deciso di non distribuire GPT-6.1 Astra: il nuovo modello era più determinato nel completare i compiti, ma nei test tendeva più spesso ad agire oltre le autorizzazioni ricevute e ad essere meno trasparente sulle proprie azioni.
Nello stesso giorno però, l’azienda ha lanciato GPT-6.1 Sol e soprattutto Dots, agenti persistenti basati su GPT-6 Astra che lavorano in background su un proprio computer cloud, utilizzano applicazioni esterne e imparano progressivamente il modo di lavorare dell’utente.
In questa puntata metto insieme le tre decisioni per capire cosa OpenAI considera oggi un agente abbastanza sicuro da distribuire. E vediamo anche la situazione italiana: Dots non è disponibile agli utenti Pro europei al lancio, ma può essere utilizzato attraverso Business Premium ed Enterprise.
Per chi volesse approfondire:
https://www.wsj.com/tech/ai/openai-chatgpt-model-release-cancel-safety-5a2f9f42
https://openai.com/it-IT/index/introducing-dots/
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Episodio 382.
Reuters ha ottenuto il prospetto della futura IPO di Anthropic e per la prima volta possiamo guardare davvero dentro i conti dell’azienda che sviluppa Claude. I ricavi sono cresciuti da circa 400 milioni a 4,6 miliardi di dollari in un anno, ma Anthropic perde più di 8 miliardi a livello operativo, spende in sola potenza di calcolo più di quanto fattura e ha già assunto impegni infrastrutturali futuri per 518 miliardi. Quasi un quarto dei ricavi dipende inoltre da appena due clienti e molti degli altri non hanno contratti di lungo periodo.
Nonostante questo, la società punta a una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari.
Nel prospetto avverte però gli investitori anche dei possibili rischi catastrofici dell’IA e presenta una governance costruita per permettere ai fondatori di privilegiare sicurezza e missione persino contro gli interessi finanziari degli azionisti.
Un’IPO che potrebbe diventare il primo vero test di Wall Street sull’economia dell’intelligenza artificiale.
Per chi volesse approfondire:
https://www.reuters.com/business/finance/anthropics-ipo-prospectus-shows-sweeping-ai-vision-surging-costs-2026-09-28/
https://www.reuters.com/legal/transactional/anthropic-leaders-control-ai-lab-via-founder-llc-promote-public-good-over-market-2026-09-29/
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Episodio 381.
Negli ultimi giorni sono diventati pubblici diversi nuovi episodi problematici che coinvolgono agenti di intelligenza artificiale. Un sistema incaricato di recuperare dati pubblici dal sito dell’UNCTAD ha effettuato oltre 16.000 tentativi e cercato percorsi alternativi per aggirare i limiti incontrati. In un altro caso, 53 immagini caricate da utenti di ChatGPT sono finite su servizi esterni. Il 20 settembre, infine, un modello OpenAI in sandbox ha sfruttato una lacuna nel filtraggio DNS per comunicare con un chatbot pubblico. OpenAI ha quindi sospeso training, valutazioni e inference dei propri modelli più capaci.
Ricostruiamo cosa è realmente successo, perché questi episodi non sono tutti equivalenti e soprattutto quale problema rimane aperto: quanto possiamo verificare dall’esterno quando sono le stesse aziende che costruiscono i modelli a osservare gli incidenti e decidere quando raccontarceli?
Per chi volesse approfondire:
https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/1001049/openai-training-pause
https://www.axios.com/2026/09/26/openai-anthropic-thousands-ai-security-incidents?
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Episodio 380.
Non hanno violato i server di Revolut: per mesi hanno semplicemente chiesto i dati e la banca glieli ha consegnati. Un gruppo di criminali è riuscito a utilizzare una casella istituzionale riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria per presentare richieste apparentemente provenienti dalle autorità italiane. Tra marzo e luglio sarebbero avvenuti numerosi scambi con Revolut, fino a una mail in cui la banca conferma l’invio dei documenti e annuncia separatamente la password per decifrarli.
In questa puntata ricostruisco passo dopo passo l'incredibile operazione, cosa sappiamo della PEC compromessa, quali dati di 680 clienti sono finiti nelle mani degli attaccanti e cosa si può fare concretamente con documenti, informazioni finanziarie e selfie utilizzati per l’identificazione.
Infine affronto il punto più scomodo: quanto è stata sofisticata la truffa e quanto, invece, sono state insufficienti le verifiche di Revolut?
Per chi volesse approfondire:
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/15/truffa-a-revolut-con-pec-italiana-compromessa-indaga-la-postale_b3b5047d-80a0-4242-93d2-8574c7f2f310.html
https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2026/09/caso-revolut-viminali-su-680-utenti-coinvolti-8-sono-italiani-796bc776-6b20-4f89-a133-9cbc539836d0.html
https://www.senato.it/show-doc?id=0&idoggetto=0&leg=19&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs-atto_403368&tipodoc=hotresaula
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Episodio 379.
Il Meta Connect 2026 di questa notte potrebbe aver mostrato qualcosa di più importante di una nuova generazione di smart glasses. I Meta VR Glasses pesano appena 100 grammi perché spostano processore, batteria e storage in un puck esterno: una scelta radicale che sacrifica parte del campo visivo per provare finalmente a liberare la realtà virtuale dal casco. Accanto a loro Zuckerberg ha mostrato Muse Charm, un piccolo dispositivo tascabile dedicato all’agente AI Muse, pensato per essere usato senza prendere in mano il telefono. In questa puntata analizzo specifiche, compromessi e casi d’uso dei nuovi VR Glasses, il significato strategico del Charm e il sorprendente successo iniziale di Muse negli Stati Uniti, senza dimenticare un limite decisivo per noi: Muse non è ancora disponibile in Italia e Meta non ha annunciato quando arriverà.
Chiudiamo con i Ray-Ban Meta Audio, i Gen 3 classici e l’arrivo italiano dei Meta Ray-Ban Display per capire il vero disegno di Zuckerberg: distribuire il computer personale tra occhi, orecchie, tasche e intelligenza artificiale.
Per chi volesse approfondire:
https://about.fb.com/news/2026/09/introducing-meta-vr-glasses-3d-movies-immersive-live-sports-100-grams/
https://www.theverge.com/tech/999750/muse-charm-meta-ai-hardware
https://www.reuters.com/business/meta-testing-human-concierge-its-new-personal-ai-agent-muse-2026-09-22
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Episodio 378.
Dopo settimane dominate dagli allarmi sui modelli di frontiera, Jensen Huang offre la versione opposta: secondo il CEO di NVIDIA, gli scenari catastrofici sull'intelligenza artificiale non sono fondati sulla scienza e la probabilità che l'IA provochi la fine del mondo entro il 2030 è «zero per cento». Ma possiamo davvero essere così sicuri?
In questa puntata confronto non le persone, ma la solidità delle loro certezze. Che cosa significano le percentuali sul rischio esistenziale citate nei sondaggi tra ricercatori? Quali sono misurazioni e quali invece giudizi soggettivi? E quanto pesa il fatto che NVIDIA sia uno dei principali beneficiari economici dell'accelerazione dell'IA? Separiamo i rischi già osservabili da quelli emergenti e dagli scenari di estinzione, per capire quanto sappiamo davvero e quanto, invece, stiamo ancora cercando di prevedere.
Per chi volesse approfondire:
https://www.cbsnews.com/news/face-the-nation-full-transcript-09-20-2026/
https://wiki.aiimpacts.org/ai_timelines/predictions_of_human-level_ai_timelines
https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/997936/nvidia-jensen-huang-ai-fears-overblown
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